Clodoveo Masciarelli, scultore. Lasciamo
parlare alcuni critici, pur riassumendo per necessità di spazio il loro pensiero..
Giorgio Di Genova:
attraverso l'assemblaggio dei materiali, Masciarelli cerca
simbolicamente di tradurre simbolicamente nella dimensione plastica immaginate situazioni
del sistema solare, addirittura congiunzioni stellari come gli stessi titoli delle
sculture indicano: "VAGABONDI DEL CIELO", "ATTRAZIONE DEL SOLE",
"COLLASSO STELLARE", "ECLISSI", "COMETA". Al di là dei
titoli, Masciarelli carica la sua scultura di preziosità barbariche con una sapienza
tutta sua nel coniugare ferro forgiato con rame, il rame con l'acciaio, ottenendo
risultati di forza primeva, quasi la memoria dell'età del ferro ancora risuonasse in
maniera imperativa nella sua coscienza. Ciò lo rende in un certo senso anomalo in un
mondo dove troppi si copiano e dove troppo spesso dominano le mode del momento. Per questo
le sue opere, nelle quali ben si amalgamo arte e artigianato, acquistano la loro
significativa pregnanza, distinguendosi dalle inflessioni tradizionalmente accreditate e
dalle sbandate dei seguaci di effimere mode
Giovanni Santori:
Masciarelli, un demiurgo fra ragione ed emozione, capace
di operare una mediazione creativa fra il supremo desiderio d'ordine e di razionale
chiarezza con le esigenze del profondo-materia, istinto, emozione sfuggente, memoria
diafana, soggettività estrema.
Ama accarezzare la materia, ma non si limita a bruniture e
cromatismi, né a compiacersi delle forme compiute: egli ama coniugare forma geometrica
con il dinamismo continuo, talora drammatico, che si può cogliere sotto la superficie. È
un autentico "Homo faber" che, attraverso una pluralità di tecniche, segni e
materiali diversi riesce a conciliare le apparenti antinomie del mondo, a riconnettere i
nodi dell'unicità mondo-uomo. Con lui, il metallo perde l'originaria durezza per farsi
malleabile, in grado di assecondare l'estro creativo
Masciarelli, attraverso un
sicuro dominio delle masse, un perfetto equilibrio tra le forme riesce a spazializzare le
emozioni
è un artista alchemico che vuole penetrare i segreti della realtà e
riconoscersi come parte di un ordine complesso e mirabile
Maria Augusta Baitiello:
la scienza che studia l'universo infinito esercita su
Masciarelli un fascino talmente intenso da ritenersi il filo conduttore che ispira quasi
tutta la sua produzione.
L'idea di una dimensione siderale, la musica arcana del cosmo o
la fantastica visione di un tramonto su Saturno diventano nella mente dell'artista
immagini imponenti, necessarie. Al processo poetico succede il processo fisico-estetico:
la possente arte del ferro tramite il maglio guidato dalle mani dello scultore prende il
sopravvento e così forgia. Da un iter gestuale ancestrale tanto vigoroso sembra
impossibile possano nascere soluzioni plastiche che paiono lievitare e roteare alla pari
di corpi celesti
Leo Strazzeri:
Masciarelli è scultore in bilico tra astrazione e
figurazione, le sue opere non si collocano nello spazio, ma agiscono in esso, comunicando
una carica di potenza empiricamente dimostrabile
Raffaella Del Puglia, a proposito delle calcografie
dell'artista:
credo che il segno sulla carta, cioè l'immediato
risultato tra idea e forma, sia una necessità liberatoria per uno scultore. Le
calcografie di Masciarelli rivelano la forza dell'idea, la veloce violenza della
progettazione, nulla togliendo alla prospettiva. La delicatezza delle rifiniture,
l'irrinunciabile corposità, la cromaticità acquisita contro l'opacità dei materiali,
tutto ciò nega statiticità al suo disegno. Poche linee per sottolineare la profondità
del discorso, trasportato sulla carta con raffinata precisione, eleganze cromatiche
Masciarelli ha partecipato a innumerevoli mostre personali e
collettive. Le sue opere sono custodite in collezioni private e raccolte pubbliche:
Università di Urbino, Museo dell'Arte e dell'Informazione (Senigallia), Museo del Fiore
d'Autore (Ventimiglia).