Come cucinare i funghi per gustarli
Una volta arrivato sulle nostre mense il timido fungo, cresciuto sotto le ombre caldo-umide del bosco o nei prati, mostra un carattere “socievole”: primeggia negli antipasti, è comprimario nei primi piatti, è efficace supporto alle carni. Ma mostra anche spiccate simpatie e preferenze: sta in perfetta compagnia con i suoi “cugini” tartufi, si esalta con la selvaggina, nuota felice nelle salse alla besciamella e al pomodoro, fa “comunella“ con aglio e prezzemolo, dà vigore ai pesci e manifesta un debole verso i vini bianchi e secchi.
Nei lunghi e freddi mesi invernali sarà a nostra disposizione, chiuso in vasi di vetro, sott’olio o con altri condimenti, pronto a deliziarci, magari nel sugo con una gustosa polenta davanti ad un bel caminetto acceso.
Prima regola: i grandi cuochi consigliano di pulire i funghi con un panno bagnato, raschiando la terra dei gambi con il dorso di un coltellino. Vanno, inoltre, tagliati sempre a fette sottili per evitare che cuocendo assorbano troppo olio, diventando indigesti. I funghi, ricchi di proteine e di sali minerali, non contengono glucidi, sono quindi adatti anche ai diabetici e a chi vuole seguire un regime ipocalorico. Certo, bisogna state attenti a come si cucinano! Di seguito vi diamo alcune ricette con le loro varianti. Naturalmente, evitando i classici come pollo e funghi, coniglio e funghi che fanno parte della tradizione di ciascuna regione.
Funghetti biancomangiare piccante
Porcini alla provenzale alla griglia
Zuppa di fagioli, patate e funghi












