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Anno
12
Numero
4

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

Cultura

 

 

L’AREA  DEL CAPITOLIUM DI VERONA: ricerche storiche e archeologiche  

Almalinda Giacummo

La storia di Verona città preromana e romana è piuttosto nota, mentre al grande pubblico  manca probabilmente una buona conoscenza dei suoi resti, se non per la notorietà di cui gode soprattutto l’Arena. La dottoressa Giuliana Cavalieri Manasse è da diversi anni a capo del Nucleo di Verona della Soprintendenza Archeologica per i Beni Culturali ed ha L'area del Capitolium di Veronacompletato la “cura di” un poderoso volume sulla topografia e l’archeologia del Capitolium, dal punto di vista religioso e politico, il monumento più significativo di tutta la città romana. Si trattava del tempio più importante della città, ove si venerava la triade capitolina composta da Giove, Giunone e Minerva, e che soprattutto nel caso di Verona dominava il panorama con la sua mole, per diversi chilometri tutt’intorno. La tecnica costruttiva della imponente struttura comprendeva fondazioni in plinti di mattoni sesquipedali alternati, in modo simile ad un vespaio, a vuoti colmati  da materiali sterili quali limi pressati e ghiaia battuta: lo scavo archeologico eseguito in varie riprese e spesso in condizioni di assoluto disagio, ha permesso l’individuazione e lo studio delle strutture di fondazione della terrazza su cui sorgeva il tempio, nonché la conoscenza del triplice portico che chiudeva la stessa su tre lati e del criptoportico, una sorta di passeggiata seminterrata a doppia galleria, che conteneva la terrazza e correva al di sotto del triportico.
Con il passare dei secoli la topografia e le funzioni dell’area centrale di Verona sono cambiate: la piazza del Foro su cui affacciava il tempio capitolino si è ristretta, lungo i suoi margini sono sorti palazzi medievali e piazze che anticamente non esistevano, la piazza stessa da luogo di amministrazione del potere religioso, politico e giudiziario, oltreché centro della vita cittadina in generale, si è specializzata per lo più in attività commerciali, mentre il fulcro religioso della città si è spostato molto più a nord-est, secondo nuovi canoni di organizzazione urbana.
Oggi gli studi topografici ed urbanistici sono notevolmente avanzati e finalmente se ne dà notizia al grande pubblico con questo volume che comprende al suo interno il resoconto di tutte le campagne di scavo che si sono succedute dagli inizi degli anni ottanta e che hanno portato alla scoperta di strutture medievali finora ignote e di percorsi stradali e pedonali insospettati. Tutto questo proietta Verona ed il suo Capitolium fra le strutture meglio conosciute del mondo antico e la rende punto di riferimento non solo per le tecniche e le metodologie scientifiche adottate, ma anche per i rapporti intercorsi fra i diversi protagonisti delle vicende archeologiche: la Soprintendenza, il Comune e le altre istituzioni, anche private, che a vario titolo hanno reso possibile la realizzazione di questo studio. Tra queste va ricordata la Fondazione Cariverona che ha generosamente finanziato la pubblicazione.  
Il volume, appena edito, non è di facile lettura nella parte di catalogo, sia per la mole
Verona - L'area del Capitoliumspaventosa di dati sia per l’estrema precisione con cui si dà conto dei reperti rinvenuti nel corso degli scavi. Di maggior comprensione risulta la parte descrittiva e di illustrazione delle varie fasi di vita della struttura Capitolium e del suo impatto sulla città.
Per gli addetti ai lavori si tratta di uno strumento indispensabile per lo studio e la comprensione dell’urbanistica antica, per il grande pubblico di una testimonianza tangibile di cosa facciano gli archeologi sia quando “impicciano scavando con il pennello (?)” sia quando stanno fermi per ore a disegnare, tradurre, consultare e confrontare materiali di ogni genere a seconda della specializzazione di ciascuno.
Si tratta inoltre della ulteriore testimonianza della fattiva collaborazione che le Istituzioni possono avere con gli enti privati, a cominciare dal fatto che buona parte del sostegno economico necessario all’edizione del volume è della Fondazione Cariverona.
A completare questo volume, di per sé estremamente complesso ed articolato, è poi presente anche un cd rom che ricostruisce in modo semplice e comprensibile in tre dimensioni il complesso architettonico comprensivo sia della porticus triplex  sia del criptoportico, del tempio a tre celle, delle varie scalinate e di ogni altro elemento monumentale ricostruibile con buona approssimazione.Senz’altro da apprezzare il fatto che soprattutto gli elementi decorativi siano osservabili da ogni angolazione, fornendo indicazioni precise su come venivano posti in opera e come apparivano invece a chi si apprestava ad osservarli.

Intervista alla dottoressa Giuliana Cavalieri Manasse, curatrice dello studio più aggiornato sul Campidoglio della piccola Roma del nord