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Anno
13
Numero
4

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 

Cultura

 

"Da Rembrandt a Gauguin a Picasso"
una occasione da non perdere a Rimini, Castel Sismondo fino al 21 marzo 2010.

Maria Bice BARBORINI 

Un appuntamento  forse irripetibile quello offerto a Rimini, Castel Sismondo, fino al 21 marzo 2010, nella mostra dal titolo: “Da Rembrandt a Gauguin a Picasso”, nella quale sarà possibile ammirare settantacinque capolavori della pittura europea dal Cinquecento al Novecento, provenienti dal Museum of fine arts di Boston; una iniziativa che, dopo la programmata parziale chiusura delle sale annunciata dall’Accademia Americana delle sale, verrà progettata una nuova ala e poi successivamente, come sovente avviene, ad un blocco dei prestiti di opre  ad altre Nazioni e Musei.
Lo spirito che anima Malcolm Rogers, direttore del Museo americano di Boston e quello di Marco Goldin, direttore di Linea d’ombra ed organizzatore della mostra di Rimini, appare dominato dalla medesima convinzione che “l’arte è per tutti”; proprio perché tutti i capolavori possono e devono essere amati senza la frapposizione di alcuna barriere di ceto sociale o collocazioni geografico-ambientali.
La mostra quindi sotto l’emblema di tale auspicio, è stata articolare nelle seguenti sei sezioni: Il sentimentalismo religioso; La nobiltà del ritratto; L’intimità del ritratto; Nature morte; Interni e Nuovo paesaggio.
Verranno così affiancate opere di ritratti del Tintoretto e Moroni all’opera forse la più celebre e completa di Degas del 1865 come “Edmondo e Thérese Morbilli”; l’idea di paesaggio di Van Ruysdael dell’Olanda del VII secolo, a Constamble e Corot; e Paul Cezanne con il suo “Lo stagno” del 1877, Claude Monet con “Case di pescatori a Varengeville” del 1882, Paul Gauguin, “Paesaggio con due bretoni”, 1889. 
Paul Gauguin, Paesaggio con due donne bretoni, 1889 olio su tela, cm 72,4 x 91,4 Boston, Museum of Fine Arts Il famoso Paul Gauguin, il pittore "maledetto" e ribelle, che darà anche il titolo alla mostra, e che mostrerà se stesso, anche la sua parte più nascosta,  attraverso le sue opere sempre impregnate di colore, emozione ed impressione; che ci riporterà quei colori e sapori dalle terre lontane, le isole tahitiane, che tanto ispirarono la sua arte; così portando il visitatore  a ripercorrere il periodo di vita e di arte maturati dall’artista nelle terre della Bretagna, accanto a quel gruppo di amici pittori che con lui condivisero il momento di Pont-Aven; dal avranno origine le "avanguardie storiche" e dell'arte moderna tra fine Ottocento e primi Novecento.
Nella Prima intensa Sezione della mostra, dal titolo Il sentimentalismo religioso, si giocherà una sfida, o meglio un confronto tra l’Italia e La Spagna, laddove verrà accostata una delle opere forse più pervase da armonia di sentimento mistico come l’immagine di “Cristo morto sorretto dagli angeli”, 1580, di Paolo Veronese, insieme al capolavoro di Francesco Cairo del Seicento della “Testa o decollazione di Giovanni Battista”; ad altre opere struggenti del medesimo secolo provenienti da artisti spagnoli, come i Santi di Zurbaran, il Cristo flagellato di Murillo.
Troveremo ancora opere di pregevole bellezza, senza separare le varie sezioni, nei ritratti di Velasquez come “Louis del Gongola Edouard Manet, Lezione di musica, 1870 olio su tela, cm 141 x 173,1 Boston, Museum of Fine Arts Y Argote”, 1622; di Rembrandt, “Il reverendo Jhoannes Elson”, 1634, fino a quell’indimenticabile tela di Ricasso con il famoso ritratto cubista di una donna, 1910.
Non possiamo però dimenticare, o tralasciare di menzionare, le opere di Claude Monet, tutte ispirate a quella sua impressione della natura dipinta senza il solito “cavalletto”, a distanza dal suo atelier che aveva lasciato nella capitale francese, ma dipinti in “plain air”, a diretto contatto con la natura da lui ricostruita fedelmente in una tra le tante versioni del “Ponte giapponese” con le sue tanto amate ninfee ed un’altra opera dedicata alla “Cattedrale di Rouen”, una vera e propria sezione nelle sezioni a lui dedicata.
Così solo per terminare questo rapidissimo “escursus” e girovagare nel tempo, ricordando anche i famosi interni nell’Olanda Settecentesca di De Witte e De Hooch, ed ancora le opere di Van Gogh, Gauguin e Manet , Sisley e  Pisarro, così continuando con questi grandi artisti a rivivere e ripercorrere emozioni anche sensoriali, oltre che emotive, intrise di colore, profumi, “nuances” e condividendone le sensazioni di vita.