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Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Costume
L'INGLORIOSA FINE DEL POVERO FERDINANDO III
messo in soffitta da…
Antonia Bonomi
Durante il giubileo dei
parlamentari che si terrà il 4 e il 5 novembre, Giovanni Paolo II regalerà a
questi signori un santo patrono, Tommaso Moro, rispondendo così ad una
petizione rivoltagli da parlamentari e uomini di governo di tutto il mondo,
credenti e no, che lo hanno indicato come "martire della libertà nel senso
più moderno del termine, perché si oppose alla pretesa del potere di comandare
sulle coscienze", perciò degno di …tenere una mano sulle loro teste?
Che gli uomini di governo e/o parlamentari non sapessero di avere già un santo
patrono può non essere così grave, sono tanto occupati!, ma che non lo
sapessero in Vaticano, la cosa dà un po' più da pensare. Già, perché il
patrono c'era ed è Ferdinando III, re di Castiglia e Léon, festeggiato il 30
maggio.
Nato nel 1198, sposato due volte e con tredici figli complessivi (anche Tommaso
Moro fu sposato due volte ed ebbe un buon numero di pargoli), ventunenne fu
armato cavaliere e incominciò una serie impressionante di imprese, una quasi
ininterrotta crociata contro i musulmani in Spagna, con la liberazione di Cordova, Murcia, Jaén, Cadice e Siviglia, costringendo
alla tregua Granada. Fu molto saggio e tollerante coi nuovi sudditi, mori o
giudei che fossero, soleva dire che "temeva più la maledizione di una
vecchia indigente che un esercito di mori". Equanime e tutt'altro che egocentrico, formò un consiglio di
dodici persone, che in seguito divenne il Consiglio della Corona, che
consultava per ogni affare, iniziò un codice di leggi, Las Siete Partidas, che
rimase a lungo insuperato per equità e giustizia. Fondò le università di
Salamanca, Valladolid e Valencia, eresse le cattedrali di Burgos, Léon e
Toledo, accolse i nuovi ordini domenicano e francescano, riportò al santuario
di San Jago de Compostella le campane che il sultano Al-Mansur aveva rubato per
umiliare la comunità cristiana. Oltre ad essere patrono dei governanti, lo è
della Spagna, protegge i poveri, i carcerati e il genio militare.
Niente di personale contro Tommaso Moro, figura che ho studiato e al quale
volevo dedicare un lungo articolo, ma non capisco il motivo per il quale si
debba pensionare il povero, valorosissimo e saggio Ferdinando III. Certo, sono
molte le categorie che hanno più di un patrono, molti santi sono patroni di più
categorie, ma in tutto il chiacchierare di questi giorni non ho sentito nessuno
menzionare Ferdinando e, ripeto, passi per i politici, ma non per la chiesa. O,
forse, con tutte le canonizzazioni e i motu proprio del
pontificato di Giovanni Paolo II, neppure loro ci capiscono più niente?
O, ripensandoci, c'era bisogno per
forza di qualcuno "martire", visto che Tommaso fu decapitato mentre
Ferdinando morì nel suo letto, non senza essersi comunicato, in ginocchio,
davanti alla statuetta della Madonna che soleva portare in battaglia, appesa
alla sella?
Oppure, qualcuno tra i parlamentari sapeva e ha taciuto, non ritenendosi degno
di un governante così illuminato? O, ancora, perché
visti i risultati, forse hanno pensato che non fosse una protezione efficace? O,
e finisco, perché Ferdinando protegge anche i poveri mentre loro un po' meno?
Però, protegge anche i carcerati e…non si sa mai, la stagione di Mani Pulite
sarà anche finita, però ogni tanto qualcuno di loro va ancora dentro!
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