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Cultura
MATRIX:
dagli schermi alle aule di filosofia
Marta
Stella De Giovine Mentre
il terzo episodio continua a spopolare nelle sale cinematografiche di tutto il
mondo, Matrix prende il posto dei più grandi filosofi nelle aule americane.
“Sebbene l’ultima parte non abbia sollevato tante discussioni filosofiche
come le prime due, certamente era presente una sovrapposizione filosofica anche
qui”, osserva Theodore Schick, il responsabile del dipartimento di filosofia
del Muhlenberg College, Pennsylvania, uno dei tanti professori che hanno deciso
di usare esempi di cultura popolare per stimolare gli allievi con nuovi
pensieri. L’eterna battaglia fra realtà e illusione, fra
destino e libero arbitrio continua ad affascinare e a far riflettere.
Schick è anche uno degli autori di un recente libro, ‘Matrix e la Filosofia’, che all’inizio di quest’anno è
diventato un best-seller, in cui si pone il quesito principale: esiste la libertà?
Che si sia uomini o macchine, siamo liberi o dobbiamo sottostare ad un
ineluttabile destino? Secondo Schick la trilogia di Matrix sottende questioni
filosofiche di primaria importanza. La Metafisica si chiede: cosa rende un fatto
reale o irreale?, se tutto ciò che esiste è materia e movimento, cos’è una
mente? Perciò può un computer, come l’agente Smith, la Nemesi di Neo, avere
una mente? L’Epistemologia si domanda: qual è la natura della conoscenza? Gli
scettici dicono che non possiamo acquisire la conoscenza attraverso i sensi
perché non possiamo essere certi che quello che ci dicono i sensi è vero: così,
possiamo avere la certezza di non
vivere in Matrix? L’Etica si chiede: cosa determina cos’è giusto o cos’è
sbagliato? Quello che importa nella vita è soltanto avere esperienze positive
sebbene non siamo nient’altro che “cervello in vitro”, o è piuttosto il
tipo di scelte che compiamo a condizionarci? “Neo pensa che condurre una buona
vita richieda fare delle scelte giuste”, dice Schick, il che implica
l’eterno dilemma del fato e del libero arbitrio, dell’illusione di una
scelta o di una reale scelta, che riconduce alla Metafisica. Lo scopo
dell’Eletto, il protagonista Neo, è quello di salvare gli uomini, rendendoli
coscienti che la loro vita non è altro che Matrix, un’illusione generata
dalle macchine che hanno preso il sopravvento sulla stirpe umana, e di incitarli
alla ribellione. La nostra volontà può essere così forte da non soccombere al
cieco destino? |