2 settembre 1802 nasce il cibo in scatola
2 SETTEMBRE 1802 nasce il cibo in scatola, più Vergine di così
Antonia Bonomi
Da quando si ha memoria l’uomo ha sempre cercato di conservare gli alimenti ricorrendo all’essiccazione al sole (è stato il primo metodo e il più naturale), all’affumicatura dopo la scoperta del fuoco, attraverso la salagione e con olio o aceto.

Ma è il 2 settembre del 1802, quando Nicolas Appert un francese cinquantaduenne molto ingegnoso apre un piccolo stabilimento a Massy, che nasce ufficialmente il cibo in scatola. Per la verità non si trattava di scatole, bensì di bottiglie che, secondo l’intuizione di Appert, riempite di cibo cotto, perfettamente sigillate e sterilizzate termicamente avrebbero conservato fresco il prodotto. Nemo profeta in patria, all’inizio le cose non vanno troppo bene anche perché il cibo va spesso a male, infatti nelle parti centrali delle confezioni più grosse non si scaldava quanto era necessario, e non sempre il sapore corrispondeva alle aspettative. Bisogna arrivare al 1809, quando Appert riceve una sovvenzione di 12.000 franchi dal Ministero degli Interni, somma enorme per quei tempi, perché la produzione migliori come qualità e nel 1810 Appert pubblica un volume sull’Arte di conservare per anni tutte le sostanze animali e vegetali, illustrando dettagliatamente il suo metodo. Appert è un inventore di tutto rispetto, a lui si deve anche l’introduzione della gelatina per schiarire le bevande fermentate e la stabilizzazione del vino mediante riscaldamento, ma poco sveglio sul piano pratico, infatti non brevetta la sua idea e nel 1810 un certo Peter Durand, inglese, se ne appropria e incomincia a studiare il modo per conservare il cibo in latte di metallo. Nel 1811 il suo brevetto sarà usato da Dorkin e Hall che iniziano la produzione in scala industriale, diventando prima fornitori della Marina inglese e in seguito dell’esercito. I francesi? Proseguivano con le bottiglie. Intanto, il cibo in scatola incomincia ad affermarsi anche in Italia e sono i piemontesi i pionieri.

Un certo Lancia fabbrica bue in scatola, che fornisce ai soldati piemontesi impegnati nella guerra in Crimea, nel 1857 è Francesco Cirio, nato a Casale Monferrato nell’astigiano e commerciante di prodotti agricoli, a lanciare i piselli al naturale seguiti dai pomodori. Una mano la dà anche Louis Pasteur perfezionando i metodi di sterilizzazione, e all’esposizione di Torino del 1865 Cirio ottiene la massima onorificenza mentre nel 1867, all’Esposizione di Parigi, riceve premi e riconoscimenti per il suo metodo di conservazione delle carni. Nel 1870 inizia la produzione di scatolame in territorio americano, nel 1890 il Massachusetts Intitute of Technology codifica la temperatura necessaria per la conservazione dei cibi, dai 104 ai 110° C a secondo delle dimensioni delle confezioni. E il cibo in scatola ha accompagnato da quel lontano 2 settembre 1802 buona parte della storia dell’umanità sia in tempo di guerra sia in tempo di pace. I non più giovani ricorderanno l’invasione delle scatolette sul suolo italico con l’arrivo degli alleati, nelle dispense c’è sempre dello scatolame a dispetto dell’invasione dei surgelati e dei liofilizzati. Infatti, malgrado la possibilità di reperire cibi freschi e fuori stagione tutto l’anno, il commercio delle scatolette procede a gonfie vele se è vero che la produzione mondiale si aggira sui 200 miliardi di pezzi annui. Per sei miliardi di persone, niente male, non vi pare?
Perché nel titolo affermavo “più Vergine di così“? La Vergine è il segno che segue il Leone, periodo della mietitura, dei raccolti, dei frutti maturi, e la tradizione lo indica come segno che si pone il problema della conservazione del raccolto, che può essere inteso sia come metafora di ciò che è stato codificato sia in senso reale. Certo, la data d’inizio della sperimentazione-produzione è quella, ma l’idea sarà nata prima. Niente paura: Saturno era nella Vergine da un anno abbondante, indice di razionalità e determinazione, facoltà mentali indirizzate alla conservazione e, questa è bella, possibilità di successo nel commercio di articoli di prima necessità. Più prima necessità del cibo, non so cosa ci sia. Una constatazione: stanno ritornando in voga le confezioni di vetro, che permettono di vedere il prodotto conservato. Che non sia una vendetta postuma del francese Appert sull’inglese Durand che gli soffiò l’invenzione?












