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Numero 13
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
LA PARTENZA DEL CROCIATO
Visconti
Venosta
Passa un giorno, passa l’altro
Mai non torna il nostro Anselmo
Perchè egli era molto scaltro
Andò in guerra, e mise l’elmo.
Mise l’elmo sula testa
Per non farsi troppo mal
E partì la lancia in resta
A cavallo di un’caval.
La sua bella che abbracciollo
Gli diè un bacio e disse: - Va! -
E poneagli ad armacollo
La fiaschetta del mistrà.
Poi, donatogli un anello
Sacro pegno di sua fe’,
Gli metteva nel fardello
Fin le pezze per i piè.
Fu alle nove di mattina
Che l’Anselmo uscìa bel bel,
Per andare in Palestina
A conquidere l’Avel.
Nè per vie ferrate andava
Come in oggi col vapor,
A quei tempi si ferrava
Non la via ma il viaggator.
La cravatta in fer battuto
E in ottone aveva il gilè,
Ei viaggiava, è ver, seduto
Ma il cavallo andava a piè.
Da quel dì non fe’ che andare,
Andar sempre, andare, andar...
Quando a piè d’un casolare
Vide un lago, ed era il mar!
Sospettollo... e impesierito
Saviamente si fermò.
Poi chinossi, e con un dito
A buon conto l’assaggiò.
Come fu sul bastimento,
Ben gli venne il mal di mar,
ma l’Anselmo in un momento
Mise fuori il desinar.
Il Sultano in tal frangente
Mandò il palo ad aguzzar,
Ma l’Anselmo previdente
Fin le brache aveva d’acciar.
Pipe, sciabole, tappeti,
Mezze lune, jatagan,
Odalische, minareti,
Già imballati avea il Sultan.
Quando presso ai Salamini
Sete ria incominciò,
E l’Anselmo coi più fini
Prese l’elmo, e a bere andò.
Ma nell’elmo, il crederete?
C’era in fondo un forellin
E in tre dì morì di sete
Senza accorgersi, il tapin.
Passa un giorno, passa l’altro,
Mai non torna il guerrier,
Perch’egli era molto scaltro
Andò in guerra col cimier.
Col cimiero sulla testa,
Ma sul fondo non guardò
E così gli avvenne questa,
Che mai più non ritornò.
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