Suor Teresa Benedetta della Croce è
stata proclamata santa l'11 ottobre 1998 da papa Giovanni Paolo II.
Il fatto ha suscitato scalpore poiché suor Theresia Benedicta a
Cruce è un'ebrea convertita al crisitansimo.
Nasce come Edith Stein a Breslavia il 12 ottobre 1891, durante
la festa dello Yom Kippur o dell'Espiazione come amerà sempre sottolineare, da famiglia
ebrea osservante. È l'ultima di undici figli, il padre morirà quando ha tre anni. Nella
sua autobiografia si legge che diventerà atea nell'adolescenza. A tredici anni ottiene
dai familiari il permesso di digiunare fino a sera. Abitudine che manterrà sempre, anche
dopo aver perso la fede e quando si convertirà al cristianesimo.
Bambina prodigio nata per la filosofia, giovanissima è
affascinata dal pensiero di Edmund Husserl, padre della "fenomenologia", e
ottiene dalla famiglia il permesso di recarsi a Gottingen per incontrarlo.
Viene presentata al maestro da Adolf Reinach, lo entusiasma con
le sue teorie e ne diviene l'assistente e la prediletta.
I suoi maestri sono per lo più ebrei convertiti al
protestantesimo, come Hussler, e al cristianesimo come Max Scheler. Quest'ultimo, con le
sue conferenze religiose, aveva già provocato un gran numero di conversioni tra gli
studenti.
A soli 25 anni, nel 1916, è docente universitaria.
Nel 1918 lascia il suo maestro, Husserl, perché non desidera
più fare il lavoro "ancillare del riordino dei suoi manoscritti". Scrive a un
amico sottolineando che non si sente adatta a una fatica che potrebbe sopportare solo se
insieme potesse svolgere anche un suo lavoro individuale. " In fondo- scrive- quello
che non sopporto è il pensiero di stare a disposizione di qualcuno. Posso mettermi a
servire una causa, posso fare molto per amore di qualcuno, ma mettermi al servizio di
qualcuno, in parole povere: obbedire, questo non posso farlo".
Nell'estate del 1921, a trent'anni, si converte al cristianesimo
dopo aver letto San Tommaso d'Aquino e in una sola notte l'autobiografia di Santa Teresa
d'Avila, la mistica riformatrice del Carmelo. "Ho trovato la Verità", dirà.
Il 1° gennaio del 1922 riceve il battesimo. Ha fatto tutto
senza informare la famiglia, la madre che alla morte del marito si è assunta il carico di
portare avanti lavoro e figli.
Colta, curiosa, studiosa è autrice di studi sulla condizione
della donna che la portano dal 1928 al 1932 a tenere conferenze memorabili negli atenei
europei e degli Stati Uniti.
L'essere cattolica non le fa disconoscere gli strumenti
intellettuali acquisiti. Continua a studiare, a relazionare, a insegnare, a difendere come
Santa Teresa d'Avila il ruolo della donna.
Nel 1932 torna all'università, ma nel 1933 le leggi razziali le
impediscono di esercitare l'attività di docente.
Edith è più che mai affascinata dal Carmelo e a qualcuno la
sua scelta appare come una fuga dalla barbarie che incombe sulla Germania. Ma, si dice, è
probabile che abbia intuito che "la croce di Cristo stia per abbattersi sul suo
popolo e come cristiana si senta pronta a immolarsi per esso".
Il 15 aprile del 1934 riceve l'abito del Carmelo e il nuovo
nome, nel 1938 emetterà i voti solenni. La madre è morta e anche la sorella Rose chiede
di ricevere il battesimo e di entrare nella comunità di Edith.
Il 31 dicembre del 1938 le due sorelle vengono trasferite, nel
tentativo di salvarle, in un convento olandese.
Il 9 aprile del 1939 Edith redige il proprio testamento:
"Accetto fin d'ora la morte che Dio mi ha riservato, con
gioia e in piena sottomissione alla sua santa volontà, in espiazione per il rifiuto della
fede da parte del popolo ebraico
per la salvezza della Germania, della pace del
mondo
."
Il 2 agosto del 1942 lei e la sorella vengono arrestate dalla
Gestapo, nella notte tra il 6 e il 7 vengono avviate ad Auschwitz, il 9 agosto entreranno
nella camera a gas. I loro corpi saranno sepolti in una fossa comune. La notifica della
morte avverrà il 16 febbraio 1950.
La beatificazione prima e la santificazione poi di Edith Stein
sono state motivo di malumore per gli ebrei che vi vedono il tentativo di nascondere che
l'essere ebrea è stato il vero motivo dell'uccisione della Stein. La quale, non sarebbe
stata dunque una martire cristiana. Aggiungendo, inoltre, che questa mossa è un tentativo
da parte della Chiesa di cristianizzare l'Olocausto. Giovanni Paolo II ha così motivato
la sua decisione:
" E' stata uccisa in quanto figlia di un popolo esso stesso
martirizzato, è morta come figlia di Israele glorificando il suo santo nome, ma, al tempo
stesso, come benedetta dalla croce".