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Anno 12
Numero 26
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
Una notte di Marzo.
Capo Matapan. 28 Marzo 1941, di Filippo Avilia
Questo libro su Matapan nasce dal mio amore
per il mare, per i relitti di navi…i relitti di navi sono affascinanti perché
ognuno di questi è una storia, un dramma, una sconfitta o una vittoria, una
speranza infranta.
Queste le parole con le quali
l’archeologo Filippo Avilia spiega, nella IV di copertina del suo libro “Una
notte di Marzo. Capo Matapan. 28 Marzo 1941” (Collana Espera Storia I, Casa
editrice E.S.S. Editorial Service System srl), la nascita del volume che
racchiude più di dieci anni di ricerche storiche da lui condotte. L’obiettivo
degli studi era quello di ricostruire un episodio della seconda guerra mondiale
che non tutti conoscono e che molti libri
di storia ignorano, la battaglia appunto che si svolse in mare a Capo Matapan, a
largo della costa greca, tra la Regia Marina Italiana e la flotta inglese, uno
scontro di soli quattro minuti in cui persero la vita più di 2000 uomini.
Un episodio storico che verrà raccontato dall’autore del libro il giorno 29
Giugno 2009 alle ore 20.00 nello spazio teatrale durante la manifestazione Roma
si libra che si svolgerà in Piazza del Popolo dal 27 Giugno al 5 Luglio.
Per meglio comprendere il periodo storico e le complesse dinamiche della
disfatta italiana verrà in aiuto un filmato prodotto da Carlo Cestra,
documentarista di rara bravura (che, nel suo già ricco curriculum, vanta anche
contributi in numerose puntate di Superquark di Piero Angela), il quale ha
ricostruito in computer grafica - grazie alla vigile collaborazione di Filippo
Avilia e delle puntuali ricerche da lui condotte, e con l’ausilio di documenti
significativi recentemente emersi - l’episodio storico.
Il filmato bene ricostruisce i momenti di quella battaglia, gli errori commessi,
i colpevoli di tale disastro e le fatalità di quel tragico 28 Marzo 1941. “Lo
scontro di Capo Matapan ha un solo denominatore: il disastro è causato
dall’eccessiva sicurezza del protagonista, dal non tener conto del susseguirsi
degli eventi e dal valutare l’elemento di convenienza politica superiore
all’elemento oggettivo, finalizzando a quello ogni successiva azione”
(p.22). Alla base di ciò la constatazione da parte dell’archeologo che “la
guerra è quell’arte ove la ragione umana si esprime nella maniera più acuta
e fredda, ove la tecnologia è usata al massimo della sua perfezione, in quanto
in gioco c’è la vita” (p.19). E’ per questo motivo, commenta
l’archeologo, che tale arte deve essere condotta da strateghi, uomini onesti e
intelligenti, in grado di capire il limite stesso della guerra.
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