San Valentino

SAN VALENTINO, CHI FU COSTUI?
Ritorna puntuale come ogni anno la festa degli innamorati

Almalinda Giacummo

Il calendario ufficiale della chiesa, dopo la riforma del 1970, ha relegato San Valentino ai calendari locali: al suo posto sono venerati Cirillo e Metodio, evangelizzatori della Russia del IX secolo.
Anche nei tempi precedenti alla riforma, c’era un po’ di confusione il giorno di San Valentino. Infatti, i santi erano due, dalle storie consimili al punto che parecchi studiosi di cose religiose stabilirono che si trattava probabilmente della stessa persona.

San Valentino

Uno, Valentino vescovo di Terni, fu martirizzato per decapitazione nel 273 d.C., sotto l’imperatore Aureliano. La leggenda narra che avesse celebrato il matrimonio tra una ragazza cristiana, Serapia, con il centurione Sabino che per amor suo si era convertito. Il secondo era presbitero e medico di Roma nel 269: secondo la leggenda fu martirizzato nella stessa data forse sotto lo stesso Claudio il Gotico e sepolto lungo la via Flaminia. Secondo Jacopo da Varagine, l’imperatore in persona gli avrebbe chiesto di abiurare, ma il dotto cercò invece di convertirlo: l’imperatore, alla fine, dette ordine al suo prefetto di ascoltarlo fino in fondo e di decidere in seguito la sua sorte, ma questi passò la palla al suo ministro Asterio, con l’ordine di riportarlo sulla retta via religiosa. Asterio, allora, disse al presbitero di far operare un miracolo al suo Dio: restituire la vista alla sua bimba cieca da anni. E così fu: tutta la famiglia si convertì, mentre l’imperatore decise di far decapitare Valentino, riuscendo comunque quest’ultimo a convertire il suo carceriere e tutta la sua famiglia. In seguito, per volere di papa Giulio I sulla sua tomba fu costruita una basilica: era il 350. In effetti, però, la basilica e le sue catacombe sarebbero state costruite su finanziamento di un tal Valentino e non in onore di un martire.
Il Valentino vescovo sarebbe invece stato sepolto vicino la sua Terni e sulla sua tomba sarebbe poi sorta una basilica: in seguito, il suo corpo sarebbe stato ritrovato e deposto all’interno di una cassetta di piombo. La sua storia martiriale aveva avuto inizio quando era stato chiamato a Roma per guarire il figlio del filosofo Cratone, ormai così gobbo (o affetto da artrosi deformante), da dover tenere la testa fra le gambe. In cambio, tutta la sua famiglia si sarebbe convertita. Il miracolo puntualmente avvenne, il prefetto Placido fece imprigionare il vescovo: all’ennesimo rifiuto a sacrificare agli dei, Valentino fu decapitato. Alcuni suo adepti, tre giovani ateniesi in origine studenti di Cratone, recuperarono il corpo, seppellendolo poi vicino Terni. Ma non finisce qui, le leggende sono molte, le date diverse e troviamo anche un centurione di nome Valentino, imprigionato perché cristiano, che guarì la figlia cieca del carceriere facendola innamorare di sé e, ancora, si racconta che fu invece il vescovo Valentino ad innamorarsi della ragazza e a restituirle la vista. Ma non finisce qui con le leggende: gli americani raccontano del litigio fra due giovani che sarebbe stato placato dal Santo con una rosa rossa, mentre a Terni avrebbe esaudito il desiderio del convertito Sabino. Allorché la sua amata Serapia stava morendo di tisi, chiese di poter restare per sempre con lei e quando Serapia morì, morì anch’egli., Comunque sia, gli Atti che riguardano i due santi non sono ritenuti attendibili. Certo è che numerose sono le analogie fra i due personaggi più importanti delle leggende riportate, tanto che si potrebbe pensare ad un unica persona: qualcuno, non rassegnandosi al suo trasporto a Terni, avrebbe “coniato” un santo omonimo per tenerlo a Roma. A diffondere il culto del Santo furono i benedettini di Terni, che lo portarono  fino alla Francia ed all’Inghilterra dove divenne il patrono degli innamorati per una coincidenza calendariale: secondo una leggenda medioevale, gli uccellini cominciano ad accoppiarsi proprio in questo giorno, è il momento in cui la natura si risveglia dopo il lungo inverno.
Eppure,  la festa ha origine in Italia,  la ricorrenza prende le mosse da un fatto storico che riguarda proprio fanciulle da marito: nel 1465 papa Paolo II autorizzò il cardinale Giovanni di Torquemada a fondare l’arciconfraternita della SS. Annunziata, che doveva procurare la dote alle fanciulle indigenti in procinto di sposarsi. La prima distribuzione di questa dote venne fissata del tutto casualmente il 14 febbraio, diventando così la festa degli innamorati e il Santo il loro naturale protettore. Divenne poi anche il santo guaritore dall’epilessia e dalla peste, oltre a proteggere gli animali domestici.
Una festa prettamente italiana, dunque, e per l’esattezza romana, trapiantata in Inghilterra dove in epoca vittoriana le dame usavano spedire in questa data bigliettini scritti a mano ai cavalieri per i quali spasimavano. Approdata nel Stati Uniti attorno alla metà del 1800, in tempi recenti è ritornata come novità, con connotazioni prettamente commerciali!
Biglietti d’auguri con frasi fatte, i cosiddetti “Valentini”, fiori, cioccolatini dal nome allusivo e via verso regali più costosi e impegnativi, non c’è che l’imbarazzo della scelta, e dell’ampiezza del portafogli, per chi non vuole lasciar passare questo giorno senza far sapere all’amato bene quanto sia grande il suo amore. Insomma, San Valentino è e resterà una festa fatta apposta per far guadagnare qualcosa a tutti: soldi a chi produce beni dei generi più diversi e un momento di rabbia a chi non riceve nulla in dono.
Ma cosa regalare a breve distanza dal Natale? In teoria, va bene qualunque cosa. Ma in pratica? Si cerca qualcosa di speciale, di insolito, di inimmaginabile: un distratto potrebbe ricordarsi per una volta una ricorrenza, anche se è difficile dimenticarla, a meno di non essere eremiti, con il tam tam pubblicitario che dovunque ci assale; il duro potrebbe comprare il suo primo fiore, il vanitoso pensare per una volta ad un’altra persona prima che a se stesso, l’avaro spendere un po’ di soldi per una cena a lume di candela o… per un viaggio! Ma dove andare? Dipende dalla somma che si intende investire: va bene la gita domenicale nel piccolo centro medievale, magari dotato di caffetteria, o la passeggiata sulla spiaggia di fine inverno, oppure cogliere l’occasione per fare quel viaggio che si attendeva da mesi, magari da anni, per qualche destinazione esotica che faccia scordare il freddo, la nebbia ed il blocco del traffico, dall’Africa del Kenia, alle Maldive ed allo Sri Lanka, la repubblica Dominicana o il Messico. Chi invece non vuole rinunciare alla settimana bianca, potrebbe scegliere di farla in un luogo insolito, come la Lapponia o l’Alaska. E poi le crociere, dal Mediterraneo ai Carabi alle coste del Messico, fra nomi conosciuti attraverso i film: Montego Bay, Grand Cayman, Antigua. Anche la cara vecchia Europa va bene: come potrebbe mai tramontare la romantica Parigi, ma dove mettiamo Roma?
E se i soldi scarseggiano proprio? Scriviamo un biglietto, con tutte quelle cose che normalmente non riusciamo a dire: un foglio di quaderno o lo scontrino di un bar non importa, basta che sia fatto con il cuore e che le parole scritte corrispondano a verità. E se l’altra persona dovesse restare male… allora è il caso di parlarne perché, forse, non ci si conosce bene come si pensa!
Curiosità: regali da miliardari? Richard Burton regalò a Elizabeth Taylor un collier di smeraldi e brillanti da un milione di dollari, Aristotele Onassis addirittura l’isola di Skorpios a Jacqueline Kennedy.

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