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Anno 12
Numero 10
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
LEZIONARIO FARNESE -
versione hi tec nel più puro rispetto dell'opera d'arte
Almalinda
Giacummo
E’
stato presentato nella sontuosa cornice del Braccio Nuovo dei Musei Vaticani la riproduzione
integrale del Codice Lezionario Farnese, quello che per diversi secoli, dalla
realizzazione alla metà del XVI al trafugamento durante l’occupazione
napoleonica, fu il Messale in uso nella Cappella Sistina durante le celebrazioni
liturgiche del Collegio dei Cardinali. L’opera, con le sue eleganti ed
artistiche “miniature” è stata eseguita originariamente dal croato Giulio
Clovio, che cambiò il suo nome in ossequio a Giulio Romano che aveva conosciuto
a Mantova, oggi viene invece riproposto in copia fedele da parte della Franco
Cosimo Panini Editore con una cura speciale per ogni singolo particolare, sia
esso pittorico sia per quel che riguarda l’elegante copertina, in tutto e per
tutto identica all’originale, in velluto di seta pura con bindelle, medaglioni
e cantonali in argento, per un totale di 1800 grammi di argento massiccio
dorato, e stemmi in porcellana policroma.
Per comprendere appieno del valore artistico inestimabile, oltre a quello
puramente antiquario già di per sé incalcolabile, basti pensare che la New
York Public Library, che attualmente custodisce l’opera nei suoi caveaux, non
ha alcuna intenzione di riconsegnarlo al luogo che ne ha visto la nascita, la
Cappella Sistina. In effetti, dopo il trafugamento durante l’occupazione
napoleonica, venne privato della legatura originale e finì sul mercato
antiquario dove fu acquistato da un collezionista inglese, sir John Towneley,
che lo fere rilegare in uno splendido stile neogotico (1809 – 1810), quindi vi
furono nuovi passaggi di proprietà fino ad arrivare negli Stati Uniti.
Se
Vasari nelle sue Vite parla di Giulio Clovio e ne descrive il lavoro come
“tanto bello, anzi ammirabile e stupendo, che io mi confondo a pensarlo”,
realizzato da un “piccolo Michelangelo” è facile comprendere come pur nelle
ristrette dimensioni la cura per il particolare, per la luce e per ogni singolo
elemento che riguarda l’intera opera sia assolutamente la stessa in ogni parte
del Lezionario, comprese le cornici dorate popolate di putti, maschere e fiori.
Tra l’altro se il suo Giudizio Universale richiama così da vicino quello di
Michelangelo è perché probabilmente i due si conoscevano...di qui, forse, la
cangianza dei suoi colori e l’uso sapiente dell’oro per dare effetti di
chiaroscuro senza pari.
A presentare la preziosa opera sono intervenuti il Cardinale Giovanni Lajolo,
presidente della Pontificia Commissione e del Governatorato della Città del
Vaticano, il dott. Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, che ha
mirabilmente introdotto al folto pubblico la figura del Clovio artista, ed il
dott. Nicola Spinosa, Soprintendente per il Polo Museale di Napoli, che ha
invece brevemente ma con efficacia illustrato la storia della celebre collezione
Farnese, fino alla sua parziale dispersione allorché l’ultima Farnese,
Elisabetta, andò in sposa al re di Francia.
Questa edizione del Lezionario fa anche parte della Biblioteca
dell’Impossibile, che edita dalla stessa casa editrice, raccoglie anche altri
illustri codici miniati del Rinascimento nella loro completezza, sia sotto il
profilo scientifico sia sotto quello della qualità della riproduzione. E’
anche per questo che la ”tiratura” è estremamente limitata, solo 550
esemplari numerati.
A questa edizione è inoltre correlato un importante volume di commento in cui
sono raccolti articoli dei massimi studiosi e conoscitori del Lezionario.
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