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Anno
11
Numero
50

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

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Il Consulente

 
RISPOSTE… NEL CONDOMINIO

M. M. G.

Nel rispondere alle vostre domande, in redazione ci siamo accorti che c’è molta confusione sulla suddivisione delle spese nel condominio. Infatti, nell’ultima tornata quasi tutti si sono visti dividere le spese di manutenzione, ordinaria o straordinaria, in parti uguali, Ma allora che cosa ci stanno a fare le tabelle millesimali?  Di seguito troverete una tabella che serve per fare un po’ di chiarezza. In bocca al lupo a tutti!  

Buongiorno, ho comprato un appartamento, prima casa abitazione principale in cui non vivo lei sai dirmi per quanto riguarda il riscaldamento quali sono le percentuali in cui ho devo pagare? Grazie.
Deve pagare normalmente, come una qualsiasi persona che vi risiedesse e che magari avesse come seconda casa: in base ai millesimi! 

Buon giorno,vivo in un condominio al piano terra , ho un cane di razza boxer e un giardino di proprietà, dove lui sta giorno e notte. Esce almeno 2 volte al giorno, fa chiaramente i suoi bisogni in giardino quando è necessario e ogni giorno immancabilmente raccolgo tutto, e lavo almeno 1 volta alla settimana, il cane spesso è solo per motivi di lavoro, non è aggressivo ed è un giocherellone. In poche parole seguo le regole che determinano una gestione normale di un cane.
Intorno a lui girano chiaramente gatti (randagi e non, di nostri vicini), purtroppo il cane abbaia per questo e altri motivi, tra i quali c'è il fatto che quello è il suo linguaggio per farsi capire. Alcuni condomini sopra di noi ci stanno minacciando di diffida in quanto rechiamo disturbo a loro, gli stessi hanno inoltre nei giorni scorsi pensato bene di lanciare secchiate d'acqua al cane, il quale dopo essersi visto arrivare questa addosso, ha chiaramente ormai perso la convinzione che fino a prima l'acqua scendeva a gocce, con tuoni e lampi che erano motivo di altri momenti  di abbaio. Le chiedo se per cortesia ci sono leggi o regolamentazioni che possono far si che io sia costretto contro la mia volontà a far allontanare il cane dal
condominio. Grazie GIANFRANCO
Partendo dal presupposto che mi sembra strano che un boxer possa fare tanto casino: lo dico perché in casa ho una boxerina di 7 anni, Fanny, che nella palazzina adorano tutti, in quanto fa solo le feste e non abbaia mai! Anche quando, per punizione, la metto sul balcone! Tornando al suo problema, non si può impedire che il cane abbai ai gatti, anche se dovessero esserci una quantità di gatti tale da farlo sempre abbaiare. Di certo non aiuta l’inciviltà dei suoi vicini di casa che pensano di risolvere la situazione tirandogli secchiate di acqua. Il cane sarà allontanato se il regolamento condominiale del vostro palazzo prevede questo, altrimenti i vicini dovranno rivolgersi all’autorità competente per fare qualcosa. Li avverta che se continueranno a tirare l’acqua, sarà lei che farà un esposto nei loro confronti per maltrattamenti all’animale. 

Buon giorno, in questi giorni ci siamo ritrovati sotto una pioggia torrenziale con i garages del seminterrato che inesorabilmente si riempivano d'acqua. Abbiamo avuto danni ingenti, macchine parzialmente e totalmente sommerse, ad esempio. Le pompe non hanno funzionato: è mancata la corrente e le batterie a tampone, esauste, non hanno mai funzionato. Possiamo chiedere il risarcimento dei danni a chi ha installato l'impianto delle pompe? Sinceramente non so se ci siano contratti in essere che prevedano una periodica manutenzione, la casa ha un paio d'anni e non so se la manutenzione avrebbe già dovuto essere stata fatta (in tal caso possiamo pretendere il verbale di avvenuta manutenzione con allegate le documentazioni di carica/scarica delle batterie?) o se 2 anni sono pochi e quindi dobbiamo puntare sui documenti di collaudo? Grazie 
Eccome se avete tutti i diritti che lei cita. Dalla lettera non si capisce se fate parte di un condominio, ma una ditta che si occupa della manutenzione dell’impianto ci deve essere per forza e anche qualcuno che si occupi di contattarla. Fate tutte le ricerche del caso e se non ci dovessero essere prove dell’avvenuta manutenzione... procedete con la richiesta di risarcimento. 

Innanzi tutto vi ringrazio per il tempo che vorrete dedicarmi. Abito in un attico con 21 appartamenti, dobbiamo sostituire o aggiustare le soglie delle finestre di vari appartamenti perché si sono rotte. Dato che il mio appartamento le soglie non sono rotte, devo contribuire anche io con la quota millesimale, o posso essere esonerato. Grazie MICHELE
E’ esonerato, poiché è una spesa che compete il proprietario dell’appartamento che ha le soglie rotte.

Salve. Abito in un parco con villette a schiera. Il problema e' questo: il mio vicino di casa possiede due cani di piccola taglia che abbaiano a qualsiasi ora del giorno, soprattutto quando suona il suo citofono, anche in ore notturne (ore 24-ore1.00 anche) e durante le ore pomeridiane, soprattutto nella camera da letto del vicino divisa da una parete dalla mia camera da letto e nel suo giardino per qualsiasi cosa accada. Mi sono rivolto all'Amministratore il quale ha riferito che esiste una sentenza della Cassazione che vieta i cosiddetti "disturbi dell'esistenza" Vi risulta? Se si, potrei conoscerla? GRAZIE.
Le posso assicurare che non c’è solo una sentenza, ma una casistica enorme in tema ed è impossibile elencarle tutte, anche perché nel nostro ordinamento… lasciano un po’ il tempo che trovano. Più che altro l’Amministratore che le ha dato questa risposta, doveva darle altre informazioni, del tipo che è lui stesso che potrebbe far cessare la situazione, essendo l’Amministratore.

Siccome nel mio condominio non hanno intenzione di installare l’antenna satellitare, posso procedere autonomamente? L’amministratore mi ha detto che gli altri condòmini potrebbero opporsi. Saluti, TOMMASO
Può installare l’antenna, facendolo a proprie spese. L’installazione individuale può essere impedita solo se pregiudica la sicurezza dell’edificio e se ne altera il decoro. 

Il mio box ha come copertura il giardino degli inquilini del piano terra, quando piove si allaga letteralmente. A chi tocca pagare i danni e in quale misura? Grazie per la risposta, ROBERTO
Il costo dell’impermeabilizzazione deve essere diviso al 50%, a meno che non venga accertato che le infiltrazioni sono dovute a cattiva manutenzione del giardino, a radici invasive, profonde delle piante del giardino che sovrasta il box. In questo caso il costo è a totale carico del proprietario del giardino. 

Vorrei diventare amministratore di condominio, cosa devo fare? Risposta cumulativa a tutte le richieste giunte
Per la vigente normativa non sono previsti requisiti specifici. Sarebbe utile, in ogni caso, frequentare un corso di formazione che l’Anaci svolge nelle sue sedi che possono essere reperite sul sito www.anaci.it  

Nella palazzina in cui abito abbiamo sempre da ridire su tutto, siamo in sei proprietari e non c’è l’amministratore che quattro di noi non vogliono. Cosa dice la legge in merito? LUIGI
Quando in uno stabile ci sono più di quattro proprietari, o condòmini, la legge prevede obbligatoriamente l'amministratore. 

In un condominio possiedo solo un box, mi è stato richiesto di partecipare alle spese per il rifacimento del tetto e la tinteggiatura del palazzo. È corretto? Grazie, GILBERTO
Sì, deve pagare nella misura dei millesimi del suo box. Quelle che non le competono sono le spese riguardanti i balconi che sono a carico dei proprietari. 

Da sei mesi ho inviato all’amministratore una lettera al mese circa un problema, sempre lo stesso, senza avere ricevuto mai una risposta. Cosa posso fare? EMILIA
Se non riesce a contattarlo telefonicamente o a incontrarlo e non riceve risposta alle sue lettere, segnali la cosa nella prossima assemblea.

Salve, potrei porgerLe una piccola domanda... avrei bisogno del suo aiuto e consiglio se è possibile. Premetto che mi chiamo Luciano e ho trovato il Suo indirizzo via internet. Il punto è il seguente. Se abitando in un condominio decido di realizzare un secondo bagno nel mio appartamento e decido di allacciare i relativi scarichi alla fecale condominiale, sono obbligato a chiedere l'autorizzazione del condominio (premesso che faccio una regolare D.I.A. al Comune)? Oppure non è un obbligo e magari a titolo di cortesia è sufficiente una semplice comunicazione all'amministratore? Grazie e cordiali saluti
Considerato che tutti gli scarichi sono legati alla fecale condominiale, lei non deve chiedere il permesso al condominio. È ovvio che se nel corso dei lavori dovesse arrecare un qualsiasi danno alla stessa sarebbe a suo carico. Magari, un avviso è cortesia.

Sono proprietario di 1 di 4 appartamenti di un condominio. Gli altri 3 sono di uno stesso proprietario che possiede anche un ampio cortile di accesso agli appartamenti, che alla sera viene chiuso con un cancello. Dall'anno di costruzione 1960 ho sempre parcheggiato la mia auto in un posto del cortile con la scritta "Posto riservato al Sig....." con accordi solo verbali.  Ora, dopo quasi 50 anni, il proprietario, senza alcun motivo, non vuole più che io parcheggi la mia auto nel cortile, per il quale io ho contribuito nelle spese di asfaltatura, sia nel recente che nel passato. Vorrei gentilmente sapere se ho qualche diritto per non farlo. 
Come ha detto lei avevate solo accordi verbali, niente di scritto e considerato che lei ha scritto che il cortile è di proprietà altrui… a che diritto possiamo appigliarci? Può solo cercare cortesemente di riavere “il suo” parcheggio, parlando con il signore e chiedendo spiegazioni. Altrimenti, deve provvedere in altro modo. 

Buongiorno, le spiego brevemente il mio problema sperando in una vs. gentile risposta. Io sono proprietario di un appartamento su 2 piani di ca 50 mq (terra e primo) in una palazzina in contesto storico abitato da un altro condomino che occupa il piano sopra il mio e infine un sottotetto ad uso esclusivo per accesso al tetto. Il problema è il seguente: bisogna rifare il tetto (e fin qui nulla da eccepire) il problema è che l’inquilino vuole alzarsi e costruire un piano in più (gia tutto approvato in comune ma manca la mia approvazione) e rifare del tutto il tetto. La domanda è la seguente: devo partecipare anch’io alle spese per costruire il tetto nuovo e quindi anche a quelle per il compenso del direttore dei lavori? O mi spettano solo quelle previste per l’eventuale rifacimento di quello gia esistente? Grazie in anticipo MAURO
Bè, è assurdo che lei debba pagare le spese per il rifacimento del tetto nuovo solo perché un condomino vuole alzarsi con la metratura. Lei non deve contribuire ai suoi cambiamenti. Lei contribuirà solo per la spesa che avrebbe affrontato se ci fosse stato solo il rifacimento.
 

Salve, Sono una studentessa di Scienze giuridiche, premetto avrei voluto trovare la risposta alla mia domanda nei miei libri e cercando in Internet ho pensato che la cosa migliore fosse chiedere a Lei. Da alcuni giorni nel mio condominio è arrivato un nuovo inquilino, il quale dopo giorni di ristrutturazione ha terminato i suoi lavori scegliendo come colore per la sua porta sul pianerottolo il colore rosso fuoco. Tutti gli altri, me compresa, abbiamo una porta marrone. Il quesito è: lui è libero di scegliere oppure deve adeguarsi all’estetica interna del condominio? Grazie mille VALENTINA
Valentina, certamente la risposta al suo quesito non si trova nei libri… ahimè! Ha ragione a dire che il signore dovrebbe guardare all’estetica del condominio (il classico marrone, tra cui possiamo comunque trovare diverse tonalità!). Il condominio, nella persona dell’amministratore, dovrebbe dirgli qualcosa, supportato magari dal regolamento di condominio che dovrebbe dire qualcosa in merito. Voi singoli condomini o inquilini rischiate solamente, andando a dire qualcosa singolarmente, di intaccare eventuali rapporti di buon vicinato.

Gentile consulente, mi chiamo Massimiliano e scrivo perchè il vicino del piano superiore utilizza per cucinare un barbecue portatile, quello da pic-nic per intenderci, nel proprio balcone. Vorrei sapere se può utilizzarlo. Grazie
Bè in teoria non ci sarebbero problemi però bisogna dire che se cucina sempre e solo con il barbecue sul balcone…potreste con le buone dirgli qualche cosa.
 

… A questo punto mi sono rivolta ai vigili che purtroppo non possono fare nulla nemmeno loro (solo nel caso in cui la musica fosse stata nelle prime ore del pomeriggio dalle 14 in poi e di notte sarebbero intervenuti) cosi non essendo competente in materia legislativa mi chiedo: possibile che nessuno tuteli il
lavoratore che fa i turni, mi sento veramente indignata e incompresa. Sapete propormi una soluzione? Grazie mille. un'infermiera esausta

Gentile signora la capisco ma purtroppo, a parte la maleducazione di alcune persone da lei interpellate, queste ultime hanno ragione. Non può fare assolutamente nulla se non sperare che la signorina in questione la smetta e lei… può solo ricorrere ai tappi per le orecchie
 

Buongiorno, vivo in un condominio di 40 unità immobiliari. Vorrei sapere se, nel caso in cui uno di questi appartamenti dovesse cambiare destinazione d'uso (per es. affittato per studio di ingegneri), le relative spese condominiali rimangono uguali a quelle del normale uso abitativo. GRAZIE, Vincenzo (Siracusa).
Certamente.
 

Vorrei sapere se esiste una distanza minima dal garage al posto auto disposto davanti allo stesso. Il mio problema è che il mio vicino di garage parcheggia sempre male, costringendomi ad effettuare manovre inutili. Grazie Carmine
Lo spazio di manovra è quello necessario per una macchina di media grandezza. Se il vicino esce fuori dalle strisce disegnate…lo faccia notare!
 

Vorrei sapere se esiste una legge che mi obbliga a tenere il mio giardino curato. Mi spiego meglio: ho da poco comprato casa in un condominio, date le spese affrontate non ho ancora la possibilità economica di aggiustare il giardino. Ho da poco saputo che qualcuno si è lamentato con l'amministratore circa le condizioni del giardino. Ora, mi chiedo se esistono le leggi riguardanti il mio problema. Grazie 
I regolamenti comunali non sono tutti uguali, anche se nei principi generali si assomigliano, i giardini devono essere per lo meno curati nel senso che non devono essere un accumulo di immondizie, mobili o una giungla!
 

Salve, mi chiamo Luigi, abito al quarto piano di un condominio, e da cinque anni trovo ogni mattina la cenere sul balcone, grazie al mancato rispetto dei miei vicini dei piani superiori (5° e 6°). Cosa mi consiglia di fare? Ho già provato tante volte a parlare con loro ma senza risultato. Grazie.
E l’amministratore? Provi a mandare una raccomandata sia a loro che all’amministratore segnalando il fatto.
 

Gentile Dottoressa, abito in un piccolo condominio di quattro famiglie, due al pianterreno e due al primo piano. Quando gli aspetta, una delle famiglie del pianterreno si rifiuta di pulire la rampa di scale che porta al primo (dieci minuti di lavoro) spazio comune. Dicono che dato che loro non salgono mai...
Vorrei sapere dove trovo la norma che regola queste questioni. Inoltre vorrei sapere come possiamo fare a farci rimborsare da queste persone (fanno fatica a sborsare il dovuto dicendo che non hanno i soldi) le spese di condominio senza dover ricorrere ad un avvocato. Grazie

Nel momento in cui il turno di pulizie è stato così diviso ed è stato accettato da tutti, non dovrebbero tirarsi indietro. Quanto alle spese, rivolgetevi ad un avvocato prendendo in considerazione la spesa alla quale andreste incontro.

Vorrei apportare una modifica esterna ad un appartamento sito al secondo piano di cui sono proprietario: vorrei fare un balcone al posto di una finestra, già esistente. Ho bisogno del consenso degli altri condomini?
Il permesso dei condomini è solo la punta dell'iceberg: non creda che sia così facile fare quello che dice lei, perché lei, costruendo dal nulla un balcone verrebbe a modificare una facciata e, questo, richiede l'autorizzazione edilizia; infatti, la normativa urbanistica, nel suo come in altri casi, richiede questa autorizzazione nel momento in cui con date opere si vengano a modificare le volumetrie degli stabili. Poi deve stare attento che l'opera non danneggi la stabilità dell'intero edificio e, quindi, nel momento in cui decide veramente di procedere, interpelli un ingegnere o un architetto che verifichi la reale fattibilità del balcone. Comunque, anche i condomini devono essere d'accordo, perché a loro viene cambiata la visione dell'edificio.

Sottopongo una situazione che si è creata nel condominio in cui abito e chiedo consiglio. Per 25 anni il cortile interno del condominio, area di transito per accedere ai box, è stata utilizzata come parcheggio. L'utilizzo è nato spontaneo, senza nessuna regolamentazione scritta. Circa un paio di mesi fa, nel corso di una assemblea, ho evidenziato che il parcheggio delle auto nel cortile doveva terminare per due motivi:
-il cortile è definito nel regolamento condominiale come una parte comune e non come area destinata al parcheggio;
-il cortile non può soddisfare equamente le esigenze di parcheggio, poiché gli appartamenti sono 12 e le macchine parcheggiabili senza intralcio sono solo 6.
Al termine della riunione non hanno più parcheggiato le auto nel cortile 10 condomini, mentre due continuano a farlo, nonostante un incontro consiliare, una riunione straordinaria e lettere da parte dell'amministratore. Preciso che nel regolamento non vi è alcun articolo che destini il cortile a parcheggio e non sono mai esistite aree delimitate da strisce per eventuali posti auto. Ogni appartamento ha un box a disposizione. Tutti e 12 gli inquilini sono anche proprietari.

Secondo la magistratura un cortile, interno che sia, non destinato abitualmente a parcheggio, serve a dare luce e aria agli appartamenti. Così nel momento in cui si vogliano parcheggiare le auto bisogna indire una riunione in cui si voti in tal senso, in quanto si parla di una innovazione nel condominio, che deve essere approvata con la maggioranza dei partecipanti al condominio e i 2\3 dei millesimi di voti favorevoli. Per il fatto che non sono parcheggiabili tutte le macchine nel cortile contemporaneamente, sarà necessario stabilire turni con un regolamento ad hoc, in modo da garantire a tutti l'utilizzo di un posto auto per un uguale periodo di tempo. Ma, essendoci 12 box e 12 appartamenti: in quel condominio avete tutti più di una macchina? Non per farvi i conti in tasca, però in questo caso, tutti dovreste mettere sicuramente una delle auto (e nel caso che questo sia grande anche l'altra) nel vostro box e decidere per quelle che rimangono fuori.

Con tanti sacrifici sono riuscito a comprare una villetta a schiera. Esiste un regolamento anche per queste situazioni?
Per le villette a schiera vanno seguite solo le regole del buon vicinato, sperando che tutti siano educati.

Vorrei sapere gli orari in cui è possibile fare lavori di ristrutturazione in un condominio.
Si deve aver riguardo alle regole del buon vicinato e della quiete pubblica, che prevedono degli orari, non rigidi, ma riportati alla normale attività lavorativa. Quindi se incominciano a lavorare alle 6 del mattino e alle 14 trapanano...ci si può certamente lamentare. Magari non minacciando denunce. Insomma, dovrebbe fare la media: hanno disturbato poco oggi, magari un po' più domani ma meno l'altro ieri…ha la mia comprensione, ma non è una situazione facile e chi fa lavori, tende a fare orecchie da mercante.

Ho un problema con l'inquilino del piano di sopra. Lui sostiene di poter sbattere tappeti, innaffiare vasi, ecc. facendo cadere tutto di sotto, perché esiste un orario della giornata che gli consente tutto ciò. E' veramente così?
Assolutamente NO! Il suo vicino è un incivile! Esiste una legge, quella della quiete pubblica, che permette di provocare rumori molesti nell'arco della giornata, basta che siano tollerabili e non esagerati; ma una legge che permetta di imbrattare la proprietà altrui, anche comune che sia, non esiste. Anzi. Sempre la legge sulla quiete pubblica considera moleste anche le immissioni di gas e le immondizie di vario genere. Finché succedono una tantum sono considerate normali, però se si verificano con regolarità, la pazienza viene messa a dura prova. Quindi può provare con le buone a farlo smettere (anche se penso che lei ci abbia provato già, e neanche una volta soltanto); quindi potrebbe ricorrere all'autorità giudiziaria in modo che venga adottato un provvedimento che imponga la cessazione dell'attività di disturbo. Tenga conto, però, che la stessa legge mette un limite alla normale tollerabilità: non si deve trattare di pignoleria pura e semplice. In caso di denuncia, le conviene conservare "reperti"!

Abito al secondo piano di una palazzina costituita da 4 appartamenti. Ultimamente mi sono lamentata con l'inquilino del primo piano per il troppo rumore, esempio: cammina con le scarpe con il tacco, il televisore acceso oltre le 11 di sera, la serranda tirata su alle 6,15 di mattina. Ho torto o ragione nel lamentarmi? Grazie di cuore M.B.
Forse per la serranda tirata su a mattina presto sì, per il resto bisogna vedere se lei è particolarmente sensibile o se veramente l’inquilino esagera.
 

Vi scrivo per porvi questo quesito. Sono proprietario di un appartamento in un condominio di 16 appartamenti e per la ricorrenza del Natale si è deciso di addobbare l'androne del palazzo con un albero di Natale ed una natività. Vorrei sapere come va ripartita la spesa. Grazie ERNESTO
Mi rendo conto che rispondo un po’ in ritardo, comunque, le spese andrebbero divise secondo i millesimi, anche se, generalmente, il condominio dovrebbe avere dei fondi per questo tipo di spese.   

Possiedo un alloggio in un condominio di montagna. Il condominio è costituito da 4 piani più il piano terra e un piano intermedio segnato come T 1/2. Io possiedo 91.5 millesimi di comproprietà. Alla voce ascensore però mi trovo segnati 222.7 millesimi. Il mio alloggio si trova al 5° piano ed è unico, mentre in tutti gli altri piani vi sono 2 alloggi. Le sembra congrua la quota millesimale assegnatami? Grazie DIEGO
Tutte le spese che riguardano l’ascensore devono essere divise in base ai millesimi di ascensore che ogni condomino ha. Tali millesimi di ascensore si calcolano come i millesimi delle scale, cioè considerando per metà l’altezza del piano e per metà l’estensione della superficie di ogni singolo appartamento esistente sul piano. Nel caso in cui nel condominio non esistesse una tabella del genere, ma solo una tabella di gestione o di proprietà, la suddivisione delle spese andrebbe ripartita semplicemente per i millesimi di proprietà. Data la spesa che deve affrontare, penso che nel suo condominio viga una tabella per l’ascensore ben dettagliata. 

Sono proprietaria di un piccolo studio commercialista posizionato al terzo piano di un edificio di quattro piani. Attualmente la situazione è questa: al pianterreno la porta dell'ascensore è munita di serratura, negli altri piani no. I miei clienti, spesso, prendono l'ascensore al primo piano. Per impedire questo, gli altri condomini vogliono mettere una chiave diversa per ogni piano. Volevo sapere se questo è lecito. Inoltre vorrei sapere quale percentuale si applica solitamente come maggiorazione per il riparto delle spese, tenendo conto che lo studio è aperto solo 7 ore al giorno e solo per 210 gg l'anno. Se do la mia disponibilità a pagare una maggiorazione, tale maggiorazione a quali tipo di spese si applica? A breve dobbiamo cambiare l'ascensore con uno nuovo... Grazie ELISA
Sul tema dell’installazione di serrature all’ascensore per limitarne l’uso ai soli condomini c’è una discussione in ballo. Per ora si ritiene che ciò sia possibile solo se viene deliberato all’unanimità dall’assemblea condominiale. Anche riguardo la maggiorazione alle spese per l’ascensore occorre che tale maggiorazione sia decisa dall’assemblea con l’unanimità, a meno che il regolamento condominiale non preveda già una maggiorazione delle spese relative all’uso dell’ascensore da parte di condomini che abbiano adibito la propria proprietà ad uso diverso da abitazione. 

Buongiorno, avrei bisogno di chiarimenti per i parcheggi condominiali. Sono in possesso di una villetta (facente parte di una cooperativa) che ha a disposizione un'area dedicata per parcheggi, la stessa area è antistante la strada (interna alla recinzione della cooperativa) che dà accesso a tutte le villette. Dopo varie sedute ed assemblee non si è trovato l'accordo per l'assegnazione dei parcheggi, si sta delineando pertanto la possibilità di libero parcheggio. In ogni caso se un altro parcheggia sulla strada antistante il mio ingresso, io non ho possibilità di uscire dal garage, cosi anche gli altri (però non tutti hanno il parcheggio disponibile all'interno dell'area). Cosa dice la legge in materia? Grazie SESTO
La legge in materia non dice nulla riguardo l’organizzazione dei parcheggi esistenti. Nel caso in cui nell’area adibita a parcheggio non ci sia posto per tutti coloro che hanno diritto a parcheggiare, la cosa migliore è fare una turnazione, in modo che tutti possano usufruire del parcheggio per lo stesso periodo di tempo. Se invece si opta per la sosta selvaggia in un qualsiasi punto dell’area, si rischia che chi ha parcheggiato in un garage, come lei, non possa uscire o entrare nella propria proprietà: per ovviare a questo inconveniente, non di poco rilievo, si possono approntare strisce o spazi appositi dove sia legittimo il parcheggio senza recar disturbo a nessuno. Il libero parcheggio ve lo sconsiglio caldamente, perché in quel caso i problemi non finiscono mai. 

Chiedo assistenza per risolvere il problema innescato dal mio vicino, con tanto di invio di Polizia Municipale per verbale di Contravvenzione e Ammenda pari a € 516,00 poiché ho realizzato una piccola struttura in legno per deposito attrezzi da giardino, delle dim.240x140x200h media, poggiata direttamente su terreno e il  lato di Fondo poggiato sul Muro di confine Comune, dell'altezza di ml. 2.50. un lato. Vorrei sapere come posso contrastare tale vicenda e come cautelarmi da tale situazione. Certo della vostra preziosa collaborazione, Cordiali Saluti CLAUDIO
Se la struttura non è ancorata a terra…non è illegittima. Altrimenti sì.
 

Il mio problema riguarda un muro di confine fra due cortili su cui il vicino dalla sua parte ha posato delle piastrelle in pietra. Da quel momento dalla mia parte si sono prodotte grandi macchie di umidità e quando piove infiltrazioni d'acqua. Ho provato a parlargli e chiedere di verificare il lavoro o di rimuovere le pietre. La risposta è stata: "Da me è tutto a posto e non ho alcuna infiltrazione d'acqua". Cosa mi suggerisce di fare? La ringrazio per la sua disponibilità e chiarezza nelle risposte lette sul sito. MERY
La ringrazio per i complimenti, comunque lei faccia venire un esperto per risolvere le infiltrazioni dalla sua parte e nel momento in cui questi confermerà le sue ipotesi (di cui sinceramente sono certa anche io: il muro non respira più!), lei farà una raccomandata al suo vicino dicendo che se non provvede subito al ripristino della situazione precedente, lei seguirà vie legali (giudice di pace).
 

Salve. Le scrivo per chiedere un consiglio su un problema che mi affligge da parecchio tempo. Con la mia famiglia vivo in un complesso di villette a schiera composto da quattro unità abitative. La mia abitazione ha anche un giardino che regolarmente il sottoscritto cura. Due mie vicine da un anno e più hanno dei gatti (attualmente 6) che, non volendo tenerli a casa perché forse troppo scomodo pulire, li lasciano liberi nello spazio comune. Detti gatti regolarmente vanno nel mio giardino scambiandolo per un wc pubblico, vietando a mia figlia di giocare sul prato perché invaso da escrementi. A questo si aggiunge il fatto che continuamente per andare a dormire nella loro cuccia situata nel balcone della mia confinante, salgono sul mio balcone camminando sulla biancheria stesa, senza contare il fatto che una vaso di gerani è regolarmente pulito da me, viene sempre riempito dai loro escrementi. A fare traboccare il vaso si aggiunge un'altra goccia. Ho più volte lamentato questo problema, anche perché mia moglie soffre di asma allergico, e con i gatti che gironzolano sulla biancheria potrebbe passare qualche brutto momento. Non so più cosa fare per fare capire ai miei vicini che i gatti devono tenerseli a casa, per non dare fastidio agli altri. Secondo lei è più importante la salute dei gatti o quella della mia famiglia? E poi è giusto che questi gatti gironzolino nella mia proprietà sporcando e rovinando tutto quello che incontrano? Le chiedo cortesemente una risposta per risolvere questo problema. Grazie GIUSEPPE
Pur piacendomi i gatti, convengo che la situazione da lei descritta è insostenibile. E’ anche vero che in giardini e cortili i gatti “randagi” potrebbero sempre circolare ma la questione sarebbe più facilmente risolvibile. Poiché con le buone non ha ottenuto risultati, eviti per favore di far del male ai quadrupedi pelosi e minacci severamente le signore di far intervenire l’ufficio di igiene. 

Gentile Avvocato, sono  proprietario di un appartamento in uno stabile di 5 appartamenti. Sono stati eseguiti lavori di ristrutturazione dello stesso, ma siamo dovuti ricorrere all'avvocato in quanto l'impresa aveva sospeso i lavori per vari motivi. Ora sotto la pressione del nostro avvocato, la ditta ha ripreso i lavori. La mia domanda è: come vanno ripartite le spese per la parcella dell'avvocato? Secondo le quote millesimali o in parti uguali? La prego una risposta urgente se possibile. Grazie GIUSEPPE
Secondo parti uguali, poiché non si tratta di lavori, ma di un qualcosa che serviva a tutti nell’identico modo.

Gentile avvocato sono la proprietaria di un appartamento al pian terreno in provincia di Pistoia in una riunione condominiale è stato decisa la posa in opera di cancelli automatizzati per l'accesso ai garage nel seminterrato del palazzo (premetto che ogni appartamento ha un garage) e la posa in opera di pompe sommerse in aggiunta a quelle già esistenti perché non sufficienti. Vorrei sapere che tipo di ripartizione deve essere attuata per queste spese. Un ultima domanda il compenso dell'Amminisratore deve essere ripartito in parti uguali tra i condomini o per millesimi. La ringrazio e la prego di rispondermi al più presto STEFANIA
Poiché ogni appartamento ha un garage e, quindi, ognuno godrà del cancello, la ripartizione deve essere in parti uguali, come quella per le pompe sommerse.
 

Gentile Sig. Maria Maddalena Regno,
le scrivo per sottoporle i seguenti quesiti: A) ho costruito, sul muro di confine in mia proprietà, una luce (conforme a quanto prescritto dal art. 901 del c.c.) dimensioni circa cm. 60 x cm. 40, con serramento apribile a Vasistas e vetro opaco; B) nello stesso muro poco più sotto ho realizzato anche due fori per areazione, diametro cm. 10 circa con griglia esterna, uno per il prelievo dell'aria che deve andare alla caldaia (n.b. i fumi vengono incanalati con altra tubatura direttamente sul tetto), l'altro per il ricambio meccanico/forzato dell'aria all'interno del locale (bagno). Tutte queste opere mi sono state autorizzate dall'ufficio Edilizia Privata del Comune, ma non ho richiesto alcun consenso al confinante, perché non mi veniva richiesto dall'ente; ora il confinante sta rivendicando i suoi diritti e chiede il ripristino dalla situazione antecedente, chiede di chiudere la finestrella e di tappare i buchi per i due condotti. Può avanzare tali pretese? Preciso che la mia costruzione è costruita in aderenza al confine e la proprietà confinante è un cortile di pertinenza ad un edificio ben distante dal mio. Cordialmente saluto e ringrazio per la disponibilità. ALEX

Non mi sembra che le sue modifiche al muro siano tali da chiedere un ripristino. Anche perché il comune le ha approvate.

Gent.ma, è legale che lamministratore dei ns. 4 condomini abbia chiesto di decidere relativamente allistallazione di una sbarra x limitare laccesso al parcheggio interno, non mediante delibera assembleare, ma solo affiggendo un foglio sulle rispettive bacheche e chiedendo ai condomini di votare per il SI o per il NO. In casi del genere si può procedere ottenendo la maggioranza delle adesioni oppure ci deve essere la totalità dei voti. Aggiungo che la richiesta di questa installazione è dovuta ad alcuni condomini che lamentano la difficoltà di parcheggio (circa 30 posti auto) durante le ore di entrata/uscita dalla vicina scuola. Grazie ROBERTO
La sbarra non è un’innovazione e quindi va bene anche la maggioranza semplice dei condomini. Poi la sbarra stessa è una cosa “mobile” toglibile senza troppi problemi, quindi anche il modo in cui è stata richiesta può andare bene.

Gentile Dottoressa, innanzitutto la ringrazio della disponibilità del servizio offerto. Avrei un problema da sottoporle. Amministro un condominio di 18 unità immobiliari, di cui 2 sono locali commerciali in fallimento e 1 è un circolo privato con annessa sala bar e biliardi (locale posto al secondo piano sotto strada). Durante l'ultima assemblea i condomini mi hanno dato mandato di far intervenire i vigili del fuoco per verificare lo stato di sicurezza del circolo privato. Inoltre hanno duramente contestato il fatto che questo locale è accatastato come magazzino e invece svolgono una funzione commerciale, di conseguenza dandomi ulteriore mandato di denunciare ciò all'ufficio del tesoro. Inoltre, durante la redazione delle tabelle millesimali, hanno altresì contestato il geometra poiché il valore che ha attribuito al circolo è quello di un magazzino e non come locale commerciale.Volevo chiedervi gentilmente se: 
-         tra le mansioni di mio dovere rientra anche il dover applicare la delibera secondo cui devo mandare i vigili del fuoco nel circolo privato;
-         se le tabelle millesimali devono essere redatte tenendo presente questo locale come attività commerciale o come magazzino (secondo accatastamento).
La ringrazio sentitamente della disponibilità offerta. ENRICO V

Be, se non lo fa lei di chiamare i vigili e succede qualcosa… i condomini possono rivalersi. Lei lo farebbe non a titolo personale ma a titolo di tutto il condominio. Per quanto riguarda la tabella millesimale, la legge parla esplicitamente di "valore" proporzionale di ciascuna proprietà esclusiva quindi la base di calcolo della tabella millesimale è il valore di mercato di ciascuna proprietà esclusiva rapportato al valore dell'intero edificio. 

Gent.le Dott.ssa, ho in fitto un appartamento sito in un parco composto da 60 appartamenti, vorrei sapere se i costi relativi alla potatura degli alberi ed al taglio dell'erba siti nel parco, spettano a me o al proprietario. Grazie ENRICO
Essendo spese di ordinaria amministrazione, competono all’inquilino.

Gentile Consulente, abito in un condominio di 20 alloggi. Io e altri tre condomini abitiamo agli ultimi piani. I balconi di questi ultimi hanno parapetti in muratura e non hanno nessuna protezione atmosferica soprastante, per cui, dopo dieci anni dalla costruzione dell'edificio, alcune infiltrazioni si sono manifestate ai piani inferiori e si sono evidenziate crepe nei parapetti dei balconi. Vorremmo installare delle tettoie in materiale leggero a protezione dei balconi di proprietà e anche delle superfici dei balconi sottostanti. Desidererei sapere se le spese da sostenere per l'acquisto, collocazione e messa in opera delle tettoie sono a totale carico nostro o se la divisione dev'essere fatta a tutti i condomini in quote millesimali. Altresì desidero sapere se vi sono sentenze inerenti passate in giudicato.Grazie COLETTA 
Le  spese di riparazione del sottobalcone e, quindi, anche quelle tettoie di protezione (se il condominio ve le fa installare) sono a totale carico vostro.  

Da 5 mesi ho acquistato all’asta un appartamento posto all’ultimo piano (sotto il lastrico solare) in una palazzina  di due piani con tre appartamenti che attualmente sto ristrutturando. Non esiste un amministratore ne una tabella millesimale. In una camera ho una infiltrazione di acqua dal lastrico di proprietà di persona non proprietaria di alcun appartamento. La costruzione risale a circa 47 anni fa e sia il lastrico solare che la facciata non hanno mai avuto nessuna manutenzione. Ho rappresentato la questione alle due persone anziane proprietarie dei due appartamenti sottostanti (uno dei quali dato in affitto). Era mia intenzione, con il loro accordo, di far fare l’intera facciata e il lastrico solare che sono molto malandati. Ci siamo accordati, dopo tante discussioni, per fare solo la facciata anteriore e il lastrico solare per non disturbare la signora del piano terra che per motivi di salute non voleva, per ora, che il ponteggio fosse posto nel suo cortile. Improvvisamente entrambi si consultano e decidono che la facciata non venga più ristrutturata e del lastrico solare far riparare solo la parte in corrispondenza dell’infiltrazione sottostante. Rappresento che la guaina catramata è per l’80% tutta screpolata con grosse spaccature, scollata dal parapetto e a bolle. Per cui penso siano spese inutili quelle che propongono. Non vogliono aderire alle spese da me sostenute per la bolla formatasi nel soffitto e per il trattamento e isolamento dei tondini in ferro pieni di ruggine delle quattro pignate staccatesi per metà e per il riempimento del vuoto. Domanda:
-         
come si può fare, in mancanza di un amministratore, a far eseguire questi lavori e richiedere le spese dei danni subiti?
-          Come si possono costringere queste persone a far realizzare la tabella millesimale delle proprietà?
-          Come debbo fare nel caso specifico a far domanda per il recupero edilizio del 36% sulle spese (così come ho fatto per l’appartamento) dal momento che non esiste un amministratore ne la tabella millesimale?
Ringrazio per la cortese attenzione PIETRO
Facendo due conti voi siete quindi in 4 condomini, il minimo richiesto dalla legge per chiedere di avere un amministratore di condominio. Quindi potreste pensarci. Per risolvere adesso i problemi da lei lamentati, purtroppo mica può costringere gli altri proprietari se non vogliono fare delle ristrutturazioni a meno che non ci sia pericolo per voi o per terzi. Al massimo può inviare ai signori una lettera raccomandata con a/r in cui dice che dopo l’esecuzione da parte sua dei lavori, se ci dovessero essere ulteriori problemi dovuti al fatto che i lavori proposti (di rifacimento della facciata, etc) non sono stati eseguiti, lei riterrà responsabili i signori. Comunque, questo lastrico solare sarà di proprietà di qualcuno: le spese per le riparazioni sono per un terzo a carico del suo proprietario anche se non fa parte del vostro condominio e non è proprietaria di alcun appartamento: ma quindi non è di proprietà esclusiva ma fa parte di un altro condominio?) e per due terzi a carico suo. 

Egregio, ho un contenzioso aperto con il mio amministratore poichè circa un anno fa ha messo in dubbio che io fossi proprietario del mio appartamento e quindi condomino a tutti gli effetti, la sua convinzione nasceva dal fatto che l'appartamento era intestato a mia moglie. 
Tengo a precisare che l'appartamento è stato comprato con i risparmi di entrambi  nel 1980, circa 4 anni dopo aver contratto matrimonio e quindi in regime di comunione legale dei beni. Nonostante il sottoscritto abbia più volte verbalmente ribadito al Sig. amministratore ciò, questi per ben due volte mi contestava mediante raccomandata il diritto di protestare e quindi di partecipare alle assemblee senza la esibizione di alcuna delega. 
Con questo suo comportamento al sottoscritto veniva preclusa la possibilità di partecipare alle assemblee se non con delega della moglie ed inoltre precludendomi la possibilità di altre due deleghe ( fino a quel momento secondo l'amministratore dovendo portare la delega di mia moglie potevo portarne ancora e solo una).
Solo dopo avergli fatto pervenire una lettera legale di diffida, documento con il quale inoltre si spiegava all'amministratore cosa significava  la comunione legale dei beni e solo dopo averlo minacciato di querela questi ha iniziato ad accettare la mia presenza alle riunioni o eventualmente  quella di mia moglie, senza necessità di delega e quindi il pieno diritto di protestare per tutti gli abusi e illegalità da questi commessi. Tanto per citarne una "il 29 Aprile 2005 si è proclamato amministratore con solo 430 millesimi di proprietà e non con il 50% del valore del complesso", tengo ancora a precisare che l'assemblea in questione non consentiva la discussione sulla nomina dell'amministratore perché solo 430 millesimi di proprietà erano presenti in seconda convocazione.
Toccato nella persona dopo 25 anni di pacifica convivenza, solo per impedirmi qualsiasi azione di disturbo,  con modi arroganti e da ignorante ha tentato di escludermi. Nella lettera di diffida mi sono trovato costretto ad allegare un certificato di matrimonio e copia dell'atto d'acquisto. Contestualmente dal mio legale facevo richiedere al signore amministratore di accertare, cosi come aveva fatto con il sottoscritto, la effettiva  proprietà di tutti i condomini, suo sacrosanto dovere dopo tutto ciò che aveva combinato, e secondo il sottoscritto cosi come un buon amministratore dovrebbe fare nel momento in cui assume l'incarico. Attualmente è pendente un giudizio per quanto riguarda la sua nomina ad amministratore e a tutt'oggi non ha fatto alcuna azione per verificare quanto da me richiesto, posso a suo parere pretendere ciò? Se si come devo comportarmi?
I restanti condomini non essendo stati toccati nella persona, cosi come lo sono stato io, non hanno fatto nulla per chiudere la vicenda, ma anzi, sono stati sottoposti a lavaggio del cervello da parte dell'amministratore e suoi amici, in effetti questi ultimi non spiegano cosa è successo e perché, ma continuano a ripetere a tutti gli altri che il sottoscritto si comporta così perché non vuole un amministratore interno ma uno esterno. Fiducioso di una sollecita risposta porgo distinti saluti MARIO

Per quanto riguarda gli abusi da lei subiti, non posso dire niente di più di quello che lei ha fatto. Sicuramente può inficiare la nomina per la mancanza di maggioranza e intanto cercare, in pendenza di giudizio, di sospendere la sua nomina e nominare un amministrazione in sua sostituzione, fino alla fine del giudizio.
 

Scrivo per avere informazioni a chi rivolgermi. Ho comprato un appartamento in condominio, al piano terra con giardino, ho una bella visuale su un meleto e vista aperta. Ho scelto questo perché abitando diversi mesi in Africa sentivo anche qui, a Bolzano, bisogno di spazio. Da un paio di giorni il mio vicino di giardino ha eretto una rete verde e fitta, nella sua proprietà, ma a un centimetro dal mio giardino, togliendomi sole ed è anche antiestetico. Alle mie rimostranze, ha risposto che ha l'autorizzazione dell'amministratore. Non credo che l'amministratore possa dare un tale permesso, danneggiando personalmente me e anche l'estetica del condominio ne risente dal momento che ha circondato tutto il giardino di una rete alta 210 cm. La ringrazio se vorra' rispondermi. LUCYA
Con la rete lei quindi non vede più il meleto? Mi spiace, ma anche per soli motivi di privacy il suo vicino può farlo. 

Salve, possiedo un appartamento in condominio con un’uscita al secondo piano ed una al terzo piano della stessa scala. Mi hanno computato due volte l'immobile, nella tabella spese scala, una per la porta al terzo ed una per la porta al secondo.
Ritengo sia errato il conteggio, perché la ratio della legge si basa sull'uso della scala, e non è ipotizzabile che per salire a casa io possa usare due volte la stessa scala. Basterebbe addebitarmi l'appartamento con l'uscita al piano più alto, il terzo e questo include ovviamente anche l'uso fino al secondo (a meno di volare!). Sbaglio? grazie GERMANO

Che dire: ha ragione!

Desidererei sapere se per svolgere l'attività di amministratore nel mio condominio o in uno esterno è necessaria l'iscrizione all'albo, partita IVA, dichiarazione sul 740, tenendo presente che si percepisce un rimborso spese di gestione e non un "compenso" per tale attività.
Gli amministratori devono iscriversi all'albo che li riguarda, altrimenti non posso essere nominati tali. Un compenso lo ricevono, anche se solo rimborsi per le spese di gestione, ma si tratta sempre di guadagni che devono essere portati davanti al fisco, altrimenti sarebbe una frode.

Vorrei apportare una modifica esterna ad un appartamento sito al secondo piano di cui sono proprietario: vorrei fare un balcone al posto di una finestra, già esistente. Ho bisogno del consenso degli altri condomini?
Il permesso dei condomini è solo la punta dell'iceberg: non creda che sia così facile fare quello che dice lei, perché lei, costruendo dal nulla un balcone verrebbe a modificare una facciata e, questo, richiede l'autorizzazione edilizia; infatti, la normativa urbanistica, nel suo come in altri casi, richiede questa autorizzazione nel momento in cui con date opere si vengano a modificare le volumetrie degli stabili. Poi deve stare attento che l'opera non danneggi la stabilità dell'intero edificio e, quindi, nel momento in cui decide veramente di procedere, interpelli un ingegnere o un architetto che verifichi la reale fattibilità del balcone. Comunque, anche i condomini devono essere d'accordo, perché a loro viene cambiata la visione dell'edificio.

Sottopongo una situazione che si è creata nel condominio in cui abito e chiedo consiglio. Per 25 anni il cortile interno del condominio, area di transito per accedere ai box, è stata utilizzata come parcheggio. L'utilizzo è nato spontaneo, senza nessuna regolamentazione scritta. Circa un paio di mesi fa, nel corso di una assemblea, ho evidenziato che il parcheggio delle auto nel cortile doveva terminare per due motivi:
-il cortile è definito nel regolamento condominiale come una parte comune e non come area destinata al parcheggio;
-il cortile non può soddisfare equamente le esigenze di parcheggio, poiché gli appartamenti sono 12 e le macchine parcheggiabili senza intralcio sono solo 6.
Al termine della riunione non hanno più parcheggiato le auto nel cortile 10 condomini, mentre due continuano a farlo, nonostante un incontro consiliare, una riunione straordinaria e lettere da parte dell'amministratore. Preciso che nel regolamento non vi è alcun articolo che destini il cortile a parcheggio e non sono mai esistite aree delimitate da strisce per eventuali posti auto. Ogni appartamento ha un box a disposizione. Tutti e 12 gli inquilini sono anche proprietari.

Secondo la magistratura un cortile, interno che sia, non destinato abitualmente a parcheggio, serve a dare luce e aria agli appartamenti. Così nel momento in cui si vogliano parcheggiare le auto bisogna indire una riunione in cui si voti in tal senso, in quanto si parla di una innovazione nel condominio, che deve essere approvata con la maggioranza dei partecipanti al condominio e i 2\3 dei millesimi di voti favorevoli. Per il fatto che non sono parcheggiabili tutte le macchine nel cortile contemporaneamente, sarà necessario stabilire turni con un regolamento ad hoc, in modo da garantire a tutti l'utilizzo di un posto auto per un uguale periodo di tempo. Ma, essendoci 12 box e 12 appartamenti: in quel condominio avete tutti più di una macchina? Non per farvi i conti in tasca, però in questo caso, tutti dovreste mettere sicuramente una delle auto (e nel caso che questo sia grande anche l'altra) nel vostro box e decidere per quelle che rimangono fuori.

Con tanti sacrifici sono riuscito a comprare una villetta a schiera. Esiste un regolamento anche per queste situazioni?
Per le villette a schiera vanno seguite solo le regole del buon vicinato, sperando che tutti siano educati.

Vorrei sapere gli orari in cui è possibile fare lavori di ristrutturazione in un condominio.
Si deve aver riguardo alle regole del buon vicinato e della quiete pubblica, che prevedono degli orari, non rigidi, ma riportati alla normale attività lavorativa. Quindi se incominciano a lavorare alle 6 del mattino e alle 14 trapanano...ci si può certamente lamentare. Magari non minacciando denunce. Insomma, dovrebbe fare la media: hanno disturbato poco oggi, magari un po' più domani ma meno l'altro ieri…ha la mia comprensione, ma non è una situazione facile e chi fa lavori, tende a fare orecchie da mercante.

Ho un problema con l'inquilino del piano di sopra. Lui sostiene di poter sbattere tappeti, innaffiare vasi, ecc. facendo cadere tutto di sotto, perché esiste un orario della giornata che gli consente tutto ciò. E' veramente così?
Assolutamente NO! Il suo vicino è un incivile! Esiste una legge, quella della quiete pubblica, che permette di provocare rumori molesti nell'arco della giornata, basta che siano tollerabili e non esagerati; ma una legge che permetta di imbrattare la proprietà altrui, anche comune che sia, non esiste. Anzi. Sempre la legge sulla quiete pubblica considera moleste anche le immissioni di gas e le immondizie di vario genere. Finché succedono una tantum sono considerate normali, però se si verificano con regolarità, la pazienza viene messa a dura prova. Quindi può provare con le buone a farlo smettere (anche se penso che lei ci abbia provato già, e neanche una volta soltanto); quindi potrebbe ricorrere all'autorità giudiziaria in modo che venga adottato un provvedimento che imponga la cessazione dell'attività di disturbo. Tenga conto, però, che la stessa legge mette un limite alla normale tollerabilità: non si deve trattare di pignoleria pura e semplice. In caso di denuncia, le conviene conservare "reperti"!

In un condominio da me amministrato, il vialetto d'accesso fa da tetto ad alcune cantine e ad un magazzino. Poiché si stanno verificando considerevoli infiltrazioni d'acqua in tali locali provenienti dal vialetto sovrastante, dovendo sostenere lavori di manutenzione per fermare dette infiltrazioni, come andranno ripartite le spese fra i vari condomini? E' giusto ripartirle per il 50% fra tutti i condomini (in base alle tabelle millesimali) ed il 50% in parti uguali fra i proprietari dei locali sottostanti? (in tal caso il proprietario del magazzino, molto più grande delle cantine, ci guadagnerebbe). Grazie LAMBERTO
Abbia pazienza, ma se le infiltrazioni sono dovute al vialetto, perché i proprietari delle cantine e magazzino dovrebbero pagare anche come proprietari? 

Scrivo per avere, almeno da voi, una risposta in merito al mio problema (ma ho capito che è quasi di tutti) relativo al disturbo del cane della vicina di casa. Abito in una villetta popolare e ho come vicina di casa (distanza 5 o 6 metri) una famiglia estremamente maleducata e incivile. Da 3 anni hanno un cane volpino che, abbaiando in continuazione e in maniera stridula, mi sta facendo sprofondare nell'ansia e nella depressione. Pur avendo tutti gli infissi chiusi è come se lo avessi dentro casa. Ho provato di tutto e sempre con le buone maniere, ma senza ottenere quasi nulla. Non ho il coraggio di andare dai carabinieri o dai vigili perché le maniere forti mi creano disagio. Lavoro la mattina e  il pomeriggio vorrei stare tranquilla in casa ma sono costretta ugualmente ad uscire per non sentire l'abbaiare del cane. Si è oramai instaurato in me un circolo vizioso e anche se non abbaia sto sempre in ansia in attesa che cominci col risultato che ho la tachicardia, crisi di panico e di pianto. Potete darmi un consiglio? Ho pensato di comperare un antiabbaio ad ultrasuoni. E legale? Ma funzionerà? Aspetto con ansia la vostra risposta con la speranza di riacquistare un po’ di serenità. Grazie. BARBARA
Cara Barbara, non so se l’antiabbaio ad ultrasuoni funzioni. Purtroppo l’unica cosa che può fare è andare dai vigili urbani di zona ed esporre la situazione. Non la deve considerare come una maniera forte, ma solo un modo, l’unico se poi avrà dei risvolti positivi, con cui può cercare di rimediare alla situazione. 

Buongiorno, abitiamo in due villette a schiera con muro in comune. Il mio vicino di casa ha costruito una canna fumaria celata ed abusiva che parte, suppongo, dalla cantina e che scorre all'interno fino a fermarsi sotto al balcone del piano terra situato sul retro della proprietà  e a pochi metri dalla mia. Il problema è che sotto al suo balcone ha costruito un impianto contenente tubazioni del metano, della corrente elettrica e dell'acqua e la canna fumaria va ad innestarsi con questo groviglio di tubi. Vorrei sapere se le sue azioni sono lecite e, in caso, a chi dovrei rivolgermi per effettuare eventualmente dei rilevamenti. PIERA
Basta chiamare i vigili urbani. 

Gentile Consulente, ogni notte siamo svegliati dai rumori fisiologici e dall'uso dello sciacquone provenienti dal bagno vicino alla camera da letto dell'appartamento al piano superiore. Ho pregato i proprietari di utilizzare (almeno la notte) l'altro bagno, situato a sette metri di distanza, senza alcun riscontro. Si aggiunga che rumori insopportabili di ogni tipo, senza tregua, sono la nostra colonna sonora che ci accompagnano quotidianamente (ho un figlio che studia ed una madre ultraottantenne). Inutile dire che ho supplicato i "signori" ad un comportamento piu' civile senza alcun risultato. Come potrei dimostrare in un eventuale giudizio le mie ragioni? Grazie per l'attenzione prestatami, La saluto cordialmente PASQUALE
E’ difficilissimo, anzi impossibile, che possa dimostrare le sue ragioni.
 

Scrivo per richiedere un parere in merito ad una situazione venutasi a creare nel condomino ove risiedo. Da circa due anni, nel cortile di tale condominio, si trova parcheggiata una vettura in condizioni fatiscenti. Tale vettura risulta intestata ad un extracomunitario che pare non risiedere nemmeno più in Italia. Il condominio ha incaricato l'amministratore di far rimuovere l'auto. Quale procedura è necessario attivare? Qual è l'autorità che può intervenire?Grazie SILVIA
Chiamate i vigili urbani. 

Gentile consulente, innanzitutto buongiorno e grazie per la disponibilità del servizio.
Avrei un problema da sottoporle. Sono  in possesso di un piccolo appartamento e l'ho affittato ammobiliato dal 1999 con regolare contratto.
Sino ad oggi non ho avuto nessun problema con i precedenti inquilini, ma dal novembre del 2004, da quando l'ho affittato ad una famiglia bulgara sono cominciati i grattacapi.
- l'inquilino disturbava parecchie notti, cantando e gridando con amici tanto da far chiamare i carabinieri (chiamati dai vicini)
- attualmente l'inquilino si è recato dal mio amministratore (dove abitualmente paga le spese) denunciando il cattivo stato della casa.
Ci siamo recati nell'appartamento ed abbiamo avuto una bruttissima sorpresa; l'appartamento e completamente umido, le pareti ed  alcune parti dei soffitti sono piene di macchie, gli infissi delle finestre stanno marcendo, la lavatrice posta in bagno e tutta arrugginita dall'umidità.
- ho chiamato un geometra per far controllare  la casa, lo stesso mi conferma che lo stato attuale della casa è dovuto alla poca aerazione della stessa, dalle zanzariere fisse poste sulle finestre (applicate senza il mio permesso), la casa è anche abbastanza sporca.
Tengo a precisare che la casa non ha un riscaldamento centrale, ma una stufa a gas metano a norma posta  in anticamera che riscalda il piccolo appartamento; quando l'inquilino aveva visto la casa prima di firmare il contratto non aveva fatto obiezione per il riscaldamento, inoltre l'appartamento era pulito, imbiancato e senza umidità. 
L'inquilino mi accusa di vivere in una casa malsana, mi chiede di trovargli un altro appartamento, altrimenti sarà costretto a sporgermi una denuncia perché vive con in una casa umida con una bimba piccola. E' un tipo molto prepotente, avrei bisogno di un consiglio, che debbo fare? Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti. ANTONIA
Lei si è già attivata chiamando il geometra. Basta che questo metta nero su bianco quello che le ha detto e in tribunale il suo affittuario non potrà fare nulla. Intanto, gli mandi una raccomandata a/r, in copia anche all’amministratore che è stato messo in mezzo, dicendo che se non provvede immediatamente a risistemare la casa nelle condizioni in cui l’ha presa, i provvedimenti li prenderà lei con lo sfratto. 

Gent.le Dr.ssa, Nel farLe i più sinceri complimenti per la Sua rubrica Le espongo il mio quesito. Nel mio condominio è installato un cancello carraio a comando elettrico tramite telecomando. Essendo nuovo ed essendo provvisto di garanzia, vorrei sapere se esiste un obbligo di legge che impone una manutenzione ordinaria e un responsabile per lo stesso, come per gli ascensori. Sperando di essere stato sufficientemente chiaro La ringrazio anticipatamente. Con i migliori saluti SERGIO
Dipende se chi si è interessato dell’installazione, quindi l’amministratore, ha preso contatti o con la stessa ditta che l’ha installato (come di solito succede).  

Egregi signori, nel 2002 sono diventato proprietario di un appartamento in condominio. Questo condominio da molti anni vive nella morosità di alcuni condomini. Ora vogliono la ripartizione debiti inesigibili dei condomini morosi e contestuale restituzione somme vantate dai condomini creditori al 31.12.2004. Io ho l'obbligo di pagare, visto che le morosità sono vecchie? Grazie della risposta. ROBERTO
Si.
 

Gentilissimo consulente, mi chiamo Enrico e abito in un condominio composto da 6 appartamenti (3 al secondo piano e 3 al primo) + un intero piano terra adibito a supermercato. Al momento della costruzione dell'edificio, è stato deciso dal costruttore che lo spazio circostante restava ad uso comune dei condomini. E' successo che il proprietario del negozio nell'ultima riunione di condominio per dei lavori di ristrutturazione della facciata e del tetto, ha ottenuto la maggioranza per regolamentare meglio i posti auto del condominio. Ognuno dei 6 condomini ha un garage, mentre il negozio no.
Volevo chiedere:  
- esiste il diritto per ogni condomino di avere dei posti macchina?  
- questi devono essere o possono essere esclusivi? 
- quanti possono essere?
- il negozio può pretendere di adibire il piazzale antistante al condominio (appartenente al condominio), che non si trova di fronte ai garage, ad uso parcheggio per i clienti, essendosi questo lamentato più volte per la sosta delle auto dei condomini nel piazzale anche durante le ore di apertura del negozio?
- fatto salvo naturalmente l'obbligo per i clienti di lasciare libero il passaggio ai garage, i clienti del negozio hanno gli stessi diritti di parcheggio dei condomini nelle aree comuni attorno al condominio, visto che il negozio fa parte del condominio stesso? Se si, vale solo nelle ore di apertura del negozio? Ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità. Cordiali saluti. ENRICO
Assolutamente i clienti del supermercato non hanno diritto di parcheggio a meno che voi condomini all’unanimità non decidiate di voler dare in utilizzo al supermercato quella parte comune del condominio. Altrimenti neanche il supermercato ha diritto di utilizzo, anche se fosse solo per il proprietario. A meno che non decidiate di adibire lo stesso cortile a parcheggio delle autovetture, di proprietà dei condomini (e inquilini, ovviamente). In questo caso vi converrebbe regolamentare anche tra di voi la sosta con dei turni, se non ci fosse la possibilità contemporaneamente per tutti di parcheggiare. 

Spett.le raccolgo ringraziandoVi, l'invito a scriverVi per sapere se esistono regolamenti, sentenze, o altro materiale per poter far desistere l'inquilino sotto di me all'utilizzo del barbecue nel giardino di sua proprietà, che inevitabilmente finisce per affumicare anche me. Ringrazio se vorrete rispondermi. MAURIZIO
Gentile signore, come abbiamo avuto modo di dire più volte, l’immissione di fumi come nel caso di un barbecue, è disciplinato più che altro da un rapporto di vicinato. Quindi esistono giusto le regole suggerite dal buon senso da parte di entrambe le parti.  

Buongiorno. Io abito da un mese in un nuovo condominio di 26 appartamenti, 12 dei quali affacciati dalla mia stessa parte. Purtroppo il costruttore non ha provveduto a stilare un regolamento e adesso mi sto facendo in quattro per convocare un'assemblea e finalmente mettere qualche regola. Nel frattempo...
Il mio vicino, confinante per circa tre metri, tiene nel giardino di circa 20 mq, proprio in vicinanza del mio soggiorno e cucina, due cani boxer che scavano buche a tutto spiano, fanno i loro bisogni proprio in mia vista, talvolta abbaiano ecc. Il giardino dei miei vicini è un disastro e in più loro escono la mattina alle otto e rientrano la sera per cui eventuali escrementi restano alla mia vista tutto il giorno, anche sotto il sole cocente. Inoltre detengono in una casa di 55 mq, cosa che a me poco importa ma per farvi capire il genere, dieci gatti e due pitoni. Posso fare qualcosa? Qual'è la strada più corretta da seguire? Grazie, VERONICA
Ma è sicuro di abitare in un condominio e non in uno zoo? Mentre leggevo la sua lettera, ammetto che pensavo fosse un po’ troppo “pignolo”, ma arrivata ai dieci gatti e soprattutto ai pitoni (ma non  mangiano i gatti?), mi sono ricreduta. Mi scusi! Be, ovviamente, vi dovreste riunire soprattutto per il fatto che essendo 26 appartamenti dovete avere un amministratore. Quindi, cercate di nominarlo e subito dopo gli sottoponga il problema… igienico! 

Gent.le Dr.ssa, navigando in Internet alla ricerca di una soluzione per il mio problema sono arrivata a voi. Le espongo il mio problema sperando di poter avere una risposta al più preso in quanto prossimamente si terrà l'assemblea condominiale. Da circa quattro anni abito, con la mia famiglia,  in una palazzina composta da sette famiglie;  un anno fa (febbraio 2004) ho installato nella mia terrazza una unità esterna per il condizionamento di due stanze. I tubi di collegamento tra l'unità esterna e quelle interne sono stati coperti da una canaletta posizionata in modo che fosse il meno evidente possibile. Successivamente mio marito ha ridipinto la facciata della terrazza con tintura identica al resto del palazzo ed è stata contestualmente verniciata anche la canaletta in modo da mimetizzarla il più possibile anche perché la terrazza guarda la strada. Addirittura pensavo di mettere un traliccio con un pianta rampicante per coprire totalmente la canaletta. A distanza di un anno, in occasione della convocazione dell'assemblea per l'approvazione del conto consuntivo, viene iscritto all'ordine del giorno che un condomino si lamenta delle opere fatte sulla mia terrazza. Premetto che il condominio è attualmente gestito in modo "familiare" (non abbiamo amministratore) e che non è provvisto di regolamento condominiale (ognuno purtroppo fa un po’ quello che vuole). Vorrei spere, se possibile, se mi trovo in difetto per i lavori che ho fatto eseguire da una ditta specializzata e se il condomino può impormi di rifare i lavori cioè di nascondere i tubi dentro il muro. La ringrazio anticipatamente per la sua gentile collaborazione e le porgo distinti saluti. ANNA
Il vicino ha impiegato un po’ a ricordarsi del suo condizionatore, complimenti. Comunque non si deve preoccupare più di tanto perché, da quanto ha esposto, mi sembra che lei abbia fatto il necessario per “nascondere” il tutto. Non doveva chiedere il permesso a nessuno. 

Abito in una casa di due appartamenti: Sia il padre che il figlio dell'altro appartamento hanno trasformato la cantina in laboratorio personale dove svolgono lavori di hobbistica e meccanica con la conseguenza di invadere il seminterrato e il vano scale ( quando apro la porta dell'appartamento mi entra la puzza in casa)di odore molto forte di vernice ,colla, stucchi e altro (tengono le porte aperte per non intossicarsi)TRA L'ALTRO FUMANO ANCHE TANTISSIMO. Inoltre nel seminterrato c'è la lavanderia e quindi gli indumenti poi puzzano di solventi ecc. Ho chiesto che tolgano i vetri della bocca di lupo  che c'è all'interno della loro cantina sostituendoli con delle griglie (danno sulla strada ) ma non vogliono perché dicono che entra polvere e smog. ESSENDO QUESTE SOSTANZE ANCHE TOSSICHE (HO DUE BAMBINI DI 11 E 9 ANNI CHE GIA HANNO PROBLEMI DI ALLERGIE AGLI ACARI E QUINDI SONO MOLTO SENSIBILI ALLE SOSTANZE INQUINANTI CHE POSSONO RESPIRARE) CHE POSSONO ESSERE NOCIVE PER LA SALUTE POSSO FARE QUALCHE COSA PER FARE IN MODO CHE I LORO HOBBI NON LEDANO I MIEI DIRITTI A RESPIRARE ARIA SANA? POSSO IN QUALCHE MANIERA OBBLIGARLI A METTERE UN ASPIRATORE IN MODO CHE GLI ODORI RIMANGANO ALL'INTERNO DEL LORO LOCALE GRAZIE PER LA RISPOSTA CHE VORRETE DARMI. FRANCESCO
Certo, anche perché tali lavori non posso essere fatti in cantina, in quanto cambio di destinazione. I due signori devono fare tutto quello che è possibile per non ledere lei e la sua famiglia, altrimenti chiami i Vigili Urbani, e una bella multina non gliela toglie nessuno. 

La ringrazio in anticipo per l'attenzione che dedichera' al quesito. sono proprietario di una casetta confinante con altro proprietario. le due proprietà sono divise da un muro costruito sul confine dal mio vicino più di 20 anni fa. Non avendo provveduto ai tempi a intonacare il muro verso la mia proprietà lasciandolo a muro a vista ( decisamente brutto ), si provvedette a piantare l'edera adiacente al muro a nostre spese. negli anni l'edera è cresciuta attaccandosi al muro e coprendolo per tutta la sua totalità. Ora il vicino mi chiede di togliere l'edera a mie spese perché essendo attaccata non fa traspirare il muro e dalla sua parte si stacca l'intonaco. può chiedermi questo? se si le spese sono a carico di chi? nel caso sia nel torto, il vicino deve provvedere a intonacarmi il muro per renderlo più gradevole? attendo fiducioso una sua gentile risposta. FRANCO
Purtroppo non sono molto ferrata in materia edile, però mi sembra strano che a un muro esterno si stacchi l’intonaco perché dall’altra parte c’è dell’edera…se così fosse, fate almeno a metà della spesa. 

Sono arrivata a consultare il vostro sito in quanto ho un problema con l'inquilino del piano di sopra che sta ristrutturando ed apportando modifiche edilizie al suo appartamento (pavimenti, archi, etc.) dove tornerà ad abitare nel 2006.Sicuramente per motivi di risparmio ha ingaggiato '"amici" operai che lavorano nei giorni festivi e sinceramente il sabato e la domenica essere svegliato alle 9.00 dalle martellate sul suo pavimento (mio soffitto) mi sembra un'ingiustizia nei miei confronti così come dover pranzare dopo le 13.00 (quando anche loro mangiano) per riuscire a capire cosa stanno dicendo le persone sedute al mio tavolo; se poi si volesse fare un sonnellino dopo pranzo non è possibile perché alle 14.00 la musica ricomincia. Ho sempre pensato che la libertà di ognuno termini dove comincia quella altrui ma ovviamente il proprietario dell'appartamento al piano di sopra non ha questo tipo di educazione visto che mi sono lamentata con lui ma continua a fare i suoi comodi. La situazione non è affatto piacevole ve lo assicuro.  Ho visto che un'altra persona Vi ha già esposto un problema analogo e francamente mi ha deluso leggere che il sunto della Vostra risposta è stato cercare di sopportare in nome del buon vicinato e mi sento di domandare a voi che razza di consulenza Vi si possa chiedere visto che oltretutto Vi sono stati chiesti gli orari in cui si possono svolgere lavori di ristrutturazione all'interno di abitazioni private facenti parte di condomini e non sono stati indicati. Io ho trovato questo Vi consiglio vivamente di volerne prendere visione... Art.38 comma 4,5, del Regolamento di Polizia Urbana SMITH12 
Gentilissima Signora…, o Smith12 come preferisce, mi domando come mai prima di esprimere i suoi commenti sulla nostra rubrica di consulenza GRATUITA, mi esponga così dettagliatamente il suo problema. Che risposta pensa le possa dare? Non so quale regolamento di Polizia Urbana, di quale comune o provincia, lei abbia consultato, poiché non essendo una legge di stato non è uguale per tutti i comuni. Se fa un giro in Internet troverà vari regolamenti di Polizia Urbana che dicono, più o meno, tutti le stesse cose, in articoli differenti, e che si rifanno, più o meno, al buon senso e agli orari canonici (anche le 7.00 del mattino nei giorni feriali!). Vuole una risposta che non la lasci perplessa? Si rivolga ad un sito di consulenza a pagamento per essere soddisfatta. E mi faccia sapere come è andata! Cordialmente, Maria Maddalena Regno  

Gentile consulente, ringraziandoLa anticipatamente per l' utilissimo servizio offerto, le sarei molto grata se potesse rispondere al seguente quesito: Ho da poco acquistato il piano inferiore di una villetta a due piani  composto da due appartamenti attigui. Ho intenzione di unire i due appartamenti tra loro confinanti in modo da creare un' unica unita' abitativa.  Mi domando se e' possibile eliminare una delle due porte di accesso alla mia abitazione murandola oppure se sono costretta a mantenere tutte e due le porte come sono. Io rifarei il muro uguale al resto delle scale e sostituirei la porta rimasta con un portoncino blindato. Devo chiedere il permesso a chi abita al piano superiore? In attesa della Sua cortese risposta, la saluto cordialmente, AMALIA
Grazie per i complimenti. Può chiudere la porta se vuole, basta che all’esterno la cosa sia “mascherata”. È  proprio convinto di eliminarla? Potrebbe lasciare le cose come stanno e murarla all’interno: i miei genitori mi hanno insegnato che quando si uniscono più case non conviene mai precludersi “vie di accesso”. Nel futuro, non si sa mai, potrebbe voler vendere le unità separate,  vero papà e mamma? 

Abbiamo da tempo recintato il nostro spazio condominiale e quindi abbiamo adibito l'area a parcheggio. Sono stati individuati 19 posti auto, non sufficienti per tutti i proprietari in quanto nel mio condominio vi sono 16 appartamenti 8 negozi e 16 garage. Vorrei sapere a chi effettivamente tocca il posto auto nel piazzale, quale legge regolamenta tale area. Sarei lieto di avere una risposta rapida, e colgo l'occasione per inviare distinti saluti. CARMINE
Purtroppo non c’è nessuna legge. Il buon senso dovrebbe prevalere. Esistendo i garage, i proprietari  potrebbero evitare di parcheggiare nel cortile e usufruire al massimo, chi lo volesse e se non bastassero a turnazione, di quelli rimasti per un’eventuale seconda macchina. È ovvio che chi non ha il garage e i negozi avrebbero al precedenza. Oppure si parte direttamente tutti con la turnazione, cosi come si dice a Roma: “a chi tocca non s’ingrugna”. 

Avrei da sottoporre alla sua attenzione il seguente quesito. Si tratta di una strada privata senza uscita che divide le proprietà di due file di villette; alcuni hanno l’accesso principale su detta strada (carrabile + pedonale) altri hanno solo un accesso pedonale secondario quasi mai utilizzato e uno non ha nessun accesso. In caso di asfaltatura di detta strada, le spese vanno suddivise in quote uguali o in base alle quote di proprietà (non esiste una tabella millesimale) o in base all’utilizzo della strada? Grazie per l’attenzione, cordiali saluti. MASSIMO 
Chi è vero utilizzatore della strada deve concorrere.

Gent.mo Avvocato, gradirei avere il suo aiuto in merito ad un problema evidenziato da un condomino nell'ultima assemblea condominiale. Il nostro condominio è diviso in due scale, e pur essendo una scala costituita da un numero di appartamenti inferiore rispetto all'altra, alcune voci di spesa, erano inspiegabilmente più alte. Andando a guardare meglio, non ci si spiegava come mai ad esempio, si pagava di più alla voce "fattura Enel forza motrice ascensore" o "fattura Enel" e si è scoperto che pur essendo le fatture veritiere, in realtà, il contatore della scala "A" era chiamato dall'Enel contatore "B" pertanto i proprietari della scala "A" pagavano le spese dell'altra scala che aveva più condomini e quindi una spesa maggiore. L'amministratore, preso atto della situazione, ha subito fatto cambiare i contatori, e ci ha chiesto "di chiudere un occhio, che dal prossimo anno si sarebbe messo tutto a posto". Poiché la fiducia riposta nei suoi confronti ha subito l'ennesimo e decisivo colpo, Le chiedo quali sono i diritti dei condomini danneggiati dalla suo poca professionalità e se abbiamo diritto ad un risarcimento del danno. DOMENICO
Beh, è una risposta quanto meno opinabile. Infatti, poiché l’errore è stato scoperto ora, nella prossima fatturazione dovrebbero essere fatti i calcoli in base alla differenza pagata questa volta.
Per la mancata fiducia nell’amministratore, non penso valga la pena di chiedere un risarcimento, ma un ammonimento certo. 

Sono un proprietario che abita in condominio. Vi sarei grato di un Vostro parere in merito ad un mio dubbio che di seguito Vi esprimo:
"Presumo(!) che le somme necessarie per la gestione condominiale messe a disposizione dell'amministratore vengano da queste raccolte in un c/c bancario in attesa di utilizzo. Nei rendiconti che l’amministratore ha periodicamente fatto (preventivi/consuntivi) non ho mai visto alcun riferimento a oneri passivi e/o interessi attivi. Non è forse diritto del condominio partecipare anche a queste poste? E se il c/c bancario in realtà esistesse ma fosse intestato
all’amministratore, è giusto che non ne renda conto ai condomini? Come si devono comportare questi ultimi? Non è possibile aprire un c/c bancario intestato specificatamente al condominio assegnando la possibilità di usufruirne da parte dell’amministratore ai fini della gestione del condominio, con l'obbligo di esibire le contabili in Assemblea condominiale?" Grazie anticipatamente per un Vostro parere. LUCIANO
Ha ragione. Ma il c/c, come lei stesso dice, potrebbe anche non esistere (consideri anche le eventuali spese per tenerlo attivo). Quindi in questo caso è ovvio che l’amministratore dovrebbe agire in altro modo. Magari preventivamente richiedere le quote ai condomini quando ci sono delle spese (quote già divise in base alle spese da affrontare) ed eventuali anticipi suoi in caso di spese straordinarie ed urgenti.
 

Gentile Avvocato, sono proprietario di un appartamento in un condominio. Un balcone di mia proprietà presenta, nella parte sottostante, delle macchie dovute ad infiltrazioni d'acqua dal balcone del condomino del piano superiore. C'è da considerare che il balcone del condomino al piano superiore presenta due strati di pavimentazione, in quanto ha realizzato la nuova pavimentazione sovrapponendola a quella preesistente, e ciò evidentemente facilita infiltrazioni d'acqua. Chi deve eliminare l'inconveniente? A carico di chi sono le spese? In che modo potrei agire, nel caso l'eliminazione del problema è a carico del condomino del piano superiore, e lo stesso si rifiuti di eliminarlo? In attesa di risposta, Le porgo Distinti Saluti CARMINE
In teoria le spese dovrebbero essere a suo carico, poiché la parte del sottobalcone è di pertinenza del condomino sottostante, ma se le infiltrazioni sono dovute ai lavori che il signore ha fatto, beh in quel caso lui ha fatto il danno e lui deve pagare. 

Salve sono Francesco e scrivo da Siracusa. Solo una domanda: un condomino può delegare l'amministratore del condominio a rappresentarlo anche quando nell'ordine del giorno è previsto sia il rinnovo della nomina che il compenso annuale? Grazie 
Un po’ di parte direi.  Consideri che di solito nelle assemblee, specie se vengono fatte di anno in anno, la parte delle dimissioni dell’amministratore sono sempre all’o.d.g., specie nei condomini tranquilli problemi non ne dovrebbero sorgere, anche se dovrebbe essere cautela dell’amministratore stesso passare le deleghe ad altri condomini.
 

Salve, vorrei porle una domanda di vitale importanza, io ho un negozio sottostante ad un condominio, per quanto riguarda le spese condominiali sono dovuto a pagarle? anche se non ho nessuna entrata e non usufruisco di nulla a parte la facciata? aspetto la vostra risposta. cordiali saluti GIUSEPPE.
Certo, lei deve pagare per tutte le spese che riguardano le parti comuni del condominio, poiché lei è pur sempre condomino.  Applicando correttamente l'art. 1123, che parla di ripartizione in proporzione all'uso che ciascuno può fare delle parti comuni però, per alcuni servizi i negozi vanno esclusi. Si pensi al citofono e all'ascensore. 

Cortesemente desidererei conoscere il Suo autorevole parere su questo punto relativo al condominio : "parti destinate all'uso comune in uso esclusivo (giardini) e a chi spetta l'onere delle spese di manutenzione" specificatamente alla potatura di alberi d'alto fusto. Grazie anticipatamente e complimenti per il sito. A.A.
Cioè nel senso che il giardino è di uso esclusivo di qualcuno, ma essendo  le piante d’alto fusto sono godute da tutti? O alla parte comune vi può accedere solo uno da casa propria? Nel primo paga solo il proprietario della parte e nel secondo essendo di tutti e non avendo colpa che non vi si possa accedere (a meno che non abbia fatto qualcosa per cui ha impedito l’ingresso  oppure ha piantato “di straforo” le “piantine”), deve pagare il condominio. 

Gentili consulenti. Nel nostro comune si è deciso di attuare la raccolta differenziata dei rifiuti. Con un ordinanza il sindaco ci impone di collocare i contenitori (circa 30) nel cortile condominiale. La maggioranza dei condomini vorrebbe collocare i contenitori tutti assieme in una estremità del cortile con concentrazione di odori e rumori  solo per gli abitanti di quella scala (il condominio ha cinque scale con le relative porticine che danno al cortile). Non sarebbe più corretto che ogni scala si mettesse i propri contenitori accanto alla propria porticina? Può la maggioranza dei condomini deliberare di collocare i propri  contenitori sotto i nostri balconi? Grazie per l'ottimo servizio che offrite alla gente. Saluti ROBERTO 
Grazie per i complimenti a noi e anche a lei, poiché ha dato un giudizio salomonico: ognuno si tenga la puzza propria! Certo che la maggioranza può deliberare di sistemare i contenitori in dati punti, specie se risultano essere un numero elevato (e 30 lo sono sicuramente) che potrebbe creare problemi e soprattutto disordine… oltre che puzza.

Salve. Io sono proprietario di un appartamento al primo piano in uno stabile di 6 piani di nuova costruzione. Possiedo un balcone di circa 10 metri e largo 2, sul quale si affaccia la cucina. Vorrei sapere se posso cucinare nel balcone con un fornellone, una piastra o un barbecue (elettrico o a gas o a legna), o se esiste un regolamento per il quale questa operazione è proibita. Distinti saluti. ROBERTO
Se il regolamento del SUO condominio non lo vieta specificatamente, lo può fare.
 

Buongiorno, sono di Pordenone, ho 25 anni. Ho recentemente acquistato un appartamento sito su una palazzina di 10 appartamenti costruita nei primi anni '70. Tutti gli appartamenti tranne 2 hanno il box auto costruito nel sotterraneo. Io che rientro in queste 2 eccezioni devo parcheggiare all'aperto. Ora volevo sapere cortesemente, se rientra nei miei diritti un posto auto sul piazzale condominiale, visto che tutto attorno alla palazzina c'è un grande piazzale asfaltato. Questo piazzale si dice sia interamente di proprietà del negozio situato al pian terreno, oltretutto il titolare del negozio è un condomino. Non so come fare per accertarmene. In ogni caso nessuno ci proibisce di parcheggiare sul retro della palazzina, dove ci sono le entrate per gli appartamenti, ma in un futuro non si sa mai cosa possa accadere, perciò sono a richiederVi una cortese risposta al mio quesito! Preciso che la palazzina è una sola compreso il negozio, il piazzale è tutto attorno e delimitato dalla strada pubblica. Grazie, distinti saluti PAOLO
Se nel regolamento di condominio la destinazione del piazzale non è a parcheggio, lei e l’altro condomino sprovvisto di box non potete parcheggiare, ancor meno se risulta essere di proprietà di un negozio. Quindi, se è di proprietà può provare a chiedere il permesso, ma la risposta suppongo sia negativa: a lui non converrebbe, perché creerebbe un precedente. Per sapere cosa può fare e soprattutto di chi sia veramente il piazzale dovrebbe sentire l’amministratore.  

Gentile consulente vorrei sapere se si può installare una parabola televisiva sul terrazzo di un condominio modificando così l’aspetto di decoro dello stesso. Grazie e distinti saluti. FABRIZIO
La domanda sorge spontanea: è un palazzo d’epoca o tutelato in vario modo? Se la risposta è negativa… non ci sono problemi.

Al 6° piano del mio fabbricato una appartamento è stato diviso. E' stata creata una nuova cucina ove era un soggiorno senza interpellare nessuno. C'era nelle vicinanze uno scarico in disuso  da molti anni, ma non funzionava, ed allora il signore ha preteso un nuovo allaccio presso un'altra colonna di scarico a spese degli inquilini sottostanti. Chiedo: per adibire a cucina un soggiorno occorre autorizzazione del comune e del condominio? la ringrazio se vorrà illuminarni  ROBERTO
Non c’è bisogno di alcuna autorizzazione, ma non capisco perché abbiano dovuto pagare i condomini sottostanti.

Abito all'ultimo piano di un condominio composto da 16 famiglie. Alcuni mesi fa la maggioranza dell'assemblea ha deliberato che erano necessari alcuni lavori straordinari come la pitturazione pareti della scala interna, pitturazione porte dell'ascensore e pitturazione finestre dei pianerottoli. A distanza di qualche mese sempre la maggioranza in sede di riunione condominiale (premetto che abbiamo un amministratore esterno) porta 3 preventivi e ne viene approvato 1, quello meno costoso. Vengono redatte le quote da parte dell'amministratore e vedo che viene suddiviso in millesimali. In 5 ci siamo opposti a questo anche perché tempo fa abbiamo installato la canna fumaria e le spese sono state ripartite in parti uguali. Come ci dobbiamo comportare in merito? Grazie della collaborazione. PIERO
Devono essere seguiti i millesimi. E’ stata sbagliata la divisione per la canna fumaria.

Devono essere seguiti i millesimi. E’ stata sbagliata la divisione per la canna fumaria. 

Buongiorno, vi sarei molto grata se risponderete a questo mio quesito. Sono proprietaria di una casa unifamiliare con giardino di circa 2.000mt nel dodicesimo municipio di Roma. Ho appena terminato dei lavori di ristrutturazione interna ed esterna con relativa DIA. Ora con i miei vicini confinanti non vi e' stato mai nessun problema e da parte nostra si e' dimostrata la massima tolleranza a tutte le loro modifiche (v. ad esempio aumento cubatura dei loro immobili grazie ai due condoni,  modifica del garage in tre mini appartamenti ed altro), questo per una scelta di quieto vivere.  Ciononostante, ci siamo visti contestare la costruzione di un barbecue in muratura (adibito da un lato anche a rimessaggio attrezzi da giardino) di altezza massima di 2mt, ben rifinito che nel punto minimo dista dal confine poco più di due metri. I confinanti che hanno contestato la costruzione sono quelli sopra citati che tra l'altro hanno recentemente chiuso parte del loro terrazzo, modificato finestre e il punto minimo di distanza della loro villetta dal confine non sono i 5 metri legali ma meno di 3 metri. Per ora ho cercato di dimostrare la nostra assoluta buona fede e la non volontà a commettere abusi, se loro vanno avanti, ho commesso qualche abuso e quindi potranno farmi abbattere questa piccola costruzione? Un ulteriore quesito: dalla nostra parte qual è il limite di altezza per il muro di cinta? Si può fare anche senza il consenso del vicino? Grazie ancora per il vostro servizio e vi invio cordiali saluti. GIUSEPPINA
Il barbecue lei lo può costruire senza problemi, perché è nella sua proprietà. Al massimo il suo vicino potrebbe contestare eventuali intollerabili immissioni di fumo, ma giusto per rompere le uova nel classico paniere. Per il muro di cinta le conviene andare a chiedere all’ufficio comunale della sua circoscrizione per essere sicura e lei lo può costruire senza il permesso del vicino, però solo se  sfrutta la sua proprietà.
 

Gentilissimo avvocato vorrei sapere alcune cose: Sono proprietario di un immobile in un condominio, il nostro condominio e intestatario di un c/c bancario dove versare le rate delle spese condominiali ordinari e straordinarie, il mio amministratore non vuole accettare assegni intestati al condominio, ma egli accetta solo contanti o assegni senza intestatario, inoltre si fa pagare euro 1 per questo tipo di versamento, vorrei sapere se questo è un abuso e come mi dovrei comportare, inoltre vorrei sapere se in assemblea condominiale quando si deve votare l'operato dell' amministratore o il rinnovo del suo mandato le deleghe fatte all'amministratore stesso sono ritenute valide, faccio anche presente che l'amministratore è proprietario di immobile nel condominio. Ringraziandola anticipatamente invio Distinti Saluti. GIUSEPPE
Se il condominio non ha un c/c intestato è ovvio che gli assegni non possano essere intestati al medesimo, perché altrimenti non sarebbero riscuotibili. Più discutibile è il fatto che l’amministratore non voglia neanche l’intestazione a suo nome. E anche discutibile che si faccia pagare un euro per la riscossione: dicesi micragnoso. Le deleghe sono valide se all’ordine del giorno si discute sul suo operato, ma è anche vero che in quel caso l’amministratore non può votare, né con il suo voto né per le deleghe. 

Nell' assemblea del 01/07/04 presenti 8 condomini su 8 viene deliberato all'unanimità che la ripartizione delle spese relative al rifacimento del tetto saranno suddivise equamente in 8 parti uguali. Il 30/11/04 alla presentazione del costo del rifacimento tetto un condomino vuole il conteggio suddiviso per millesimi adducendo che non pensava a una cosi grande differenza fra le due suddivisioni. Può il condomino fare cambiare ciò che precedentemente l'assemblea aveva deliberato? considerando tra l'altro che sono trascorsi 5 mesi? Un grazie in attesa di una delucidazione in merito. WALTER
La questione è che la spesa deve essere divisa per millesimi. Avete sbagliato il primo conteggio. Se i lavori sono già stati iniziati o addirittura portati a termine è giusto che il conteggio rimanga tale, ma ricordatevelo la prossima volta, anche perché ognuno di voi, non contento, potrebbe mettere in discussione l’operato dell’amministratore. 

Preg.ma dott.ssa le sarei grato se potesse chiarirmi il seguente quesito. Nel mio condominio, a causa di un guasto, si è reso necessario eseguire con urgenza la sostituzione del quadro di comando del movimento dell'ascensore, per una spesa di €. 3.080 che è stata divisa dall'amministratore in modo uguale fra i 14 proprietari degli appartamenti della scala, servita dall'ascensore, è corretta tale divisione capitaria, tenendo tra l'altro presente che, in realtà, gli appartamenti sono però 16, dei quali 4 sono di due proprietari (due ciascuno), che li hanno uniti internamente portandole, quindi, da quattro a due unità abitative? ringraziandola, cordialmente La saluto FRANCESCO
Sbagliato. Si deve dividere in base ai millesimi di proprietà.

Sono propretario di un appartamento lontano da dove sono domiciliato (ma sempre in Italia). Il 14/02/02 locavo l'immobiliare ad una famiglia extracomunitaria registrandolo regolarmente. Nel mese di Maggio 2004 in occasione di un viaggio vengo a conoscenza che nell'immobile vive un'altra famiglia extracomunitaria a me sconosciuta che occupa l'appartamento da circa 5 mesi. Al che ho ritenuto il contratto precedente risoluto per mancanza del conduttore e quindi redicevo un nuovo contratto. A metà ottobre vengo raggiunto da una telefonata del primo conduttore il quale reclama il possesso dell'appartamento. Considerando che:
1)     il subentro fra loro e' avvenuto in modo abusivo senza essere in alcun modo avvisato;
2)     ritenendo il primo contratto risoluto per mancanza del conduttore;
3)     ritenendo un eventuale sublocazione vietato espressamente dal contratto; 
4)     per le norme di polizia che regolano le residenze degli extracomunitari. 

Desidero essere a conoscenza di eventuali denuncie del primo conduttore che per me aveva deciso tacitamente di abbandonare l'appartamento. grazie DANIELA
Non penso proprio che il primo conduttore possa denunciarla in qualche modo perché dovrebbe dire come mai un’altra famiglia è risultata al suo posto. Ha ragione quando dice che la sublocazione è vietata, ma non lo è solo dal suo contratto, lo è dalla legge. 

Salve c'è la possibilità di essere incompatibili con la carica di amministratore condominiale? la pregherei di dettagliare il più possibile la sua risposta PEPPE
Più dettagliato di così non si può: No. 

Gentilissimi avvocati, sono proprietario di un immobile costruito, negli anni '50, in adiacenza a quello di altra proprietà. L'accesso ad entrambi gli immobili è garantito da un cancello-portone in ferro che immette in un cortile interno, diviso per proprietà. I singoli immobili sono dotati di entrate interne al cortile, distinte e separate. In tanti anni (oltre 30) detto cancello è stato mantenuto chiuso; aperto solo per garantire l'entrata e l'uscita sia carrabile che pedonale. Non esistendoci un regolamento condominiale e volendo altresì locare l'immobile per attività commerciale, esiste l'esigenza di garantire il parcheggio interno, nel lotto di proprietà, ai clienti del futuro negozio.
Per tale motivo il potenziale conduttore ha espressamente manifestato la necessità di mantenere il cancello aperto nell'orario di esercizio. Vale la pena di rappresentare che l'immobile adiacente è sede, da alcuni anni, di un negozio il cui parcheggio non è interno al cortile! Posso sperare di locare l'immobile in parola garantendo che il cancello può restare aperto nelle ore di esercizio dell'attività commerciale? Oppure l'argomento deve essere esposto più compiutamente e dunque è preferibile rivolgermi presso uno studio legale? Essendomi chiaro lo spirito di questa consulenza gratuita, anticipatamente ringrazio per il tempo dedicatomi. MASSIMO

Allora non essendoci regolamento condominiale e neanche amministratore, per evitare qualsiasi problema le converrebbe chiedere espressamente ai singoli condomini, anzi più che chiedere dire che c’è la possibilità che il portone resti aperto per consentire l’ingresso all’attività commerciale di nuova locazione. La vostra risulta essere solo una consuetudine di tenere chiuso il cancello. L’apertura in orario di esercizio non dovrebbe comportare nessuna diminuzione della sicurezza del cortile.  

Buongiorno, avrei un quesito da sottoporVi: Ho acquistato una casa in costruzione. L'appartamento è posto al 1° piano. Di conseguenza sono obbligata, per motivi di sicurezza, ad installare le grate sulle finestre. Vorrei sapere se è possibile installare una grata su un balconcino largo ca. 1,5 mt in muratura anziché sulle finestre che ci si affacciano. Ho sentito dire che per motivi di sicurezza si può fare tutto ma, prima di ordinare le grate, vorrei essere sicura di quanto mi è stato detto. Vi ringrazio anticipatamente. LAURA
Il mettere grate sulla muratura e non addosso alla finestra non è da considerare un aumento della cubatura della casa, a meno che lei poi non chiuda tutto a mo’ di veranda. 

Gentile consulente, sono proprietario di un appartamento al piano secondo di un condominio, in cui insiste un camino. La canna fumaria è di proprietà esclusiva dello scrivente e del condomino al piano terra. Tuttavia, qualche anno fa il condomino del piano attico, accedeva alla canna fumaria in parola e, da quel momento ogni volta che accendevo il camino ero costretto a spegnerlo in quanto il proprietario dell'attico di cui sopra si lamentava di immissioni di fumo. Orbene vorrei sapere da Lei cosa è possibile fare stante il fatto che vorrei utilizzare il camino de quo. In attesa di Sua cortese risposta, invio cordiali saluti. FILIPPO
Cioè la cappa è vostra, ma il proprietario dell’attico ci si è allacciato? Poco intelligente, non immaginava che il fumo gli sarebbe entrato non appena lei ne usufruiva? Comunque il furbone deve ripristinare le cose come stavano prima e pagando le spese.
 

Egr. Avv. nel mio condominio di cinque piani ci sono 3 appartamenti per piano nei primi tre piani e solo un appartamento per piano al 4° ed al 5°. Come devono essere ripartite le spese per la manutenzione ordinaria e l'esercizio dell'ascensore che serve tutti i piani? Saluti. ARNALDO SCARPA
Se il regolamento di condominio non stabilisce diversamente le spese di ordinaria manutenzione dell'impianto dell'ascensore devono essere ripartite tra i condomini proprietari dell'impianto per metà in base ai millesimi di proprietà e per metà in base all'altezza del piano. 

Abito in un condominio di 26 famiglie. La scorsa estate, su delibera dell'assemblea era stata tinteggiata la parte a nord dell'edificio. Durante l'assemblea erano state decise anche le modalità di pagamento con rate dilazionate. Poi invece le rate erano state dilazionate di un mese, due circa e di un importo considerevole che aveva messo in difficoltà la mia famiglia. Però con sacrifici  siamo riusciti a pagarle. Ora è stata richiesta una ulteriore assemblea straordinaria per la tinteggiatura della facciata sud. Io non vorrei partecipare perché ho tante altre spese relative allo stesso appartamento che ho acquistato con un mutuo che sto ancora pagando. Come mi devo comportare? Se vado all'assemblea e voto contrario ma sono in minoranza devo starci ugualmente? E se non posso pagare cosa succede? Faccio notare che gli inquilini che vogliono la tinteggiatura ormai da vent'anni in questo condominio hanno finito anche loro di pagare da poco il mutuo. Vi sarei grata se potreste rispondermi visto l'avvicinarsi dell'assemblea. Grazie LAURA
Purtroppo per la ritinteggiatura della facciata è necessaria solo la maggioranza dei condomini intervenuti all’assemblea e contemporaneamente per la delibera la maggioranza dei millesimi. Lei deve andare in assemblea e votare no. È molto importante! Se l’assemblea dovesse comunque approvare la spesa dovrà pagare, insista per un pagamento dilazionato, anche in considerazione della spesa per l’altra facciata intervenuta meno di un anno fa.
 

Buongiorno, sono comproprietaria con il mio compagno di una casa singola con giardino, e la strada per entrare nella mia casa come nelle altre 4 è privata, praticamente è stata ricavata facendo arretrare ai tempi le recinzioni per poter ricavare lo sterrato. Il proprietario della casa dopo la mia continua a lamentarsi dicendo che noi non possiamo lasciare fuori le auto perché altrimenti lui non passa, (ovviamente non è così, in quanto due auto affiancate passano tranquillamente) e che quando nevica lui non vuole passare dove c'è la neve, ma lungo la recinzione delle case. Io chiedo se è legittima la richiesta del mio vicino, se dobbiamo togliere le auto o se possiamo continuare a parcheggiare fuori dalla nostra proprietà considerando il fatto che anche il suolo che occupiamo con l'auto in teoria una volta faceva parte della nostra proprietà. Grazie aspetto una risposta con ansia (quella che mi mette il vicino) grazie.
Il “problema” è che le strade sono fatte per la circolazione più che per la sosta delle vetture. Lo stazionamento in teoria potrebbe essere tollerato se questo non inficia il passaggio di altre vetture. Voi non avete proprio modo di mettere la vostra automobile all’interno della vostra recinzione? Le due macchine posso passare, ma il passaggio è agevole? Dovete considerare quale delle due cose è meglio, il disturbo di parcheggiare dentro la vostra proprietà o l’ansia che vi mette il vicino.  Non potete parcheggiare all’interno? Non essendoci divieto di sosta il vicino deve abbozzare. 

Navigando in internet, alla ricerca di soluzioni per il mio problema, mi sono imbattuto nelle sue risposte sul condominio molto precise e puntuali e quindi vorrei esporle il mio caso: sono proprietario di una villa in un condominio di 15 ville e sono anche proprietario di un box-garage sito nel condominio parziale. Un condomino che ha anche lui il box-garage lascia liberi tre cani nella rampa di accesso per cui io non posso accedere al box se non dopo aver chiesto a lui di chiudere i cani... in più questi cani lasciati liberi 24/24 lasciano escrementi sulla rampa e nella corsia di manovra. Ho fatto una segnalazione all'amministratore chiedendogli un atto-ingiunzione, diffida extragiudiziale ma lo stesso mi ha detto che non può se non è autorizzato dall'assemblea. Sapete suggerirmi come devo comportarmi? In attesa di una risposta , ringrazio anticipatamente. Distinti saluti LUIGI
Parlare direttamente al proprietario, facendogli notare che anche se i cani sono i più mansueti del mondo, c’è chi ha paura di loro, magari circolano dei ragazzini e che poi, come dice giustamente la legge, gli escrementi dei nostri amici a 4 zampe vanno raccolti! Quindi il signore dovrebbe fare più attenzione. Se vuole evitare lo scontro diretto lo ripeta all’amministratore dicendogli che se proprio non vuole agire direttamente, può convocare l’assemblea (anche se per questo motivo non ce ne sarebbe bisogno) e chiedere a tutti i condomini. Perché non fa firmare una petizione agli altri condomini che usufruiscono della stessa rampa? 

Gent.ma, m'imbatto nel Suo sito proprio quando mi si pone un problema nel condominio: l'inquilino del piano sottostante il mio mi tartassa da tempo con telefonate in cui si lamenta di rumori provenienti dal mio appartamento dopo le 21. Rumori, lui dice, che sembrano provenire da una macchina. Io e i miei genitori, sbigottiti, prendiamo atto che di sera l'unica cosa funzionante in casa mia sono la televisione e il mio computer e che mai si è fatto andar nulla di diverso, né una lavatrice né una lavastoviglie. L'unica possibilità è che il mio computer, essendo appoggiato a terra e andando tutta la notte (funziona da server) vibri provocano chissà qual chiasso (!) a chi sta sotto. Domanda: dato che spesso si parla di "limiti di tollerabilità" in relazione ai rumori, c'è un modo per quantificarli o è una questione soggettiva, stabilita da chi eventualmente dovrà dirimere la questione? L'unica cosa che posso fare, oltre che ordinare una perizia psichiatrica ai sottostanti, è mettere sotto il PC una base di materiale fonoassorbente (che non è neanche economicissima): ma si deve arrivare a questo per simili minuzie? La ringrazio anticipatamente della risposta. ALEX
Alla faccia… l’isolamento del suo palazzo è peggio del mio! Comunque non c’è bisogno di spendere troppi quattrini, basta fare un rialzo di compensato, a vespaio, e il rumore diminuisce.  Per quanto riguarda la normale tollerabilità dei rumori, la procedura sta nel chiamare vigili e giudice e farli ascoltare, ma penso che per una cosa del genere gli riderebbero in faccia. Quindi non si preoccupi e se le dice ancora qualcosa e lei è sicuro di quello che accende in casa dopo le 21, glieli faccia pure chiamare. Farà una figura talmente barbina che la smetterà. A meno che il suo computer server non sia un armadio quattro stagioni!
 

Innanzitutto grazie per l'attenzione e complimenti per la professionalità del sito. Sono proprietario di un appartamento in cui il balcone superiore ha ceduto diversi metri quadri di intonaco lasciando scoperti soletta e ferri del cemento armato. La causa del danno è stata periziata come dovuta a infiltrazioni dal calpestio del pavimento superiore, che si trovava in uno stato di avanzato degrado (inadempienza) ma anche per altre infiltrazioni provenienti da “buchi” ben visibili e presenti da lungo tempo sulla facciata esterna dell’appartamento superiore , attraverso i quali l’acqua percolante scorre giù fino ai sottobalconi, causando tutti questi danni.  Secondo l’articolo del c.c.. e sentenze della cassazione esiste la responsabilità di beni (proprietà) in custodia? Il proprietario di sopra è responsabile dei danni causati per sua inadempienza?, i lavori sono condominiali o fifty-fifty? Come possiamo evitare che per la negligenza “molto avanzata” di una sola persona finiscano sempre pagare gli altri? Grazie infinite.
Secondo la legge, a dire il vero, la spese per danni al sottobalcone sarebbero a carico del condomino sottostante, cioè lei. Però in questo caso, data la totale inadempienza del proprietario dell’appartamento sopra di lei…  be’ se non tutti i lavori dovrebbe pagarne almeno una parte. Per quanto riguarda le infiltrazioni dalla facciata, dovrebbero pagare tutti i condomini (non importa se i buchi sono all’altezza di una casa o di un’altra) in base ai millesimi. Quindi, prima di tutto, bisognerebbe capire in modo chiaro quale è la causa e poi intervenire di conseguenza.

Un condomino, proprietario di un box auto situato al termine del corridoio dei box, e' solito parcheggiare la sua seconda automobile davanti alla porta del suo stesso box. In questo modo egli non ostruisce nessun passaggio, ma vorrei sapere se c'e' una norma che gli impedisca di fare cio', non ritenendo io il corridoio dei box il posto adatto a parcheggiare le automobili per intere giornate. Grazie. ADELE
Infatti, il corridoio è un bene comune del condominio. Questo signore, parcheggiando e lasciando lì la macchina per intere giornate, fa si che quello spazio non sia dagli altri usufruibile e non può farlo. 

Buongiorno, mi chiamo Monica e sono proprietaria di un appartamento sito al piano terra di un condominio di 4 piani, che fa parte di un complesso di 4 scale. Il condominio è di nuova costruzione e io e i miei vicini siamo entrati ad abitarci a novembre 2003. Mio padre, da poco pensionato, ha scoperto una vera passione per la coltivazione dei 20-25 metri quadri di terra che abbiamo di nostra pertinenza, tanto ha ottenuto qualche bel pomodoro e qualche cespo di insalata.Ieri ho ricevuto una lettera minatoria firmata da i "i condomini dei 4 palazzi" che imponeva di porre fine a questo scempio intollerabile in quanto arreca danno al decoro del palazzo e la coltivazione ortiva costituisce variazione d'uso al nostro giardino di pertinenza.
Ho riletto il regolamento di condominio nella parte relativa ai divieti e non c'è nulla che riguardi il giardino... ho trascurato qualcosa? c'è una legge che vieta la libera scelta di ciò che si pianta nel giardino privato?
Inoltre, è giusto mandare una lettera firmandola "i condomini del n. 13/15/17/19"? 
Mio padre nella precedente riunione di condominio aveva chiesto se poteva applicare una rete di tela (quelle verdi per oscurare l'interno e mantenere un po’ di privacy) alla mia ringhiera dalla parte interna tutto intorno al giardino, (la rete è verde e non stonerebbe neanche) l'assemblea ha detto di si ma non penso che il problema sia stato messo a verbale forse giudicato di scarsa importanza. Mio padre ha quindi proceduto all'acquisto di 75 euro di tela. Nella succitata lettera minatoria, viene richiamato il fatto dicendo che i condomini si sono pronunciati sfavorevolmente. Come posso rispondere? e a chi indirizzo la risposta? Grazie.
Allora… per la rete di tela verde… ma lo sa che non doveva neanche chiedere il permesso? Al massimo darne notizia, nulla più! Per quanto riguarda l’orticello: ma ci facciano il  favore! Meglio un orto che un giardino incolto con erbetta che cresce felice e spontanea tutto in giro. Il fatto è che, probabilmente, hanno il problema di non poter gettare immondizia sull’insalata e sui pomodori. Li lasci perdere. Voglio proprio vedere se procedono legalmente per un po’ di insalata. 

Una precisazione: sono proprietaria di un appartamento su cui ho concesso il diritto di abitazione gratuita a mio padre vedovo. Tale appartamento è abitato solo da lui. Come ci regoliamo per le spese? E' corretto che le spese ordinarie del condominio ed i consumi (acqua, riscaldamento, ecc.) siano pagati da mio padre? E a me ovviamente spettino le straordinarie, l'ici, ecc... A logica mi parrebbe di si', ma vorrei un chiarimento per essere corretta nella ripartizione. Grazie molte!
Perfetto! 

Buongiorno, avrei bisogno di un piccolo chiarimento, abito in una palazzina composta da 6 condomini tutti proprietari, tutti abbiamo le cantine con una finestra che da sul giardino, ora alcuni dei condomini hanno deciso di mettere delle grate a tali finestre, io (e per ora solo io dal momento che non mi sono informata con nessun altro) non voglio assolutamente tali grate. La mia domanda è questa: se la maggior parte dei condomini è d'accordo per l'installazione delle grate sono anch'io obbligata a metterle sulla mia finestra? Attendo con ansia una vostra gentilissima risposta. saluti
Nessuno può obbligarla, ma certo sarebbe meglio sia per sicurezza sia per evitare l’entrata di “animali”.

Egregio avvocato sono a richiedere un suo parere. Io e mia moglie siamo proprietari di un'immobile acquistato nel marzo del 1985. Da quella data nell'immobile vi abitano i miei genitori con cui abbiamo sottoscritto, in forma privata, un contratto di usufrutto. Preciso che è un semplice foglio in cui noi diamo l'usufrutto della casa ai miei genitori e firmato da entrambi. Noi abbiamo sempre dichiarato l'immobile nelle dichiarazioni del 730, senza la maggiorazione del terzo della casa, in quanto riportata come data in uso gratuito ai familiari. Paghiamo anche l'ICI senza la riduzione per la prima casa. Ora, visto che stanno trascorrendo 20anni, vorremmo sapere se i miei genitori possono richiedere l'usucapione dell'immobile. La ringrazio per l'attenzione prestatami e porgo cordiali saluti. GIOVANNI
Assolutamente no, perché l’usucapione si ha solo se voi non aveste mai pagato le tasse.

Gradirei sapere come vanno ripartite le spese straordinarie  per la sostituzione dell'argano e del motore nell'impianto ascensore. Distintamente la saluto. ANTONIO
La sostituzione dell’argano e del motore dell’ascensore sono spese straordinarie e devono essere decise dall’assemblea, anche se l’amministratore nel momento in cui fosse urgente, può provvedere.
La ripartizione si ha in base ai millesimi di proprietà dei condomini, senza nulla valere se l’abitazione è al primo piano o al piano terra. Sono attinenti al valore del bene condominio. Quelle che valessero alla comodità dell’utilizzo del bene, invece, vedrebbero la spesa divisa proporzionalmente in ragione dei piani in cui l’ascensore è posto.

Salve, vivo con la mia famiglia, in affitto, al terzo piano di uno stabile che ha circa 10 anni. Il tetto è infestato dalle colombe che nascono, crescono, nidificano e muoiono, dentro la grondaia. La pulizia non viene fatta da circa un anno e mezzo. Nel tetto sono stati praticati dei grossi fori dentro cui passano dei tubi di plastica. Durante l'ultimo acquazzone l'acqua piovana, data l'otturazione dei tubi di scarico della grondaia, si è riversata all'interno del tetto e, entrando dentro i suddetti fori, ha allagato i tre appartamenti al terzo piano penetrando dentro i muri delle stanze. Ci sono voluti due giorni per evacuare l'acqua che continuava a fuoriuscire dai muri. Il proprietario del mio appartamento non si è neanche fatto vedere!  Vorrei sapere cosa posso fare. Grazie infinite. MARIO
Mandi una bella raccomandata con ricevuta di ritorno al proprietario e all’amministratore minacciando di denunciare tutti se non vengono fatti i lavori. Magari promuova l’azione in comunione, per quanto riguarda l’amministratore di condominio, ai proprietari/inquilini degli altri appartamenti danneggiati. 

Buongiorno, vorrei sottoporle un quesito: il condomino che abita sopra di me al secondo piano (io abito al primo), ha lo scarico della doccia otturato. Ha chiamato una ditta per risolvere il problema, ma non sono riusciti a liberarlo nè partendo dal pozzetto del giardino nè partendo dal suo scarico doccia. Non sono riusciti a capire dove si trova il blocco. Il suo tubo si dovrebbe collegare al mio e poi scendere assieme fino al pozzetto, ma io non ho il problema nei miei bagni, quindi il blocco dovrebbe trovarsi in una parte di tubo tra il secondo e il primo piano, prima del collegamento con i tubi dei miei bagni. La spesa già sostenuta e le spese che ancora si dovranno fare come vengono ripartite? La tubatura è considerata parte comune indipendentemente dal piano di residenza o c'è una differenziazione nella spesa a seconda del piano, come avviene per esempio per la scala? Nell'attesa di una Vs risposta, ringrazio anticipatamente. Distinti saluti CRISTIAN
Non c’è differenziazione come nelle scale, ma la ripartizione delle spese c’è dall’attacco del tubo. Infatti se l’emergenza è dalla diramazione del tubo principale a quello che serve il singolo appartamento, la spesa sarà del proprietario dello stesso. Altrimenti verrà ripartita tra tutti i condomini. Per la ricerca del danno, si vedrà a seconda di dove il danno è situato. 

Abito in un condominio al terzo piano,  in seguito all'apertura a piano terra di un ristorante, sento nella mia camera da letto un rumore provocato dal funzionamento dell'impianto cucina (cappa che scarica nella canna fumaria senza adeguata coibentazione). E' necessario rivolgersi all'ARPA per le dovute misurazioni ai fini della determinazione del superamento o meno dei limiti di tollerabilità o dovrebbe intervenire l'amministratore condominiale in quanto il regolamento prevede che: ai condomini è vietato recare disturbi con schiamazzi, suoni, canti, danze ed elettrodomestici in genere od altro, in particolare modo dalle ore 23 alle ore 8.  Per l'uso delle radio viene particolarmente fatto appello alla discrezione degli abitanti della casa, perché ne facciano uso con tatto e misura. Per suoni e canti valgono inoltre le disposizioni comunali in vigore? In attesa di una sua gentile risposta ringrazio e porgo cordiali saluti. Grazie MONTAGNA
Per i rumori dovrebbe essere il proprietario del ristorante a far sì che i clienti non schiamazzino dopo una certa ora. Per quanto riguarda i fumi e i rumori dell’impianto della canna fumaria, se l’impianto non è fatto a norma si rivolga all’ARPA ma, magari, ne parli anche con l’amministratore; infatti, il ristorante dovrebbe far comunque parte del vostro condominio.

Buongiorno, Vivo in un condominio di Torino dall'agosto del 1991, in un palazzo dove la caldaia è in comune con quello di fianco, la gestione del riscaldamento per tradizione veniva controllata dai 2 amministratori ad anni alterni (premetto che, secondo regolamento non è un condominio con 2 scale, perciò abbiamo amministratori diversi).
Per maggior chiarezza chiamerò gli amministratori con lettera A/B e C, mentre i condomini con alfa ( il mio condominio) e beta. Nel 1991/2/3 il condominio beta era amministrato da B che nel 93 si dimise e consegnò d'ufficio la gestione del riscaldamento all'amministratore C, che da allora ,secondo me, usurpa la gestione all'amministratore A.
In tutti questi anni ho subito 3 allagamenti, dovuti all'impianto di riscaldamento, ed un solo risarcimento parziale, ho  tolto il parquet in camera da letto e in cambio solo risatine da parte dell'amministratore C e i suoi collaboratori. In seguito sono stata costretta, a mie spese, ad interpellare un perito per far capire all'amm. C il difetto dell'impianto.
Dopo nel sett.2003 inviai un raccomandata con la richiesta di rimuovere i polmoncini (messi nel mio appartamento contro la mia volontà) e ristabilire le pareti com'erano precedentemente, inutile e superfluo raccontare le diatribe avute con l'amministratore C.
Alla fine, stanca di tutto questo, lo minacciai di sospendere i pagamenti sino a quando non avesse eseguito gli interventi richiesti e per ultimo non mi avesse fatto veder le firme che lo autorizzavano ad incassare le quote del riscaldamento nel suo c/c personale.
Per tutta risposta l'amm. C fece eseguire gli interventi nel mio appartamento e nel mio terrazzo solo al termine del rifacimento della facciata fronte strada, quindi a mie spese ho dovuto far intonacare e verniciare le pareti del mio terrazzo; non ha comunque mai risposto alla mia richiesta riguardante il c/c. Nonostante tutto ad Aprile pagai tutte le quote del riscaldamento. Nel preventivo mi vedo attribuire spese legali, io però non ho mai ricevuto raccomandate o ingiunzioni in merito. Durante l'assemblea siamo riusciti a convincerlo a dare le dimissioni e la gestione del riscaldamento all'amm. A . Solo che il condominio B ha raccolto le firme per riconfermare l'amm. C, nonostante una delibera dell'assemblea, ora ce ne sarà un'altra. Ma tutto questo è legale? Come devo comportarmi riguardo alle spese legali attribuitemi ingiustamente? Come devo fare per dimettere l'amministratore C? PIPPO

Le spese legali devono essere motivate. Lei ha sbagliato quando ha pagato sia le perizie, sia i lavori sia le rate del riscaldamento, perché lei aveva dalla sua tutte le raccomandate mandate all’amministratore C. La raccolta di firme attuata dal condominio B è lecita, ma dovrà pur sempre essere l’assemblea a rideterminare il signor C come amministratore. 
 

Salve, ho comprato una casa con balcone. L'inquilino di sotto mi ha subito contattato per chiedermi una pronta riparazione del sottobalcone, perché dice che ci sono state cadute di intonaco. Ma è tutto a carico mio? ANTONIO
Le spese di manutenzione del sottobalcone sono tutte a carico del condomino sottostante, in base all’articolo 1125 del c.c.
 

Gentile Avvocato  volevo chiederle gentilmente un consiglio. Nel mio condominio sono proprietario di un alloggio. Nel cortile vi sono dei garage ed un altro proprietario affitta in uno di questi garage (doppio nella fattispecie) 2 posti auto, uno al sottoscritto ed il secondo ad un altro inquilino. Il garage ha un entrata con una porta a doppia anta per permettere ad entrambi di entrare ed uscire tuttavia non è una struttura simmetrica poiché la mia parte è molto più stretta rispetto all'altra del co-affittuatario che nonostante ciò non essendo molto pratico nelle manovre non sfrutta in modo adeguato lo spazio e molte volte mi rende il passaggio difficile. Per quieto vivere non ho mai voluto protestare ma da quando dietro la mia autovettura posteggio anche uno scooter i rapporti si sono incrinati, il mio coinquilino è andato a protestare dal proprietario del box adducendo che io non posso parcheggiare lo scooter. A questo punto Le chiedo: se lo scooter rimane esclusivamente nella mia parte di garage e non impedisce in alcun modo il passaggio dell'altra autovettura posso parcheggiare lo scooter? a seguito della protesta dell'altro affittuario sono stato contattato dal proprietario che mi ha chiesto gentilmente di togliere lo scooter e bicicletta (anch'essa posizionata lateralmente alla mia autovettura che finora non ha mai dato problemi di accesso), stessa cosa a quanto pare detta all'altra persona con relativa bicicletta poiché gli accordi prevedono l'affitto di un "POSTO AUTO", non essendoci un contratto scritto posso comunque ribadire il fatto che il posto che pago in affitto possa essere utilizzato nel suo spazio a mia discrezione oppure no? La ringrazio anticipatamente per l'eventuale interessamento e porgo distinti saluti.  M.
Certo che in un posto auto non è che ci si possa mettere di tutto, ma uno scooter… penso che si possa lasciare, soprattutto se lo posteggia in modo da non impedire l’uso del posto auto dal coaffittuario. 

Abito a Roma in un palazzo di 5 piani che è afflitto da un problema di scarsa igiene di un appartamento posto al primo piano (purtroppo confinante con il mio), in questo appartamento vivono tre persone, una signora anziana (85 anni circa) e due figli (non del tutto "normali") di cui uno strano ma tranquillo, l'altro ha ogni tanto degli scatti di rabbia, prende a male parole le persone etc. Ma oltre questo aspetto quello che più preoccupa il palazzo è la loro scarsa igiene. Gettano pannoloni sporchi dalla finestra o nel giardino di sotto, la sig.ra anziana se esce senza pannoloni fa i bisogni sulle scale, nell'ascensore o dove capita, ed inoltre il palazzo è infestato (specie alcuni appartamenti) da insetti tipo scarafaggi (o blatte). Abbiamo più volte eseguito interventi di disinfestazione ma senza nessun esito positivo, l'ultima volta l'incaricato è uscito "scappando" e sostenendo che in 15 anni di onorato servizio non aveva mai visto una cosa del genere, queste persone sostengono che a loro dispiace uccidere questi animaletti perché sono comunque "figli di Dio". Domanda: è possibile che non ci sia una legge/una regola che possa impedire a certe persone di tenere in questo stato il loro appartamento quando questo comporta problemi per i vicini? Interpellata la circoscrizione ci ha detto di contattare il nucleo anti emarginazione che ormai da 4/5 mesi doveva mettersi in contatto con l'amministratore ma non è ancora stato fatto nulla, cosa ci consiglia di fare? Distinti saluti MASSIMO
Chiamate l’ufficio di Igiene, i Vigili Urbani. E date una smossa all’amministratore.

Gentile Consulente, Nel nostro condominio si è avuta una perdita d'acqua  occulta. Il tubo è stato sostituito in toto, ma ovviamente  la società fornitrice ci ha inviato comunque la bolletta. Ogni condomino ha un suo contatore, pertanto i consumi di ciascuno sono stati registrati. Il consumo  e gli oneri accessori (vedi depurazione e fognature) conseguenti alla perdita, come devono  essere ripartiti? L'attuale amministratore (che abita nel condominio) ha ripartito la spesa in base alla percentuale di consumo. Io credo non sia corretta. Secondo me  la differenza fra l'acqua veramente consumata e quella dispersa deve essere ripartita in parti uguali. La ringrazio anticipatamente per la risposta e porgo cordiali saluti. ANNALISA
Beh, sarebbe giusto come dice lei, specie per la dispersione dell’acqua. Infatti, per gli oneri accessori bisognerebbe guardare ai millesimi.

Gentilissima dott.sa navigando in internet, alla ricerca di soluzioni per il mio problema, mi sono imbattuta nelle sue risposte.... nel condominio e quindi vorrei esporle il mio caso: sono proprietaria di un appartamento in una casa a due piani del 1800 costruita per ospitare un'unica famiglia e che al momento della divisione fra i due fratelli a mia madre è toccato l'appartamento posto al piano terra e primo piano mentre all'altro fratello l'appartamento posto al piano primo e secondo. In particolare il mio appartamento consta di due vani al piano terra uno a destra e uno a sinistra della scala comune e di due vani al primo piano anche questi posti uno a destra e una sinistra della scala comune quindi per andare da un vano all'altro della mia proprietà devo necessariamente passare su parti comuni, scala e pianerottoli, mentre l'altro appartamento posto al primo e secondo piano è costituito da quattro vani e a questo si accede attraverso una porta posta sul pianerottolo comune di fronte alla scala comune. Il problema è che vogliono cambiare la serratura del portone, oggi meccanica,  con una elettrica. Io a tale cambiamento mi oppongo per due motivi: sicurezza (la serratura elettrica per poter funzionare elettricamente deve essere chiusa sul solo scrocco e quindi io non potrei più agire sulle mandate per chiudere il mio appartamento  ogni qualvolta ritengo la necessità di farlo ) impedimento di chiudere la porta di casa ogni volta che esco (infatti per il mio appartamento il portone d'ingresso è anche l'unica porta che lo chiude mentre per l'altro appartamento funziona solo da portone d'ingresso dello stabile visto che hanno un porta che permette loro di entrare nella loro proprietà e chiudersi dentro). Possono farlo? ci sono sentenze al riguardo? come posso oppormi a ciò ? Spero di essere stata chiara nella mia esposizione la ringrazio anticipatamente per l'aiuto. Distinti saluti ILARIA
Dalla sua descrizione mi sembra di capire che l’altro appartamento ha inglobato le scale comuni che portavano all’ultimo piano. Giusto? Beh…non sarebbe giusto. Per la serratura lei può opporsi tranquillamente, siete in due e se uno non è d’accordo, non si fa. 

Spett.le Avvocato sono proprietario di un appartamento all’ultimo piano in un condominio di 15 appartamenti e di 5 piani. Nel mese di giugno sono stati fatti i lavori di rifacimento del terrazzo e dopo circa 1 mese dal termine dei lavori ho notato una macchia d’umidità sul plafone, ho avvisato immediatamente l’amministratore e l’impresa che ha svolto i lavori, mi hanno risposto che non era niente di preoccupante. Nel mese d’ottobre mi sono trovato con una macchia da 1 metro x 1 metro con uno sfioramento dell’imbiancatura, richiamo immediatamente  l’amministratore e l’impresa che dopo 5 telefonate si degnano di venire a vedere il danno, senza decidere il da farsi. Il 2 novembre rientrando nell’appartamento vedo per terra una pozza d’acqua caduta dal plafone, non potendo restare in casa con delle bacinelle per raccogliere l’acqua e visto che ho anche due bambini piccoli, mi sono inventato un incanalatore d’acqua che la convoglia in una bottiglia di plastica da 2 litri appesa alla porta, dopo 2 settimane un'altra sorpresa al rientro, un'altra pozza tra la camera da letto e il corridoio, nel frattempo la macchia che riguardava solo il corridoio si è allargata, coinvolgendo la mia camera e la camera dei bambini. Il disagio più grosso e che ogni 4 ore circa debba svuotare le bottiglie e non solo di giorno ma anche di notte, provi ad immaginare in che stato mi alzo la  mattina, senza contare il danno ai mobili e al parquet. Dopo altre 7 telefonate e una raccomandata con un avvertimento che se non si sarebbero presentati al più presto, mi sarei rivolto ad un legale, si sono degnati di fare un sopraluogo, decidendo di fare un nuovo strato d’impermeabilizzazione sopra al lavoro appena fatto, tanto per tamponare provvisoriamente. Come mi devo comportare con questa gentaglia? Visto il loro comportamento, posso fargli pagare tutto il disguido arrecatomi alla mia persona oltre alle cose? Tenendo in considerazione che una volta risolta l’infiltrazione, devono demolire l’intonaco sul plafone, fare il gesso e imbiancare, dove vado a mangiare con la mia famiglia, io mia moglie lavoriamo fino a tardi e magari al nostro rientro con i figli dobbiamo pure pulire. Datemi un consiglio. Ringraziandovi anticipatamente vi auguro buon Natale almeno a voi, SERGIO
Devono intervenire tempestivamente sia per tamponare temporaneamente (magari non è la stagione adatta per ripararare il terrazzo, ma con la bella stagione il lavoro deve essere sistemato) e devono risistemare tutto in casa sua, anche pagando eventuali mobili e rovina del parquet.
Nel caso in cui dovessero ancora temporeggiare, sia la ditta sia l’amministratore, lei mandi una bella raccomandata a/r specificando chiaramente che se non provvedono celermente lei farà eseguire i lavori da una ditta, addebitando loro l’importo.
 

Gent.ma Sig.ra,  Le sarei grata se volesse indicarmi l'importo ad equo canone per gli anni 1996/2004 di un'appartamento di circa 70mq ( trattasi di porzione di fabbricato ristrutturato da lameno 15 anni e sito  in campagna dove non ci sono ne' negozi vicini o altre infrastrutture),  rivolto a nord e quindi con evidenti problemi di umidita' all'interno. L'apparto era composto da sogg. cucina -vano scale- bagno  e due camere al  1° piano. Le due camere presentavano la difficolta' di non poter ospitare  letto e armadio contemporaneamente.Al piano terreno esisteva una cantinetta  priva di pavimento che pero' mi era stata  requisita dal proprietario per uso suo. In tutti questi anni ho pagato al  proprietario lire 800.000 a NERO. Adesso ho lasciato tale app. perche' il  propriet. mi ha dato disdetta( che il giudice ha accolto) perche' vuole un  considerevole  aumento di affitto.Sottolineo che quando ho preso possesso dell'unita'  abitativa, la medesima era sprovvista anche del lavabo e personalmente ho provveduto alla pittura delle pareti. Ultimamente in comune ho verificato che tale unita' abitativa nei PATTI IN  DEROGA e' cosi' collocata:  il comune di pertinenza e' CASCINA (PISA ) LOC. LAIANO DI SOPRA  categoria fra B e C  Zona Ubicazione : ZONA  E Dai conteggi indicati nella tabella  applicativa ho visto che l'importo che avrei dovuto versare era circa lire  250.000/300.000 ( spero di aver interpretato bene le tabelle )
 Tipo di contratto dal 1996/2004 : contratto in comodato d'uso gratuito  perenne con il solo obbligo del pagamento delle bollette  Il conteggio che Le ho sottoposto mi servirebbe per verificare se ho  possibilita' di richiere il PLUS che in tutti questi anni  ho pagato. GRAZIE  La ringrazio del tempo prezioso che avra' perso per dare attenzione a  questa mia...cordialmente La saluto sperando nel suo aiuto  PATRIZIA

Spiacente, ma il conteggio non lo posso fornire. Una curiosità: che ha detto il giudice dell’affitto pagato in nero?

Scrivo per conto di vari condomini. Siamo un piccolo condominio di otto unità, uno degli otto condomini ha ricavato un bilocale dal box-garage, senza alcuna licenza edilizia, e senza autorizzazione dell'assemblea. L'Amministratore non è intervenuto ed ora chiede a tutti i condomini di istallare un conta calorie del costo di euro 400 per ogni unità oppure rifare il calcolo dei millesimi del costo di circa 1500 euro sobbarcandoci la spesa tutti i condomini. Cosa dobbiamo fare? La ringrazio per la sua cortese attenzione. SILVIA
Cerchiamo di capire: il bilocale ricavato potrebbe essere stato fatto con il cartongesso o comunque non con strutture stabili e, comunque, sono affari suoi. Però, non avrà la possibilità di farci vivere nessuno perché non avrà l’abitabilità e la destinazione d’uso corretta, essendo un garage. Il conta calorie è quello che serve per controllare i consumi del riscaldamento e, quindi, monitorare il consumo effettivo di ognuno, senza dover modificare l’impianto centralizzato? Potrebbe essere un’idea. Il ricalcolo delle tabelle millesimali per il garage? Non ci può abitare… ricordatelo. 

Ho un villino con un androne in comune con il mio vicino. Entrambi abbiamo la proprietà esclusiva della nostra metà di androne.  Per avere un po' di privacy voglio mettere dalla mia parte ma a partire dal confine alcune fioriere ma il mio vicino dice che non posso e che devo stare almeno a 50cm dalla metà dell'androne. Si tratta di fioriere in legno non ancorate al terreno con supporto di pannelli grigliati anche loro in legno. Il tutto alto 135cm e lungo 2m x ogni fioriera (sono tre). Ha ragione lui oppure posso mettere liberamente le fioriere a partire dal confine? UMBERTO
E quei 50 cm rimarrebbero per il suo vicino o per cosa? Può mettere le fioriere dal confine verso di lei.

Nel caso di delibera assembleare relativa all'installazione di dissuasori di velocità e specchi, questi ultimi per migliorare la precaria visibilità in una strada privata, di proprietà rispettivamente di due condomini di villette affiancate, risulta obbligato un terzo condominio che gode della sola servitù di passaggio sulla suddetta strada, a contribuire in ugual misura a tali spese? Preciso che la suddetta delibera trova d'accordo entrambi i condomini proprietari. Ringraziando anticipatamente porgo cordiali saluti. FRANCESCO
Assolutamente no. Colui che gode della servitù di passaggio non deve contribuire.

Salve, sono proprietaria di un appartamento al piano terra sito in un condominio di 12 persone (5 al piano terreno con rispettivi giardini, 5 piano primo,
2 sottotetti). Ho un giardino e, dopo aver chiesto autorizzazione a condominio e Comune, vi ho collocato una casetta in legno removibile (in caso vada spostata
c'è comunque un costo abbastanza pesante per le mie tasche).  A lavori ultimate sono sorte discussioni:

1)     Principalmente la condomina del piano soprastante mi accusa di non aprire più le finestre perché teme che salendo sul tettino della casetta ed allungando
le braccia qualche malintenzionato, entrato furtivamente nel mio giardino (io ho 2 cani da guardia), possa poi entrare in casa sua.  In tale evenienza per la legge io ho qualche obbligo o responsabilità? La signora vorrebbe mettessi del filo spinato a mie spese sul tetto, cosa che io farei pure, ma poi non incorro in problemi se l'ipotetico malintenzionato entrando si fa male? 

2) L'amministratore dal canto suo vuole metta per iscritto la mia disponibilità a smantellare la casetta nel caso siano necessari lavori di manutenzione
al palazzo, sia per ciò che concerne il perimetro interno ed a livello del mio giardino, sia se questa impedisca la messa in opera di ponteggi che
facciano accedere ai piani superiori ad essa soprastanti. Nell'eventualità per ciò che riguarda il muro fino a sotto i balconi del condomino soprastante ed insistenti nel mio giardino potrei assumermi io l'onere di far intonacare e riverniciare da personale qualificato e di mia fiducia pagate a mie spese? Per i ponteggi del piano sovrastante devono necessariamente accedere dal mio giardino e farmi smantellare la casetta, rovinando vasi prato e quanto altro? Visto che l'accesso al mio giardino può avvenire solo attraverso il mio appartamento io devo lasciargli attraversare casa ed insudiciarla? E se devo essere presente per farli entrare, chi mi ripaga dei giorni di ferie presi per controllare la mia proprietà?
So di essermi un po' dilungata, ma vorrei evitare di essere costretta a dover mettere per iscritto di accollami oneri ai quali non sono obbligata (vedi lettera pretesa dall'amministratore) od eseguire interventi che possano avere altre conseguenze (vedi filo spinato). La ringrazio fin da ora per il tempo e l'attenzione concessimi
porgo cordiali saluti C.J.
La casetta di legno lei può tenerla. Per la signora che non apre le finestre, non è un suo problema sua, ma della signora in questione. La stessa cosa sarebbe successa se lei avesse messo un ombrellone o una tettoia. Riguardo ad eventuali lavori, certo lei dovrebbe smontare la casetta, ma non a spese sue. Nel momento in cui un condomino superiore oppure l’intero condominio decidesse di fare dei lavori per cui dovessero essere messi dei ponteggi nel suo giardino, è problema del condominio o condomino fare in modo che alla fine dei lavori il suo giardino venga rilasciato nello stesso modo in cui è stato trovato… casetta compresa. 

Buongiorno, scrivo per una consulenza urgente che riguarda la mia abitazione. Ho 44anni e sono in dialisi con conseguenti problemi di salute. Non ho parenti né genitori. Sono aiutata da qualche amica e percepisco la pensione minima d'invalidità. Sono in affitto da 14 anni e pago 450 euro in una borgata di Roma con un balcone pericolante, infiltrazioni d'acqua e crepe sui muri. Il proprietario di casa rattoppa cercando di risolvere ma non fa altro. Senza parlare dei miei vicini di casa. Siamo tre appartamenti non c'è un condominio. Paghiamo l'acqua dividendo per tre ma i miei vicini sono un'infinità di persone in due appartamenti, tutti nigeriani. Ho cercato il quieto vivere ma inutilmente, hanno accatastato mobili vecchi, frigoriferi, e immondizia varia sulle scale (mai terminate dal padrone di casa), un solo pianerottolo dalla sporcizia inimmaginabile. Ormai siamo ai ferri corti con continui litigi. E' difficile trovare un'altra casa. I vicini sono il mio problema principale. Mettono musica a tutto volume e fanno lavori in casa martellanti senza rispettare nessun orario, litigano e parlano urlando, fanno feste con porte aperte bevendo e mangiando sulle scale. D'estate mettono una tenda al posto della porta di casa avendo suddiviso il loro appartamento per la quantità di gente che ci vive. Sembra che loro abbiano un contratto regolare cosa che non mi ha mai fatto a me e che non intende fare se non aumentandomi l'affitto... che posso fare ancora? Ho chiamato polizia, carabinieri ho minacciato il padrone di casa di denunce. Ma senza un contratto quali sarebbero le conseguenze? Posso rivalermi sulla mia situazione di salute con qualche diffida legale? Posso rivalermi sull'aspetto sanitario facendo intervenire le ASL? Ma come mi devo comportare? Aiutatemi per favore.Grazie CLAUDIA
Deve chiamare ASL, carabinieri, vigili e quant’altro, martellandoli di telefonare e fare denunce per schiamazzi.
 

Sono proprietaria di un appartamento in un condominio di 10  alloggi.  Nel mese di giugno uno dei proprietari aveva convocato un’assemblea di tutti i proprietari del condominio in quanto nella soffitta sopra la sua abitazione c'erano delle infiltrazioni di acqua e di conseguenza pioveva nella sua abitazione.  Pertanto di comune accordo si era provveduto a nominare un perito per verificare lo stato del tetto e per far stilare i millesimi catastali di ogni proprietario per poter effettuare poi i lavori di manutenzione del tetto come da perizia . Nel mese di ottobre il proprietario dell'abitazione nel quale c'erano le infiltrazioni di acqua ha acquistato la soffitta suddetta (soffitta non di uso comune ma di esclusiva proprietà del venditore), che non era mai stata accatastata, per inglobarla nella sua abitazione. Pertanto vorrei sapere se i millesimi catastali fatti a giugno devono essere riaggiornati considerando il nuovo accatastamento della soffitta e se il nuovo proprietario rifarà il tetto della soffitta con il cambio di una trave del tetto (decisione del perito) e abbellendo la soffitta stessa cambiando tutti i travicelli e inserendo anche dei lucernai per fargli prendere luce, in che parte dovranno essere suddivise le spese dei lavori che verranno effettuati dal nuovo proprietario della soffitta relativamente al tetto? Grazie SIMONETTA
Il conteggio dei millesimi catastali va ovviamente rifatto. Infatti, per quanto riguarda la divisione delle spese per il rifacimento del tetto devono partecipare tutti i condomini in base ai millesimi, ma le spese di abbellimento della soffitta sono a carico del proprietario. 
 

Buongiorno! Abito in una palazzina composta da 4 appartamenti + 6 garage sottostanti. I 2 appartamenti al primo piano hanno un box auto singolo, gli altri 2 un box auto ma di metri quadri superiori (ci stanno 2 auto) e un esterno non residente nella palazzina, è proprietario di 2 box sempre di diversa metratura (totale 4 posti auto). Vogliamo installare il cancello elettrico e non sappiamo come ripartire la spesa. Noi 4 residenti pensiamo in base all'utilizzo oppure ai millesimi del box, l'esterno che utilizza maggiormente il cancello dice in base ai millesimi degli appartamenti. Ci può aiutare? La ringrazio per la disponibilità. Cordiali saluti ELENA
Buongiorno anche a lei! 
Le spese d'installazione e manutenzione del cancello elettrico sono da ripartire solo tra i condomini utilizzatori in base ai millesimi dei loro box. Ciò vale anche per l’esterno. Proprio per la sua presenza non si può parlare dei millesimi degli appartamenti di proprietà. 

Buongiorno abito in un condominio di 24 unità tra i quali ci abita pure l'elettricista che ha fatto gli impianti negli appartamenti e all'esterno solo che nella pulsantiera dei citofoni quando ha fatto gli impianti ha messo due pulsanti più grandi dove ha inserito il suo nome e lo stemma della sua ditta. Può farlo se gli altri non sono d'accordo?  p.s anche io ho una ditta edile. Grazie SALVO
Ma l’assemblea del condominio non ha detto niente? Se non siete d’accordo, fatevi sentire. 
 

Salve, vivo in un condominio di 70 alloggi. Circa 6 mesi fa si era deciso di rifare il cortile per creare un parcheggio. Purtroppo la ditta che aveva iniziato i lavori si era fermata lamentando che il progetto a preventivo non era attuabile a causa di problemi, diciamo "tecnici", e aveva chiesto l'approvazione per i lavori fuori preventivo. Ad oggi abbiamo cambiato ditta e amministratore nella  speranza di portare a termine il progetto, poiché nel frattempo erano sorti dubbi sui criteri di ripartizione delle spese, sull'intervento da fare, sul come gestirlo. Tra una settimana i lavori riprenderanno e il nuovo amministratore non ha ritenuto opportuno indire un'assemblea, per informare tutti i condomini, prima che i lavori ripartano. Io mi chiedo se una raccomandata A/R all'amministratore che espone i dubbi e la mancanza di informazioni e relazioni su carta, possa essere una forma di tutela nel caso ci si ritrovi punto e a capo. Ho provato a telefonare all'Amministratore, ma non sono venuto a capo di nulla, solo parole. Chiedo scusa per l'ingenuità, ma quali strumenti o documenti posso richiedere o controllare per tenermi al corrente sullo stato dell'arte dei lavori? La ringrazio per la cortese attenzione. MAURIZIO
Lei fa benissimo a mandare una raccomandata a/r all’amministratore, soprattutto nel momento in cui mi dice che già erano sorti dei problemi. Per tenersi informato sullo stato dei lavori può solo richiedere all’amministratore di informarla oppure chiedere direttamente alla ditta. Ma vi consiglio di indire un’assemblea per chiarire le cose. Fate una raccolta di firme per il condominio e poi fatevi sentire dall’amministratore “desaparecido”.
 

Salve. Ho letto le richieste di consulenza e delucidazione e ne avrei anch'io, ma non so se è a lei che mi dovevo rivolgere, comunque... Sono proprietario da 1 anno e mezzo di due posti auto scoperti, attigui tra loro e confinanti con altri posti simili. Sono ubicati  all'interno di un cortile condominiale. Date le difficoltà riscontrate nel metterli a reddito avrei avuto l'intenzione di coprirli, con una tettoia o eventualmente con quei gazebo da giardino. Vorrei sapere se la mia domanda debba essere assolutamente portata in assemblea e se la mia idea possa essere bocciata come "lesione"del decoro del condominio. Premetto i non buoni rapporti con i condomini, e la mia posizione assolutamente irrilevante (4 millesimi). La ringrazio per l'attenzione, Distinti saluti. DIEGO
Be’, consideri che anche i suoi 4 millesimi sono importanti nell’economia del condominio, e non scherzo. A parte questo, se lei non crea una struttura fissa a terra, semplicemente imbullonata e quindi mobile, può farlo. Però, dato che ammette lei stesso di non avere buoni rapporti con i condomini… scriva prima una lettera all’amministratore in cui espone le sue intenzioni.
 

Abito in una palazzina di 5 appartamenti, di cui due dello stesso proprietario, vorrei porre due quesiti:
 1) Uno di questi due sta per essere affittato ad extra comunitari. Visto che sia io che gli altri due proprietari non siamo d'accordo, vorrei sapere se possiamo opporci a ciò ed in che modo (non esiste regolamento condominiale).
 2) Attualmente il riscaldamento è centralizzato. Qualche mese fa l'assemblea a maggioranza sia di millesimi che di teste, ha deliberato la trasformazione in impianti unifamigliari a gas, ai sensi della legge n. 10 9/1/1991.  Di fatto i tre proprietari che sono favorevoli alla trasformazione hanno già effettuato le modifiche interne (al momento dell'acquisto dell'abitazione, come ristrutturazione) per conto proprio (pur rimanendo per il momento attaccati al centralizzato). Tali lavori sono stati eseguiti da ditte diverse, in tempi diversi, ma il progetto e la relazione tecnica sono stati effettuati dallo stesso ingegnere che poi è stato indicato in delibera come incaricato di effettuare il progetto e la relazione tecnica globale per il condominio.  Siccome il quarto condomino (proprietario di due unità) si oppone, chiedo se la delibera è valida e se possiamo proseguire nella trasformazione, vincolando anche il dissenziente. Grazie anticipatamente. ORAZIO
Per il primo quesito non so come aiutarla, né io né un possibile regolamento condominiale poiché non penso ci sia un “regolamento razziale” in giro. Per la trasformazione dell'impianto di riscaldamento centralizzato in impianti di riscaldamento autonomi è necessaria la semplice maggioranza (501) dei millesimi senza tenere conto del numero dei votanti. Quindi potete proseguire nella trasformazione.

Gentile Dott.ssa, pongo alla sua attenzione il mio strano caso. Vivo in un condominio composto da 6 abitazioni tutte di proprietà. Al momento dell'acquisto della casa il costruttore mi chiese se volessi l'opzione BARBECUE sulla terrazza. Io scelsi di PAGARE la quota in più per avere una canna fumaria indipendente e la costruzione del barbecue. La canna fumaria fu inserita nel progetto della casa e fu realizzata prima del rogito. Il barbecue è stato realizzato solo di recente e qui il problema. Realizzando a due anni di distanza il barbecue mi sono visto arrivare la lettera di richiamo dell'amministratore che mi accusa di aver costruito una struttura abusiva perché priva di autorizzazione dei condomini. Premesso ciò le chiedo: Al momento del pagamento della cifra in PIU' per l'opzione Barbecue (canna fumaria gia costruita) non ho anche acquistato il diritto di costruirlo? Il fatto di aver presentato al costruttore il disegno del barbecue per la realizzazione della canna fumaria ed il fatto che il costruttore abbia modificato parte del progetto originale per far posto al BARBECUE non mi da dei diritti sulla costruzione di questo contestatissimo barbecue? Ringraziandola anticipatamente per la cortese attenzione le invio i mie più distinti saluti OSCAR
Certo che ha il diritto di costruire il barbecue contestato. Infatti, a sua discolpa, può presentare tutte le carte in suo possesso. 

Salve, abito in un ammezzato  circa 15 gradini sotto il piano terra, volevo sapere se devo concorrere alle spese condominiali di pulizia delle scale e ascensore, pur non usufruendone. Grazie ILARIA
Certo perché le spese per la pulizia delle scale competono a tutti i condomini in base ai millesimi di proprietà. Per l’ascensore, se il regolamento di condominio non prevede diversamente, deve pagare anche per quello.
 

I locali ufficio situati al piano meno 1 del mio condominio sono stati recentemente acquistati da una società di collocamento personale. Dal momento dell'entrata di questa società  abbiamo un continuo andirivieni di extracomunitari, sto parlando di centinaia di persone al giorno. Questo traffico  crea enorme  disagio  al condominio in quanto le persone, nelle ore di chiusura del portone per pausa portiere, entrano nel condominio e non conoscendo l'esatta ubicazione dell'ufficio si aggirano fra i vari piani disturbando e quant'altro. Nel regolamento di condominio esiste una precisa norma che vieta attività che disturbano e che ledono la sicurezza del condominio. Cosa possiamo fare per evitare questo traffico? Grazie per la risposta MIMMA
Fate presente agli amministratori della società  di collocamento proprio questa norma del regolamento condominiale e le vostre lamentele.
 

Salve, sono un studentessa che ha preso una casa in affitto con altre 2 amiche. Volevamo sapere se possiamo cambiare la serratura visto che il padrone di casa ha una copia delle chiavi e non sappiamo se anche i ragazzi che la abitavano prima sono in possesso di copie. Abbiamo dei dubbi che il padrone di casa possa entrare senza il nostro permesso e vorrei sapere se lo può fare. Non si è riservato nessuna stanza e noi abbiamo affittato l'intero appartamento, non c'è un regolare contratto, ma ha dato i nostri dati ai vigili urbani senza spiegarci il perché, lo può fare? Riguarda la legge antiterrorismo? grazie G.R.
Potete cambiare la serratura, però se il padrone di casa vuole entrare è un suo diritto e dovete farlo entrare. Per i vostri nominativi dati ai vigili non vi preoccupate, è una prassi consolidata quando qualcuno si stabilisce per un periodo in un luogo che non è la sua residenza. Non c’entra la legge antiterrorismo, è un modo per mettersi un po’ più in regola con la legge… non registrando il contratto di affitto.

Buonasera, avrei una domanda da fare al vs esperto; ho acquistato un alloggio a cui è collegato un piccolo giardino a cui posso accedere solo io, naturalmente può essere curato solo come giardino, volevo chiedere  le spese di manutenzione a chi devono essere addebitate? Ringrazio anticipatamente per la cortesia. FULVIO
Be’ se il giardino è stato venduto insieme alla casa è suo e quindi le spese di manutenzione sono a suo carico. Non vedo come possa essere di uso comune se può accedervi solo lei.

Mi sono imbattuto nel vostro sito, che mi è subito apparso molto interessante. Ne approfitto per domandare un parere anche legale riguardante la pubblicità in cassetta. Vivo in un condominio di sei appartamenti, nel portone di entrata abbiamo le nostre cassette per le lettere individuali e messe accostate, io ho incollato sulla mia cassetta una targhetta con scritto "NO PUBBLICITA'" per evitare l'insopportabile accumulo di pubblicità indesiderata. Questo mi è stato contestato dagli altri condomini che affermano di temere che non venga consegnata la pubblicità neppure a loro (????). Domando c'è una legge che mi permetta di far valere il mio diritto a non ricevere pubblicità, e possono gli altri contestarmi la suddetta targhetta? Ringrazio anticipatamente per la risposta e porgo i più cordiali saluti.GIORGIO
Addirittura temono che non gli venga messa la pubblicità in cassetta? Ops, dove arriveremo di questo passo! Bando alle battute, lei il suo avviso lo può tenere, non c’è legge che consideri un caso del genere.

Vi sarei grata se rispondeste al mio quesito; vorrei prendere in affitto un locale ad uso cantina di proprietà del mio condominio per ottenerlo è necessaria l'unanimità dei condomini o è sufficiente la maggioranza? Grazie, ENZA 
Per la locazione di una parte comune per un periodo inferiore ai nove anni è necessaria la maggioranza dei condomini che rappresentino almeno la maggioranza di due terzi (666,67) dei millesimi.  Per la locazione di una parte comune per un periodo superiore ai nove anni è necessaria l'unanimità dei condomini. 

Buongiorno! Sono la stressata ed attualmente estremamente "avvelenata" proprietaria di una casa con giardino facente parte di un immobile costituito da 3 enti. Mi spiego meglio, il mio appartamento occupa il piano terra dello stabile e sulla mia testa ci sono altri due appartamenti costituiti da due piani.  Con la casa ho acquistato un pezzo del cortile esterno da cui ho ricavato un piccolo giardino, a cui accedo dalle porte finestre della cucina e del soggiorno, e che ho provveduto a recintare. Da una parte confino con un'altra casa privata, legalmente autonoma rispetto al nostro "condominio". Sfortunatamente sul mio giardino si affaccia la terrazza di uno dei due appartamenti sovrastanti. Partendo dal presupposto che non esiste amministratore, e pertanto suppongo neanche regolare condominio, nè alcun regolamento scritto o verbale, ho il diritto di accendere la brace nel mio giardino, o c'è qualche legge che me lo impedisce? Vi sarei grata se poteste darmi una risposta concreta, così da poter, una volta per tutte, chiarire la mia situazione. Vi ringrazio anticipatamente per la collaborazione, e se posso andare avanti a far braciate, siete invitati alla prossima!!! BARBARA
Simpaticissima stressata, lei ha diritto di fare braciate e braciolate, basta che la cosa non sia continua e le immissioni di fumo non siano tali da creare una nube tossica. Solo in questi casi estremi si può parlare di immissioni dannose di fumi. Insomma… continui a fare le sue braciate e…dove abita che accogliamo l’invito? Nel frattempo, buon appetito!
 

Spett.le Avvocato sono proprietario di un appartamento in un condominio di 12 unità abitative. Dobbiamo effettuare dei lavori di manutenzione straordinaria per il rifacimento delle facciate esterne e dei cornicioni. E' intenzione dell'amministratore dare incarico ad un progettista per la redazione del computo metrico. Gradirei sapere quale è la procedura a norma di legge per arrivare alla fase finale dell'appalto dei lavori. ( Es. L'incarico del professionista deve essere deliberato dall'assemblea? il professionista deve essere abilitato? Il computo metrico deve essere approvato con delibera? Etc.) In attesa si porgono Distinti Saluti GIUSEPPE
Cioè vuole mettere la cosa nelle mani di un direttore dei lavori che sia geometra, no? Essendo questi lavori che competono tutti i condomini che devono pagare in base ai millesimi di proprietà, mi sembra che le cose siano talmente chiare… comunque l’amministratore deve farsi fare un preventivo, o più d’un o, e sarà l’assemblea a decidere se dare l’incarico al “professionista” o meno.
 

Buongiorno e grazie anticipate per la risposta che vorrete darmi. In uno stabile di 4 appartamenti, con cortile interno di proprietà esclusiva di uno dei condomini, sono proprietario di un appartamento con annesso posto auto, per raggiungere il quale godo di una servitù di passo perpetua sul cortile stesso. La mia domanda è: quali sono i limiti della servitù di passo? Più precisamente: posso sostare, passeggiare, utilizzare il cortile per metterci uno stendino, oppure devo limitarmi al suo utilizzo esclusivamente per "camminarci sopra" per raggiungere il mio posteggio e, poi, andarmene immediatamente? Inoltre, il diritto di passo riguarda solo me, come proprietario dell'appartamento oppure è esteso anche a coloro che abitano con me o che, occasionalmente, si trovano in casa mia? Posso far posteggiare l'auto di un amico sul mio posto auto? Grazie e cordiali saluti. ROBERTO
La servitù di passaggio, come dice la parola stessa, serve per passare da un fondo ad un altro. Quindi lo stendino non è di passaggio, così come le passeggiate ecc., a meno che il proprietario non sia d’accordo. Per l’amico che posteggia al suo posto auto e transita per il cortile non penso  ci siano problemi. In ogni caso, la servitù non è nominativa ma è per coloro che usufruiscono di quel posto auto, altrimenti lei dovrebbe far salire eventuali moglie e figli dopo che ha fatto uscire la macchina dal palazzo. Assurdo no?
 

Gentile signora, vorrei sapere se è possibile parcheggiare, in un posto auto coperto condominiale, due auto in fila (una dietro l'altra) che oltre a sporgere nelle parti comuni impedendo parzialmente le normali manovre di entrata ed uscita dal proprio posto macchina, credo siano contro legge per le norme di condominio, dei Vigili del Fuoco e delle assicurazioni. La ringrazio anticipatamente per le delucidazioni che vorrà darmi in merito. Distinti saluti NIN
E’ ovvio che se il posto macchina è per una sola macchina, nel momento in cui il parcheggio di due vetture infastidiscono le manovre altrui… non è rapporto di buon vicinato. Prima di farlo e di sollevare le ire giustificate dei vicini, bisognerebbe almeno chiedere. 

Prima di tutto un saluto ed un ringraziamento. Vi chiedo, se un condomino non paga le spese relative alla manutenzione ordinaria dell'edificio, stiamo rifacendo i lastrici solari, il suo debito deve essere temporaneamente assolto dal resto dei condomini? GIUSEPPE
Nel momento in cui le spese erano state stabilite e i lavori decisi dall’assemblea, anche se il condomino in questione era assente o aveva votato contro, ma l’assemblea aveva deciso di eseguire i lavori, deve pagare il condomino. Se pagate voi non rivedrete i soldi se non dopo causa legale. Non vi conviene.

Salve. Vivo in affitto in un appartamento ubicato al 6° piano in un condominio. Fin dall'inizio della locazione, circa 14 mesi or sono, ho constatato che in alcune giornate, e particolarmente in presenza di determinate condizioni meteorologiche (vento che soffia in una certa direzione), nel bagno della mia abitazione si diffondeva un assai poco gradevole odore di fogna. Ho verificato l'esistenza e l'efficienza dei sifoni dei singoli igienici, ma era ed è tutto ok a questo riguardo. Ho accertato invece che la colonna fecale a cui il mio wc è collegato è dotata di una tubazione di aerazione che non culmina sul tetto del fabbricato, ma a circa un metro di distanza dal penultimo solaio del palazzo (per intenderci, il piano di calpestio del sottotetto) curva di 90° verso le mura perimetrali e sbocca sulla balconata del mio alloggio. Ciò fa sì innanzitutto che una vasta area della balconata di pertinenza della mia abitazione sia quasi perennemente "odorosa" come una fossa settica; inoltre come dicevo prima, in presenza di particolari condizioni i forti odori si avvertono con forza all'interno della stanza da bagno e generalmente in tutta la casa. Nel mese di settembre del 2003, in occasione di un intervento di manutenzione straordinaria all'impianto di riscaldamento centralizzato del fabbricato, che ha i serbatoi di accumulo collocati nel sottotetto (e cioè proprio sopra la mia abitazione) alcuni condomini e l'amministratore p.t. del condominio vennero in casa mia, ed oltre alla segnalazione verbale da me fatta relativamente agli odori sgradevoli poterono personalmente constatarne l'esistenza. In quella circostanza appresi che numerosi altri condomini ed inquilini subivano lo stesso disagio, e che per quieto vivere da anni continuavano a tacere in merito, limitandosi a tappare gli igienici con tappi di sughero!
All'epoca invitai l'amministratore ad eseguire tali lavori con una certa sollecitudine visto il disagio e soprattutto la mia preoccupazione in ordine a possibili conseguenze igienico-sanitarie. Sennonché, a un anno di distanza, nulla è stato fatto. Qualche sera fa il proprietario dell'appartamento in cui vivo mi ha delegato a rappresentarlo nell'assemblea condominiale, con l'intento di darmi la possibilità di rappresentare nuovamente in quella sede la mia problematica, e di addivenire, possibilmente, ad una soluzione della stessa. Ma l'assemblea condominiale, assodato che la gran parte delle colonne di aerazione del fabbricato si comporta allo stesso modo causando lo stesso problema in molti alloggi e vista l'onerosità della spesa stimata dall'amministratore in circa 4.000,00 Euro per singola colonna sistemata, non ha ritenuto né inserire tale spesa nel bilancio di previsione relativo alla gestione 2004/2005 e nemmeno quale spesa straordinaria (preciso che l'assemblea condominiale si riunisce senza mai raggiungere il 50%+1 dei millesimi dal 1992). In questa maniera io vedo con certezza che il mio problema non potrà essere risolto in via bonaria e quindi, nonostante la disponibilità fin qui mostrata nei confronti del condominio (1 anno di attesa), credo sia giunto il momento di porre il problema in maniera più incisiva. Le ragioni che vorrei esporre riguardano: a) la legittimità del posizionamento della canna di aerazione di una colonna fecale sulla pertinenza di un immobile, senza che ve ne sia una ragione tecnica;
b) la regolarità dell'emissione di odori sgradevoli e nauseabondi in un immobile ad uso abitativo, ad opera di terzi e pur se prevalentemente in presenza di particolari condizioni meteorologiche. Voi, cosa pensate che si possa fare? Ringrazio per l'attenzione e per l'opportunità offertami di consultarmi con voi. RICCARDO.
Purtroppo tali lavori, ovviamente costosi (ma non ci si può limitare alla stima dell’amministratore, bisognerebbe chiedere più di un preventivo), non possono non essere fatti da tutti. Non è questione di legittimità ma penso anche di urgenza. Provi a insistere per avere ulteriori preventivi. 

Salve, le espongo il mio problema:siamo un gruppo di 3 case contigue, in cui oltre al normale accesso di entrata singola si può accedere anche dal retro. il quesito è questo: Essendo io l'ultimo inquilino delle 3 case ed essendo costretto a passare davanti a quelle altre 2 case per potere accedere alla mia entrata posteriore,  per motivi che riguardano un cane del vicino accanto, un grosso rotwailer che tutte le volte che io o i miei figli passiamo davanti alla porta si scaglia come una furia sulla medesima abbaiando come un ossesso quindi capisca che non è per niente rassicurante e teniamo presente che l'ultimo mio figlio ha 6 anni e che non può giocare liberamente perché ha il terrore del cane che possa uscire di casa, a questo punto ho deciso di mettere un cancello di legno al limite del confine tra la mia casa e quella del vicino in modo di fare giocare dentro la mia proprietà mio figlio. Questo fatto è stato motivo di discussione con il vicino e mi ha fatto notare che non potevo mettere il cancello perché è un passo comune quindi non posso chiudere il passo; gli ho fatto notare che essendo io l'ultimo inquilino nessuno poteva avere accesso al passo perché la proprietà finale della casa è delimitata da un muro di mt. 3, muro di confine con gli altri inquilini della parte opposta. Vorrei sapere se ho ragione e quale è la legge che regolamenta i passi a comune. grazie. VINCENZO di Prato
Si deve pur considerare che il cancello non è una cosa fissa, che lei è l’ultimo e che gli altri non dovrebbero avere la servitù di passaggio sulla sua proprietà, come invece ha lei sulle altre due, il secondo proprietario solo sulla prima e il primo… su nessuna. E poi per il cane e per il diritto di suo figlio di giocare davanti casa, penso che la cosa non avrà nessun seguito legale. 

Vivo in un condominio di 10 alloggi più due negozi a pianterreno. Vorrei poter parcheggiare la mia bicicletta senza doverla portare in casa, ma la palazzina non ha cortile. Il Comune di Torino, dove vivo, ha deliberato nel 2002 che favorisce con ogni mezzo l'uso delle biciclette per lo spostamento urbano imponendo ad ogni casa di prevedere il parcheggio in cortile, ma nulla dice dei casi in cui questo non esiste. Come devo precedere? Posso accampare qualche diritto? La ringrazio per la cortese attenzione. EMMA
Beh, non si può parlare di diritto, ma potrebbe chiederlo come cortesia al condominio. 

Ho acquistato un immobile in un condominio di 13 proprietà. Intendo trasformarlo ad uso ufficio per uno studio tecnico (un architetto ed un geometra). Nel regolamento condominiale si dice: "E' vietato in modo assoluto di destinare gli appartamenti ed i locali dell'edificio,....., ad uso di ufficio pubblico, di sanatorio, di gabinetto di cura e ambulatorio per malattie infettive o contagiose, di locanda,......,di scuola di musica o canto,...., qualsivoglia altro uso che possa turbare la tranquillità dei condomini, o sia contraria all'igiene e al decoro dell'edificio." Uno studio tecnico come quello che è nelle mie intenzioni può ritenersi ufficio pubblico? Se no qual è la definizione giuridica di ufficio pubblico? Grazie ALESSANDRO
Rumore e igiene non penso siano il suo problema. Dovrebbe far indire un’assemblea condominiale e proporre la sua idea, dichiarando precisamente quello che intende fare. 

Salve, sono un ragazzo che ha preso in affitto un appartamento insieme ad un amico. Siccome la spesa per noi che volevamo studiare era alta, abbiamo pensato, col consenso della proprietaria, di dividere le spese con altre persone. Nel contratto vige la clausola di non poter subaffittare. Con questo amico abbiamo pensato di pagare meno, in quanto responsabili delle altre persone e di qualunque problema relativo alla casa, ma di partecipare come tutti alle spese comuni. Lui da un anno è andato via e io sono rimasto da solo a gestire la casa e il contratto. Ho così deciso di non pagare l'affitto perché se qualche camera rimaneva vuota io avrei dovuto pagare le quote mancanti senza rendere partecipi gli altri (come spesso è successo). Da novembre 2003 ho dato una camera a una ragazza che si è poi rifiutata di pagare le spese comuni e qualche affitto, perché si è sentita sfruttata dal fatto che io non paghi, pur avendo accettato la cifra pattuita e la non regolarità del contratto. Vista la sua ostinazione nel pagare quando e se vuole lei  mi deve soldi che ho dovuto anticipare, in quanto responsabile, per affitti e spese che hanno delle scadenze precise), le ho chiesto, esasperato dal clima di tensione e scontro, di lasciare la casa più volte. Tutto questo da aprile, dopo inutili discussioni, chiarimenti, minacce da parte sua, legali e non. Ancora oggi la situazione è rimasta invariata, e ho quasi la certezza che stia agendo di nascosto per denunciarmi. Ho conferma della mia buona fede dagli altri coinquilini della casa, consapevoli del mio contratto e delle mie responsabilità e gestione dei soldi degli affitti (evidentemente non a scopo di lucro) e dei problemi della casa non sentendosi affatto "sfruttati". Avendo anche la loro solidarietà e quella della proprietaria (anche lei al corrente di tutto), vorrei sapere quali rischi corro in caso di denuncia, per poter valutare se si riesce a risolvere in modo definitivo questo increscioso problema.
Inoltre vorrei chiederle se, conoscendo già i miei rischi e ammettendo la mia colpevolezza nel subaffittare illegalmente (ma con onestà condivisa verbalmente con la proprietaria),vale la pena che io agisca anche prima di lei,  mettendola davanti ad uno scontro diretto e legale, senza continui accordi vocali regolarmente ignorati e infranti, clima di sfida dato dalle continue minacce dirette e indirette. P.S. gentilmente, può indicarmi a Firenze dove posso trovare una buona consulenza per un caso come questo? Grazie E. M.
Ma la proprietaria di casa non può dire la sua? A lei, e alla medesima che ci va comunque di mezzo, non conviene iniziare una causa. La ragazza ha ragione, legalmente parlando, lei può solo minacciarla di svuotarle la stanza. 

Abito in una palazzina composta da 4 appartamenti e senza  amministratore. Il mio appartamento posto al piano terreno è circondato da un portico sovrastato dal balcone degli abitanti al piano superiore. Nella parte inferiore di questo portico esiste dalla realizzazione  dell' intero palazzo una copertura in legno che in questo periodo è stata attaccata dai tarli in maniera piuttosto grave. Dovendo intervenire è obbligo di partecipazione di tutti i condomini oppure solo mia dato che occupo il piano terreno? Grazie per la cortese attenzione e distinti saluti ANTONIO
Se la copertura fa parte delle cose comuni e non serve solo lei, le spese per la riparazione, concordate comunque con gli altri condomini, spettano a tutti in base ai millesimi. 

Ho acquistato da poco un appartamento in un condominio con 6 appartamenti. Uno dei condomini ha recintato ed utilizza un giardino di circa 10 m2. Ho chiesto all'amministratrice (non residente nel suddetto condominio) come mai quello e l'unico appartamento con giardino esclusivo. Mi ha risposto che il giardino non è suo, è condominiale, ma  in comodato d'uso. Quando il condomino ha acquistato l'appartamento l'ha acquistato già con il comodato d'uso e nel caso lo rivendesse può venderlo con il giardino in comodato. Sono rimasta un po' perplessa. Se il giardino e condominiale che significa comodato d'uso, visto che il condomino lo può anche rivendere come se fosse suo? Come procedere per avere un pezzo di giardino in comodato (gratis?) dal condominio? RITA
Sa qual è la verità? Che non esiste alcun comodato d’uso per le parti comuni, in quanto va ad inficiare quello che significa parte comune: libero utilizzo di ognuno e non possibilità di negazione d’uso a nessuno.  E poi, quel condomino può anche lucrare sopra rivendendo il comodato? Roba che non sta né in cielo né in terra.
       
Buongiorno, abito a Marina di Cerveteri in provincia di Roma. Mi sono imbattuto nel Vs sito mentre cercavo degli estremi di legge sulla costruzione di barbecue prefabbricati in giardino. Tutto ciò perché il mio vicino, appena sono partito, ha dato il via alla costruzione del suo barbecue prefabbricato nel suo giardino attaccato al muro di confine tra me e lui. Io sono stato avvisato dagli inquilini dei piani di sopra che preoccupati mi hanno coinvolto. Ora quello che Vi chiedo è si può costruire tale barbecue (non proprio piccolo)
attaccato al muro di confine con per di più la mia magnolia lì a pochi metri i cui rami sono proprio sopra di esso? La canna fumaria non dovrebbe essere alta fino a superare il palazzo? Aspetto una Vs risposta prima di effettuare una denuncia ai vigili. Anticipatamente grazie GIOVANNI
Essendo il barbecue all’esterno, la canna fumaria potrebbe essere anche più alta dell’edificio, però inutilmente per il vento etc. e sicuramente non fa bene alla sua magnolia ma, purtroppo, il suo vicino può costruire il  barbecue dove vuole sulla propria proprietà.
 

Gent.le Consulente, vivo in un appartamento situato al piano terra di un condominio. L'appartamento è dotato di un ampio terrazzo e giardino. Avrei intenzione di installare un pergolato che copra una parte del terrazzo, inoltre le faccio presente che sopra la parte di terrazzo dove vorrei realizzare tale pergolato ci sono i balconi di altri condomini. Volevo chiedere se esiste una legge che mi vieti di realizzare tale opera e se i condomini possono vietarmi con qualche motivazione ( un pergolato agevola l'accesso di malintenzionati ai piani successivi) di procedere. La ringrazio per la cortese attenzione riservatami e approfitto dell'occasione per complimentarmi del sito. CRISTIAN
Nel momento in cui la struttura è mobile, quindi al massimo imbullonata a terra, ma non cementata, non possono impedirle di fare nulla. 

Buongiorno, abito a Padova in zona semicentrale al primo piano di una palazzina di 3 appartamenti, quindi senza amministratore. Al mio ritorno dalle ferie ho scoperto che il condomino del secondo piano ha chiuso con una veranda un terzo del lungo balcone. Il tutto è nascosto alla vista tenendo giorno e notte abbassate le "veneziane" che sono installate su tutti e tre i balconi del condominio, forse in attesa di fare la domanda di condono edilizio. Nessuna richiesta era stata fatta, né a me né al condomino del 3 piano. Il tutto è stato scoperto casualmente perché un violento temporale ha costretto l'autore dell'abuso a sollevare le veneziane per un paio d'ore; c'era il rischio che il vento le portasse via. Come devo comportarmi affinché venga tolto quel manufatto che stona con l'andamento architettonico della palazzina? Grazie per la risposta che spero sollecita. GIANCARLO 
Deve fare un esposto ai Vigili di zona. 

Buongiorno, pongo un quesito forse ripetitivo rispetto a tutti quelli che avete già dato una risposta, ma penso che ogni caso ha le sue specificità. Ho un'abitazione in un cortile in comune, detto cortile è aperto e vi può accedere chiunque sia a piedi che con autoveicoli di ogni genere e capita molte volte che noi proprietari non possiamo parcheggiare all'interno del cortile per la presenza di veicoli di persone estranee al cortile o amici di inquilini. Premetto che siamo 7 proprietari e 11 unità familiari che vi risiedono al momento, non c'è regolamento condominiale, tra alcuni proprietari non corre un buon rapporto. Ora oltre agli inconvenienti che giornalmente si affrontano con gli estranei al condominio che vogliono parcheggiare si sono verificati alcuni inconvenienti, furti e incendi di autovetture (due auto di uno stesso proprietario che è, purtroppo per noi coinquilini, un delinquente ed è questo che ci dà più problemi), perciò vorrei farmi promotore di una iniziativa che possa essere finalizzata all'installazione di un cancello, preferibilmente automatico, che possa evitare che si possano ripetere gli inconvenienti suesposti. Perciò chiedo le modalità che io dovrò mettere in atto affinché questa mia iniziativa abbia buon fine, che è sponsorizzata dalla maggior parte dei proprietari del cortile comune. Non abbiamo fatto i calcoli millesimali delle nostre abitazioni e per non aumentare le nostre spese vorrei che le spese totali per il cancello, per la sua installazione, per il suo impianto elettrico telecomandato, per un contatore autonomo, per l'impianto di citofonia che si dovrà installare all'esterno del cancello, io avrei intenzione di dividere la spesa totale equamente tra i 7 proprietari (Totale/7), si può?  Nel ringraziarVi anticipatamente porgo distinti saluti e un augurio di buon lavoro. FERDINANDO
L’idea mi sembra buona. Purtroppo non avete un amministratore, quindi fare i calcoli millesimali potrebbero risultare difficile, anche se sarebbe giusto che la suddivisione fosse fatta in base alla proprietà. Comunque, quando vedete automobili estranee incominciate a  chiamare i vigili per farle rimuovere. 

Salve, mia madre vive da più di dodici anni in un condominio statale sono giusti dodici anni di lotta continua per i seguenti: il parco e' aperto e ampio (non ci sono box auto) e circa quattro auto parcheggiano solitamente all'ingresso del palazzo; questo comporta un blocco in caso di emergenza e gas di scarico che salgono fino al terzo piano ove ci abita mia madre che è asmatica. Inoltre, una Sig. ha acquistato un appartamento illegalmente e il marito si è appropriato della cantinola nel sotterraneo per effettuare un'attività sua lavorativa (restauro mobili antichi) con odori di vernici che si espandono per tutto il palazzo. Dopo anni di guerra e visite alla Polizia Municipale (di cui non ha mai preso atto) non sappiamo più cosa fare, anzi ci hanno anche minacciato che i posti auto sono loro. Ma la polizia municipale ha il diritto di intervenire? Cosa può l' A.C.P. fare? Grazie MARIA ROSARIA
I posti macchina, quando sono limitati, dovrebbero ruotare tra tutti i condomini. L’A.C.P. dovrebbe controllare il buon andamento.

Buongiorno, vorrei sapere se in una palazzina di 4 appartamenti (tutti proprietari) è possibile parcheggiare auto di proprietà ed anche di estranei (amici)  su una parte ad uso esclusivo. L'accesso alla parte ad uso esclusivo è su parte comune. Grazie anticipate, DANIEL
Finché l’auto di proprietà di un condomino o di proprietà di estranei non lede il diritto esclusivo di qualcuno a parcheggiare, non ci sono problemi. 

Sono proprietaria di un negozio sito in un condominio a Roma e regolarmente affittato.
Vorrei sapere: le spese per la manutenzione ordinaria ( pulizia scale, ascensore etc, parti della palazzina che non vengono in alcun modo usate dall'affittuario del negozio e dai suoi clienti, in quanto sito su strada) devono essere in parte pagate? Se si, in base ai millesimi o in proporzione all'uso che ciascuno ne fa? Tali spese devono essere sostenute dall'affittuario del negozio o dal proprietario? Aspetto una Vostra risposta e Vi ringrazio anticipatamente. ALESSANDRA

Anche l’affittuario del negozio deve pagare, in base ai millesimi, le spese ordinarie di manutenzione delle parti comuni, che gli spettano in base alla norma. Alcune vengono sostenute dall’affittuario altre dal locatario.

Salve, ho un quesito da porre: Amministro un condominio di tredici appartamenti, e quindi tredici condomini; uno di questi, dopo due solleciti di pagamento, ancora non ha provveduto a pagare quanto dovuto. Come posso recuperare la somma? E’ prevista l’applicazione di interessi moratori? Se sì in che misura? Faccio presente di non essere un amministratore “professionista”, in quanto amministro il condominio in maniera gratuita. Grazie per l’attenzione. BRUNO
Le consiglio di aspettare il più possibile e di continuare a fare solleciti, anche tramite raccomandate a/r al moroso, altrimenti se si mette in mano ad avvocati e quant’altro…ha voglia ad aspettare. Nel prossimo sollecito comunque indichi al condomino che ha intenzione di passare alle vie legali. 

Gentilissima sig.ra, mi auguro lei possa darmi una chiara risposta. Abito in un residence, con piscina, di 22 unità sul lago di Garda. Le persone che vi abitano come prima casa sono 11, mentre le altre vengono nei 3 mesi estivi e il fine settimana. Proprio con questa ultima categoria di persone si hanno spesso spiacevoli disguidi. Ora le espongo il mio. Io sono la proprietaria con la maggior parte di millesimi in quanto ho l'appartamento più grande con un bellissimo giardino di proprietà e credo che sia proprio l'invidia degli altri che mi pone sempre ad avere tutte le estati qualcuno che comunica qualcosa che io "faccio" non secondo le regole. Il residence dispone di uno scivolo che porta nei 22 parcheggi privati disposti 11 per fila con il passaggio centrale delle autovetture. Dalla parte opposta allo scivolo c'e' uno dei due ingressi pedonali. Tutti i parcheggi sono posti auto assegnati tranne gli ultimi due opposti allo scivolo che sono garage (uno posto di fronte l'altro). Uno di questi è di mia proprietà. Nel periodo da metà luglio a tutto agosto mio marito parcheggia la sua auto esterna al box e lo stesso fa quello del proprietario del box di fronte (in comune accordo) perché entrambi i box sono adibiti a magazzino, mentre negli altri periodi  abbiamo il permesso dal proprietario di parcheggiarla nel posto auto. Il 4 agosto ho ricevuto una lettera + la medesima in raccomandata dall'amministratore il quale mi invita a non parcheggiare la macchina nell'area comune! Il 26 agosto ricevo lettera + la medesima in raccomandata da un legale il quale per conto dell'amministratore mi invita a non parcheggiare più l'autovettura davanti al mio box (quale area comune) altrimenti si procederà a vie legali. Quell'area si può definire comune essendo necessaria solo per l'ingresso ai due garage (i pedoni hanno sufficiente passaggio). Cosa può succedermi nella procedura di "vie legali" e chi pagherebbe l'avvocato dell'amministratore. Può l'amministratore procedere per vie legali senza previo consenso del condominio? Preciso che i proprietari dei posti auto hanno tutto lo spazio necessario per le manovre del loro parcheggio. Inoltre io so chi telefona almeno tre volte la settimana all'amministratore per comunicargli ogni cosa, perché è sempre la stessa persona tutti gli anni che mette zizzania tra i condomini. (quest'anno c'è un nuovo amministratore!) Grazie in anticipo PAOLA
Cara signora, il fatto che i due  box siano adibiti a magazzino è purtroppo… affare vostro, se non avete posto dove parcheggiare l’auto è un vostro problema. Parcheggiando l’auto in una parte comune, che servirà solo ai box ma è pur sempre comune, voi ledete un diritto di tutti i condomini. Quindi gli altri condomini hanno tutte le ragioni di lamentarsi, anche perché, come ha scritto lei, di comune accordo con l’altro proprietario di box avete deciso di parcheggiare fuori, neanche avvertendo (non dico chiedendo il permesso) agli altri. Per quanto concerne le vie legali, accadrebbe che voi, nel caso in cui non vi consentano di parcheggiare fuori, dovreste pagare voi gli avvocati.
 

Ho trovato questo sito molto interessante, e avendo riscontrato in lei una particolare competenza relativa alla legislazione in materia di condominio e di rapporti tra proprietari e conduttori di immobili ho deciso di porle questo particolare quesito . Sono proprietario di un immobile commerciale, dove fino a qualche mese fa c'era come locatario una società che gestiva un bar. La società visto i cattivi affari ha lasciato liberi i locali non pagando gli ultimi mesi di affitto, ma pur di liberarmi del conduttore ho lasciato perdere, e non ho fatto alcuna azione legale nei suoi confronti. Ho stipulato da poco un contratto con una nuova società, il quale avrà inizio il prossimo settembre. Il futuro conduttore sta facendo i lavori necessari per poter disporre l'immobile idoneo alla sua attività, tra cui ha fatto la richiesta all'Enel per la fornitura di energia elettrica, e si è sentito rispondere che siccome la precedente inquilina ha lasciato da pagare alcune bollette, loro non possono effettuare nessuna fornitura di energia finché non hanno recuperato il credito che vantano nei confronti della società debitrice. Ora io mi chiedo se possono rifiutarsi di fornire l'energia ad un nuovo utente, che non centra niente e, cosa più importante se io come proprietario sono tenuto a pagare il debito verso l'Enel del vecchio inquilino, che tra l'altro non si sa che fine abbia fatto. Grazie in anticipo per la risposta che vorrà darmi.
Malgrado i fatti a me e al sito (ringraziamo sentitamente!), devo risponderle che purtroppo la società erogatrice ha il diritto di vedersi corrispondere le somme che mancano per un servizio espletato. E quindi qualcuno deve pur pagare. Lei non ha percepito gli ultimi mesi di affitto ed adesso si ritrova anche  dover pagare le ultime bollette, perché non penso voglia pagarle il nuovo inquilino. Si metta l’animo in pace. 

Gentile consulente, abito in un condominio di 9 appartamenti. Siamo tutti in affitto. 
Noi non abbiamo un vero amministratore, ma una persona che svolge le funzioni di "responsabile" del condominio, la quale è anche un'inquilina come tutti.
Ora questa persona pretenderebbe di essere pagata per quel poco che fa.
Ha ragione a chiedere un compenso? Senza contare che i suoi modi di agire e di trattare con le persone non sono dei più educati. Distinti saluti. CLAUDIA 
L’educazione della signora non può essere un motivo per cui la medesima non dovrebbe ricevere un compenso, ma tutt’al più un motivo per cui non dovrebbe svolgere ulteriormente il lavoro di “responsabile condominiale”. Chi si occupa di qualcosa ha diritto ad un rimborso per tutte le spese che affronta e per la perdita di tempo. 

Siamo 5 inquilini. Si e’ rotta una fogna che serve soltanto 3 dei 5 inquilini che siamo.Devono contribuire alle spese anche in condomini che non ne hanno mai fatto uso e se si in che misura? Grazie mille SILVIA
Per le fognature pagano tutti gli inquilini, poiché è parte comune, fino al punto di diramazione nelle singole abitazioni, dopo di cui pagano i singoli. In base ai millesimi.

Desidererei sapere come devo regolarmi per potere installare nel mio appartamento (posto all'ultimo piano di un palazzo con solo quattro condomini)  un impianto di condizionamento dell'aria, con parte esterna dell'impianto da installare nella  terrazza  che guarda un cortile interno. Vi ringrazio e Vi saluto. PAOLO
Se non esiste un regolamento condominiale che richieda un’autorizzazione, non deve chiedere il permesso a nessuno. 

Buongiorno, Avrei bisogno di una piccola consulenza; il condominio di nuova costruzione in cui abito è composto da 7 appartamenti; esiste una predisposizione per l’impianto satellitare centralizzato. L’amministratore sostiene che non posso installare una parabola personale; il cablaggio della centralizzata va fatto in tutti gli appartamenti e la spesa va suddivisa solo tra chi è interessato alla stessa. Poi in un futuro chi vorrà allacciarsi all’impianto pagherà la sua quota. Siccome su 7 condomini sono l’unico interessato alle trasmissioni satellitari  è possibile che debba cablare l’intero condomino a mie spese?? Cosa posso fare? Posso installare una parabola personale sul tetto ( visto che abito all’ultimo piano nel sottotetto ) o comunque visto che a nessuno interessa posso utilizzare la predispostone esistente per fare arrivare i cavi solo nel mio appartamento?GRAZIE MILLE SIMONE 
Ma assolutamente no. Non le si può impedire di mettere l’antenna satellitare sul terrazzo condominiale, a meno che non pregiudichi l’uso dello stesso spazio agli altri condomini. Anche per la predisposizione vale la stessa cosa. 

Buongiorno. Abito al primo piano di una piccola palazzina. Al piano terra c'è una pizzeria da asporto, il cui ingresso di servizio è collocato in corrispondenza della finestra della mia camera da letto. I gestori della pizzeria tengono il contenitore per la raccolta dei vetri in prossimità di tale ingresso provocando rumori molto molesti ogni qualvolta devono buttare una bottiglia vuota nel contenitore. A nulla sono valse le mie proteste, anzi, ogni qualvolta viene sollevato il problema sembra che la maleducazione di questi signori aumenti, trovando gusto a "scaraventare" il vetro nel contenitori e ad amplificare il rumore prodotto. Mi sembra superfluo aggiungere che tale operazione viene fatta in qualsiasi momento del giorno e della notte (fino anche alle 23.00 o 24.00). Vi chiedo pertanto un consiglio su come posso agire nei loro riguardi. Mi sono chiesta se sia possibile fare intervenire i vigili urbani segnalando il problema come "disturbo della quiete pubblica" ma non essendo una rumorosità fissa di sottofondo come posso dimostrare realmente il disturbo arrecato? vi ringrazio in anticipo per la risposta PAOLA
Come danno fastidio a te, dovrebbero dare fastidio anche ai vicini, dello stesso palazzo e di quelli accanto. Prova a far circolare una petizione e con essa prova ad andare dei vigili urbani.
 

Buongiorno, ho scoperto il vostro sito cercando una risposta al problema che mi si presenta e che cercherò di esporre nel modo più chiaro possibile. I miei genitori sono proprietari da 27 anni di un appartamento situato in un unico edificio ma suddiviso in due scale (che definirò A e B), con entrate su due vie diverse. Questo appartamento ha due ingressi. Uno sulla scala A e uno sulla scala B. Ma uno dei due ingressi (scala B) è inutilizzato da sempre perché la porta è bloccata (avendo i miei genitori adibito quella parete a ripostiglio attrezzandola con ripiani fissati a parete, così come era per i precedenti proprietari e non essendo nemmeno in possesso delle chiavi perché già smarrite dai precedenti proprietari). Sottolineo quindi che i miei genitori lo hanno  acquistato allo stato di fatto. Da quando lo hanno acquistato, e con i diversi amministratori che hanno amministrato il condominio, le spese per la gestione ordinaria e per le opere straordinarie sono sempre state ripartite nella totalità dei loro millesimi solo sulla scala A. Nessuno dei condomini della scala B ha mai espresso dissenso sulla ripartizione così effettuata. Oltretutto circa 7 anni fa è stata rifatta la tabella millesimale di tutti gli appartamenti (scala A e B) per un problema sorto con le cantine, ma nessuno si è preoccupato di questa porta. Ora i suddetti condomini hanno deciso di provvedere all'imbiancatura della scala B e pretendono che i miei genitori contribuiscano alle spese per questo intervento solo perché esiste la porta, pur essendo a conoscenza della reale situazione e, senza interpellarli, hanno stabilito la quota a loro spettante per la suddetta spesa. E l'attuale amministratore ha fatto sapere ai miei genitori che per legge, solo in virtù dell'esistenza di quella porta, sono tenuti a contribuire. Ma mi risulta che in base all'articolo 1123 del c.c. le spese per la manutenzione e conservazione delle scale sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità.   Ribadisco che l'appartamento è unico e non diviso, quindi mi domando con quale criterio abbiano stabilito la quota millesimale per l'attribuzione della spesa. Premetto che i miei genitori non hanno alcuna intenzione di murare la porta perché si precluderebbero un possibile futuro utilizzo. Ed escludo già la soluzione di murare dall'interno perché comunque la porta sul pianerottolo per i condomini rimarrebbe. Oltretutto in caso di vendita dell'appartamento, allo stato attuale l'immobile ha un maggior valore che non murando l'altro ingresso. Preciso che un paio d'anni fa è stata imbiancata la scala A, e come per tutte le altre spese, i miei genitori hanno pagato per questo intervento nella totalità dei loro millesimi... Se effettivamente loro sono tenuti, per i millesimi che si stabiliranno secondo un imprecisato criterio, pur non utilizzandola, a contribuire alle spese di imbiancatura della scala B, in teoria dovrebbero essere risarciti della spesa affrontata per la scala A di quegli stessi millesimi che verrebbero spostati sull'altra... e così tutte le spese che loro hanno affrontato in questi anni..... E se non sbaglio, per rifare la tabella millesimale deve esserci l'unanimità (cioè i 1000/1000).... Rimango in attesa di un vostro cortese riscontro e porgo distinti saluti. BARBARA
Come dice lei stessa non avete voglia di murare la porta per non precludervi un eventuale accesso… quindi dovreste partecipare alle spese, passate e future. Per quanto riguarda i millesimi di appartenenza alle singole scale dovrebbero esserci già, se non volete fare una misura millesimale, potete fortettariamente considerare la metà a una scala e la metà all’altra, così metterete a tacere tutti gli animi. Abbia pazienza, è giusto che paghiate anche per la scala B.

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