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Direttore responsabile
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INFORMAZIONE
imbavagliata? Si aspettano smentite
Antonia
Geninazza Sabato
14 settembre, sfoglio il giornale, Repubblica, e
vedo il viso imbronciato dell'onorevole Mancuso, che non ho mai amato molto
ritenendolo di parte, naturalmente quella del Cavaliere. Titolo sotto la
fotografia: "Non punto la pistola al Cavaliere, ma so perché ha perso
l'onore". C'è di che sobbalzare, anche se si sa che l'onorevole Filippo
Mancuso non è più pane e ciccia con Berlusconi da quando non ha avuto quello
che gli era stato promesso. Guardo entrambe le pagine e apprendo che Filippo
Mancuso, illustre giurista, venerdì 13 settembre ha chiuso il suo intervento
demolitorio sulla legge Cirami che il governo vuole fare approvare, dichiarando:
"Rispetto al vero destinatario e beneficiario di questa norma, l'onorevole
Previti, il presidente Berlusconi non è psicologicamente e moralmente libero.
Questo è il dramma del paese", e sfida Berlusconi a smentirlo, a
dimostrare che non è prigioniero dell'avvocato-amico. Ribadisce che è un uomo,
Berlusconi, che erra troppo, soprattutto nella scelta di quelli che gli fanno
corona, che dica, sempre Berlusconi, se lui, Mancuso, sta mentendo quando dice
che non è libero davanti a Previti, che non è libero nel Parlamento. Lo dica,
e se lo dirà corra l'alea di essere smentito. C'è di che allibire, se ancora
ne avessi voglia. Ma il peggio è nell'intervista "Senza Rete" il cui
titolo aveva attratto la mia attenzione. Pur ammettendo che sarà considerato un
deluso dalle mancate promesse, nell'intervista ci dà dentro a ribadire il
condizionamento di Berlusconi, descrivendolo come un "superficiale,
narciso, con un'inguaribile predisposizione alla menzogna, ma comunque molto
migliore di quello che è costretto ad essere per colpa di Previti".
Accusa, Filippo Mancuso, affermando di dire cose di cui è "a conoscenza
diretta, non sono parole o giudizi abbaiati. Parlo perché so", ma che cosa
sa, non dice. |