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Anno 12
Numero 26
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Editoriale

a cura del
Direttore: Antonia Geninazza
Cari amici,
sono bella, intelligente e
simpatica, ve lo dico io perciò dovete credermi.
Al solito, quando c’è di mezzo Berlusconi, non so se ridere o piangere. Il
primo passaggio della sua ultima
autoglorificazione l’ho ascoltato giovedì 25 giugno al Tg3 delle 19 e non
credevo alle mie orecchie, mentre i miei occhi erano fissi sul volto gonfio e
ceronato, gli occhi ridotti ad una fessura annegata tra palpebre e borse
debordanti, peggio di una caricatura carnevalesca, enunciare con voce melliflua
e un vago sorrisetto ammiccante, senza neppure una voce fuori campo a fare
domande che: “… su di me solo calunnie e spazzatura…gli italiani mi
vogliono visto che ho il 61% dei consensi. Mi vogliono perché sentono che sono
buono, generoso, sincero, leale e mantengo le promesse… ho sbagliato qualche
ospite, ma io sono fatto così e non cambio… Nessuna immoralità quando ci
sono io…”. Trasecolavo e mi cadevano le braccia, un solo aggettivo mi veniva
alle labbra: “Vigliacco”. Infatti, in quale altro modo si può definire un
soggetto che dalla fine di aprile è al centro di notizie che prendono il via da
una denuncia pubblica della moglie che si può riassumere nella frase: “… è
un uomo malato…”. Inutile fare il racconto delle signorine appartenenti al
mondo dello spettacolo o aspiranti tali che frequentavano corsi intensivi di
politica, con tanto di firme notarili per essere candidate alle europee,
definite “ciarpame” dalla moglie di questo signore e prontamente fatte
sparire e smentite. Inutile ripercorrere il caso Noemi Letizia con domande senza
risposta, o con rosario di giustificazioni contrastanti, del tipo “da quanto
tempo e perché si conoscevano Berlusconi e Letizia”, inutile parlare delle
feste con le escort, le domande di chi non è incantato dal suo carisma
incalzavano e il nostro che ha fatto? Sì
è imposto in un paio di trasmissioni della televisione di stato nelle quali ha
parlate a ruota libera pescando nel ciarpame della personale melassa
sentimentaloide, un povero uomo tanto infelice… il resto tutta immondizia,
invidia, odio. Non risponde nelle sedi deputate, nei telegiornali, salvando il
Tg3, non compaiono notizie di queste vicende, lui si fa “intervistare” dai
giornali di famiglia, spara le solite quattro cazzate (immondizia, invidia,
odio) quando è in altri contesti, magari Confindustria ecc., e nessuno può
reagire, ma non risponde nelle sedi deputate, camera e senato, parla di congiura
e sventola statistiche che, a ben vedere, sono comunque al di sotto di un buon
15% da quelle date all’inizio di giugno, quando era sicuro che avrebbe avuto
il massimo dei consensi, il leader più amato… dopo il nostro amato premier
coreano! Complotti, dice che si tratta di complotti… forse ne sa qualcosa se
penso al caso Mitrokin e a Telecom Serbia che sono finiti sotto silenzio ed
erano sbandierati durante i suoi governi, naturalmente nell’occhio del
complotto c’erano i suoi oppositori. E
ieri eccolo con l’autoglorificazione: “Gli italiani mi vogliono perché
sentono che sono buono, generoso, sincero, leale e mantengo le promesse…”.
Con la pelle d’oca osservo non tanto lui in quanto condivido il pensiero della
moglie, penso a quanti gli ruotano attorno e che infischiandosene del paese e
dell’immagine miserevole che esportiamo non lo fermano. Caro Berlusconi, non
ci si difende mandando avanti avvocati che ormai non sanno più a che santo
votarsi e quando non possono zittire l’interlocutore con un continuo “ma va
là” ti definiscono “utilizzatore finale” di prostitute per quanto di
“alto bordo”, lasciati intervistare da giornalisti veri, di tutte le razze
ma, ti prego, cerca di mettere su un copione che abbia un filo logico, che non
si contraddica e ricorda che come attore sei un cane. Non so chi ti abbia
definito grande comunicatore, forse l’hai coniato tu e gli altri che
mangiavano alla tua greppia lo hanno ripetuto come un mantra autoconvincendosi e
confermandoti sempre più nel tuo narcisismo sfrenato. Ho detto che come attore
sei un cane? L’ho sempre pensato e mai nascosto, da oggi so di non essere la
sola perché in un’intervista lo ha affermato anche Arnoldo Foa’, scusa se
è poco visto che lui è un attore vero.
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