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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

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APPARIZIONI: VISIONI PRIVATE, SÌ MA… DIETRO LO SPECCHIO dell'Astrologia i tre pastorelli di Fatima

Antonia Bonomi

Le apparizioni? Dalla chiesa sono considerate "visioni private", ciò non toglie che molte di queste visioni private siano diventate, non certo senza il volere della chiesa, imponenti fenomeni di massa e ottimi affari commerciali. Lourdes e Fatima, i pellegrinaggi di sempre, la recente beatificazione dei due pastorelli morti men che adolescenti che ha attirato una folla immensa e altri milioni attirerà.
Questa beatificazione mi lascia quanto mai perplessa: beatificare i due ragazzini morti ottant'anni fa, compagni di Lucia, vivente e leader del gruppo poiché nelle apparizioni e nei seguenti racconti i due avevano un ruolo decisamente gregario, significa per quest'ultima la quasi matematica certezza di salire agli onori degli altari. E non mi sembra sia in linea con l'umiltà, la rinuncia alla gloria del mondo che si vorrebbe dai fedeli e di chi è religioso.

Particolare curioso: il 1917 è stato un anno particolarmente proficuo quanto ad apparizioni in Europa. In novembre la Madonna apparve a Basilea alla quindicenne protestante Adrienne von Speyr, che non si trovava in armonia con la religione di famiglia e che, ispirata e guidata dal suo Angelo custode, dall'età di undici anni di notte si dedicava con fervore alla preghiera e alle pratiche devozionali. Nel corso della vita ebbe ripetuti rapporti mistici con la Madonna e con il suo padre spirituale, Sant'Ignazio di Loyola ed altri santi.
Altra apparizione a Chateau-Gombert, Francia, il 15 agosto a Maria Teresa Nobler. Questa apparizione è molto interessante, poiché il 13 agosto la Madonna sarebbe dovuta apparire ai pastorelli di Fatima, ma questi erano stati "sequestrati" dal sindaco del loro paese, e poterono recarsi sul luogo delle apparizioni solo il 19 agosto. Perciò la Madonna è apparsa due volte, a distanza di quattro giorni.
Quello che mi sconcerta regolarmente, quando esamino i quadri dei soggetti oggetto di fenomeni paranormali o paranormali-religiosi, è trovare caratteristiche comuni che hanno a che fare più con una psiche disturbata che con carità, umiltà, misticismo ecc.

LUCIA DOS SANTOS, la sopravvissuta che aveva la facoltà di vedere, sentire e parlare con le apparizioni, è un carattere forte, tendente ad imporre la propria volontà in modo didascalico, insistente, anche violento. Suscettibile, ambiziosa, intuitiva, pessimista, facile a fanatizzarsi, sado-masochista con inclinazioni misticoidi, superstiziosa, egocentrica, istrionica e carente quanto a pietà umana, una grande fantasia, malafede, tendenza alla menzogna. Solo dopo la morte dei due amichetti, parlerà dell'Angelo "della Pace" o del Portogallo, apparso un anno prima delle apparizioni della Madonna.

FRANCISCO MARTO vedeva, ma non è ben chiaro quanto poiché Lucia nei suoi Ricordi scrive "dovevamo spiegargli tutto", comunque non sentiva e non poteva parlare con le apparizioni. Risulta una foglia al vento, una creatura in balia della superstizione, che è il tratto comune delle tre personalità, svagato e svogliato, discontinuo, dispersivo, infantile, confuso, facile a lasciarsi abbindolare, a soggiacere a cattivi influssi e a fanatizzarsi, vulnerabile affettivamente e tendente alle malattie psicosomatiche.

GIACINTA MARTO è la più "normale" dei tre, quella che vedeva e sentiva, ma non poteva parlare con le apparizioni. Normale, ma superstiziosa e misticoide, con un forte compiacimento masochista, esibizionista e relativamente sincera, ossessionata dal pensiero della morte e della malattia, con qualche punta di paranoia, imprudenza e prese di posizione, tendenza alle malattie psicosomatiche.
Io non affermo che non abbiano visto la Madonna, dico semplicemente che queste erano le loro personalità e ho una grande compassione materna per Francisco e Giacinta, due bambini fragili fisicamente e psicologicamente ai quali la Madonna dice, o viene detto loro che avrebbe detto, che moriranno presto, soffrendo per salvare i peccatori. Penso con tenerezza a Giacinta, civettuola nella fotografia, con il braccio sul fianco, cui "piaceva tanto ballare" come dicono le sue compagne di allora. E mi sovvengono i primitivi che muoiono quando sanno che lo stregone ha lanciato loro una maledizione, non perché la maledizione in sé abbia qualche effetto, ma perché si lasciano terrorizzare dal timore che suscita in loro la potenza carismatica dello stregone.

Quello che mi stupisce sempre, in tutte queste rivelazioni, sono i termini pomposi con i quali si presentano le apparizioni, la continua richiesta di penitenze e sofferenze per salvare il mondo dal peccato, fatto a persone che sono già inclinate al vittimismo e alla sofferenza e che nella stragrande maggioranza dei casi hanno una visione superstiziosa della religione e, per un verso o per l'altro, inclinati all'istrionismo, all'esibizionismo e alla bugia.
Le vie della santità sono strane e, come ebbi a dire una volta, forse la sublimazione dei difetti diventa virtù.