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Anno 12
Numero 22
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Cultura
VICO
EQUENSE
due statue funerarie emergono dalla necropoli di via Nicotera
Due statue
funerarie, dedicate ad una coppia di sposi, sono emerse nel corso dello
scavo condotto lungo la necropoli di via Nicotera a Vico Equense. Si tratta di 2
statue in tufo stuccate, opera certamente di scalpellini locali, raffiguranti un
uomo
e una donna, riconducibili al periodo romano imperiale (I sec a.C.), ad
oggi poco documentato a Vico Equense.
Lo scavo
di via Nicotera, è stato iniziato tra il 2006 - 2007, dalla Soprintendenza
speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei (SANP), responsabile della
zona Tommasina Budetta, ed ha restituito una necropoli dove le tombe erano
disposte su terrazzamenti naturali, intorno a piazzole delimitate da muri in opus
reticolatum.
Nel
settore Sud, sono emerse tombe del tipo a cappuccina, databili tra
la fine del III sec. e il I sec. a.C., che testimoniano l’uso del rito
inumatorio.
Il settore
Nord, invece, venne occupato tra il I sec. a.C. e il I sec.d.C., fino al
momento dell’eruzione del 79 d.C. ed è stato luogo di indagine nell’ultima
campagna di scavi (gennaio-febbraio 2008).
Quest’ultimo
scavo ha permesso di individuare il tracciato di un asse viario antico
costituito da breccioline calcaree di origine alluvionale e fornito di due
lunghe carreggiate. Il percorso rappresenta, con molta probabilità, la
via di accesso alla necropoli ma potrebbe anche costituire un tratto della Via
Minervia che da S. Maria del Toro discendeva poi per l’attuale Via Nicotera. E
probabilmente ricalcava un asse viario più antico risalente al V secolo a.C..
E’ lungo
questo percorso che sono state ritrovate le due statue a testimonianza del fatto
che in antico le facciate dei monumenti funerari correvano lungo l’asse
stradale.
“Questa
recente scoperta è particolarmente rilevante – dichiara
l’archeologa Budetta – in quanto documenta la continuità
dell’insediamento dall’età arcaica a quella romana. Infatti, poco distante
furono rinvenute tombe del VI sec. a.C., i cui reperti sono oggi esposti nel
locale Antiquarium inaugurato nel 2001 dalla SANP.”
Le
indagini di scavo avevano già portato alla luce interessanti testimonianze del rito
incineratorio nelle sue forme diversificate. Le ceneri erano deposte in olle
segnalate da cippi o da stele iscritta o in cassette lignee ricoperte da
tegole a doppio spiovente. È stata ritrovata, inoltre, una sepoltura del tipo a
columella, ed anche per questa è stata utilizzata come osteoteca una cassetta
di legno, di cui si sono conservati numerosi chiodi di ferro e bronzo.
Accanto alla sepoltura è stato ritrovato l’ustrinum che rappresenta il
luogo della pira esclusivamente per questa sepoltura. I corredi di queste ultime
sepolture hanno restituito fibule di ferro e di bronzo, balsamari vitrei e
lucerne, anche questi conservati presso l’Antiquarium.
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