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Anno
10
Numero
13

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 
Cultura
 

 

NOTRE-DAME de PARIS, Victor Hugo 1831 

Romanzo di Victor Hugo, pubblicato nel 1831, è ambientato nel Medioevo ai tempi di Luigi XI.
Esmeralda, una giovane zingara di grande avvenenza,  è solita danzare sul sagrato della chiesa di Notre-Dame.  L'arcidiacono Claudio Frollo è attratto dalla giovane donna e, pur fra sentimenti contraddittori, cerca di farla rapire dal campanaro Quasimodo, un essere deforme fino alla mostruosità. Il tentativo fallisce e la ragazza è salvata da Febo di Chateaupers, il giovane e bel comandante di una squadra di arcieri, di cui Esmeralda si innamora perdutamente. Febo, però, ha mire meno sublimi e l'attira in una casa di malaffare cercando di vincere le sue resistenze. Nel mezzo del tentativo di seduzione sopraggiunge l'arcidiacono Frollo che uccide Febo e ricatta Esmeralda: se cede alle sue voglie sarà salva, altrimenti l'accuserà dell'uccisione del capitano.
Esmeralda rifiuta il patto scellerato e con la corda al collo è condotta sul sagrato della chiesa per fare ammenda di un delitto che non ha commesso. Interviene il campanaro Quasimodo, anch'egli follemente innamorato di Esmeralda, che l'afferra e la trascina dentro il tempio. Poiché esiste il diritto d'asilo all'interno della chiesa, la giovane non può essere ripresa dalle guardie e il campanaro diventa il suo custode-carceriere.
I vagabondi della Corte dei Miracoli, il quartiere dove vive Esmeralda, prendono d'assalto Notre-Dame per liberarla, Quasimodo oppone un'epica resistenza: "Chi avesse potuto vedere Quasimodo in quel momento, sarebbe stato atterrito…". Come un forsennato, alzandosi e abbassandosi con incredibile energia schivava i colpi degli assedianti e lanciava pietre su di loro dalle balaustre. Quando stavano per sfondare la porta, fu la volta di due getti di piombo fuso "… che aprirono due buchi neri e fumanti nella folla, come avrebbe fatto un getto di acqua calda con la neve".  Mentre il campanaro deforme è occupato a respingere chi vuole togliergli Esmeralda, l'arcidiacono approfitta del trambusto e rapisce di nuovo la ragazza, affidandola ad una donna che si era fatta murare da anni in una cella che ha solo un piccolo spiraglio sulla strada. La reclusa riconosce nella fanciulla la figlia abbandonata anni prima e cerca di proteggerla, ma arrivano le guardie, prendono Esmeralda e la trascinano al supplizio. Dalle torri di Notre-Dame l'arcidiacono Frollo e il campanaro Quasimodo assistono alla sua impiccagione. Folle di dolore il campanaro lancia Frollo dall'alto della torre, recupera il cadavere di Esmeralda e tenendolo stretto va a morire nel cimitero di Montfaucon.
Dalla critica fu definito più poema che romanzo, con personaggi che sono diventati simboli, con due grandi protagonisti: la chiesa e Quasimodo.
La vicenda, melodrammatica, tetra, grottesca, ha commosso lettori di tutti i tempi e ispirato il mondo del cinema, prima di approdare in teatro con quella che l'autore, Riccardo Cocciante, definisce "un'opera popolare moderna", che ha entusiasmato chiunque l'abbia vista.  
Il gobbo di Notre Dame del 1923 è il primo film muto, interpretato da Lon Chaney. Nel 1939 è la volta del capolavoro interpretato da Charles Laughton nei panni di Quasimodo e Maureen O'Hara in quelli di Esmeralda. Fu un successo anche per le fantasmagoriche scenografie, considerati i tempi. Nel 1956 terzo film, questa volta ci sono Gina Lollobrigida ad interpretare  la bella zingara e Antony Quenn nel ruolo del gobbo, ma il film non convince molto.
La storia è stata realizzata anche a cartoni animati dalla Disney, che è già al secondo episodio.