|


Prima
pagina
Editoriale
Attualità
Cultura
Costume
Spettacolo
Personaggi
Turismo
Salute
Sport
Agenda
Oroscopo
Curiosità
Consulente
Giardinaggio
Cucina
Dentino
avvelenato
I
nostri link
E-mail
Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
| |

 |
Costume
|
NEW AGE? OLD AGE.
Quando l'antico si veste di modernità
Antonia
Bonomi
Questo
articolo è stato pubblicato nel dicembre 1998, prima che la Chiesa prendesse
posizione contro la New Age emanando un documento di novanta pagine che, ma
guarda un po’, anche se con un tocco più leggero, meno “pane al pane”,
dice più o meno quello che affermavo quattro anni fa:
“La maggior parte di quanti entrano nel mondo della cosiddetta New Age pensa
di far parte di qualcosa di particolare, estremamente moderno o, ancor meglio,
avveniristico, in linea con il terzo millennio. Dopo essermi ampiamente
documentata, un paio d’anni fa (1996 circa),
sono giunta ad una conclusione: è un riciclo rimescolato di religioni e
teorie vecchie come il mondo, ecco perché ho condensato il pensiero nella
battuta: New Age? Old Age!
Ma che cos’è questa New Age? È un movimento partorito nel 1962 da un gruppo
di scozzesi appassionati di esoterismo, e le prime comunità si riunivano in
California. Rimescolando in
superficie filosofie orientali, o spacciate per tali, mischiando
cristalloterapia, musicoterapia, massaggi olistici per la salute, Ufologia,
ecologia e quant'altro hanno sparpagliato nel mondo un linguaggio infantile e
sufficientemente ermetico per essere
ascoltato con rispetto, capace di suscitare la curiosità degli annoiati, e meno
informati, spingendoli ad entrare
in questo mondo così diverso, dall'aria tanto spirituale che promette il
benessere fisico, religioso, economico e chi ne ha più ne metta.
È stato tutto un fiorire di una letteratura creata ad hoc, ricca di
simbologie esotiche, di tecniche insegnate in istituti (nati
appositamente e non gratuiti) per trovare la serenità grazie alla
concentrazione, un proliferare di viaggi vacanze dove è assicurato il benessere
fisico e spirituale. Nasce Sedona, in Arizona, dove dovrebbe trovarsi uno degli
otto vortici di energia elettromagnetica del mondo, dove è possibile apprendere
"l'uso magico delle ruote della medicina", cioè di mandala che
mettono in contatto l'uomo con le forze dell'universo. In questa zona si sta
costruendo Arcosanti, detta la città
di Utopia, destinata ad accogliere gli adepti. E gli esempi potrebbero
proseguire.
Per carità, niente in contrario alla ricerca della serenità, ma è il fatto
che questa si possa trovare così a buon mercato, fino a un certo punto, grazie
alla respirazione e che i problemi quotidiani possano essere superati con la
fede nella New Age a rendermi perplessa. Sarà che sono un'individualista, ma il
branco degli adepti che alza le braccia al cielo seguendo le istruzioni dello
sciamano mi fa sorridere. E non è
che faccia cose diverse, sia ben chiaro, ma le faccio quando voglio io,
rivolgendomi a chi voglio io. Al mio Angelo custode, ad esempio. Che ci sia o
non ci sia, non ha importanza, io ci credo e come aggancio psicologico mi va
benissimo. Certo, non lo chiamo con qualche nome cervellotico inventato da chissà
chi perché, non dimentichiamolo, la Bibbia dà solo il nome di tre Angeli, gli
Arcangeli per l’esattezza, tutti gli altri sono… invenzioni? Il mio è
l’angelo custode dell’Antonia, e
di nessun altro.
Le pietre? Ben vengano. Personalmente credo che tutto, nell'universo, sia in
relazione e se il diaspro rosso, dice la tradizione più vecchia della New Age,
aiuta a superare la timidezza, porto in tasca un diaspro rosso. Non ho tasche?
Metto le scarpe rosse, ma non vado a zonzo nel parco abbracciando poveri alberi
avvelenati dallo smog per ricaricarmi e sentirmi in contatto con la natura,
anche se faccio ridere tutti perché quando cammino in un prato, cittadino o no,
cerco di non pestare gli steli d’erba e i fiorellini.
E i chiakra, dove li mettete? Il Karma, poi? Credo nella reincarnazione perché
non riesco a credere alla dannazione eterna, all'inferno, ma sempre con un grano
di sale, con un certo distacco. E non credo all’oroscopo karmico perché non
ha nessun fondamento, neppure statistico.
Glenn Hoddle, l'allenatore inglese seguace della corrente e licenziato per aver
detto che "gli handicappati pagano i peccati commessi in una vita
precedente", mi ha indignata e mi ha riconfermata nel timore di ogni
fanatismo. Non dico che se la New Age porta a questi estremi è cosa cattiva,
dico semplicemente che non ha certo migliorato il carattere e la mentalità di
questo soggetto, perciò è alla stregua delle
altre religioni, ideologie o credenze: se il soggetto ha un animo gretto,
o cattivo, c'è poco da fare, non sarà la paura del castigo eterno o
dell'ergastolo a trattenere chi è stupido o crudele o criminale.
Solo che l'uno, criminale, può coinvolgere nei suoi disegni o delitti una
persona o un gruppo, i fanatici coinvolgono nazioni. E ne abbiamo esempi lontani
e vicini.
Sono i guru, i santoni a suscitare la mia avversione, come del resto non hanno
la mia simpatia i vari carismatici qualunque sia la loro natura.
Non solo, per quanto sia praticata in gruppo nella New Age avverto una
solitudine, un isolamento dagli altri che sa tanto di egoismo, narcisismo. Va
bene essere concentrati su se stessi, avere a cuore il
proprio equilibrio psico-fisico, ma ho l'impressione che ci sia qualche
esagerazione. Il "mucchio", come lo vedo io quando alza le braccia, si
concentra ecc., è rappresentato da persone sole, isolate, che stanno insieme
solo per scambiare impressioni parlando un linguaggio che magari non capiscono,
ma che li fa sentire come appartenenti ad una élite.
Forse sbaglierò, ma non mi piace un mondo di "uguali" dove c'è
sempre un capo che ti dice quello che devi fare, che si chiami New Age o
qualcos'altro”.
Qui finiva l’articolo del 1998 e la penso come allora, aggiungendo che al Dio
Galattico della New Age, pur essendo laica, continuo a preferire il Padre nostro
anche se non lo capisco, come del
resto non capirei il Dio Galattico perché, come lo chiami chiami, il brutto
della vita non scompare di certo chiunque sia l’entità alla quale ti rivolgi.
Credere agli extraterrestri? Perché no, non c’è niente a dimostrare che non
esistano se non la loro assenza attuale, mentre c’è molto di oscuro nel
passato e che può far pensare il contrario. Certo, la Chiesa cattolica non ha
fatto un buon gioco nei due millenni passati terrorizzando i disgraziati più
miseri e ignoranti, la maggior parte della popolazione da che mondo è mondo,
con le storielle della sofferenza fisica e psichica necessaria per
l’espiazione dei peccati, la dannazione eterna per i medesimi e vivendo in
proprio in un clima dove la ricerca del potere e del benessere erano l’esatto
contrario. Se la cosa poteva andare bene nel passato remoto, nessuno dei grandi
religiosi, anche vicini a noi, aveva immaginato una “società del benessere”
quale l’attuale, società che non ha nessuna voglia, come è giusto che sia,
di soffrire per amor di Dio, o per l’espiazione dei peccati del mondo, quando
con una pastiglietta il dolore può essere alleviato, di fare all’amore, solo
le donne sia ben chiaro!, “non per piacer mio, ma per dar figlioli a Dio”.
La resurrezione della carne alla fine dei tempi contrasta con la
reincarnazione? Per me no: posso benissimo risorgere con la prima o con
l’ultima reincarnazione, mentre mi sembra più paradossale che, per quanto il
Paradiso sia grande, ci possano stare tutti i miliardi e miliardi di persone
nate nel corso dei millenni. Il
discorso è lungo, complicato e la mia linguaccia e la tendenza a polemizzare
per desiderio di capire mi
porterebbero più lontana di quanto voglia in realtà. Il
mondo è quello che è: crudeltà, malattie, disgrazie, sofferenza e morte
accompagnano tutti gli esseri umani, penso
sia giusto cercare di vivere nel miglior modo possibile, anche ricercando la
felicità (ed è per questo che non mi verranno mai le stigmate e non mi faranno
santa), la New Age non è una religione ma una moda però, come le
religioni di tutti i tempi, può creare fanatici che, se non derogano da quello
che si sente, non lo so con certezza perché non faccio parte di gruppi, danno
non ne faranno se non quello di allontanare qualcuno dalla religione ortodossa.
E questo è un problema della Chiesa e di molti suoi rappresentanti che, mi
contraddica chi può, hanno sempre predicato bene e razzolato come gli pareva.
|