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Attualità
IL SEGRETO DI FATIMA E L'ATTENTATO AL PAPA quando la profezia avvera se stessaAntonia Geninazza Bonomi Ho sempre avuto molte perplessità sull'attentato del 13 maggio 1981 a Giovanni Paolo II. Il perché è presto detto: ho l'abitudine, è il mio lavoro, di fare le previsioni, ma anche di verificare, quando accade qualcosa d'importante o drammatico, se l'avevo previsto e perché è accaduto, quali erano gli aspetti tra i pianeti rotanti e il quadro del personaggio che hanno innescato l'avvenimento. Non è curiosità morbosa, serve per cercare di definire meglio l'influenza, le variabili dei vari aspetti. L'ho fatto e lo faccio per centinaia di fatti e personaggi del passato e una parte delle ricerche è stata pubblicata nel libro "Se Napoleone avesse letto l'oroscopo ". Sconfitte e morti, sono ben rappresentate e difficilmente sono imputabili a un pianeta singolo. Quando accade qualcosa, è ben rappresentato nel quadro di chi subisce o gioisce. Che Giovanni Paolo II sia a "rischio di morte violenta, improvvisa" è ben indicato nel suo quadro natale, e il termine "violenta, improvvisa" sta sia per attentato o incidente, sia per infarto, ictus e in età avanzata. Nei miei appunti sono segnate parecchie date come ipotesi di "probabili" accidenti, tutte con fior di aspetti negativi, di quelli che "fanno" avvenimento, ma il 13 maggio 1981, proprio non c'è mai stato, perché "non c'erano" aspetti determinanti in quel senso. Sì, Urano-l'imprevisto, che nel quadro natale è in larga quadratura al Sole e alla Luna, era in opposizione ai medesimi, ma combinandosi con le altre posizioni, dava l'indicazione di esternazioni della personalità come testardaggine, caparbietà, scelte controcorrente, anche "suicide" ma sul piano morale. Urano è l'imprevisto, d'accordo, ma tiene a lungo le posizioni, se c'era un momento buono perché l'attentato fosse prevedibile, perché c'erano altri aspetti fortemente perturbatori, questo era nella prima quindicina di febbraio o nella prima di ottobre del 1981 quando i pianeti che indicano accidenti ricevevano i "debiti" aspetti. Ma non il 13 maggio. Inoltre, il papa aveva sessantun anni, troppo pochi per l'età indicata dall'aspetto, perciò la morte, comunque, non era contemplata. La rivelazione del cosiddetto "terzo segreto di Fatima" mi ha fatto capire com'è andata la cosa: è stato un avvenimento creato ad hoc. Non dico che il papa abbia "montato la scena", anche se ha un certo gusto per i colpi di teatro, ma che sia stato creato da chi conosceva il testo del segreto, questo non me lo toglie dalla testa nessuno. Come nessuno mi toglie dalla testa che il papa sapesse di un possibile attentato reale, non solo profetico, ma che non abbia fatto niente per cautelarsi, spinto dalla voglia di martirio, di eccezionalità. O, sapendo di essere ammalato, dal desiderio di morire nel pieno delle sue forze e non in condizioni che ne sminuissero la figura psichica e fisica, l'immagine di forza e potenza. Chiunque l'abbia programmato, conosceva il testo ora diffuso
delle "profezie" e lo ha fatto calzare alla festa della Madonna di Fatima. È
questo il punto che, come si dice, fa cascare l'asino: la profezia che avvera se stessa
con l'aggiunta del voler strafare. Quello che mi meraviglia, è la "rivelazione" attuale. Non si deve per forza essere atei, e io non lo sono per quanto la mia fede sia imperfetta secondo i canoni cattolici, per essere imbarazzati e perplessi davanti all'ingenuità, o presunzione, nel voler fare per forza del miracolismo. Le profezie? Forse la visione dell'inferno, in ragazzini avvezzi a portare il cilicio, cresciuti nella preghiera quotidiana e continua, nel terrore superstizioso dell'inferno per il più piccolo peccato che, se ti andava bene, fa piangere l'angelo custode? Non dimentichiamo che Lucia, il giorno della sua prima comunione, a sei anni, aveva deposto simbolicamente il suo cuoricino nelle mani della Madonna "ricevendone la sensazione di vedere l'immagine sorriderle". Sempre a proposito delle profezie, la fine del primo conflitto mondiale? Una guerra inizia e finisce, anche se è quella dei cent'anni. L'inizio di una nuova guerra sotto il pontificato di Pio XI? La II Guerra Mondiale è ufficialmente scoppiata il 3 settembre 1939, e Pio XI era morto il 10 febbraio di quell'anno: dal 2 marzo papa era Pio XII. Non bisogna dimenticare, inoltre, che Lucia ha scritto quest'ultimo pezzo nel 1941, e che la guerra era già scoppiata. La visione di un vescovo vestito di bianco tra montagne di cadaveri per indicare i martiri della Chiesa nel XX secolo? Facile in ragazzini cresciuti nelle convinzioni cattoliche del tempo, quando la chiesa era la sola produttrice di martiri, mentre i credenti di altre religioni ammazzati dai religiosissimi spagnoli e portoghesi non esistevano. Si vuole il vescovo assassinato? Potrebbe essere benissimo quello del Salvador ucciso mentre diceva messa. Senza tener conto dei sacerdoti uccisi da pazzi o dalla mafia in tempi più o meno recenti, dei missionari uccisi in tempi precedenti e che potrebbero aver influenzato le visioni dei ragazzini. Montagne di cadaveri di preti, suore e anche laici: non mi sembra che nel corso del 1900 siano stai ammazzati tanti preti e suore, mentre di laici e di appartenenti ad altre religioni, leggi ebrei per fare un esempio, ne sono stati fatti fuori a milioni. E, poi, nomi di personaggi come il papa (errato per di più), nazioni come la Russia sono nei testi originali di suor Lucia o sono "interpretazioni" a posteriori? Non si deve dimenticare che suor Lucia scrisse i suoi "Ricordi", tra il 1935 e il 1941, a partire da diciotto anni dopo le apparizioni. E leggendo brani di ciò che la pastorella sopravvissuta ricordava, credetemi, rabbrividisco pensando alla crudeltà di ciò che fa dire alla Madonna la quale, guarda caso, appare per lo più a bigotti e non a chi potrebbe chiedere spiegazione, ad esempio, del perché l'umanità sia stata gravata del peso del sacrificio del figlio di Dio che si è fatto crocefiggere per salvare gli uomini dal peccato, senza che lo scopo sia stato raggiunto. Anzi, creando una nuova casta sacerdotale i cui rappresentanti, molti, nel corso dei secoli, a voler essere pietosi, ne han fatte quante Carlo in Francia, dimostrandosi di una crudeltà, vanità e ambizione inaudite, per esempio costringendo gli ebrei, considerati deicidi, a patire proprio sotto la chiesa cattolica. Non dimentichiamo che il primo a ordinare che portassero la stella gialla, a confinarli nel ghetto fu un papa. Tornando alla Russia, non dimentichiamo che non è stata eventualmente un'intuizione quella di Lucia: il regime comunista era già al potere al periodo delle visioni, e lo era ancora di più quando sono state messe su carta e che, comunque, potrebbe essere interpretato, visto che si va avanti ad interpretazioni, più che come regime comunista, come chiesa ortodossa, poiché la divisione tra le due chiese c'era e non è che i cattolici ammettessero che, eventualmente, l'errore fosse il loro e non quello degli ortodossi, e che già altri papi, compreso quello in carica all'epoca delle visioni, si davano da fare per una riunione. Secondo la Madonna il terzo segreto doveva essere reso pubblico nel 1960, dopo essere stato inviato al vescovo di Leira nel 1943, ventisei anni dopo l'apparizione. In un tempo imprecisato, pare verso la fine del medesimo anno, fu recapitato al papa, nel 1963 fu pubblicato su vari giornali, tedeschi e nel resto del mondo, con fotocopie dei fogli originali. Testo vero o fasullo? Quello che ho davanti parla di terribili castighi sull'umanità e l'Apocalisse li aveva già indicati molti secoli prima. Che dire? Si deve credere per fede e in quello cui credo, credo per fede, ma quando vedo le cose tirate per i capelli mi si smuove il demonietto delle "indagini" e quello che vedo mi irrita. Ho nel cassetto uno studio sui tre pastorelli di Fatima fatto anni fa, lo tenevo lì perché non mi sembrava di buon gusto infierire su povere creature morte o sepolte in convento. Ma quando è troppo, è troppo. E sono sicura che il mio dio, che di orpelli ne ha pochi, mi capirà. |