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Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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TANGHERI E VALSEUSE le fatine ignoranti della
maggioranza
Antonia Bonomi
Se per il paese Italia la
situazione non fosse pericolosamente oscillante tra il grottesco quotidiano e la
tragedia sulla distanza neanche tanto lunga, ci sarebbe da sbellicarsi dal
ridere ad osservare i movimenti
quotidiani della maggioranza detta Casa delle Libertà. Ballano il tango con
avanti e indré tra leggi e leggine alla cicero pro domo sua, del padrone,
tentativi di bloccare quello che non giova al medesimo, gomitate tra
coinquilini, rimangiamenti e
rimaneggiamenti che sono autentici giri di valzer per fingere “un’unità
coesa” sempre più infrangibile, non nel senso indicato dal Cavaliere che
intendeva dire che non si sarebbe mai rotta, ma nel senso reale cioè che se
prende la botta giusta va in mille pezzi. Certo, i vari partiti delle varie
coalizioni di corna se ne sono sempre cantate anche negli anni precedenti la
discesa in campo di questo oggetto misterioso, ma volete mettere la grazia del
minuetto del tempo che fu? Arzigogoli politichesi senza dubbio, ma quando in
televisione si mostravano i vari ministri e contendenti la forma era salva, sia
nell’abbigliamento sia nel linguaggio, naturalmente parlo di espressioni
lessicali e non di dizione perché non potrò mai dimenticare che una
delle mie figlie, avrà avuto quattro o cinque anni, sentendo parlare
Ciriaco De Mita mi chiese perché l’Italia avesse un ministro straniero! Ora,
la barba quotidiana è sorbirsi le lamentazioni della maggioranza che pietisce
con spocchia lamentando gli attacchi dall’opposizione quando è sotto gli
occhi di tutti che fanno solo un gioco, quello del padrone, e i tangheri alla
Bossi e Castelli che sbraitano concionando il primo, costretto a fare il furbino
il secondo con la sospensione alle rogatorie richieste dal tribunale di Milano
in America e, infine, a rimangiarsi la decisione mentre la longa manus asserisce
di essersi tenuto fuori da questo tango d’infimo ordine e la fatina che motu
proprio voleva fargli una cortesia applicando una legge inesistente, e pensare
che è ministro della Giustizia!, ha fatto solo la figura dell’ignorante.
Sceneggiata da tangheri in Senato, con il Guardasigilli inviperito e poi
stremato, chiusura valseuse di uno dei condòmini, Fini, che ne elogia “il
coraggio e l’onestà intellettuale”. Il coraggio di che, mi chiedo, quale
onestà intellettuale? Poi capisco: nel servire il padrone anche a costo di fare
la figura della fatina ignorante. Ma che volete, pecunia non olet, per un po’
di potere ci si può anche sentir dire di essere stati raccattati perché
sbandati ed inquadrati in un’azienda che, naturalmente, deve servire il
padrone. E di nuovo tango, dopo il giro di valzer al Senato Fini torna tra i
suoi e asserisce: la luna di miele tra il governo e il paese è finita. Mi
chiedo quale luna di miele c’è stata tra pese e governo? Per il paese non
riesco a capire che cosa abbia fatto il governo perché non c’è nessuna delle
leggi circolanti che mi porti un beneficio, e faccio parte del paese, mentre il
governo ha fatto molto per il padrone. Forse, come paese Fini intendeva il
padrone e i condòmini della Casa delle Libertà.
Poi, aggiunge che An non può stare in finestra, che hanno dato un chiaro altolà
alla Lega e agli alleati di governo, nessuno pensi di dettare le regole. Ma vuoi
vedere che Fini si è accorto che… ad essere fini non ci si guadagna?
Ho una curiosità: tra gli alleati di governo includeva anche il padrone e il
suo partito azienda?
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