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Anno
10
Numero
13

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Cultura

 

TRISTANO

Almalinda Giacummo

Scritto nel 1903 dal tedesco Thomas Mann (1875-1955), è uno dei suoi racconti giovanili, ma racchiude già Thomas Mannla tematica della Montagna incantata e della Morte a Venezia: lo scontro e la confluenza fra la vita e la morte, strettamente connesse l’una all’altra ed imprescindibili. Mann viene considerato il più grande scrittore tedesco della prima metà del XX secolo: i suoi conflitti interiori rispecchiavano i conflitti che agitavano il paese e la sua ambiguità era il simbolo di quella Germania verso cui era tanto severo da dover andare via quando Hitler salì al potere. Nel 1929 ebbe il Nobel per la letteratura. Morto nel 1955, postumi sono stati pubblicati in 9 volumi gli epistolari e i Diari.

La storia si svolge in un sanatorio di lusso, Einfried, in una località montana mai specificata: tra gli ospiti è una giovane ed eterea signora, Gabriele Klöterjahn, accompagnata dal marito, un ricco industriale vitale ed energico. La malata è la signora, da poco diventata mamma: lasciata nel sanatorio dal marito, diventa oggetto della corte di diversi personaggi, senza però dare speranze ad alcuno, immersa com’è nel suo mondo fantastico. Il più eccentrico spasimante è Detlev Spinell, uno scrittore brutto ed estatico: la sua è una corte cauta ed adorante; Gabriele ama il marito, forse perché il loro è stato un amore contrastato dal padre di lei e forse perché i due sono così diversi da essere opposti: ma Detlev non si arrende, non crede possibile che Gabriele non si innamori di lui che, a suo stesso vedere, assomiglia tanto al di lei marito. Il Tristano entra in gioco al pianoforte, una volta che Gabriele lo esegue: la sua musica è così densa di amore sofferente che Detlev non si perde d’animo ma si decide a scrivere al Klöterjahn per dirgli tutto il suo odio per aver costretto una fanciulla così soave a generare un figlio che è e sarà causa delle sue continue malattie, lei che è così fragile ed indifesa. Ma un giorno Gabriele si aggrava ed il marito si precipita al sanatorio: a questo punto affronta Spinell e lo ricopre di insulti. Gabriele è ormai moribonda e Spinell comincia a riflettere: forse ha sbagliato. Alla vista del bambino generato dalla sua adorata, frizzante e pieno di vitalità, Detlev fugge inorridito.

Secondo i critici, il Tristano è forse una delle prose più belle del Mann, delicato e magistrale, pieno di umorismo e di tocchi incisivi.