LOLITA
Almalinda Giacummo
Lautore scriveva uno, due capitoli, poi minacciava di
bruciarli. La moglie si era fatta un punto di merito del tentativo di salvarlo dalla fine
ingloriosa e nel 1948, quando il romanzo fu terminato, lo mise sotto chiave perché non
finisse nella pattumiera. Rifiutato dalle migliori, e anche di seconda classe, case
editrici americane, accettato da un editore francese specializzato in titoli pornografici,
ma che aveva tra i suoi autori anche Henry Miller, il romanzo di Vladimir Nobokov fu
pubblicato nel 1955 e arrivò in America solo nel 1958. Lautore, allinizio
desiderava che il romanzo uscisse anonimo. Narratore discendente da una nobile famiglia
russa trasferitasi in Occidente in seguito alla rivoluzione comunista, Nabokov viveva in
America dal 1940, scriveva in un perfetto e virtuosistico inglese, insegnava in
rispettabili università americane e temeva di procurare imbarazzo ai suoi amici. La prima
recensione favorevole a Lolita, apparve sul Sunday Times firmata da Graham Greene e questo
lo salvò dal finire nel calderone della pornografia.
La trama è arcinota: racconta di due personaggi, il maturo
Humbert Humbert e della sua irrefrenabile passione per la dodicenne Lolita, figlia della
sua padrona di casa. La storia viene raccontata dal personaggio maschile, in una sorta di
ironia mista a disperazione, specie per lapparente misteriosità di questa ragazzina
estremamente disponibile fisicamente, che vive però una vita sessuale senza emozioni
apparenti, quasi passiva, nutrita di banane, fumetti e vestiti nuovi. Humbert H. pur di
averla sempre più vicino ne sposa la madre e quando questa muore tiene con sé la
ragazzina. Ma la fanciulla ad un certo punto trova qualcosa di meglio e ad Humbert non
resta che uccidere il commediografo che glielha rubata.
Impertinente negli sguardi da finta santa,
provocante nelle movenze di mai stata bambina, Lolita è la protagonista di una storia
torbida, volgarotta e immaginifica di un periodo, gli anni 50, in cui si voleva
cercare qualcosa di diverso dagli orrori della guerra ancora fresca. E la perfetta
rappresentazione di un intellettuale che si autodistrugge (cosa non nuova per la
letteratura e il cinema, anche se giocata con personaggi detà diversa), Nabokov
lha resa con un cinismo ed un realismo incredibili, così come Kubrick, nella prima
versione cinematografica, è riuscito ad entrare tanto nei personaggi da ricostruire
perfettamente quella misura di satira e deformazione grottesca di cui è pervaso il
romanzo. Certo, nel film alcuni personaggi tendono a prendere una posizione più rilevante
rispetto al romanzo, come nel caso del commediografo Quilty (Sellers), ma queste sono
questioni che esulano dallo scritto vero e proprio: per alcuni, a ben vedere, Lolita fu
una sorta di palla al piede. Nabokov non scrisse mai nulla di più famoso, James Mason da
protagonista sembrò quasi una comparsa: lunica a guadagnarci sempre fu proprio
Lolita.
Il film più significativo che abbia ripreso questa storia, fu
quello girato dal regista Stanley KubricK, con James Mason (H.H.), Shelley Winters, Sue
Lyon (Lolita) e Peter Sellers, nel 1962.