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Anno 9
Numero 42
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
LUIGI SALVI: quando
la pittura è un atto mentale senza confini
Antonia Bonomi
Per Luigi Salvi, bergamasco, dipingere è una necessità fisica
e mentale afferrata appieno dai critici di chiara fama che hanno scritto di lui. Ecco una
sintesi dei giudizi raccolti nel corso degli anni.
Luciano Caramel "..la sua è una pittura colta, dove la mente ha un
ruolo tutt'altro che secondario, e dove le memorie non sono solo luoghi, avvenimenti,
personaggi
a Salvi è del tutto estraneo il comporre esclusivamente affidato ai nessi
delle superfici-colore. Lo sfondo dei quadri di Salvi, è vero, consiste spesso in stesure
cromatiche uniformi che chiudono la finestra albertiana e suggeriscono piuttosto un
avanzare delle strutture dipinte al di qua della superficie. Ma ciò, intanto, non si
verifica sempre: talora, invece, ci troviamo di fronte a spazi articolati con quinte e,
qualche volta, esplicite indicazioni al protendersi della figurazione oltre la tela
aprendosi a una realtà tridimensionale
Il pittore si trattiene da ogni tipo di
effusività, tendendo alla sintesi che è sigillo d'una comprensività che lo distingue da
quanti ancora si impuntano a rincorrere un'ermetica circolarità che è difficile possa
entrare nell'arte
Luigi Salvi è giunto ad una maturità fatta di esperienza e di
originalità che meritatamente lo colloca in una situazione di personale propositività
nel territorio dell'arte astratta".
Giorgio Segato: "Per Luigi Salvi la pittura è passione autentica,
vocazione intellettiva e viscerale, modus exprimendi e modus vivendi, che quasi
sostituisce la parola e che da decenni condiziona la sua esistenza; senza tuttavia alcun
compiacimento estetizzante e, piuttosto, con la costante, intima sofferenza di chi
ricerca, indaga spazi, colori forme, materie con curiosità conoscitiva".
Virgilio Guidi: "Il suo colore perde fisicità per
diventare luce. Risolve il problema del colore-luce ampliandolo fino al trinomio
luce-forma-colore".
Luigi Cavadini: "Uscire dalle due dimensioni è stato da
sempre il bisogno del pittore. Molte volte si è risolto con la ricerca illusionistica
dello spazio, con la prospettiva e con il chiaroscuro, con l'assemblaggio sulla tela di
oggetti ed elementi estranei, con l'entrata e l'uscita dalla tela mediante tagli e buchi.
Negli anni, Salvi è andato a costruire-scolpire quelle forme che gli sono
caratteristiche, forme libere e fluttuanti in uno spazio che le plasma e le accompagna nel
loro evolversi, nel loro andare. Forme che si definiscono in una libertà estrema,
eleganti, sottilmente curve o finemente rigide. Palpabili, se non tendessero a fuggire in
una prospettiva infinita".
Enrico Crispolti: "Nella pittura di Salvi c'è un continuo rimando
fra la raffinata consapevolezza culturale e urgenza emotiva, necessità esistenziale di
raggiungere una dimensione di soddisfazione lirica. Preferisco fra i suoi quadri quelli
più strutturali, ove cioè più solida è la struttura formale raggiunta, che è poi
sintesi di entità formali e di presenze cromatiche. Sintesi drammaticamente raggiunta, e
non ritualmente citata".
Carlo Munari: "In Salvi forma e colore divengono valori
coincidenti, formando un binomio indissolubile. Ne consegue un'immagine che par fissata in
una sospensione metafisica, in quanto la connotazione del reale, smarrendo la proprio
grevità, resiste come puro profilo, esaltato dal colore imbevuto di luce: un intarsio che
splende per un'intera, perenne ascensione".
Franco Solmi: "..la purezza di Salvi sorge dal rapporto
impregiudicato fra l'artista e il doppio estraniato
L'opera è la scena dove le cose,
gli oggetti, le situazioni immaginate da Salvi recitano la parte di immagini infedeli, di
finzioni che si riconoscono come tali, costruendo quegli affascinanti inganni, quelle
inquietanti serenità che sono proprie di ciò che diciamo poesia
".
Una carrellata di nomi non citati per necessità di spazio:
Maurice Henry, Raffaele De Grada, Giuseppe Marchiori, André Verdet, Arnold Kohler, Paolo
Levi, Franco Passoni, Beth R. Krasnoff, Giorgio Celli, Enzo Di Martino.
Opere di Luigi Salvi si trovano presso: Accademia d'Arte,
Montecatini; Civiche Raccolte d'Arte, Milano; Collezione Fondazione Cini, Venezia; Musée
d'Art et d'Histoire, Ginevra; Rupertinum Museum, Salisburgo ecc.
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