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Anno 9
Numero 37
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Curiosità
CURIOSIAMO
E
GIOCHIAMO
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COME SI OTTENGONO
Le
forme delle perle sono numerose. Oltre alle mezzeperle, dette anche bisperle, si
hanno le libere
di vario tipo: sferiche perfette, a goccia, a bottone, tonde ma appiattite, e le
irregolari dette barocche o scaramazze.
La lavorazione della perla consiste essenzialmente nella pulitura per liberarle
dalla patina verdastra che presentano appena pescate, e nella perforazione.
Quest'ultima è un'operazione molto delicata. Inoltre, alle perle imperfette,
che dovessero presentare difetti esterni, possono essere asportati vari strati
per renderle regolari. Non sempre l'operazione riesce, poiché all'interno
potrebbero rivelare altri difetti.
Le perle vere sono dette sia naturali sia accidentali e sono rare e costose,
perciò nell'antichità hanno fatto parte degli ornamenti dei regnanti e dei
potenti della terra.
Il primo gioiello di cui si ha notizia certa risale al V secolo a.C. Si tratta
di un collier ritrovato nel sarcofago di una regina persiana sepolta a Susa: tre
fili per complessive 216 perle ed è conservato al Louvre.
I primi tentativi conosciuti per produrre perle coltivate risalgono ai cinesi
che già nel 1200 circa producevano bisperle introducendo corpi
estranei fra il mantello e la conchiglia dei molluschi.
I Giapponesi perfezionarono questo metodo, ma solo nel 1913 Kokiki Mikimoto mise
a punto il metodo per ottenere perle libere. Romanticamente, la leggenda lo
vuole pescatore, ma si trattava di uno zoologo, scienziato e ricercatore.
A partire dal 1961 quella delle perle coltivate è diventata un'industria dal
fatturato di migliaia di miliardi annui.
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