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Anno
8
Numero
34

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Costume

 

FRATEL ETTORE il gigante della carità 

Antonia Bonomi 

Il 20 agosto del 2004 muore a Milano Fratel Ettore, un camilliano che nella metropoli lombarda era diventato un simbolo.
Nato a Belvedere di Roverbella nel mantovano in una famiglia di facoltosi agricoltori, la famiglia subisce un tracollo e Ettore Boschini impara presto la fatica di vivere. Nel 1952 entra nei camilliani, l’anno seguente prende i voti e viene mandato a Venezia dove resta fratel Ettoreper vent’anni. Negli anni ’70 è a Milano e resta scioccato dal numero di diseredati che popolano la città, si rimbocca le maniche, nel 1979 riesce a farsi dare due capannoni in via Sammartini, sotto i ponti della Stazione Centrale dove si sente forte lo sferragliare dei treni, e organizza il suo primo ricovero per gli ultimi degli ultimi, ne seguiranno altri sette sparsi per l’Italia e all’estero.
Fratel Ettore non aspettava che i poveri, i barboni come si dice a Milano, bussassero alla sua porta, era lui che andava a scovarli dove si nascondevano e con il suo : “Amico, vieni con me a prendere qualcosa di caldo”, se li portava dietro, li lavava, li rivestiva, dava loro da mangiare e da dormire. Sapeva benissimo di non risolvere il problema alla radice, ma quello era compito dello Stato, lui provvedeva all’immediato, a ridare dignità alla persona.
Aveva una fiducia immensa nella Provvidenza ed era devoto alla Madonna di Fatima, di cui portava  una statua fissata sul tetto della sua automobile, aveva le tasche della veste piene di rosari di plastica bianca da regalare a chi incontrava. Sempre in movimento, prendeva soldi da una parte e li dava dall’altra, ai suoi poveri e come dono dei “poveri per i più poveri”. Qualcuno lo considerava matto, qualcun altro come il cardinal Martini “gigante della carità”. Se n’è andato colpito dalla leucemia e al suo funerale c’era tutta la Milano che conta, sindaco in testa, la messa funebre è stata officiata dal cardinale Tettamanzi.
Com’era Fratel Ettore Dietro Lo Specchio Dell’Astrologia?
Tutto, fuorché matto o fanatico. Ariete impetuoso, utopista con quel Marte nell’Aquario, Mercurio e Venere nei Pesci gli facevano amare il prossimo, lo aprivano alla comprensione e alla compassione, essendo in trigono con Plutone, la creatività profonda, ha fatto di questa inclinazione la sua ragione di vita, la sua realizzazione. La Luna nel Toro gli faceva tenere i piedi ben saldi a terra, unendosi all’Ariete natale lo indicano caparbio, testardo, tetragono, difficile da manovrare se si era messo in testa qualcosa. Era una persona intelligente, spiccia, solida, buona come il pane si diceva una volta. Se era un po’ folle, la sua era la follia di chi non chiacchiera a vuoto e se anche sa di non poter cambiare il mondo, almeno prova a migliorare quello che lo circonda. Ha avuto senza dubbio i suoi dubbi, le sue incertezze, ma ha sicuramente portato avanti il compito per il quale era nato: amare ed aiutare il prossimo.
Spero ardentemente che qualcuno o qualcosa si muova per iniziare la causa di beatificazione: è una delle più belle persone che mi sia capitato di osservare indiscretamente. 

Per maggior informazioni: www.fratelettore.it