Con la sentenza numero 500 del luglio
scorso, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha introdotto un nuovo
principio giurisprudenziale, che cambierà il volto del diritto amministrativo,
cioè del diritto che regola i rapporti fra lo Stato e i cittadini.
Infatti, la sentenza sancisce che è possibile chiedere il
risarcimento dei danni alla Pubblica Amministrazione anche nel caso di
lesione di interessi legittimi.
Cosa sono gli interessi legittimi? E' l'interesse del cittadino
a che l'attività della Pubblica Amministrazione sia svolta in modo legittimo,
nel rispetto delle norme giuridiche. Si hanno ogni volta che la P.A.
interferisce nella posizione del cittadino e ricevono tutela solo nel momento in cui
sono divergenti a quelli dello Stato. Interesse legittimo è quello del candidato al
concorso e che non passa; può impugnare gli atti del concorso
nel caso in cui le attività non siano state
trasparenti. Nel momento in cui il ricorso al Tar e al Consiglio di Stato venga
accettato al cittadino si dà la possibilità di rifare il concorso, ma non gli si dà la
vittoria dello stesso.
Quindi, l'interesse legittimo tutelato non vuol dire che
l'aspirante debba vincere il concorso. Gli interessi legittimi si contrappongono ai
diritti soggettivi che, invece, ricevono una tutela piena dallo Stato e non possono essere
negati; per esempio, ad un impiegato che ha prestato regolarmente servizio,
non si può non corrispondere il giusto stipendio, perché è un suo diritto.
Chiarita questa differenza,
finora si poteva chiedere il risarcimento solo per i diritti
soggettivi, ma questa sentenza apre una porta anche agli interessi legittimi; finora,
questi davano solo la possibilità di ricorrere alla giustizia amministrativa del Tar e
del Consiglio di Stato e riuscire, al massimo, ad ottenere l'annullamento; questo perché
l'articolo 2043 del codice civile stabilisce che il risarcimento da fatto illecito si
ha solo in caso di violazione di un diritto soggettivo.
Con la sentenza il principio che si crea è: il cittadino
colpito da un provvedimento ingiusto della Pubblica Amministrazione nei suoi interessi
legittimi correlati al bene della vita può chiedere i danni.
Ma non sarà automatico, perché saranno i giudici a stabilire,
caso per caso, quando la lesione dell'interesse legittimo sia tale da valere un
risarcimento e la quantità stessa del risarcimento.
Probabilmente saranno cifre a livello equitativo, giusto per
sedare gli animi.
Quindi, il cittadino potrà chiedere i danni nel caso
di una concessione edilizia che non si sia avuta a causa di un errore della P.A.;
e nel caso di un candidato che non abbia vinto il concorso, anche se non è
certo che il candidato stesso avrebbe superato la prova; ed infine, la mancata licenza
commerciale a causa, sempre, di un errore della P.A.
L'abbattimento di questa frontiera è un passo avanti per tutti
gli italiani, poiché tale distinzione è in vigore solo nello stivale, il problema
è che, sicuramente, ora ci sarà una pioggia di richieste, anche vane...Perché? Perché
purtroppo gli italiani, cittadini o P.A. che sia, sono fatti così.