|


Prima
pagina
Editoriale
Attualità
Cultura
Costume
Spettacolo
Personaggi
Turismo
Salute
Sport
Agenda
Oroscopo
Curiosità
Consulente
Giardinaggio
Cucina
Dentino
avvelenato
I
nostri link
E-mail
Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
| |

Costume
GLI ANGELI nella
storia dell'uomo
(2 parte)
Antonia Bonomi
Come abbiamo già visto, dobbiamo allo pseudo Dionigi
l'Aaeopagita, vissuto nel 500 d.C., la gerarchia e la divisione dei compiti degli spiriti
celesti che ha fornito un supporto teologico all'angelogia. Cherubini e Serafini fanno
parte del primo movimento, quello delle stelle fisse, i Troni fanno parte del movimento di
Saturno, le Dominazioni di Giove, i Principati di Marte, le Potestà del Sole, le Virtù
di Venere, gli Arcangeli di Mercurio, gli Angeli della Luna. Come si può notare, i sette
pianeti conosciuti nell'antichità sono rappresentati dagli angeli, più le stelle fisse
che un tempo erano tenute in gran conto. Nei primi secoli del Cristianesimo, le
raffigurazioni degli angeli non erano frequenti e non erano rappresentati alati per
evitare che il popolo li confondesse con la Nike-Vittoria, Gloria e Agata Tyke "la
buona sorte dell'imperatore". Attorno al IV secolo fecero la loro comparsa angeli con
ali e aureola, o vestiti da giovinetti con in mano la bacchetta del messaggero, gigli,
rami di palma, incensieri o trombe. Nel Medioevo e nel primo rinascimento sono
rappresentati per lo più androgini o fanciulle e si afferma la tendenza a raffigurare
teste alate, a simboleggiare l'incorporeità. Nel secolo XIX, perciò in tempi vicini, si
è sviluppata la tendenza alla raffigurazione dell'angelo custode per ogni persona,
soprattutto per i bambini. Un tempo, come si vede, degli angeli si faceva minor consumo.
Infatti, nell'Antico Testamento ne sono citati parecchi, ma per casi speciali. Nella
Genesi c'è l'angelo che conforta e
soccorre Agar e suo figlio, persi nel deserto e sul punto di soccombere agli stenti. Non
soltanto li rifocilla, ma assicurerà Agar che da suo figlio discenderà una razza
potente, gli attuali ismaeliti. Quando il profeta Elia sta scappando dalla terribile
regina Gezebele e chiede al signore di farlo morire, compare un angelo che lo rifocilla e
lo sprona a portare avanti la sua missione. Eliodoro, mandato dal re di Siria, che si
trovava a corto di quattrini, a depredare il tesoro del Tempio degli ebrei, è scongiurato
di non farlo, ma insiste e con le sue guardie ci prova: sono battuti a sangue dagli
angeli. Nabucodonosor ordinò al suo popolo di adorare una statua d'oro, ma tre giovani
ebrei si rifiutarono. Li fece gettare in una fornace adente, ma con sua grande sorpresa
vide i tre ragazzi più un quarto giovane, un angelo mandato dal Signore, passeggiare
conversando tranquilli tra le fiamme. Li fece uscire e iniziò a lodare il Dio degli
ebrei. E Daniele nella fossa dei leoni? Ne uscì incolume dopo un giorno e una notte,
mentre gli stessi leoni sbranarono immediatamente i suoi denigratori fatti gettare nella
medesima fossa dal re, resosi conto che era stato tradito. Raffaele è l'Arcangelo che
accompagna il giovane Tobia nel suo viaggio d'affari, e gli procurerà anche una ricca
moglie, lo riporterà a casa sano e salvo, con una "medicina" che guarirà il
suo vecchio padre cieco. Nel Nuovo Testamento, troviamo l'angelo che annuncia a Maria la
maternità divina, che consiglia Giuseppe di non ripudiare la Vergine, gli angeli che
annunciano ai pastori la nascita del Bambino, l'angelo che avverte Giuseppe di fuggire in
Egitto per salvare Gesù dalla furia d'Erode. Poi ci sono gli angeli che accompagnano
Gesù nel deserto, nell'agonia e l'angelo seduto accanto alla tomba, si dice fosse Uriele,
che avverte le pie donne della sua Resurrezione, gli angeli presenti all'Ascensione. San
Pietro, prigioniero di Erode, è liberato da un angelo e un angelo appare a San Paolo mentre,
prigioniero, è portato dalla Palestina a Roma. Una tempesta sta per fare affondare la
nave, ma l'angelo annuncia a Paolo che tutti si salveranno. Gli angeli ricorrono spesso
nelle passio dei martiri. Pur sottoposti a efferatezze inenarrabili, non rinnegavano Dio e
morivano sorridendo, contenti. Interrogati sul perché, rispondevano che "un angelo
leniva le loro ferite, li consolava facendo sparire il dolore". San Teodosio, Santa
Agnese, Santa Dorotea, Santa Cecilia, Santa Eulalia e tanti altri hanno lasciato questa
testimonianza. Però, di moltissimi dei santi antichi le passio non sono riconosciute
attendibili
Grande è il numero dei santi che hanno visto gli angeli o sono stati da
loro beneficati. L'angelo di San Domenico, nel 1100, procurò cibo per il convento in un
momento di grande povertà. San Tommaso d'Aquino ricevette da un angelo il cilicio, o
cintura, che portò fino alla morte e che dovrebbe essere ancora conservato nel convento
domenicano di Chieri. Nella Summa, Tommaso dice che nell'universo gli angeli hanno una
funzione e un rango ben più realmente specifici di qualsiasi astro, anche se ciò resta
nascosto alla nostra comprensione. San Vincenzo Ferreri parlò con l'angelo protettore
della città di Barcellona cui fu dedicato un monumento. Al momento della sua morte una
moltitudine di spiriti celesti riempì la sua stanza sotto forma di uccelli bianchi come
la neve che svanirono quando esalò l'ultimo respiro. Santa Rosa da Lima, Santa Francesca
Romana, Sant'Agnese da Montepulciano parlavano e discutevano con il loro angelo, ad alcune
portava la Comunione quando erano impossibilitate a riceverla. San Stanislao Kostka, morto
giovinetto, era moribondo in casa di un fanatico protestante. Voleva comunicarsi prima di
morire ed ecco che gli appaiono, come racconterà, due angeli e Santa Barbara con il
Santissimo Sacramento. Già, ma Santa Barbara non è una santa riconosciuta dalla
Chiesa
In tempi più recenti, le apparizioni dell'angelo custode furono appannaggio
tra gli altri di Santa Gemma Galgani e San Giovanni Bosco fu salvato più volte da chi
voleva ucciderlo per la sua opera di beneficenza a favore dei diseredati, da un cane nero
nel quale riconosceva il suo angelo custode. E si parla di tre apparizioni di angeli ai
pastorelli di Fatima nei mesi precedenti l'apparizione della Vergine. Nel 1986, tredici
anni fa, mons. Giuseppe Del Ton, latinista di fama e protonotario apostolico, ha
dichiarato di avere visto nei giardini vaticani l'angelo dell'Italia, o Etnarca che dal
greco significa "capo di popolo". Lo descrive così: "Statura elevata,
fronte spaziosa, occhio nero penetrante, fiero capo giovanile aureolato di luce, ali
robuste, raccolte e quiete, ma pronte al volo. La sua veste: una tunica succinta
rosa-azzurrognola, calzari d'oro e nella mano destra un libro in cui si legge impressa a
caratteri marcati su zaffiro: Speranza degli italici intramontabile Maria".
(2 parte-continua)
GLI ANGELI ai nostri giorni con intervista a Don Claudio
Sorgi (3 parte)
|