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Anno 12
Numero 17
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Costume
NOSTRA
SIGNORA DELLE GRAZIE che unisce cattolici e anglicani
L’incredibile e commovente
storia della festa di Nostra
Signora delle Grazie che ogni anno, nella prima domenica di maggio, si celebra a
Nettuno. Un evento denso di straordinari significati religiosi ed ecumenici.
LA
MADONNA CHE UNISCE CATTOLICI E ANGLICANI
Renzo
Allegri
Nettuno e Ipswich, due cittadine sul mare. Nettuno, 50 mila abitanti, si
trova a 60 chilometri da Roma, sul litorale laziale, bagnata dalle acque del mar
Tirreno; Ipswich, cittadina
inglese, 120 mila abitanti, a due
ore da Londra nella contea
del Suffolk,
è bagnata dalle acque del Mare del Nord. Cattolica la popolazione di Nettuno;
anglicana, quella di Ipswich: ma
tutte e due contrassegnate da una profonda devozione per la Madonna, invocata
con lo stesso titolo, “Nostra
Signora delle Grazie”, e
raffigurata in una statua lignea che risale al 1182, e che fino al 1538 è stata
venerata in un bellissimo santuario a Ipswich e poi è misteriosamente arrivata
a Nettuno.
Una vicenda
affascinante, straordinaria, commovente, che
compendia in se stessa
dolorose vicende storiche di
divisioni, scismi, odi, persecuzioni, ma che, soprattutto in questi ultimi anni,
è diventata una storia di amore, di riappacificazione, di vitalità religiosa,
intrisa di un forte desiderio di unità tra cattolici e anglicani.
<<Qui a
Nettuno, la Madonna, invocata con il titolo di
“Nostra Signora delle Grazie”, è amata e venerata, proprio da
tutti>>, dice il signor Mario Mazzanti,
priore della Confraternita di Nostra Signora delle Grazie di Nettuno.
<<La prima domenica di maggio ne celebriamo la festa, che è la più
grande e la più sentita festa religiosa della nostra città>>.
Le confraternite sono associazioni pubbliche di
fedeli della Chiesa Cattolica che affondano
le loro radici in antiche tradizioni e che sono disciplinate dai vari canoni del
Codice di Diritto Canonico. Sorgono
con lo scopo di incrementare il
culto pubblico, fare opere di carità, di penitenza, di catechesi e anche
per organizzare manifestazioni culturali. <<La nostra
Confraternita>>, spiega Mario Mazzanti <<si dedica al culto della
Madonna Nostra Signora delle Grazie, che è patrona di Nettuno. Attualmente
siamo in circa 300 iscritti: 180 confratelli e 120 consorelle, in rappresentanza
di tutte le famiglie della città. E’ nostro compito organizzare, in
collaborazione con le autorità ecclesiastiche, tutte le manifestazioni
riguardanti “Nostra Signora”,
in particolare l’annuale festa di maggio. In questi giorni siamo alla vigilia
ormai, e quindi in pieno fermento>>.
<<Qual
è>>, domandiamo a Mario Mazzanti <<l’origine di questa festa
dedicata alla Madonna e così
sentita a Nettuno?>>
<<L’origine
è legata a una statua lignea arrivata misteriosamente nella nostra città nel
1550, proveniente dall’Inghilterra.
<<Come ho
detto, “Nostra Signora delle Grazie” è raffigurata da una statua in legno
che conserviamo nel Santuario della nostra città,
Per oltre quattrocento anni, quella statua era stata venerata in
un santuario a Ipswich, in
Inghilterra. La Madonna era
invocata con il titolo di “Our
Lady of Grace”, cioè “Nostra signora delle Grazie”. Nel secolo Sedicesimo
ci fu in quella nazione lo scisma, la rottura dei rapporti tra la Chiesa
cattolica e lo Stato inglese, voluta da Enrico VIII che regnò dal 1509
al 1547.
<<La ragione
della rottura, come è noto, era costituita dal fatto che Enrico voleva
divorziare dalla prima moglie,
Caterina d’Aragona, per sposare Anna Bolena. Il Papa non gli concesse
l’annullamento del primo matrimonio ed Enrico proclamò la separazione della
Chiesa d'Inghilterra dalla Chiesa Cattolica. Dopo il divorzio, sposò Anna
Bolena e si fece proclamare dal parlamento capo della Chiesa Anglicana. Dopo
Anna Bolena, sposò altre quattro donne e sfogò il suo odio per la Chiesa di
Roma con una feroce persecuzione di coloro che continuavano a proclamarsi
cattolici. Confiscò i beni di tutti i conventi e i monasteri, fece incendiare
le chiese cattoliche, fece bruciare statue, dipinti, libri, tutto quello che
richiamava alla Chiesa Cattolica di Roma. La persecuzione continuò anche dopo
la morte di Enrico VIII, anzi divenne più acuta sotto il successore,
Edorardo VI.
<<Anche la
statua della “Our Lady of Grace” di
Ipswich doveva essere bruciata. Il santuario, dove era venerata, fu distrutto
nel 1538 da Thomas Cromwell, cancelliere
dello Scacchiere e consigliere nero di Enrico VIII. Ma Cromwell
volle salvare la statua miracolosa della Madonna e la nascose in una
cappella privata di sua proprietà a Londra.
E quando la violenza distruttrice si intensificò sotto Edoardo VI, alcuni pii
marinai, temendo che la statua della Madonna venisse scoperta e distrutta,
decisero di sottrarla dalla casa di Cromwell per portarla in salvo in
Italia.
<<La
statua venne imbarcata in gran segreto su una nave che doveva raggiungere
Napoli. Ma giunta nel Mar Tirreno, la nave fu coinvolta in una terrificante
tempesta e trovò scampo riparando nell’insenatura tra Anzio e Nettuno.
Passata la tempesta, i marinai decisero di riprendere il largo, ma appena fuori dell’insenatura del golfo, il mare
si gonfiò di nuovo, le onde divennero gigantesche e ricacciavano la nave
nell’insenatura. I
marinai tentarono più volte di proseguire il viaggio, ma inutilmente. Ad un
ennesimo tentativo, la nave fu
rovesciata. I marinai, in balia di quelle onde violente, erano perduti, ma con
loro incredibile meraviglia, si ritrovarono a riva, tutti incolumi e si
chiedevano come mai poteva essere
accaduto. Si ricordarono dalla statua della Madonna che avevano a bordo e si
convinsero che era stata la Vergine miracolosa a salvarli. E riflettendo sul
fatto che le onde diventavano gigantesche proprio quando la nave tentava di
lasciare l’insenatura, conclusero
che la Madonna voleva restare a
Nettuno.
<<Lì vicino al luogo dove avevano trovato
scampo, c’era una chiesetta. I
marinai parlarono con la gente, raccontarono la storia della statua di “Nostra
Signora delle
Grazie” che avevano sulla nave, e dissero che forse la Madonna voleva restare
a con loro. La popolazione ne fu felice, La statua venne sbarcata e portata in
processione nella vicina chiesetta. Subito
il mare si calmò e i marinai inglesi
poterono finalmente riprendere il loro viaggio verso Napoli.
<<La statua
incontrò subito la devozione della gente, che continuò a invocarla
con il titolo di “Our Lady of Grace”,
tradotto in “Nostra Signora delle Grazie”. Devozione che
andò via via aumentando e nel 1854,
anno del dogma dell’Immacolata Concezione, Papa
Pio IX proclamò “Nostra Signora delle Grazie” patrona di Nettuno. Nel 1914 venne costruito un
nuovo grande santuario e la statua miracolosa fu collocata sull’altare
maggiore. In seguito in una cappella laterale fu portato anche il corpo di
Maria Goretti, una ragazza di Nettuno, uccisa a 12 da uno stupratore e
proclamata santa da Pio XII nel 1950>>.
Ci sono documenti
validi che dimostrano come la statua di “Nostra Signora delle Grazie” che si
venera a Nettuno sia proprio quella che fino al 1550 era in Inghilterra?
<<Lungo
il corso dei secoli sono state fatte varie ricerche storiche e sono venuti alla
luce diversi documenti. In tempo recenti, uno studioso ha trovato informazioni
importanti in alcuni manoscritti conservati nella Biblioteca Vaticana. Sulla
scia di quei ritrovamenti, ha fatto delle ricerche con relative altre
interessanti scoperte, monsignor
Vincenzo Cerri, che era parroco di Nettuno. Mentre in Inghilterra, il dottor
J. Docherty di Ipswich, ha trovato, al
British Museum di Londra, una lettera scritta nel 1538 da un certo
William Lawrence a Thomas Cromwell, nella quale trovano piena conferma le
notizie tramandate dalla tradizione riguardo il salvataggio della Statua da
parte prima dello stesso Cromwell e poi di alcuni marinai che la portarono in
Italia. Ma sulla stessa statua, durante un restauro compiuto nel 1959, sono
state evidenziate delle scritte in antica e rozza lingua inglese, che confermano
la sua origine>>.
In Inghilterra
esistono tracce di questa statua e del culto di cui godeva?
<<A
Ipswich la devozione alla “Our
Lady of Grace” non è mai venuta meno. Il Santuario dove era
conservata la statua, portava questo titolo fin dal 1152,
quando la statua venne scolpita. Come ho detto, quel santuario fu
distrutto intorno al 1538, ma la gente ha sempre continuato a pregare la Madonna
“Our Lady of Grace”. La via
dove sorgeva il Santuario si chiama ancora
“Lady Lane”, “strada della Signora”. Nel punto esatto dove sorgeva
l’antico Santuario è stata posta recentemente una statua in bronzo,
realizzata dallo scultore Roberth M. Mellamphy, che si è ispirato alla nostra
immagine lignea. Sotto la statua una targa che dice: “Qui c’era la Cappella di Nostra Signora delle Grazie che
custodiva la statua in legno di una Madonna con un bambino. All’epoca
medievale i pellegrini l’avevano annoverata tra i più famosi
oggetti della reale casa. Più tardi andò sotto la protezione del Cardinale
Thomas Work. E’ stata chiusa per ordine del re Enrico VIII nel 1938. La statua
portata a Londra per essere bruciata è stata salvata da marinai e portata a
Nettuno in Italia dove risiede in una grande chiesa”>>.
<<Voi certamente siete in contatto con la
cittadina di Ipswich>>.
<<Siamo in contatto,
siamo andati varie volte a vedere quei luoghi e abbiamo fatto anche di più.
In accordo con la popolazione di Ipswich abbiamo dato vita a una
iniziativa straordinaria che, nel nome di “Nostra Signora della Grazie”,
mira ad avvicinare sempre più le due Chiese, quella Cattolica e quella
Anglicana, nella speranza che si giunga un giorno alla riunione come prima dello
scisma. I primi contatti risalgono a molti anni fa, quando monsignor Cerri fece
le ricerche storiche in collaborazione con il dottor J.
Docherty di Ipswich. Nel 1975 lo scultore
inglese Roberth M. Mellamphy, venne a Nettuno a studiare la statua della nostra
Signora e ne fece copia che venne posta in una nicchia nella chiesa anglicana di
Saint Mary at the Elmes di Ipswich, che comprende il territorio dove un tempo
sorgeva il Santuario di “Nostra Signora”.
Questi contatti andarono via via intensificandosi fino ad arrivare alla
formulazione di un “gemellaggio religioso” tra Nettuno e Ipswich. Questa
iniziativa si è compiuta e realizzata definitivamente nell’agosto del 2005,
quando una delegazione della Confraternita di “Nostra Signora della Grazie”
di Nettuno si è recata a Ipswich ed è stata ospite di quella Comunità per una
settimana. Io, come priore della Confraternita, guidavo la delegazione. C’era
anche padre Padre Carlo Fioravanti, allora Rettore del Santuario di Nostra
Signora della Grazie di Nettuno. E’ stata un’esperienza indimenticabile>>.
<<Per quali motivi?>>
<<Per tutto. Per tutto quello che
abbiamo visto, sentito, provato. Rivedere
i luoghi dove era nata la devozione a “Nostra Signora della Grazie”, dove
per secoli era stata venerata l’immagine che ora si trova nella nostra chiesa,
conoscere la gente anglicana che ama
la Madonna come noi, sentire il loro grande desiderio di ecumenismo, condividere
con loro il sogno di tornare fratelli nella fede, perché siamo figli della
stessa Madre, la Madonna Santissima, ha suscitato emozioni
veramente indescrivibili.
<<Siamo stati accolti dalle autorità
cittadine, con il sindaco in testa, con una cordialità che mai mi sarei
aspettato. Siamo stati ospiti nelle case di quella gente. Le emozioni
raggiunsero il loro culmine quando, nella
chiesa anglicana della parrocchia, alla presenza di noi cattolici e tanti
anglicani, Padre Carlo ha celebrato la Messa. Era la prima Messa celebrata da un
Prete Cattolico Romano, in quella chiesa anglicana dopo lo scisma del 1538.
Bellissimo il momento dello scambio della pace quando le mani
di persone di religioni diverse, si sono incrociate in un’unica fede.
“Raccomandiamo la comunità di Nettuno e quella di Ipswich a Nostra Signora
delle Grazie”, ha detto padre Carlo. “Un solo gregge unito nella lode del
Signore”. E anche padre Haley Dossor, il sacerdote anglicano parroco della
chiesa di Saint Mary at the Elmes
di Ipswich, ha sottolineato la
grandiosità di quel momento, che vedeva cattolici e anglicani uniti in
preghiera per amore della Madonna. A sera è stata organizzata una processione
per le vie della città, sul tipo di quelle che teniamo a Nettuno a maggio, e in
ricordo di quelle che si facevano a Ipswich prima del 1538. Insomma, con quel
viaggio abbiamo dato vita a una tradizione che da allora si è ripetuta ogni
anno. Per la festa di “Nostra Signora delle Grazie che celebriamo all’inizio
di maggio, una delegazione di anglicani di Ipswich viene a festeggiare la
Madonna da noi. E per quest’anno
sono in arrivo 55 anglicani di Ipswich, guidati dal sindaco e da due vescovi
anglicani. Alla fine di maggio, noi, noi, come ogni anno, andremo a festeggiare
da loro>>
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