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Anno 8
Numero 23
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Curiosità
CURIOSIAMO E
GIOCHIAMO
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AURA
una luce misteriosa di cui si parla fin dal 1000 a.C.
Vittoria
Inverni
Per
chi non lo sapesse, spieghiamo subito che cos'è l'aura, o cosa dovrebbe essere.
L'aura, dicono coloro che sostengono la sua esistenza, è un'emanazione di tutto
ciò che è vivo, persone, animali o vegetali. È un "corpo sottile",
un alone che s'irradia attorno al corpo, principalmente il capo, di ciascuno e
che persone particolarmente sensibili riescono a percepire. L'aura non va
confusa con i fasci di luce emanati da certe persone, perché questi
indicherebbero che quel particolare soggetto è protetto o da altri esseri umani
o dai defunti, suoi o che hanno debiti di riconoscenza nei suoi confronti.
Tra le persone "sensibili" possono essere iscritti i profeti
dell'antichità, i mistici e i veggenti: i raggi o le aureole che si vedono
attorno al capo dei santi altro non sarebbero che l'aura percepita da chi ha
avuto contatti con loro. Un esempio di aura lo si trova nell'Antico Testamento
ed è la luce emanata da Mosè quando scese dal Sinai con le Tavole della Legge,
e che nell'iconografia è tradotta con i due corni sulla fronte. Pieno della
grazia di Dio, Mosè risplendeva a tal punto che fu costretto
coprirsi con un velo per non spaventare il suo popolo. Qualcuno sostiene
che l'arcobaleno visto da Noè alla fine del diluvio fosse l'aura della Terra
rinnovata nell'alleanza con Dio. La storia, per quanto in parte leggendaria, ci
dice che Zoroastro, o Zaratustra, fu il primo a parlare di aura nel periodo in
cui visse, e che secondo gli studi più recenti va dal 1000 al 600 a. C. Il
divulgatore della dottrina di Ahura Mazdah diceva che tutti gli dei la
possiedono, ma che l'aveva anche la Terra e tutte le sere quest'aura risaliva al
cielo verso il dio della luce, ridiscendeva verso le stelle e un angelo (non
dimentichiamo che i primi esseri alati risalgono alla religione persiana),
l'accoglieva con un carro per portarla a spandere di nuovo la sua luce ovunque.
Da Ahura Mazdah, il primo aureolato, al Budda con il capo e il corpo circonfusi
da due dischi che simboleggiano l'aura superiore e l'aura inferiore, ai santi
del cristianesimo (esistono raffigurazioni del Cristo Pantocrator aureolato e
racchiuso in un'ulteriore aura dai colori dell'arcobaleno, quasi a rinnovare il
primo patto di Dio con la Terra), a Maometto la cui aura è una fiamma che gli
circonda il corpo e sale al cielo in una lingua di fuoco, l'aura è passata in
tutte le religioni.
Dopo un periodo di quasi oblio, è nell'Ottocento che l'aura torna alla
ribalta. Rudolph Steiner, il fondatore dell'antroposofia, affermava che non è
necessario vederla con gli occhi, perché la si può avvertire anche con la
mente. Secondo Steiner, ogni colore è sinonimo di uno stato d'animo e una
persona in collera può essere percepita intuitivamente come rossa, mentre una
persona calma e riflessiva può essere avvertita come azzurra.
Edgar Cayce, medium e guaritore americano morto nel 1945, affermava di saper
distinguere l'aura delle persone e in base ai colori che vedeva fare diagnosi
sulle condizioni fisiche delle medesime.
Infatti, chi sostiene l'esistenza dell'aura ne parla come di un alone di vari
colori che s'irradia fino a 60 cm dal corpo. Ogni colore dovrebbe indicare uno
stato d'animo e una patologia se è vero che le malattie sono determinate da una
disarmonia dell'insieme mente-spirito.
Nel 1911 il dottor Walter J. Kilner affermava che l'aura umana è visibile con
mezzi meccanici e pubblicò il resoconto delle sue ricerche. Ogni copia del
volume conteneva una lente colorata con una sostanza chimica che, secondo
l'autore, avrebbe permesso di vederla in tre stati separati. I risultati della
lente e degli esperimenti furono modesti e il dottore fu sommerso dall'ironia
dei colleghi. Con studi partiti nel 1939, nel 1957 fu la volta di un ricercatore
inventore russo, Semyon Davidovic Kirlian, che con l'aiuto della moglie aveva
messo a punto un congegno secondo loro capace di fotografare l'aura sistemando i
soggetti all'interno di campi magnetici ad alto voltaggio. Il loro sistema,
detto "camera Kirlian", non è stato privo di contestazioni, anche se
qualcuno sostiene che l'emanazione, prodotta dal sudore (ma ci si chiede come
possa sudare una foglia, come quella di geranio dell'illustrazione), possa
essere utile alla diagnostica medica.
Nel 1973 lo scienziato Lyall Watson ipotizzò che l'aura vista dai mistici e dai
sensitivi fosse un'emanazione fisica vista solo da coloro che hanno gli occhi
sensibili alle onde luminose a bassa frequenza.
Che l'aura sia un'emanazione fisica potrebbe essere confermato dai racconti che
ci arrivano dal Medioevo. Secondo le cronache, il Beato Tommaso da Cori, pastore
fattosi francescano nel 1675, durante le prediche emanava una tale luce da
illuminare la chiesa, mentre la cella di san Luigi Bertràn, vissuto nel 1500,
era sempre illuminata come se all'interno ci fossero lampade potenti.
Nel 1995 è la volta del professore russo K. Korotkov che con la sua équipe
ha elaborato una variante della "camera Kirlian". Sulla corrispondenza
fra le dita della mano e gli organi interni, esaminando la mano sarebbero in
grado di diagnosticare le carenze bioenergetiche degli organi corrispondenti.
AURA
il significato dei colori, come vederla
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