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Anno
8
Numero
23

 

Direttore responsabile
Antonia Geninazza

Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998

Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.

 

 

 

 


Cultura

 

JULES VERNE
Romanziere o scrittore di fantascienza?

Roberta Gallina

Jules Verne nacque a Nantes l'8 febbraio 1828. I suoi inizi letterari si svolsero sotto il segno dell'incertezza fino al 1863, aveva allora trentacinque anni, quando la fortuna cominciò a sorridergli: l'editore Hetzel si entusiasmò a tal punto del suo racconto "Cinque settimane in pallone" che accettò di pubblicarlo immediatamente; si impegnò anche a stampare tutti i suoi futuri romanzi che trattassero argomenti analoghi. Questo fu l'inizio di una lunga serie di racconti, i "Voyages extraordinaires", che in brevissimo tempo divennero famosi in tutto il mondo, tradotti in tutte le lingue e fecero, del loro autore, lo scrittore più popolare e fortunato tra gli scrittori di romanzi d'avventura per i ragazzi.

Grazie alla fama ottenuta, le condizioni economiche di Verne migliorarono a tal punto che, in brevissimo tempo, poté compiere di persona quei viaggi che gli eroi dei suoi racconti affrontavano con spirito intrepido: acquistato un panfilo con i proventi dei suoi diritti d'autore, partì alla volta di Paesi lontani. Visitò l'America del Nord, l'Inghilterra, i mari del Nord ed il Mediterraneo.

Sicuramente Jules Verne può essere definito il primo scrittore moderno per ragazzi, i suoi personaggi sono descritti con uno stile brioso (è molto forte l'influsso di Dumas padre) ed umorismo bonario; aveva la vocazione dello scienziato - sognatore, ma nello stesso tempo era fornito di una solida preparazione ed amava documentarsi in maniera così precisa, che finiva con il dare al lettore anticipazioni di scoperte scientifiche che meritatamente vanno famose. Lo si può definire il precursore della lettura fantascientifica, ma la sua è una fantascienza ottimista, pervasa dalla fiducia, prettamente ottocentesca, nel progresso della scienza, "pulita" dagli incubi e dai terrori più o meno metafisici e morbosi, nei quali amano crogiolarsi molti scrittori contemporanei.

Le sue opere più famose sono: "Dalla terra alla luna" del 1863, " Viaggio al centro della terra" del 1864, "I figli del capitano Grant" del 1868, "Ventimila leghe sotto i mari" del 1870, "Il giro del mondo in ottanta giorni" con l'indimenticabile coppia formata dall'imperturbabile aristocratico inglese Phileas Fogg e dal suo servo francese, Passepartout, "L'isola misteriosa" del 1874, "Michele Strogoff" e "Mathias Sandorff" il cui tema principale è fondato sull'ideale ottocentesco dell'indipendenza nazionale dei popoli oppressi, "I 500 milioni della Bégum", del 1880, importante per le anticipazioni sui missili usati a scopo bellico.

Il romanzo più famoso è "Ventimila leghe sotto i mari", che insieme a "I figli del capitano Grant" ed a "L'isola misteriosa" fa parte della trilogia d'avventure sui mari. Il cupo protagonista, il capitano Nemo (magistralmente interpretato nel 1954 dall'attore James Mason), incarna perfettamente il classico eroe ottocentesco: tenebroso, tormentato, dal passato misterioso, ma strenuo difensore dei deboli e nel quale si ravvisano parte degli ideali del diciannovesimo secolo. Gli altri due protagonisti sono lo scienziato francese Aronnax, il suo servo Conseil ed il fiociniere Ned Land, interpretato da Kirk Douglas nel film del ’54. I tre partono con una spedizione organizzata dagli Stati Uniti, la cui destinazione è l'Oceano, per catturare un non ben identificato mostro che affondava tutte le navi. Il mostro non è altro che un battello ad immersione, il "Nautilus", quasi un precursore dei moderni sottomarini, ma molto più lussuoso e affidabile, che, comandato dal capitano Nemo, speronava implacabilmente tutte le navi inglesi, facendole colare a picco con tutti i passeggeri.

Il terzetto vive per ben dieci mesi sott'acqua, in preda alla nostalgia per la patria, inorriditi per la spietatezza delle spedizioni, ma anche attratti dal fascino inquietante e dalla evoluta intelligenza del capitano, di cui non riescono però a capire l'inestinguibile sete di vendetta. Come tutti gli eroi romantici Nemo insegue, invece, un ideale di giustizia: egli è in realtà un principe indiano che, spodestato dagli Inglesi che gli avevano sterminato la famiglia, ne perseguita le navi in una sorta di nemesi inafferrabile. Alla fine del romanzo i tre riescono a fuggire nei pressi delle coste norvegesi, ove vengono tratti in salvo da un pescatore delle isole Lofoten.

All'età di settantasette anni, nel 1905, Jules Verne muore nella piccarda cittadina di Amiens.