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Anno 8
Numero 25
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Il
Consulente
IL
CONDOMINIO in primavera la prima
vera e propria legge?
Maria
Maddalena Regno
Finalmente,
era ora, sembra che in coincidenza
delle elezioni politiche verrà varata la prima legge sul condominio che, si
spera, riuscirà a mettere nero su bianco le regole per il buon vicinato.
Infatti, come avrete notato seguendo la nostra rubrica sulle questioni
condominiali, non esiste una legge specifica, ma ci si rifà sempre ad articoli
del Codice Civile e alle sue disposizioni d'attuazione.
La proposta di legge, pensata dall'Associazione degli amministratori di
condominio di concerto con i sindacati, si articolerà su tre punti base.
Il primo è il riconoscimento della capacità giuridica in capo al condominio,
trasformandolo così in una società per la conservazione e l'amministrazione
delle cose comuni.
Il secondo punto vede il dettaglio dei rendiconti riassunti nelle posizioni
creditizie e debitorie del condominio stesso e dei vari condomini morosi (a
tutt'oggi molti lamentano che i rendiconti non sono altro che elenchi di
fatture).
Terzo e ultimo punto chiave è la semplificazione della normativa sulla nomina e
la sostituzione dell'amministratore, che dovrà essere dotato di professionalità
per evitare il "fai da te". Anche la gestione delle assemblee dovrà
essere più snella ed efficace, anche se in questo caso non penso che servano
norme, considerando le tipologie dei singoli condomini sparsi nei vari condomini
che farebbero venire i capelli bianchi a chiunque con le loro problematiche,
molto spesso inutili.
Da indagini statistiche a livello nazionale risulta che le famiglie che vivono
in un condominio sono 13 milioni e mezzo, 200 mila sono gli amministratori di
cui solo il 20 % è professionista ed è appoggiato ad una organizzazione, anche
se non bisogna aborrire a priori l'amministratore "casereccio"; per
fare l'amministratore di condominio bisogna solo avere buona fede, sale in zucca
e rispetto per le persone e le cose altrui (specie se non si abita nel palazzo
che si gestisce). Le cause condominiali intasano le corti civili dei giudici di
pace e dei tribunali che, come ho avuto già modo di dire, risolvono le
questioni in modo definitivo, ma con tempi lunghi e alti costi di avvocati.
Esiste anche il mezzo del tavolo della conciliazione istituito presso le Camere
di Commercio e i sindacati.
Sempre da indagini statistiche risulta che i motivi per cui si litiga di più in
un condominio sono i rumori molesti del vicino (ma dalle lettere che arrivano
alla nostra redazione oltre che di rumori molesti si tratta di immissioni di
fumi da barbecue), disturbi dalla strada, parcheggio nel cortile, conflitti con
l'amministratore e difetti di costruzione del fabbricato.
Una curiosità: facendo una carrellata delle lettere che arrivano alla nostra
redazione, in pole positition ci
sono i problemi legati alla confusione sulle maggioranze necessarie e le
assemblee, seguiti a grandi passi dai problemi creati da famiglie o da soggetti
che non sanno vivere, per un motivo o per l'altro, in una micro- società come
è un condominio (ed il nostro archivio è pieno di lettere sul tema).
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