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Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Attualità
DONNE… oltre le gambe c’è di più
M. M. G.
Il voto lo hanno conquistato
tardi, anche ai nostri giorni, nella civilissima Europa, c’è chi le vorrebbe
solo mogli e madri, poco più di animali domestici meglio ancora se soprammobili
quando non devono svolgere la loro mansione di riproduttrici, ma nel corso dei
secoli le donne hanno dimostrato di possedere anche un cervello e di saperlo
usare.
A rivendicarlo è la scrittrice Deborah Jaffé nel libro Ingenious Women,
dove ha raccolto tutte le invenzioni femminili brevettate dal 1637 al 1914.
Secondo l’autrice, le donne sono state discriminate anche per il mancato
riconoscimento delle loro capacità inventive, delle loro intuizioni che hanno
contribuito all’avanzamento della scienza, al miglioramento della qualità
della vita.
L’autrice, che ha curato biografie di personaggi importanti, è pittrice con
opere acquistate da importanti collezionisti, e fotografa, racconta che quando
ha cominciato il libro gli uomini la prendevano in giro dicendo che sarebbe
stato “molto corto” perciò non le avrebbe portato via molto tempo.
Pazientemente, ha incominciato a spulciare gli incartamenti depositati negli
uffici brevetti d’Inghilterra e Stati Uniti dal diciassettesimo secolo
all’inizio della Prima guerra mondiale, dove ha trovato non solo i nomi delle
inventrici, ma anche i disegni che accompagnavano i progetti. L’augurio che si
fa Deborah Jaffé è che il libro non si fermi al primo tomo, poiché le donne
hanno continuato ad inventare, ma le è sembrato giusto partire dall’inizio,
in un periodo in cui le donne erano poco più di ombre, accessori, tutt’al più
da ammirare non certo da considerare.
La donna, dice la Jaffé, ogni giorno è costretta a svolgere simultaneamente più
compiti, dalla casalinga alla madre alla lavoratrice, e il suo cervello è più
abile nel risolvere i problemi pratici, e proprio dalla necessità di
alleggerire il peso degli impegni quotidiani sono nate molte invenzioni. Nel
1812 Sarah Guppy aveva brevettato una macchina in grado di bollire un uovo,
tostare il pane e fare il caffè: la prima colazione in un colpo solo, dieci
anni dopo è stata la volta di un letto con scalini incorporati. La sua
invenzione più importante, però, non è mai stata riconosciuta. Nel 1911
presentò il progetto per la costruzione di un ponte a sospensione, idea
realizzata da altri senza che il suo nome compaia nei libri di architettura.
Restando negli Stati Uniti, nel 1886 Josephin Cochran
e Née Garis inventano la lavapiatti, nel 1903 Mary Anderson brevetta il
tergicristalli, nel 1913 Bertha Paatsch idea
una macchina affettapane che imburra anche le singole fette. In Inghilterra, se
nel 1809 le strade di Londra furono illuminate lo si deve ad Elizabeth Perryman,
ideatrice del primo lampione a gas. Augusta Ada King, contessa di Lovelance e
figlia di Byron, nel 1840 conosce Charles Babbage
e con lui progetta una macchina analitica, fu lei che era un genio della
matematica a trovare il linguaggio con il quale impostare il linguaggio
dell’elaboratore che è il bisnonno del computer su cui scriviamo.
Tra le invenzioni delle donne troviamo anche i pannolini usa e getta e… il
reggiseno con i ferretti ideato da Marie Rose Lebigot nel 1950.
Tra le poche italiane a figurare nel libro è Maria Montessori, ideatrice del
famoso metodo scolastico.
Che dire? Donne, oltre le gambe c’è di più!
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