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Numero 23
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Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
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Cultura
TOSCA: COMPIE CENTANNI una delle donne immortali di Giacomo Puccini
Antonia Bonomi
Il 14 gennaio del 1900, al Teatro Costanzi di Roma è
rappresentata per la prima volta "Tosca", quinta opera di Giacomo Puccini, su
libretto del duo Illica-Giacosa tratto dal dramma omonimo di Victorien Sardou, scritto e
rappresentato tredici anni prima a Parigi.
Lopera riscosse un grande successo di pubblico, ricca
comè deffetti scenici a forti tinte, di particolari realistici, di passioni
espresse da motivi energici e melodie impetuose. Lamore tra i due giovani, Floria
Tosca cantante e Mario Cavaradossi pittore, il calore sensuale, la vitalità dei loro
duetti e delle loro arie, ebbe e continua ad avere una forte presa sul pubblico, visto che
è una delle opere più rappresentate, ma non ha mai convinto la critica che contestava
proprio il crudo realismo, nonché taluni effetti convenzionali e volutamente patetici.
Del resto, era ripresa da un dramma di Sardou, conosciuto per la
sua abilità nel concedere al pubblico intrighi e azioni più che sottigliezze
psicologiche e atmosfere surreali. Sardou ebbe modo di ascoltare e apprezzare lopera
lanno seguente, nel 1901.
La vicenda si svolge a Roma, il periodo è quello della
battaglia di Marengo: 1800. Tosca, famosa cantante, è
lamante di Cavaradossi, pittore liberale, ed è corteggiata dal barone Scarpia,
ministro della polizia pontificia, il quale è convinto che Mario abbia ospitato nella sua
casa un evaso da castel SantAngelo. A seguito di qualche reticenza di Tosca, le
istilla il tarlo della gelosia e ordina una perquisizione a casa del pittore e
larresto del medesimo. Poiché levaso non si trova, Cavaradossi è sottoposto
a torture e Tosca costretta ad ascoltare i suoi lamenti. Inorridita, non reggendo alla
disperazione, Tosca rivela il nascondiglio dellevaso che, scoperto si uccide.
Cavaradossi è condannato a morte per alto tradimento, ma riesce a gridare in faccia al
perfido Scarpia la sua felicità per la vittoria di Napoleone a Marengo, dileggiandolo
poiché poco prima, quando era giunta la falsa notizia della sconfitta di Napoleone, il
barone aveva assistito ad un Te Deum di ringraziamento. Per salvare Mario dalla
fucilazione, Tosca promette di concedersi a Scarpia, questi finge di dare ordini alla
guardia perché la fucilazione sia simulata con armi caricate a salve. Poi, tenta di
abbracciare Tosca che, sconvolta dallodio lo pugnala al petto, uccidendolo. Intanto,
Mario aspetta la morte scrivendo una lettera in cui ricorda il suo amore per Tosca. La
donna entra e lo avverte che la fucilazione sarà finta. Quando avviene, si accorge che
Mario è morto. Lo abbraccia disperata ed ecco che si fanno avanti le guardie per
arrestarla: hanno scoperto il cadavere di Scarpia. Tosca si alza e si getta dagli spalti
del Castello.
Tra le arie famosissime: Recondita armonia, Mario!
Son
qui!, Vissi darte, E lucevan le stelle, O dolci mani.
Un Cavaradossi indimenticabile fu Franco Corelli, tra le Tosca
più famose e celebrate Renata Tebaldi e Maria Callas.
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