JULES
VERNE
Romanziere o scrittore di fantascienza?
Roberta Gallina
Jules Verne nacque a Nantes l'8 febbraio 1828. I suoi inizi
letterari si svolsero sotto il segno dell'incertezza fino al 1863, aveva allora
trentacinque anni, quando la fortuna cominciò a sorridergli: l'editore Hetzel si
entusiasmò a tal punto del suo racconto "Cinque settimane in pallone" che
accettò di pubblicarlo immediatamente; si impegnò anche a stampare tutti i suoi futuri
romanzi che trattassero argomenti analoghi. Questo fu l'inizio di una lunga serie di
racconti, i "Voyages extraordinaires", che in brevissimo tempo divennero famosi
in tutto il mondo, tradotti in tutte le lingue e fecero, del loro autore, lo scrittore
più popolare e fortunato tra gli scrittori di romanzi d'avventura per i ragazzi.
Grazie alla fama ottenuta, le condizioni economiche di Verne
migliorarono a tal punto che, in brevissimo tempo, poté compiere di persona quei viaggi
che gli eroi dei suoi racconti affrontavano con spirito intrepido: acquistato un panfilo
con i proventi dei suoi diritti d'autore, partì alla volta di Paesi lontani. Visitò
l'America del Nord, l'Inghilterra, i mari del Nord ed il Mediterraneo.
Sicuramente Jules Verne può essere definito il primo scrittore moderno
per ragazzi, i suoi personaggi sono descritti con uno stile brioso (è molto forte
l'influsso di Dumas padre) ed umorismo bonario; aveva la vocazione dello scienziato -
sognatore, ma nello stesso tempo era fornito di una solida preparazione ed amava
documentarsi in maniera così precisa, che finiva con il dare al lettore anticipazioni di
scoperte scientifiche che meritatamente vanno famose. Lo si può definire il precursore
della lettura fantascientifica, ma la sua è una fantascienza ottimista, pervasa dalla
fiducia, prettamente ottocentesca, nel progresso della scienza, "pulita" dagli
incubi e dai terrori più o meno metafisici e morbosi, nei quali amano crogiolarsi
molti scrittori
contemporanei.
Le sue opere più famose sono: "Dalla terra alla luna"
del 1863, " Viaggio al centro della terra" del 1864, "I figli del capitano
Grant" del 1868, "Ventimila leghe sotto i mari" del 1870, "Il giro del
mondo in ottanta giorni" con l'indimenticabile coppia formata dall'imperturbabile
aristocratico inglese Phileas Fogg e dal suo servo francese, Passepartout, "L'isola
misteriosa" del 1874, "Michele Strogoff" e "Mathias Sandorff" il
cui tema principale è fondato sull'ideale ottocentesco dell'indipendenza nazionale dei
popoli oppressi, "I 500 milioni della Bégum", del 1880, importante per le
anticipazioni sui missili usati a scopo bellico.
Il romanzo più famoso è "Ventimila leghe sotto i
mari", che insieme a "I figli del capitano Grant" ed a "L'isola
misteriosa" fa parte della trilogia d'avventure sui mari. Il cupo protagonista, il
capitano Nemo (magistralmente interpretato nel 1954 dall'attore James Mason), incarna
perfettamente il classico eroe ottocentesco: tenebroso, tormentato, dal passato
misterioso, ma strenuo difensore dei deboli e nel quale si ravvisano parte degli ideali
del diciannovesimo secolo. Gli altri due protagonisti sono lo scienziato francese Aronnax,
il suo servo Conseil ed il fiociniere Ned Land, interpretato da Kirk Douglas nel film del
54. I tre partono con una spedizione organizzata dagli Stati Uniti, la cui
destinazione è l'Oceano, per catturare un non ben identificato mostro che affondava tutte
le navi. Il mostro non è altro che un battello ad immersione, il "Nautilus",
quasi un precursore dei moderni sottomarini, ma molto più lussuoso e affidabile, che,
comandato dal capitano Nemo, speronava implacabilmente tutte le navi inglesi, facendole
colare a picco con tutti i passeggeri.
Il terzetto vive per ben dieci mesi sott'acqua, in preda alla
nostalgia per la patria, inorriditi per la spietatezza delle spedizioni, ma anche attratti
dal fascino inquietante e dalla evoluta intelligenza del capitano, di cui non riescono
però a capire l'inestinguibile sete di vendetta. Come tutti gli eroi romantici Nemo
insegue, invece, un ideale di giustizia: egli è in realtà un principe indiano che,
spodestato dagli Inglesi che gli avevano sterminato la famiglia, ne perseguita le navi in
una sorta di nemesi inafferrabile. Alla fine del romanzo i tre riescono a fuggire nei
pressi delle coste norvegesi, ove vengono tratti in salvo da un pescatore delle isole
Lofoten.
All'età di settantasette anni, nel 1905, Jules Verne muore
nella piccarda cittadina di Amiens.