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Anno 9
Numero 37
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Curiosità
CURIOSIAMO
E
GIOCHIAMO
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AGATA
una pietra apprezzata da 5000 anni per le
qualità pulenti sul corpo e sullo spirito, come
portafortuna
Vittoria Inverni
Dal greco Achates, nome di un
fiume della Sicilia presso il quale anticamente la si trovava in
abbondanza, la semi preziosa agata è una varietà di calcedonio semitrasparente
e durissimo. Un tempo era diffusa anche in Italia, ora ne sono rimaste
poche tracce in Sardegna. Era reperibile in Germania, dove è pressoché esaurita,
Asia Minore, Cina, Madagascar, Turchia, India e Brasile, Sud America in genere
dove è ancora reperibile in abbondanza. Questo biossido di silicio si presenta
a bande colorate, ondulate o concentriche, che vanno dal bianco al grigio, nero,
azzurro, rosso, bruno, verde. Le bande possono essere in sfumature dello stesso
colore o in colori contrastanti. Quando i colori sono troppo vivaci e troppo
contrastanti, come il verde, il blu, il giallo e il porpora, l'agata è colorata
artificialmente con tecniche che un tempo gli artigiani si tramandavano
gelosamente di padre in figlio. A secondo della forma delle bande, la pietra
prende nomi diversi: agata onice quando le bande hanno colori contrastanti,
alternativamente bianco e nero, oppure arborizzata o figurata quando ci sono
inclusioni come felci o le bande creano paesaggi, con effetto "quinta
teatrale", cerchiata, nuvolata o muschiosa. In alcune agate sono state
trovate zanzare e inclusioni radiali tipo spore.
È accertato che già 5.000 anni fa l'agata era impiegata sia per le sue qualità
terapeutiche, anche se associate per lo più al suo potere scaramantico come
antimalocchio e portafortuna, sia
come ornamento. Fra le testimonianze più antiche dell'uso ornamentale
dell'agata, troviamo una cintura che le donne di Harappa portavano sul corpo
nudo, dalla vita all'inguine, formata da grani di rossa cornalina, verde
steatite, agata multicolore, diaspro, amazzonite, giada, lapislazzuli e una
sorta di maiolica, in un assortimento variopinto che dà la misura di quanto
fosse importante la policromia per i popoli antichi. Elemento decorativo e
sacro, gli scarabei, per gli egiziani che la chiamavano
"tesoro di luce", anche gli ebrei la usarono per ornare le vesti
cerimoniali dei grandi sacerdoti, così greci e romani, i cristiani. Dal sacro
al profano, l'agata è passata ai cammei, famosi sono quello molto grande della
Sainte-Chapelle che raffigura Sapore
mentre fa prigioniero Valeriano e quello di Marco Aurelio, ed è stata usata
anche per oggetti come calici, pregevole quello di Tolomeo conservato, come il
cammeo di cui sopra, a Parigi nella
Biblioteca Nazionale di Francia. Gli antichi romani, regalavano anelli
con agate alle spose. Nel mondo islamico l'agata ha un posto di prestigio. Narra
la leggenda che il profeta Maometto portasse sempre un anello d'agata arancio
con incisi i versetti della massima devozione ad Allah. A partire dal 1300 fino
al 1600, l'agata ebbe un impiego massiccio anche nell'arredamento, fu usata come
ornamento di mobili, nei ripiani dei tavoli, per cofanetti, saliere o
soprammobili, o per pavimenti, come quello che si può ammirare nella camera da
letto della zarina Maria Fiodorovna.
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