Camelia

CAMELIA CAMELLIA una rustica regale

Appartenente alla famiglia delle Theaceae o Ternstroemiaceae o Camelliaceae, questo genere fu  istituito da Linneo e dedicato al gesuita moravo Giorgio Kamel che, nel XVIII secolo,

cameliaimportò dall’Oriente la camelia, pianta che nell’Ottocento ebbe un periodo di grande splendore, fino ad entrare nella letteratura e nell’opera: Marguerite Gautier fu il personaggio realmente esistito (sulla sua tomba vengono deposte tuttora le camelie), che ispirò ad Alessandro Dumas figlio il romanzo La dame aux camèlias, da cui Piave trasse il libretto della Traviata, musicato magistralmente da Verdi.
Il numero delle specie di camelia è controverso: secondo alcuni autori, che inseriscono anche le Thea (dalle cui foglie si ottiene il tè), sono circa un centinaio, mentre altri autori si riferiscono sono alle ornamentali e le limitano a quindici, altri ancora riducono a non più di dieci, portando a cinque-sei quelle coltivate, a non più di tre quelle che presentano vera importanza e sono la C. Japonica, la C. sasanqua, le più rustiche, la C. reticulata la più delicata.
La camelia è un arbusto sempreverde, coltivabile in terra o in vaso. Ha fusto durissimo e compatto, le foglie sono graziose e lucenti, i fiori, a forma di coppa o ciotola, possono essere semplici, con cinque petali, semidoppi o doppi, in tutte le sfumature che vanno dal bianco al rosa al rosso, con dimetro che può raggiungere anche i 20 cm nella C. reticulata dai fiori semidoppi.
La messa a dimora deve avvenire in posizioni riparate dal gelo e dai venti gelidi, meglio ancora se si tratta di un punto leggermente ombreggiato. I venti freddi potrebbero ustionare la varietà japonica, che fiorisce da febbraio a marzo, facendo annerire i fiori. La posizione ideale per qualsiasi tipo di camelia, è l’essere riparata  dal  nord. Attenzione, però, anche al pieno sole: le foglie potrebbero ammalarsi, macchiandosi di giallo-bruno. In questo caso l’intera pianta sarebbe da eliminare.
La Camelia cresce bene nei climi temperati, anche nelle vicinanze dei grandi laghi alpini, poiché il clima è mite anche in inverno. Se le gelate arrivano tardi, quando le piante in vaso o in cassoni sono già state portate all’aperto, proteggerle con fogli di plastica.

La piantagione si effettua in settembre-ottobre o in marzo-aprile.
Il terreno, che non deve essere calcareo, va arricchito con foglie decomposte e torba. Se è calcareo, bisogna somministrare periodicamente chelati di ferro per non far orlare le foglie di giallo (clorosi), e far perdere vigore alla pianta. Pacciamare con torba umida e in primavera con terra d’erica, così da mantenere le radici fresche, con molto humus.
La pianta va annaffiata con giudizio: ripetutamente e abbondantemente solo nei mesi di gran caldo, riducendo gradatamente. In caso contrario, le foglie ingiallirebbero e inizierebbero a cadere.
I fiori appassiti vanno eliminati per evitare che si formino i frutti, cosa che, nel corso degli anni,  toglierebbe vigore alle piante.
Gli arbusti di camelia si prestano ad assumere le forme più diverse, dall’albero alla spalliera. La potatura annuale non è necessaria,. Si pota solo per dare una forma alla pianta, per il resto basta che in primavera, all’inizio della vegetazione, siano accorciati i rami disordinati, quelli vecchi che potrebbero farla deperire.
Le camelie si moltiplicano per innesto, a spacco, preferibilmente in primavera.

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