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Numero 13
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Cultura
VITA ED AVVENTURE DI ROBINSON CRUSOE
Si
tratta d un bel romanzo dello scrittore e giornalista inglese Daniel De Foe, edito nel
1719, con un seguito pubblicato nello stesso anno e intitolato "Altre avventure di
Robinson Crusoe". Nel 1720 viene dato alle stampe un trattato morale con riflessioni
dello stesso personaggio ("Riflessioni serie di Robinson Crusoe"). Si cercò, in
fin dei conti, di sfruttare lenorme successo editoriale del primo libro, basato su
resoconti di effettivi naufragi accaduti a marinai inglesi, frequenti in quellepoca.
Fu lavventura di Alexander Selkirk, in particolare, che attirò lattenzione di
De Foe anche per il risvolto psicologico della vicenda, con luomo solo a dovere
decidere della propria vita, isolato in territorio sconosciuto durante il pellegrinaggio
terreno così pieno di prove e tribolazioni, nella sua solitudine.
Robinson, nato una buona famiglia borghese di New York, è
attratto dallavventura, dai viaggi per mare, e fugge quindi di casa, imbarcandosi
per Londra. Giuntovi roccambolescamente, dopo un naufragio, solo il primo della serie, si
imbarca in viaggi doltremare, conducendo floridi commerci, oltre a cadere
prigioniero dei Mori per breve tempo. Mette temporaneamente radici in Brasile, dove fa il
piantatore, ma la sua voglia di viaggiare e commerciare continua a farsi sentire: si
rimette in viaggio, ma accade il fatidico naufragio. Si ritrova quindi solo su un'isola
deserta, armato di tanto coraggio, della propria industriosità e della Bibbia. Attrezza
la sua casa (!) con utensili ricavati dal fasciame distrutto della sua nave: uno degli
scopi del romanzo è dimostrare che un uomo può sopravvivere quando ha a disposizione gli
attrezzi necessari per la sopravvivenza, come il fuoco, soprattutto se armato
dellingegnosità e dellindustriosità del colonizzatore inglese, al massimo
livello nel periodo di maggiore diffusione della cultura e della civiltà inglese proprio
attraverso la colonizzazione. E di tipo coloniale è il rapporto con il fuggiasco
Venerdì, salvato dalla furia cannibalesca della sua tribù. Anche quando tutto sembra
perduto, persino la fiducia, i momenti di scoraggiamento sono pochi: lintrepido
coltiva granaglie ed addomestica capre, si costruisce una casa e dei magazzini difesi da
unalta palizzata, oggetti di terracotta e abiti. Solo un buona barca resta impresa
incompiuta: la salvezza arriverà dopo molti anni, quando la sua colonia sarà ormai di
discrete dimensioni, a causa di altri naufragi, e arriveranno altri uomini per riportarlo
nella civiltà.
La seconda uscita cerca di seguire le orme della prima, ma il
personaggio non è più lo stesso ed il suo ritorno allisola, cui dà una
costituzione utopistica di colonia modello, ed il suo viaggio di ritorno verso
lInghilterra, stile Odissea, passando per lOriente dellantica Cina,
risulta lento e poco introspettivo.
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