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Numero 13
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Cultura
NEL GIARDINO DEL DIAVOLO, Storia lussuriosa dei
cibi proibiti
Almalinda Giacummo
Nel giardino del Diavolo, edito
da Feltrinelli, lo scrittore e viaggiatore americano Lee Allen riassume anni di
ricerche antropologiche sui divieti religiosi, le superstizioni e i tabù che
nel corso dei millenni hanno accompagnato il cibo.
Il pomodoro, ad esempio, per la sua rassomiglianza con la mandragora o pomo di
Satana, al suo arrivo in Europa era stato messo al bando dagli ecclesiastici,
alcuni sostenevano che fosse il frutto proibito del giardino dell’Eden. In
Inghilterra, addirittura, si diceva che il mangiarli
facesse perdere i denti e diventare pazzi. Il divertente è che fu proprio
l’America, loro terra d’origine, l’ultima a consumarli. Naturalmente
l’America dei bianchi.
Luigi XIV, il re Sole, proibì di bere in pubblico la cioccolata perché temeva
che corrompesse la morale delle nobildonne francesi. La sua bigotta ultima
moglie, Madame di Maintenon, fece circolare la voce che consumando cioccolata le
signore avrebbero partorito figli neri come il carbone.
Anche le uova, cibo semplice e proteico, simbolo di abbondanza e perfezione
presso molti popoli, erano vietate nel Ciad di fine ‘800. Mangiarne in
pubblico poteva significare la morte. Le donne etiopi sorprese a mangiare uova
erano fatte schiave, mentre nel Congo se una donna mangiava una frittata perdeva
il ben dell’intelletto. Peggio ancora: se ne mangiava in gravidanza rischiava
di partorire un bambino bianco!
Una versione apocrifa del Nuovo Testamento, per far sì che la libido non
prendesse strade sbagliate, vietava l’uso della carne di coniglio perché
sospettata di stimolare la sodomia, la carne di donnola perché ispiratrice di
sesso orale e la carne di iena perché avrebbe stimolato irrefrenabili impulsi
bisessuali essendo l’animale ermafrodita.
Molte sono le credenze che accompagnano i cibi afrodisiaci, e così scopriamo
che non solo il pene di tigre guarirebbe i maschi dall’impotenza, ma anche il
pene di foca, il corno di rinoceronte, le uova di testuggini marine, mentre i
giapponesi mescolano testicoli di pesce palla con sakè caldo e i filippini
mangiano uova d’anatra contenenti l’embrione.
Perché in India, dove la malnutrizione è una piaga endemica, non si mangiano
le mucche? Spiegato l’arcano: secondo la dottrina induista ci vogliono 86
reincarnazioni perché un’anima partita del demone approdi allo stadio di
mucca, dal quale è rapidissimo passare al livello umano. Uccidendo e mangiando
una vacca, si corre il rischio di mangiare un possibile figlio.
Non mancano divieti neppure nel mondo dei vegetariani: secondo la dottrina
giainista si possono mangiare solo verdure a foglia, niente che contenga semi o
che sia tubero.
Questo è l’antipasto, il resto del menu lo gusterete leggendo il libro.
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