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Anno 13
Numero 4
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Cultura
Si conclude l’imponente ricognizione storico-critica di Giorgio Di
Genova
GENERAZIONE ANNI QUARANTA
E’ uscito l’ultimo volume pubblicato dalle Edizioni Bora
L’ultima fatica di Giorgio Di Genova,
nell’ambito dell’imponente e sistematica ricostruzione storico-critica, a
cadenza generazionale, dell’intera produzione artistica italiana del
Novecento, iniziata a suo tempo con i tre tomi dedicati ai “maestri storici”,
riguarda gli artisti nati tra il 1940 e il 1949, i quali sostanzialmente hanno
iniziato ad operare negli anni a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e
l’inizio dei Settanta, cioè nel periodo in cui si afferma il
“neodadaismo” e la conseguente “pop art”, che molti storici dell’arte
contemporanea considerano come l’inizio del “postmoderno”. Quindi quella
rievocata in questo secondo tomo del sesto volume della Storia
dell’arte italiana del ‘900. Generazione Anni Quaranta”, pubblicato
con ineguagliabile sforzo editoriale dalle bolognesi Edizioni Bora di Edoardo
Brandani (che così intendono rispondere alle esigenze sia degli studiosi ed
appassionati d’arte, sia di un pubblico emergente dall’odierna civiltà di
massa che aspira ad orientarsi nel non semplice dibattito artistico in corso),
è una generazione post-moderna, anche se nelle vicende culturali e artistiche
è assolutamente prudente non cedere a “comode” catalogazioni e non essere
semplicisticamente “categorici”.
Bisogna, invece, tener presente
costantemente un’ovvia considerazione, e cioè che in una generazione come
quella posta sotto la lente d’ingrandimento (ma che vale metodologicamente
anche per quelle precedenti già esaminate) non possono che convivere diverse
anime, che vanno da quelle più tradizionali a quelle maggiormente in sintonia
con il proprio tempo; indubbiamente il post-moderno occupa uno spazio non
indifferente in questo volume, che è comunque caratterizzato da una complessa,
intricata ed intrigante dialettica delle direttrici, delle ricerche, delle
contrapposizioni, delle differenziazioni e delle novità linguistiche e
stilistiche; nella quale si registra un grande fermento che caratterizza
profondamente anche alcuni artisti che hanno alternato nel tempo tecniche e
linguaggi.
Il viaggio che ci fa compiere Di Genova
lungo le settecentoottantaquattro pagine del poderoso volume è scandito da appuntamenti
tematici che partono dall’eredità che lega in maniera più stretta ed
evidente diversi artisti ai “predecessori” della generazione precedente, per
passare all’irruzione della fotografia, alla pittura aniconica, alla pittura
d’immagine degli anni Sessanta e Settanta, alle prime avvisaglie del
postmoderno e della pop art in Italia, per giungere via via al filone fantastico
nella scultura, alle più originali espressioni sperimentalistiche e
“nomadistiche” e a quelle della “poesia visiva”; un percorso
“affollato” da tanti protagonisti, alcuni notissimi e altri sicuramente
sconosciuti al grande pubblico, tutti criticamente selezionati e puntualmente
schedati con una ricchezza di documentazione che certamente resterà come una
pietra miliare delle “fonti” sulla ricerca e sulla storia artistica
contemporanea nel nostro paese.
Un importante “comune denominatore”
(come viene fatto ben notare dall’autore) che attraversa la scena di questa
generazione, è “la diffusa perizia tecnica nella quasi totalità degli
artisti in questione, taluni dei quali, anzi, rivelano un virtuosismo che va a
discapito della pregnanza artistica”. Ma in questa tormentata quanto
innovativa generazione si contrappongono, disegnando uno scenario estremamente
ricco di itinerari individuali e di “tendenze” o “gruppi” (tra cui “Il
Girasole”, “Il Moro”, “Immanentismo”, “Nuovi Nuovi”, “Verifica
8+1”, “Nuovo Futurismo”, “Transavanguardia”, “Anacronismo”,
“Narciso Arte”, “Nuova Maniera Italiana”, “Madì”, “Artmedia”,
“Cracking Art”, “Gruppo Aniconismo Dialettico”, ecc.) in cui finiscono
per ritrovarsi, più o meno consapevolmente, schiere di pittori, scultori,
incisori, architetti, fotografi ed inventori di nuovi linguaggi e tecniche
comunicative. In un agone “ideologico” che mette a serrato confronto ragione
ed emozione, ordine e disordine, assoluto e relativo, struttura ed apparenza,
profondità e superficialità, linea e colore, materia e scrittura (Poesia
Visiva e Mail art), collage e assemblage,
ideologia e lirismo, azione e dissacrazione, iconismo e aniconismo, scultura e
pittoscultura, cinema e teatro, naturalismo e concettualismo, azione e
dissacrazione, museo e ludismo, sperimentalismo e nomadismo, Arte Povera e Arte
Colta, pop art e neon art.
Tutti “filoni” che in questa summa vengono ricostruiti in un mosaico mai, nel suo complesso, così
affrontato e raccontato; mosaico in cui si ricostruisce, con dovizia di
particolari e di informazioni in buona parte inedite, attraverso una lettura e
una revisione della storiografia esistente e l’analisi di una documentazione
di prima mano, l’identità e la produzione artistica italiana dei nati nel
quinto decennio del secolo appena archiviato. Erede della precedente
generazione, quella dei nati negli Anni Quaranta – conclude Di Genova – ha
portato avanti le istanze e le opzioni dei nati nel precedente decennio, sia per
quanto attiene alla polarità dei recuperi dell’Accademia che per quanto
attiene alle innovazioni progressiste.
MICHELE DE LUCA
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