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Attualità
BERLUSCONI-TREMONTI il museo degli orrori della
politica italiana
Antonia Geninazza Berlusconi ad interim al Tesoro al posto di Giulio Tremonti, e “per tutto il tempo necessario a ridurre le tasse” perciò non a breve termine, ecco il risultato dello scatto di reni di Gianfranco Fini e Marco Follini. A questa notizia i miei folti ricci rossi sono scattati diritti sulla testa come quella pubblicità di matite che circolava anni fa e così sono rimasti. Non capisco niente di economia nazionale, ma a casa mia i conti non sono mai stati in rosso, forse non ho costruito una fortuna ma non corro il rischio di subire perdite che mi vedano con le pezze al sedere, non m’intendo di “finanza creativa”, la creatività la riservo per il lavoro che mi porta quattrini, questi li piazzo con discernimento nelle spese che mi posso permettere e il resto lo investo nel miglior modo possibile. Cosa abbia fatto Giulio Tremonti per l’economia italiana in questi tre anni e rotti da superministro non mi è mai stato chiaro, so che i condoni erano sempre più schifosamente tombali e le una tantum fioccavano, chiaro mi era però il fatto che le sue decisioni prendevano sempre alla sprovvista quelli che avrebbero dovuto essere gli alleati della coalizione alla quale apparteneva e questi si ribellavano chiedendo verifiche. In questi tre anni le liti nella maggioranza “coesa” sono state se non all’ordine del giorno quasi, fino alle dimissioni più o meno imposte a quello che era un ministro con cinque deleghe e con la possibilità, tagliando le spese, di condizionare altri cinque ministeri. Tremonti è stato accusato da Fini di avere truccato i conti, si è difeso ammettendo qualche errore, ma deve andarsene e al suo posto, oggi lunedì 5 luglio 2004, sarà il Cavaliere a presentare cifre e speranze all’Ecofin. Per portare questo pacchetto, i telegiornali ci hanno fatto sapere che per due-tre giorni Berlusconi e un folto gruppo di tecnici hanno lavorato anche di notte vagliando carte su carte per trovare dove tagliare. Senza andare troppo a pescare nel passato, io ricordo che per alcune iniziative di questo governo sono stati stanziati fondi che non c’erano, e Casini ha cassato l’iniziativa, mi domando dove vogliano andare a tagliare ancora per reperire i 7,5 miliardi che servono per non beccare il cartellino giallo. Inoltre, mi chiedo, Tremonti ha fatto sempre tutto da solo, senza l’aiuto di sottosegretari ecc.? Ma la domanda che mi angoscia è: quale Berlusconi si presenterà oggi a Bruxelles? Mi passano davanti agli occhi le fotografie taroccate di tutte le sue campagne elettorali (anche nella prima erano vecchie di cinque-sei anni come ho dimostrato), l’omino di gomma dell’ultimo libercolo che illustrava le meraviglie del suo governo e che appariva sui manifesti elettorali? Sarà quello con il sorriso da pescecane che inalberava quando prometteva mari e monti, o il logorroico e sudato tizio che depone “spontaneamente” in tribunale raccontando di quando Berta filava senza dire in realtà un piffero, o bugie, ai giudici? Sarà quello che fa le corna in una foto ufficiale, l’arrogante che dà del kapò durante la prima giornata di semestre europeo, quello che bacia una sposa musulmana, quello che ha in tasca una proposta irrifiutabile per far firmare la Costituzione Europea che non viene firmata, o quello che con il suo ministro del tesoro sfotteva Bruxelles? È presidente del consiglio, ha fatto per dieci mesi il ministro degli esteri, si è fatto leggi e leggine che lo favoriscono come imprenditore, ha avuto un ministro del tesoro che a quanto pare ha procurato più danni all’Italia delle piaghe bibliche, ora vuole occupare anche questo posto. E a me viene in mente che con la Standa non fu buon imprenditore, e neppure con la Cinque francese e che quando è “sceso in campo” stava maluccio anche Mediaset. Dio ci scampi dagli improvvisatori è sempre stato il mio motto, lui ha messo insieme un’armata brancaleone e adesso vuole fare non solo il capo, ma anche tutta l’armata. Dice che ci mette la sua faccia, la sua faccia l’ha già messa per le elezioni europee e amministrative di giugno e le ha prese, dica piuttosto che ha il timor panico di vedere scoperte tutte le magagne di tre anni e rotti di prepotenza e incapacità, perciò meglio tirarla alla lunga, provare ancora a imbonire, chissà mai che non accada un miracolo. Purtroppo per lui, è solo un furbo fortunato che si è creduto onnipotente, vorrei ricordargli che il medico pietoso fa la piaga con i vermi, sarebbe più corretto se, invece di dire “sono stato frainteso” quando spara cretinate, dicesse “scusate, ho sbagliato” togliendo il disturbo. Più la tira alla lunga e, penso, meno la metà e oltre degli italiani che non lo ha votato sarà disposta a non presentargli il conto per i danni materiali e morali procurati dalla sua megalomania. Dio salvi l’Italia, perché non sarà certo questo personaggio a farlo.
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