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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

 

Cultura

 

CONTEMPORANEO TEMPORANEO ovvero l’arte moderna in mostra alla Stazione Termini di Roma

Almalinda Giacummo  

Si è finalmente realizzata un’iniziativa volta a portare la cultura al visitatore anche meno attento al problema, fin nel cuore del viaggio stesso, in una delle stazioni più grandi e trafficate d’Italia. La Sala Mazzoniana, binario 24 della Stazione Termini,  celebre Kostabiesempio di architettura moderna italiana, progettato negli anni trenta da Angelo Mazzoni, ospita dal 30 marzo 2001 l’esposizione temporanea "Contemporaneo-Temporaneo". La mostra sarà ospitata qui per circa tre anni, a rotazione saranno esposte opere dei maestri della Transavanguardia fino alle ultime generazioni di artisti italiani, confermando l’attenzione che lo Stato rivolge all’arte e alle architetture contemporanee, la creatività ed il talento degli artisti emergenti. I pezzi esposti provengono dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma e dal primo nucleo del futuro Centro Nazionale per le Arti Contemporanee di Roma. Si tratta, in sostanza, di un’iniziativa unica al mondo, non solo per la cornice scelta, una stazione tuttora funzionante a pieno regime, ma anche per le varie collaborazioni che riassume in sé: il Ministero per i Beni e le Attività Culturali le Ferrovie dello Stato e Grandi Stazioni.
Si potranno vedere: per la Transavanguardia degli anni ‘80 saranno esposte a rotazioneManzelli opere di De Maria, Nunzio, Mari e Tirelli, e poi Cucchi, Paladino, Clemente e Chia, che ripristinano le tecniche tradizionali della scultura e della pittura, con un ritorno programmatico alle fonti della storia dell’arte; mentre per le ultime generazioni opere di Airò, Arienti, Beecroft, con opere fotografiche, Cavenago, che predilige il video, Lambri, Marisaldi, Moro, Pintaldi, che usa come mezzo preferito per la trasposizione della pittura il linguaggio digitale, Studio Azzurro, con l’uso del computer, il tutto nella visione del vivere quotidiano nella provvisorietà, nell’incertezza dei valori, nel bisogno di ritornare alle radici della poesia e dell’individualità. 

Le immagini dell’articolo: MARGHERITA MANZELLI, “Discipline programma maestro”: l’artista usa la tecnica dell’olio su tele di grande formato, con figure femminili inquietanti e dai volti segnati, è la figura umana colta nella solitudine degli spazi sconfinati con conseguente senso di spaesamento.
MARK KOSTABI ancora tecnica a olio, invita alla riflessione sulle società economiche contemporanee, dove l’oggetto-opera è merce.
STEFANIA GALEGATI: scultura in terracotta di samurai, coperto da una teca per proteggere virtualmente dalla radioattività, rappresentata da una pallina di Potassio 40 inserita nel ventre della statuetta per creare disagio e  tensione psicologica nel visitatore.