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Numero 14
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
RESTITUZIONI 2008.
Tesori d'arte restaurati in mostra a Vicenza,
Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, dal 29 marzo al 29 giugno
RESTITUZIONI 2008. Tesori d'arte restaurati
Quattordicesima edizione
Vicenza, Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, 29 marzo - 29 giugno 2008
Contrà Santa Corona
Intesa Sanpaolo ha
affidato a 23 laboratori il restauro di 80 meraviglie.
Saranno esposte nella edizione 2008 di Restituzioni.
Tra i tesori recuperati, il Reliquiario
del Sangue di San Gennaro.
Assicurando la continuità della tradizione di alcune banche confluite nel
Gruppo, anche nel biennio 2006-2007 Intesa Sanpaolo ha deciso di farsi carico
del restauro di molte opere d'arte del patrimonio artistico pubblico che
necessitavano di un urgente intervento, scelte sulla base di una lista di
emergenze segnalate dalle Soprintendenze, per restituirle alla fine al loro
luogo di provenienza e alla collettività. Restituzioni
riassume con efficacia già nel titolo la filosofia di questo ben consolidato
programma, nato alla fine degli anni Ottanta da un'intuizione dell'allora
presidente della Banca Cattolica del Veneto, Feliciano Benvenuti, proseguito poi
in Ambroveneto, in Banca Intesa e oggi in Intesa Sanpaolo grazie alla convinta
tutela al progetto espressa da Giovanni Bazoli, con progressive estensioni del
territorio coinvolto. In quasi vent'anni le opere restaurate sono state più di
seicento: da un lato esse formano una sorta di ideale museo di testimonianze
della nostra civiltà artistica restituito ai cittadini, dall'altro sottolineano
l'importanza essenziale del restauro per la conservazione e la conoscenza
dell'opera d'arte.
Ancora una volta la scelta delle opere, regolata da criteri di urgenza, è stata
assolutamente "trasversale": l'arco cronologico d'insieme sfiora i due
millenni, i manufatti rivelano la complessa articolazione del nostro patrimonio
culturale coinvolgendo ogni tipo di espressione artistica, la pittura e la
scultura ma anche l'archeologia e le arti applicate, in particolare le
oreficerie sacre.
Intesa Sanpaolo ora dà conto al pubblico del lavoro svolto e degli importanti
risultati ottenuti attraverso la rassegna organizzata nelle Gallerie di Palazzo
Leoni Montanari, sede museale dell'Istituto a Vicenza.
Il percorso espositivo si snoda attraverso le sale al piano terra e al piano
nobile raggruppando
le opere in tre sezioni, quasi in tre mostre. La prima è costituita da una
vasta area di reperti archeologici, statuette in marmo pario della fine del IV
secolo a.C., vetri, avori, antiche oreficerie, corredi funebri longobardi,
frammenti di arredi liturgici paleocristiani. La Lastra
di arredo liturgico dell'VIII secolo, giunta al restauro in pessime
condizioni, aveva uno dei suoi nemici nella sua stessa natura, nella
vulnerabilità del materiale adoperato per crearla. I depositi di malta,
altamente corrosivi, agendo all'interno del calcare, la stavano come
sbriciolando nella parte posteriore. Per il bassorilievo, e per le sue deliziose
pavoncelle scolpite, la salvezza è arrivata in extremis.
La seconda mostra presenta una straordinaria selezione da tre
"tesori", la più antica forma di collezionismo dopo la fine del mondo
antico: quello veneziano di San Marco, quello romano dei Musei Vaticani, quello
della cappella di San Gennaro nella Cattedrale di Napoli. Di eccezionale fattura
e bellezza la Stauroteca "detta di
San Leonzio", una croce-reliquiario in oro e argento, arricchita da
gemme, con smalti che disegnano i vivaci volti degli Evangelisti in forme e modi
bizantini.
La terza, infine, allinea una serie di capolavori pittorici, dal XIV al XVII
secolo; opere non solo di grande bellezza di Bernardo Daddi, Alvise Vivarini,
Vittore Carpaccio, Giampietrino, Gaudenzio Ferrari, Romanino, Moretto, Lorenzo
Lotto (il solo Trittico di San Domenico
di Carlo Crivelli, del 1482, giustifica ampiamente la visita), ma anche di
delicata fragilità: tempere e olî su tavola, supporti complicatissimi che
hanno richiesto interventi di pulizia e di restauro di comprensibile difficoltà.
Come l'aver riportato alla sua ripartizione originaria in tre tavole l'opera I
santi Giacomo Maggiore, Antonio Abate, Andrea Apostolo, Domenico di Guzman,
Lorenzo Martire e Nicola di Bari, costretta prima del salvataggio ad una
forzata e innaturale convivenza che ne aveva acuito tutta la fragilità e
fortemente compromesso il risultato artistico.
Accanto ad alcune opere, affascinanti riprese video mostreranno i tratti
salienti dei delicati recuperi, indubbio omaggio all'intervento intelligente e
partecipe dei restauratori.
Tre mostre, tre tesori, ma anche due evidenti coerenze: prima di tutto, come
detto, ogni opera
esposta è stata oggetto, negli ultimi due anni, di un non rinviabile intervento
di restauro. Ben ventitré laboratori di mezza Italia hanno lavorato, in accordo
con le Soprintendenze competenti, al fine di salvaguardare le oltre ottanta
opere d'arte scelte. In secondo luogo questi segni delineano un percorso
unitario di indicibile suggestione: il visitatore potrà osservare
raffigurazioni di gesti che travalicano i secoli e che riemergono a distanza di
un millennio, panneggi che dal nitore del marmo riaffiorano nella nitidezza
cromatica della tavola e della tela, e scoprire, in un'esperienza privilegiata,
la comune fragilità della bellezza.
Il catalogo Restituzioni 2008 presenta
contributi critici di Carlo Bertelli, di Giorgio Bonsanti e di Antonio Paolucci
e documenta in ogni loro fase gli interventi di restauro. Registra altresì, in
ampie schede storico-critiche redatte da un gruppo di studiosi coordinato da
Fatima Terzo, responsabile dei Beni culturali Intesa Sanpaolo e anima del
progetto Restituzioni fin
dall'origine, le acquisizioni scientifiche che il restauro ha consentito,
chiarendo attribuzioni controverse, significati iconografici, provenienze. In
catalogo compaiono anche, senza poter tuttavia essere in mostra, il Busto
reliquiario di San Gennaro, che per comprensibili esigenze di culto non può
uscire dalla Cappella del Tesoro della Cattedrale di Napoli, e la Cena
in casa di Simone Fariseo, una tela che il restauro ha definitivamente
assegnato a Camillo Rama ma che, date le dimensioni (sei metri di lunghezza),
non ha lasciato la propria sede, il Duomo vecchio di Brescia.
Le opere "riscoperte" attraverso il restauro provengono, per l'ampia
sezione archeologica, dai Musei Archeologici Nazionali di Venezia, Altino,
Portogruaro, Este, dalla Soprintendenza Archeologica per il Veneto (scavi di
Padova e Verona), dalla Galleria Franchetti alla Ca' d'Oro di Venezia, dai
Sotterranei della Cattedrale di Vicenza. I dipinti spettano invece al Palazzo
Arcivescovile di Napoli, alle Gallerie dell'Accademia a Venezia, ai musei
milanesi Poldi Pezzoli, Bagatti Valsecchi e Pinacoteca di Brera, all'Accademia
Carrara di Bergamo, alla chiesa di Sant'Andrea di Maggianico di Lecco, alla
chiesa dei Santi Giovanni e Paolo di Venezia, al Duomo di Salò e alla chiesa
bresciana di San Giovanni Evangelista. I "Tesori" di oreficeria
provengono dai Musei Vaticani, dalla Cattedrale di Napoli e dalla Basilica di
San Marco, oltre che dai musei Bernareggi di Bergamo, dal Poldi Pezzoli di
Milano e dalle veneziane Gallerie dell'Accademia.
L'appuntamento per i visitatori è dunque per il 29 marzo a Palazzo Leoni
Montanari per la quattordicesima edizione di Restituzioni. La mostra resterà aperta al pubblico sino al 29
giugno.
Inaugurazione al pubblico: venerdì 28 marzo, ore 18.00
Contatti stampa
Fatima Terzo
Responsabile Beni culturali Intesa Sanpaolo
tel. 0444.991221 beniculturali@intesasanpaolo.com
Antonella Zivillica
Responsabile Ufficio Media / Attività Sociali e Culturali Intesa Sanpaolo
tel. 06.67125312 stampa@intesasanpaolo.com
in collaborazione con
Studio ESSECI
tel. 049.663499 info@studioesseci.net
Per maggiori informazioni sull'intero progetto Restituzioni è possibile visitare l'archivio on-line sul Sito Web
all'indirizzo www.intesasanpaolo.com, sezione Beni culturali, Per il
Patrimonio culturale del Paese:
Per maggiori informazioni sulle attività delle Gallerie di Palazzo Leoni
Montanari è possibile visitare il Sito Web all'indirizzo www.palazzomontanari.com
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