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Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
“L’adorazione
del mistero. Fra’
Bartolomeo nel segno di Leonardo”
MINISTERO
PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI
Soprintendenza
Speciale per il Polo Museale Romano
“L’adorazione
del mistero.
Fra’
Bartolomeo nel segno di Leonardo”
IL
RESTAURO
Roma,
Galleria Borghese, Piazzale Scipione Borghese, 5
Enigma
per eccellenza e banco di prova per i massimi studiosi di storia dell’arte e
“conoscitori” dalla metà dell’Ottocento in poi, il tondo della Galleria
Borghese raffigurante L’Adorazione del
Bambino è stato riferito ai nomi più diversi. Dopo il nome di Raffaello
(che compare in un Inventario Borghese
alla fine del secolo XVIII) sono stati via via proposti:
Sodoma, Cesare da Sesto, Lorenzo di Credi, Piero di Cosimo, la bottega del
Verrocchio, Girolamo da Santacroce e Ridolfo del Ghirlandaio.
Come per tanti altri dipinti conservati nella Galleria Borghese, per dirimere il
mistero attributivo, sono state fondamentali le intuizioni di Roberto Longhi che
è stato il primo, nel 1926, a proporre l’autografia di Fra’ Bartolomeo, nel
periodo antecedente al suo ingresso nell’ordine domenicano (1500). Dopo la
grande mostra antologica che Firenze ha dedicato nel 1996 al pittore fiorentino,
ripercorrendone in toto l’attività,
le indagini diagnostiche e il restauro scientifico dell’Adorazione
Borghese che presentiamo ora, vengono a chiarire ulteriormente la tecnica di
esecuzione di Fra’ Bartolomeo, con un contributo molto importante per la
conoscenza dei disegni preparatori e dei pigmenti.
Ma, accanto al disvelamento di spolveri, incisioni, disegni e pentimenti prima
sconosciuti, lo studio “da vicino” del tondo ha permesso di sondare e
verificare, ulteriormente, il debito culturale con il sommo Leonardo che, come
insegna Vasari, risulta per lui fondamentale “doppo che si partì da Cosimo Rosselli, cominciò a studiare con
grande affezione le cose di Lionardo da Vinci, e in poco tempo fece tal frutto e
tal progresso nel colorito, che s’acquistò reputazione e credito d’uno
de’ migliori giovani dell’arte sì nel colorito come nel disegno”. Un
riferimento culturale che non è solamente dato dall’uso dello “sfumato”e
dal sapiente trattamento delle luci e delle ombre ma anche, come confermato
dalle radiografie, dalla stesura liquida per velature e ancor di più dall’uso
di particolari formali e fisiognomici. Debito che si ritrova anche nella
condivisone dell’interesse con Leonardo per i diversi fenomeni naturali, per
le diverse specie botaniche e animali con puntuali riprese anche all’arte
fiamminga e a quella di Dürer.
Ed è da lì che si deve partire per indagare e svelare il “misterioso”
intreccio esistente fra la particolare iconografia di una Sacra Famiglia (che è
contemporaneamente una Madonna che adora il Bambino Gesù e un’Adorazione dei
pastori), il paesaggio e i diversi, criptici e cristologici, simboli sparsi
dappertutto. Sono, infatti, celebrati il Mistero del Verbo che si è fatto carne
(Giovanni, 1, 1segg.) e la mitica età dell’oro, l’“Arcadia Foelix”, con
l’apparizione fra i campi e gli armenti di Cerere che si appoggia alla
cornucopia dell’abbondanza.
Un’opera, l’Adorazione della
Borghese, stilisticamente raffinata e iconograficamente complessa con l’uso di
materiali preziosi e costosi come il lapislazzulo e l’oro che lasciano
intendere una committenza importante e ricca. Un restauro complesso supportato
da moderne e non invasive indagini scientifiche che hanno permesso il recupero
della tavolozza cromatica originale, la conoscenza del disegno sottostante e dei
numerosi pentimenti così come il riconoscimento dei pigmenti a cominciare dalla
enigmatica (per la datazione a tutt’oggi nota circa gli inizi cronologici del
suo uso) lacca di Carminio. Un importante restauro realizzato grazie al
mecenatismo generoso della Federazione Italiana Tabaccai che con il progetto
“FIT per l’arte e la cultura” ha promosso l’iniziativa come regalo di
Natale agli italiani e alla loro arte mettendo a disposizione dei visitatori due
giornate ad ingresso gratuito ma a numero chiuso il 20 e il 27 dicembre 2004
dalle ore 11.00 alle ore 19.00.
Galleria
Borghese, P.le Scipione Borghese, 5
Dal 30 novembre 2004
Ingresso: intero € 8,50
Orario: 9.00-19.00, lunedì chiuso
(esclusi il 20 e il 27 dicembre dalle ore 11-alle 19 con ingresso gratuito)
info:
tel. 06/8417645
Direttore
della Galleria Borghese e Commissario della mostra
Alba Costamagna
Restauro
Elisabetta Zatti- Consorzio Capitolino
Indagini
scientifiche
ENEA (Franca Persia, Francesca Marracino, Pietro Moioli, Claudio Seccaroni,
Attilio Tognacci);
CNR
Bruno Radicati; Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara”;
RC
Scientifica srl Mirella Baldan.
Documentazione
grafica
MCM – di Monica Cola, Roma
Riprese
fotografiche
Paolo Giusti – Firenze
Zeno
Colantoni– Roma
Allestimento
Michelangelo
Lupo
Organizzazione
e comunicazione
Sabrina Consolini con la collaborazione di Veronica Savastani
Eventi
e sponsorizzazioni FIT
Maurizio
Pizzuto, Direttore
culturalweb.it MBAC
Ufficio
Stampa
Sabrina Consolini, Eventi e
sponsorizzazioni FIT, tel. 06/36084338-fax 06/3208571-
mail :
fit.eventi@tabaccai.it
Silvia
Mazzella, Roberta Cerone e Chiara Tarantola, Ufficio stampa Galleria
Borghese,
tel.
06/8413979 - fax 06/8840756 – mail :
ufficiostampaborghese@yahoo.it
Sponsor:
Federazione Italiana Tabaccai
Collaboratori
ufficiali:
www.culturalweb.it
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