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Numero 4
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
bortoloni
Piazzetta Tiepolo:
IL '700 VENETO
in mostra a Rovigo,
Pinacoteca di Palazzo Roverella, fino al 13 giugno
Finalmente
una grande mostra "svela" Mattia Bortoloni ponendolo a confronto con
Piazzetta, Tiepolo, Balestra, Ricci e gli altri grandi del Settecento Veneto.
Alcuni lo conoscono solamente per un'opera da Guiness: il più esteso affresco
unitario di tutti i tempi e luoghi: 5500 metri quadri di finissima pittura per
l'enorme cupola ellittica (anch'essa da primato, essendo la più grande al
mondo) del Santuario di Vicoforte,
in Piemonte. Un'opera colossale, più o meno delle dimensioni di un intero campo
da calcio, considerata il capolavoro del barocco piemontese, affrescata per
celebrare la Beata Vergine e, insieme, la gloria di Casa Savoia.
Mattia Bortoloni (Canda di Rovigo, 1696 - Bergamo, 1750), famoso, e molto
richiesto in vita, è passato poi nel dimenticatoio, considerato
"solo" come uno dei migliori aiuti di Giovan Battista Tiepolo, al
punto che in non pochi capolavori del grande maestro è ancora oggi difficile
distinguere ciò che si deve al pennello dell'uno o dell'altro.
Negli ultimi 20 anni, studi più approfonditi hanno gradualmente portato a
riscoprire la grandezza del tutto autonoma di Bortoloni. Oggi è possibile dire,
senza remore, che egli fu artista straordinario, originalissimo,
"soffocato" in vita e nella fama dall'aver operato con i titani
dell'arte veneta del Settecento, dal veronese Balestra (di cui fu allievo) ai
Tiepolo.
La mostra, curata da Alessia Vedova, è promossa dalla Fondazione Cassa di
Risparmio di Padova e Rovigo, dall'Accademia dei Concordi, e dal Comune di
Rovigo, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed
Etnoantropologici per le Province di Verona, Rovigo e Vicenza, con il patrocinio
e la collaborazione della Regione del Veneto e della Provincia di Rovigo.
La grande esposizione propone una selezione di capolavori del Bortoloni vis à
vis con una trentina e più di opere straordinarie dei Tiepolo, del Piazzetta,
del Ricci, i "titani" del Settecento Veneto.
Tra i capolavori esposti, vanno segnalate fondamentali opere giovanili del
Tiepolo come la "Gloria di San Domenico" e le "Tentazioni di
Sant'Antonio", accanto a prove di soggetto mitologico quali "Diana e
Atteone" e
"Il Giudizio di Mida" concesse dalle Gallerie dell'Accademia di
Venezia. Del Piazzetta sarà in mostra una struggente pala raffigurante l'
"Estasi di San Francesco" proveniente dal Museo Civico di Vicenza,
accanto ad una prova giovanile di Sebastiano Ricci raffigurante "Ercole al
Bivio", proveniente dalla storico Palazzo Fulcis di Belluno. Di
Giambattista Pittoni saranno messe a confronto
due tele, la prima ispirata ai temi di Torquato Tasso che raffigura "Olindo
e Sofronia", ancora di impaginazione seicentesca, la seconda, "Diana e
le ninfe" che è già di gusto rocailles.
Del maestro del Bortoloni, Antonio Balestra, saranno presenti in mostra una
inedita "Natività" e due straordinarie tele, provenienti dal
monastero benedettino di San Paolo d'Argon, recuperate dopo un lungo intervento
di restauro.
La mostra sarà arricchita da una preziosa sezione di bozzetti dei più grandi
frescanti del Settecento: oltre ai Tiepolo (Giambattista e Giandomenico),
Piazzetta ed allo stesso Bortoloni, anche Diziani, Crosato, Fontebasso, Guarana
che di quest'arte furono gli ultimi grandi epigoni.
A completare, per la prima volta, una fotografia di gruppo della quale, per
troppo tempo, era stato dimenticato uno dei protagonisti: quel Mattia Bortoloni
che di questa grande mostra è il fulcro.
Bortoloni fu artista tanto apprezzato da ottenere, a soli 20 anni, un incarico
ambitissimo come quello di affrescare gli interni di Villa Cornaro a Piombino
Dese, capolavoro del Palladio. Un'impresa in cui egli, giovanissimo, seppe
anticipare il rococò che il suo futuro compagno di strada e di lavoro,
Gianbattista Tiepolo, seppe poi declinare in modo magnifico.
Luci e ombre accompagnano la sua lunga carriera che, insieme ad altri ma molto
spesso da solo, lo ha visto impegnato in una attività ciclopica anche per quei
tempi, in grandi lavori a Venezia, nel Veneto, Lombardia, Piemonte.
Tra i suoi capolavori i cicli affrescati per il Duomo di Monza, per il Santuario
della Consolata e per Palazzo Barolo a Torino, per Palazzo Clerici e Palazzo
Dugnani a Milano, Villa Vendramin Calergi a Fiesso Umbertiano, Villa Albrizzi a
Preganziol, Villa Raimondi a Birago di Lentate e Visconti-Citterio a Brignano
d'Adda, le Chiese veneziane dei Santi Giovanni e Paolo e di San Nicolò ai
Tolentini, Ca' Sceriman e Ca' Rezzonico, sempre a Venezia, sino al suo
capolavoro assoluto, l'imponente ciclo per il Santuario di Vicoforte, più di 5
mila metri quadri di finissimo affresco per la cupola ellittica più grande del
mondo. l'affresco più grande mai dipinto, per dare immortalità al pantheon di
Casa Savoia.
All'attività di frescante Bortoloni affiancò quella di grande autore di teleri,
opere dove la necessità del racconto va di pari passo con una del tutto
originale capacità interpretativa.
Per ovvi motivi è soprattutto questa importante produzione ad essere indagata
dall'attesa mostra di Palazzo Roverella. Sono opere spesso studiate per la prima
volta, attribuzioni inedite, tele mai svelate al pubblico e altre difficilmente
visibili, opere che restituiscono a Bortoloni la fama, meritatissima, di cui
godette al suo tempo, prima di trovarsi offuscato dalla magnificenza dell'arte
tiepolesca.
In queste pale, Bortoloni si dimostra pittore dotato di estro e originalità.
Sono composizioni impaginate in modo antiaccademico, ironico, talvolta
irriverente, certamente in controtendenza rispetto alla pittura religiosa
dell'epoca. La tela con San Tommaso di Villanova dell'Accademia dei Concordi
rappresenta in questo senso uno degli esiti più alti: Bortoloni segna infatti
il superamento della tradizione tardo seicentesca sorprendentemente in anticipo
rispetto anche al grande Tiepolo e, come dimostrano i due teleri con
l'Adorazione dei Magi e dei Pastori di Fratta Polesine (RO), in piena consonanza
con le innovazioni del Pittoni e del Ricci.
Ciò che in mostra fisicamente non può esserci, ovvero i grandi cicli
affrescati, vi compare in versione multimediale. La mostra si avvale infatti di
un sistema integrato di tecnologie e apparati multimediali che esaltano la
piacevolezza e l'interattività della fruizione: il visitatore avrà infatti
modo di esplorare gli spazi e i contenuti espositivi in modo estremamente
accattivante grazie all'utilizzo di tour e ricostruzioni virtuali, proiezioni
360°, installazioni multimediali con postazioni touch screen, integrandosi e
arricchendo non solo le esistenti ambientazioni scenografiche e gli apparati
museali ma anche dando la possibilità di collegamenti visuali e tematici a
contenuti che non sono fisicamente esposti, nonché a illustrare con completezza
il valore del progetto di valorizzazione culturale del territorio.
La mostra pone particolare attenzione anche ai visitatori sordi e non vedenti:
sono stati infatti predisposti servizi ad hoc, con visite guidate con il
linguaggio dei segni e una presentazione in braille per non vedenti con
contenuti tratti dal catalogo.
BORTOLONI PIAZZETTA TIEPOLO: IL '700 VENETO
Rovigo, Pinacoteca di Palazzo Roverella, via Laurenti 8/10; 30 gennaio 2008- 13
giugno 2010
Informazioni: Pinacoteca di Palazzo Roverella
Tel. 0425 460093. Cell. 348 3964685; www.palazzoroverella.com - info@palazzoroverella.com
Mostra a cura di: Alessia Vedova
Comitato Scientifico: Marisa Elisa Avagnina; Caterina Bon Valsassina; Marina
Dell'Omo; Fabrizio Magani; Paola Marini; Giuseppe Pavanello; Giandomenico
Romanelli; Leobaldo Traniello
Catalogo: Silvana Editoriale
Segreteria organizzativa: Anonima Talenti
Coordinamento Generale: Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo - Area
Comunicazione e Relazioni Esterne
Ufficio Stampa: STUDIO ESSECI - Sergio Campagnolo
Tel. 049 663499; www.studioesseci.net; info@studioesseci.net
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