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| Goethe: genio tedesco e universale
Daniele Romanò Antonia Bonomi |
| Il 28 agosto del 1749 nasceva a Francoforte sul meno Johann Wolfgang von Goethe, figlio di un consigliere imperiale e di Katharina Elisabeth Textor il cui padre era stato borgomastro di Francoforte. A sei anni inizia gli studi, a casa: greco, latino, francese, inglese, italiano, musica e disegno, yiddisch e l'ebraico sotto la guida di precettori privati, i primi rudimenti di diritto direttamente dal padre. A sedici anni s'iscrive a giurisprudenza all'università di Lipsia, ma studierà contemporaneamente medicina e storia naturale. E s'innamora di Annette, figlia dell'albergatore presso cui alloggia e della figlia dell'insegnante di disegno. Il primo amore finirà tempestosamente, ma nasce il poeta e per lei scriverà le poesie del Libro di Annetta e una graziosa commedia pastorale. | ![]() |
| Deve rientrare a casa perché colpito da una grave malattia, sull'esempio della madre e di un'amica di lei incomincia a frequentare ambienti pietistici, nel solaio di casa impianta un laboratorio chimico, s'interessa ai neoplatonici e di pratiche magiche e alchemiche. Si ristabilisce, termina gli studi a Strasburgo dove resta impressionato dalla cattedrale gotica, conosce Herder e si tratta di un incontro che condizionerà tutta la sua vita futura, s'innamora perdutamente della figlia di un pastore protestante. L'amore è corrisposto, appassionato ma lo troncherà lo stesso Goethe per "sete di libertà". L'ammirazione per il medioevo germanico, la scoperta del canto popolare, le letture che fa costituiranno la base di quel movimento chiamato "Sturm und Drang" che s'identifica con l'attività giovanile di Goethe tanto vi grandeggia la sua figura. Intanto, lavora come praticante presso il tribunale del Sacro Romano Impero e s'invaghisce di una prima Charlotte, fidanzata di un suo amico. Inizia la composizione del Faust, s'impone di rinunciare a Charlotte e da questa vicenda dolorosa per lui trae materia per il romanzo I dolori del giovane Werther che lo rese immediatamente celebre anche fuori dai confini germanici. Ricco di interessi molteplici, lavora come un forsennato scrivendo drammi e poesie, studiando anatomia, botanica, ottica, mineralogia. Nel 1775 si fidanza per sei mesi con una certa Lili, si trasferisce a Weimar su invito del giovane duca perché si occupi di problemi politici e amministrativi. Conosce Charlotte von Stein, sette anni più di lui, sposata e con figli, se ne innamora ed è grazie alla sua influenza che passa dalle opere titaniche o appassionate a composizioni più mature. Resta dieci anni a Weimar, poi parte per il famoso viaggio in Italia. La relazione con la Stein è alla fine. Il viaggio-fuga doveva essere relativamente breve, ma durerà dal 3 settembre del 1786 al 18 giugno del 1788. Si rinnova nello spirito, scrive, lavora e s'innamora. Da documenti emersi recentemente, si scopre che nascosto sotto il falso nome di Filippo Moller commerciante a Roma amava frequentare osterie, giocare scherzi, che era goloso di cioccolata calda e fredda, parlare con doppi sensi, raccontate bugie sulla sua identità. Tornato in patria, ha una relazione con Christiane Vulpius che nel 1789 gli dà il primo di cinque figli e l'unico che sopravviverà, ma che sposerà solo nel 1806. Intanto, nel 1790 torna in Italia, soggiorna a Venezia, scrive gran parte degli Epigrammi veneziani e intensifica gli studi sulla teoria dei colori. Viaggia, scrive e riscrive opere e nel 1794 inizia il suo fruttuoso sodalizio con Schiller. Sulle prime Goethe è diffidente, poi si abbandona e in collaborazione pubblicano le Xenie. Nel 1809 pubblica le Affinità elettive, ispirate ad una situazione autobiografica: si era innamorato di una fanciulla, Minna. Traduce e pubblica, scrive e lavora, nel 1816 muore la moglie, l'anno seguente il figlio si sposa. |
Pian piano isolatosi dal mondo dopo una grave malattia e la morte di Schiller, a settantaquattro anni s'innamora a Marienbad di una diciassettenne, e ancora una volta trova la forza di rinunciare. Intanto, lavora alla seconda parte del Faust, che terminerà pochi giorni prima di morire, riproponendosi comunque di rimettervi mano. Il 22 marzo, a ottantatré anni muore dopo una breve malattia nella sua casa di Weimar. Come si può riassumere Goethe? Un mito e un creatore di miti, uno spirito universale, un genio che ha usato in modo equilibrato tutte le proprie facoltà. |
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