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Anno 10
Numero 51
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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LA PIANTA DELLA SETTIMANA
CALENDULA
NOME SCIENTIFICO: Calendula officinalis
NOMI DIALETTALI: fiorrancio, calandria, calta, calendola, garofano
di Spagna, in
francese è "souci", voce di probabile derivazione dal latino
medievale "solsequium" cioè che segue il sole. In tedesco "Ringelblume",
per gli spagnoli è "yerba centella" mentre gli iglesi la chiamano
"marigold", il perché è indicato nel paragrafo delle credenze e
aneddoti.
DESCRIZIONE: pianta annuale o biennale, appartenente alla famiglia
delle Composite, deriva dall'antica Calendula arvensis L., presente allo stato
spontaneo in tutta la zona del mediterraneo, da dove è stata esportata sia in
Europa e in Asia, sia nelle Americhe. Il genere Calenduleae si dice composto da
una quindicina di tipi, in realtà vanno interpretati come varietà dell'unica
specie attualmente riconosciuta.
Pianta rustica o semirustica, è coltivata in diverse varietà orticole e
dall'industria floreale, alimentando un grosso commercio di fiori recisi. Pianta
erbacea o sublegnosa, più o meno pelosa, allo stato spontaneo raggiunge anche
100 cm di altezza, coltivata si ferma a 30-50 cm. Le foglie sono alterne e
spesso denticolate, le inferiori spatolate e ristrette i piccioli, le superiori
lanceolate, ha capolini terminali che raggiungono anche 7 cm di diametro
con disco purpureo o nerastro e fiori ligulati il cui colore copre tutta
la gamma dall'arancione al giallo pallido quasi bianco.. talvolta si sviluppano
piccoli capolini laterali al capolino centrale e viene chiamata "calendola
madre di famiglia" o "calendola a mazzolini". I fiori ligulati sono femminili, quelli del disco
ermafroditi, ma funzionano come maschili. Fiorisce tra giugno e novembre, si
semina in primavera direttamente nel terreno o in ciotole, vanno piantate ad una
distanza di 30 cm circa e cimate per avere una fioritura continua. Conosciuta
fin dall'antichità, è probabilmente il Chrysanthemum o "pianta dai fiori
d'oro" di cui parlano gli antichi scrittori greci. Le proprietà medicinali
della pianta erano conosciute anticamente e fino al Medioevo, poi si era usata
più che altro a scopo ornamentale, per ritornare in auge ai nostri giorni. È
difficile stabilire quando la Calendula sia entrata nella coltivazione, di certo
c'è che Oliviero da Serres, nel 1663, nel Theatre d'agriculture et menage des
champs ne parlò abbondantemente.
PARTI UTILIZZATE: sommità fiorite, petali che sono usati anche in
cucina, foglie.
PRINCIPI COSTITUENTI: olio essenziale, carotene e betacarotene, un
principio amaro, una saponina, alcol, acidi e tracce di acido salicilico.
PROPRIETÀ: antisettico, antinfiammatorio, cicatrizzante, regolatore
del flusso
mestruale, utile per le varie affezioni dell'apparato genitale, stimola la
secrezione della bile, sudorifere, cura della pelle e di varie malattie della
medesima, ulcera gastroduodenale, verruche, calli, emorroidi, disturbi
circolatori, distonie neurovegetative, iperidrosi nervosa, vertigini, rinite
allergica.
RACCOLTA-CONSERVAZIONE: si raccolgono i fiori quando sono sbocciati,
preferibilmente aprile-giugno, settembre novembre, mentre le foglie si
raccolgono giovani durante tutto il periodo in cui escono. Essiccare sia fiori
sia foglie lontano dal sole e con temperature basse per non alterare il colore
dei petali. Conservare in sacchetti di tela e al buio in recipienti di
porcellana o vetro.
PREPARAZIONI
Infuso di fiori: un cucchiaino di fiori ogni tazza di acqua bollente,
lasciare in infusione una decina di minuti, filtrare.
Decotto: portare
a bollore un litro d'acqua, aggiungere 30 g di fiori e foglie, bollire per un
quarto d'ora, filtrare e usare a secondo delle necessità.
Cataplasmi o compresse: applicare sulle zone interessate alcune
foglie fresche sminuzzate, coprire con garza sterile e lasciare agire per una
mezz'ora.
Tintura: macerare 20 g di fiori freschi in 100 ml di alcol a 25°
per una settimana. Filtrare e conservare in una bottiglietta con contagocce.
Assumere un massimo di 40 gocce al giorno. È meglio acquistare il prodotto in
erboristeria e seguire le indicazioni.
Olio: macerare 75 g di fiori freschi in un bicchiere d'olio per
venti giorni. Scuotere giornalmente il barattolo, che sarà a chiusura ermetica,
filtrare spremendo bene i fiori e conservare in una boccetta di vetro scuro.
Assicuratevi sempre che sia di calendula e non di tagete, che è pericoloso.
Olio essenziale: si acquista in erboristeria o nelle farmacie con
reparto erboristico. È sempre bene
non superare mai le dosi indicate. Assicuratevi sempre che sia di calendula e
non di tagete, che è pericoloso.
SALUTE
Influenza e raffreddore, quando serve un'azione antinfiammatoria: una tazza
d'infuso prima di coricarsi, dolcificare con un cucchiaino di miele d'acacia.
Cattiva digestione, stimolare la secrezione biliare, infezioni
gastrointestinali, dolori viscerali: 2 tazze di decotto al giorno e 10 gocce
di tintura.
Ascessi freddi, vene varicose, calli, verruche, geloni, contusioni,
piaghe in genere, da decubito: applicare sulle parti interessate le foglie
fresche sminuzzate o compresse preparate con il decotto o la tintura di
calendula.
Regolatore mestruale, dolori addominali: una tazza d'infuso di
calendula prima dei pasti iniziando una settimana prima del ciclo, 30 gocce di
tintura al giorno durante il ciclo.
BELLEZZA
Bagno decongestionante e idratante: preparare un sacchetto di tela fine
pieno di fiori e foglie secche, appenderlo sotto il getto dell'acqua calda,
usarlo per massaggiare il corpo quando è insaponato, magari con un sapone a
base di calendula.
Oppure: preparare un decotto ristretto di fiori di calendula e versarlo
nell'acqua del bagno, spremendo bene i fiori.
Oppure: versare nell'acqua del bagno un cucchiaio abbondante di olio di
calendula e 6 gocce di olio essenziale.
Gel oculare calmante: per calmare gli occhi stanchi, arrossati e
infiammati, preparare un decotto concentrato con un cucchiaino di fiori di
calendula, uno di fiori di camomilla, uno di fiordaliso e uno di malva.
Riscaldare sei cucchiai del decotto preparato con 2 cucchiai di acqua di
amamelide e disciogliervi un pizzico di borace e uno di agar agar. Fare
raffreddare e conservare in frigorifero in un barattolo con tappo a vite.
Applicare sulla zona perioculare la sera prima di coricarsi.
Oppure: bagnare 2 pezzi di cotone idrofilo in un infuso leggero, applicare sugli
occhi e tenere una ventina di minuti in perfetta immobilità.
Rinforzante per capelli: unire 5 gocce di olio essenziale di
calendula a un bicchierino di olio
di mandorle, intiepidire a bagnomaria e frizionare bene il cuoi capelluto e i
capelli. Avvolgere la testa in un foglio di alluminio e coprire con un
asciugamano bagnato in acqua bollente e strizzato, ripetendo l'operazione quando
si è raffreddato. Tenere per una mezz'ora, lavare la testa con shampoo neutro.
Tintura rossa per capelli: preparare un decotto concentrato con
fiori di calendula, frizionare i capelli, radice compresa, avvolgere la testa in
pellicola per alimenti e in un asciugamano bagnato in acqua calda, procedendo
come per l'indicazione precedente. Dopo 20 minuti lavare la testa. Ripetendo
spesso l'operazione, il colore diventa più intenso.
Crema nutriente per pelli ruvide e secche: aggiungere 6 gocce di
olio essenziale alla quantità di crema abituale che si usa per massaggiare il
corpo dopo il bagno o la doccia. Per il viso aggiungere 3 gocce di olio
essenziale alla dose di crema notturna abituale. L'uso quotidiano dell'olio
essenziale di calendula può contribuire a ridurre vecchie cicatrici, in caso di
ulcerazioni e di vene varicose.
Suffumigi antirughe e rassodanti: in una bacinella di acqua bollente
aggiungere 6 gocce di olio essenziale di calendula e procedere normalmente.
Pelle arrossata o dermatiti, eczemi: massaggiare delicatamente la
parte con olio di calendula
ALTRI USI: in cucina i petali dei fiori freschi o essiccati si
possono aggiungere alle minestre, mentre quelli freschi sono eccellenti in
insalata, con le foglie giovani. Aggiunti ai risotti diventano un surrogato
dello zafferano, di cui non ha comunque il sapore, colorano piacevolmente i
budini di riso. Possono essere usati in frittate, salse per pesci o carne.
Freschi o secchi, i petali, possono essere aggiunti al burro, a formaggi molli o
yogurt, cui conferiscono un bel colore giallo.
LINGUAGGIO DEI FIORI: considerato una pianta ben augurale significa
" La concordia degli spiriti è il bene più prezioso."
ANEDDOTI E CREDENZE:
il nome Calendula deriva dal latino calendae, giorno,
che allude al succedersi perpetuo del tempo. Secondo
altri, deriverebbe dal greco kàlathos che significa coppa o cesta, alludendo
alla forma del fiore. Come tutti i fiori gialli o arancioni, era associato al
sole, il termine "marigold" degli inglesi lo accomuna alla Vergine
Maria, cui erano dedicati nel Medioevo con il nome di "oro di Maria".
Il fatto che abbassi il capolino al tramonto, era considerato un segno di
mestizia, di lutto per la scomparsa del sole e
questa credenza si è trasmessa nella simbologia che lo vuole simbolo del
dolore, della noia e della pena. Più o meno dello stesso avviso sono i
messicani, che lo considerano il fiore della morte. Una leggenda popolare dice
che questi fiori, portati dai conquistatori, siano cresciuti in Messico con il
sangue dei poveri indigeni, vittime della sete di potere, e di oro, dei bianchi.
Secondo una leggenda inglese li vuole simbolo di gelosia e le raffigura come
zitelle mai amate da nessuno che, morendo, si trasformano in calendule
"gialle di rabbia".
Secondo gli scrittori dell'Ottocento, era il simbolo dei cortigiano adulatori,
ma c'è anche una corrente di pensiero che lo vuole simbolo dell'amore puro e
infinito. L'emblema di Margherita d'Orléans era una calendula che girava
attorno al sole con il motto: "Io non voglio seguire che il sole". Nei
giochi di Tolosa, i celebri "jeux floraux", al poeta vincitore si
offriva una calendula d'argento in onore del fondatore, secondo la tradizione
Clemence Isaure, di cui era il preferito.
In Germania è anche chiamata "Kuhblume" poiché a Pentecoste
è antica consuetudine inghirlandare i bovini con fiori di calendula durante la
Pfingst Procession.
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