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Numero 20
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
I tre "PARADISI
IN TERRA" dei Principi Borromeo.
Nuovo itinerario nella storia dei giardini: Rocca di Angera, Isola Bella e Isola
Madre
Apre un nuovo Itinerario tutto verde nei giardini storici
dei Domini Borromeo sul Lago Maggiore
Passeggiare attraverso un millennio di storia. E farlo tra i colori e i profumi,
le suggestioni dei giardini. Ma non giardini qualunque ma giardini tra i più
belli al mondo: quelli dei Principi Borromeo sul Lago Maggiore.
E' ben noto che l'arte del ideare, creare e far vivere meravigliosi giardini,
dei "Paradisi in terra", è da secoli una passione della principesca
Casata.
Ora, grazie al circuito denominato appunto "Paradisi in terra", è
possibile ammirare tutti e tre gioielli Borromeo: i Giardini dell'Isola Bella e
dell'Isola Madre e quelli della Rocca Borromeo di Angera. E farlo con un
biglietto unico, seguendo un preciso itinerario che mette in rete i tre
monumenti verdi e le dimore che essi contornano, un itinerario che unisce tre
esempi fondamentali della storia del giardino, dal giardino medioevale (Rocca di
Angera), al Giardino all'Italiana (Isola Bella) al parco di impronta romantica
(Isola Madre).
La Rocca di Angera
Il Medio Evo dentro e tutt'intorno
L'Itinerario Verde nelle proprietà Borromeo può prendere avvio da uno
qualsiasi dei tre siti che in esso sono compresi ma chi voglia rispettare
rigorosamente l'ordine del tempo è invitato ad iniziare il suo percorso dalla
Rocca Borromeo di Angera, sulla sponda lombarda del Lago.
Qui, in un'ala dello storico edificio è allestita una mostra di grande
spettacolarità nella quale sono illustrate e ricreate le diverse tipologie di
giardini in epoca medievale, traendole da codici e documenti d'epoca.
All'esterno della Rocca, a contrappunto e complemento dell'esposizione, i
maestri giardinieri di Casa Borromeo, hanno dato il via alla realizzazione di un
progetto che, con la gradualità richiesta da una iniziativa di questa
complessità, porterà, anno dopo anno, ad aggiungere sempre più esempi di
quanto descritto da quegli antichi codici. A ridosso dell'antica Chiesetta della
Rocca hanno già messo radice molte specie arbustive descritte dagli antichi
maestri: piante medicamentose accanto ad altre ornamentali, coltivate secondo
regole e geometrie precise, tutto per ricreare - come era prescritto, un tempo -
in terra l'idea del perduto Paradiso.
Per completare questo progetto (affidato a specialisti, storici e studiosi delle
varietà più antiche) occorreranno ancora degli anni. La scelta è stata quella
di rispettare il tempo e l'armonia della natura, senza forzature moderne.
Ma ciò che già si può ammirare è davvero impagabile. Così come l'emozione
che, passeggiando tra queste antiche pietre, si prova: è come tornare indietro
nel tempo, in un'altra dimensione, in un mondo dove anche un semplice filo
d'erba aveva un suo preciso significato e ciascun fiore sapeva trasmette un suo
messaggio, dove tutto riconduceva all'Armonia, al Bello e alla vita.
L'Isola Bella
Il trionfo del Barocco e dell'armonia
La seconda tappa è all'Isola Bella, per ammirare l'elegante giardino barocco
all'italiana, uno degli esempi più celebri e meglio conservati in Europa.
Al giardino, noto in tutto il mondo, è stato appena conferito anche il
riconoscimento di "Più bel giardino d'Italia".
La sua costruzione inizia intorno al 1630 quando un conte della Casata decise di
trasformare uno scoglio affiorante dal Lago in un luogo di delizie. Il suo
successore continuò
l'opera e dedicò alla moglie Isabella, "Bella", l'isola così
rinominata.
Per completare l'opera, sono occorsi quasi 400 anni, durante i quali sono state
qui traghettate pietre da costruzione, statue, fontane, piante da ogni angolo
del mondo e la terra su cui farle crescere.
Il magnifico Giardino sorge dall'acqua come una piramide tronca culminante nella
grande statua del Liocorno cavalcato da Amore. Articolato in dieci terrazze
digradanti, è abbellito da vasche, fontane, prospettive architettoniche e una
moltitudine di statue risalenti alla seconda metà del Seicento rappresentanti
personificazioni di fiumi, stagioni e venti.
Nell'insieme da l'idea di un meraviglioso, fantastico vascello di marmo e di
fiori che solca le tranquille acque del Lago.
Il clima lacustre ha permesso la crescita di una vegetazione ricca di varietà e
specie che qui hanno trovato il loro habitat. Fra azalee e rododendri, spalliere
di rose, pompelmi e arance amare spiccano le sagome di essenze rare, ormai
secolari, qui trapiantate dai quattro angoli del pianeta. Orchidee, piante
carnivore, collezioni di piante tropicali trovano rifugio nelle serre realizzate
nell'Ottocento, mete anch'esse di visita.
Le fioriture ricorrenti da marzo a settembre, che non lasciano mai il giardino
privo di colore e di inebrianti profumi, completano il fascino tutto particolare
di quest'Isola-giardino.
L'Isola Madre
La passione botanica e il gusto romantico
Nel punto più ampio del Golfo Borromeo si leva dalle acque la più grande delle
isole del Verbano: l'Isola Madre.
Appartiene alla famiglia Borromeo dal 1500. I circa 8 ettari di superficie hanno
vissuto notevoli trasformazioni: inizialmente frutteto, successivamente uliveto,
agrumeto sino all'attuale Parco Botanico all'Inglese realizzato ai primi
dell'800.
L'Isola Madre è rinomata non solo per le spettacolari fioriture di camelie,
glicini, azalee, ma anche per i Giardini Botanici che ospitano rare essenze
vegetali originarie delle più diverse latitudini.
Il clima particolarmente mite ha infatti permesso l'insediamento di una flora
sorprendente e difficilmente reperibile in altri luoghi: qui convivono aceri,
banani, ibischi, eucalipti, palme.
Le diverse parti del giardino sono contrassegnate da una toponomastica che aiuta
il visitatore nel percorso: il Viale Africa, il Piano delle Camelie, il Prato
dei Gobbi (dove si trovano esemplari superbi di Taxodium Distichum), il Prato dei Generyum, il Piazzale dei
Pappagalli, la Loggia del Cashmire, il Piazzale della Cappelle, infine il Viale
delle Palme.
In quello che Gustave Flaubert ha definito "un paradiso terreste", si
aggirano multicolori pavoni, pappagalli e fagiani.
Passeggiare in questi spazi è come compiere un duplice affascinante viaggio: il
primo alla scoperta della flora di molte parti del pianeta, il secondo dentro il
gusto collezionistico e la passione botanica dei Principi Borromeo.
Info www.isoleborromee.it
Ufficio Stampa: Studio ESSECI - Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net
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