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Direttore responsabile
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IL CAVALIERE… teutone
Antonia Bonomi Salutando per le vacanze
il Cavaliere aveva promesso che per un mese sarebbe stato zitto, e aveva
raccomandato a tutti i suoi di farlo, ma parlare deve essere più forte di lui
perché ecco scodellata un’intervista alla Bild dove la musica è sempre la
solita: ah, questa sinistra italiana che gonfia terribilmente le sue battute sui
campi di concentramento e i kapò, mentre lui, pesantemente offeso nella sua
persona dall’onorevole Schulz che gli chiedeva conto di processi e conflitto
d’interessi, non aveva altro per la mente che di fare dell’ironia. Ma c’è
di peggio: nel corso dell’intervista loda la propria laboriosità, che gli ha
sempre impedito di fare ferie vere e proprie, e per dare maggior enfasi al
proprio discorso dichiara che: “In Italia, per la frenesia dei miei ritmi
lavorativi, vengo quasi considerato un tedesco, anche perché sono di Milano, la
città in cui si lavora di più”. Italiani non residenti a Milano e nel suo
interland, che facciamo, c’incazziamo? Se non fosse chiaro che il Cavaliere ha
il vizio di lisciare l’interlocutore senza pensare… all’effetto che fa, ci
sarebbe da fare una sollevazione ad essere considerati scansafatiche, ma poiché
è assodato che la gaffe è il suo forte lasciamolo sognare di essere
considerato un tedesco, mi piacerebbe proprio sapere chi gliel’ha mai detto, e
leggiamolo mentre parla di telefilm passati “sulle mie reti televisive”, di
essere “il proprietario della maggiore casa editrice italiana”, di assistere
alla partite della “mia squadra di
calcio”, di avere scelto le
Valchirie come inno per dare slancio alla “mia società sportiva”. |