Rosmarino
ROSMARINO
NOME SCIENTIFICO: Rosmarinus officinalis
NOMI DIALETTALI: ramerino, rosamarina, osmari, sgulmarin, rusmarin, tresomarino, rumosino

DESCRIZIONE: sempreverde appartenente alla famiglia delle Labiate, il rosmarino si trova ormai dappertutto. Un tempo era caratteristico delle zone mediterranee, dove cresce spontaneamente. Il nome, dal latino deriva da ros, rugiada, e marinus, mare, perché cresceva spontaneo sulle coste. È un arbusto alto circa due metri, dotato di molti rami affastellati, con foglie piccole, lineari, di colore verde scuro e argenteo nella pagina inferiore. I fiori sono azzurrini o violetto chiaro e sbocciano in gruppi ascellati in diverse stagioni dell’anno, a secondo del clima. L’odore è intenso d’incenso e canfora, il sapore aromatico, astringente.
PARTI UTILIZZATE: pianta fiorita, foglie tutto l’anno.
PRINCIPI COSTITUENTI: olio volatile contenente canfora, borneolo, pinene, cineolo, saponine, colina.
PROPRIETÀ: antisettico, antispasmodico, colagogo, diuretico, stimolante, stomachico, tonico, vulnerario, rilassante, aumenta la memoria.
RACCOLTA-CONSERVAZIONE: può essere raccolto e usato tutto l’anno fresco.
PREPARAZIONI
Infuso: bollire una tazza d’acqua, aggiungere un buon pizzico di foglie, lasciare riposare un quarto d’ora, venti minuti, filtrare e bere.
Vino: macerare per due giorni due manciate di foglie in un litro di ottimo vino bianco, filtrare.
Tintura, olio essenziale: si trovano in erboristeria o nelle farmacie con reparto erboristico. L’olio essenziale va usato con parsimonia: non superare mai le dosi indicate.
SALUTE
Debolezza, inappetenza: un bicchierino di vino come aperitivo prima dei pasti.
Depressione, disturbi epatici, digestivi, colesterolo alto, frigidità, impotenza, emicrania: infuso due tazze al giorno.
Malattie da raffreddamento, torcicollo, insonnia: bagni caldi serali aggiungendo 3 gocce di olio essenziale. Consigliati i suffumigi in tutte le patologie bronchiali, asmatiche. In questo caso l’olio può essere annusato.
Disturbi della circolazione: da 20 a 40 gocce al giorno in poca acqua o tè.
Contrazioni muscolari, distorsioni, artrite, reumatismi: massaggi con crema o olio di mandorle e una goccia di olio essenziale di rosmarino. Impacchi con infuso caldo sulla parte dolorante.
BELLEZZA
Ritenzione dei liquidi, cellulite, vene varicose: 3-5 gocce di olio essenziale nell’acqua del bagno o sul guanto della doccia, da massaggiare su tutto il corpo con lieve movimento rotatorio nel senso della circolazione. Infuso, tintura da 20 a 40 gocce al giorno nel tè verde.
Calvizie, forfora, capelli grassi, sfibrati o deboli, alopecia: l’ultimo risciacquo fatto con una tazza d’infuso. Sembra scurisca anche i capelli bianchi, o aiuti a mantenere il colorito scuro. Frizionare capelli e cuoio capelluto con infuso di rosmarino o 2 gocce di olio essenziale misti a olio di ricino dodici ore prime di lavare i capelli.
Invecchiamento della pelle, rughe: una goccia di olio essenziale di rosmarino aggiunta mattina e sera alla quantità di crema necessaria per viso e collo.
Punti neri, pelle impura: per una pulizia profonda fare per 10 minuti suffumigi con infuso di rosmarino. Da evitare in caso di couperose e pelle delicata, disturbi cardiaci.
Bagni tonificanti e rilassanti: aggiungere all’acqua del bagno 4 gocce di olio essenziale di rosmarino.
Tonico astringente: decotto ristretto di rosmarino.

ALTRI USI: in cucina serve ad aromatizzare arrosti, patate, castagnaccio, verdure saltate in padella, pane, focacce, marinate, cacciagione.
LINGUAGGIO DEI FIORI: per la sua azione rinforzante sulla memoria, è ritenuto la pianta del ricordo, come dice Ofelia nell’Amleto: “Ecco laggiù il rosmarino, la pianta del ricordo”.
ANEDDOTI E CREDENZE: secondo una leggenda i fiori del rosmarino una volta erano bianchi. Divennero azzurri quando la Madonna, durante la fuga in Egitto, lasciò cadere il suo mantello su una pianta di rosmarino. Si dice che nel XIV o XVII secolo (la data è controversa) la regina Isabella d’Ungheria, settantenne, rugosa e piena d’acciacchi, ritrovasse la salute e una seconda giovinezza, tanto da essere chiesta in sposa dal re di Polonia, grazie ad un’acqua che prende il suo nome. La ricetta è semplicissima: alcolaturo di rosmarino, lavanda e menta. Peccato che non se ne conoscano le dosi. Nell’antica Grecia, chi non poteva procurarsi l’incenso per sacrificare agli dei, bruciava rosmarino che veniva chiamato “pianta dell’incenso”. Anche dagli egizi e dai romani era tenuto in grande considerazione. Nel Medioevo veniva usato per scacciare spiriti maligni e streghe durante le pratiche esorcistiche. Per secoli venne usato come fumigante per disinfettare le stanze dei malati. Il decotto di rosmarino serviva per la pulizia delle cucine, lavelli, vasche da bagno. Rametti di rosmarino venivano posti nei cassetti della biancheria, negli armadi per profumare e tenere lontane le tarme.












