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Anno 9
Numero 17
Direttore responsabile
Antonia Geninazza
Registrazione Tribunale di Roma n° 542/98 del 18.11.1998
Arcobaleno è una testata regolarmente registrata, ne è vietata la
riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione.
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Giardinaggio
Questo spazio è dedicato ai "pollice
verde" e a chi vuole diventarlo. Se avete qualche esperienza personale da segnalarci
su come curare piante e fiori, scrivete al nostro indirizzo telematico. I consigli più
interessanti verranno pubblicati.
Rubrica a cura di Chimonanthus
POMODORO il rosso re dell'estate
Appartenente alla famiglia
delle Solanaceae, il Solanum lycopersicum esculentum fa parte degli innumerevoli
regali che il Vecchio Mondo ha ricevuto con la scoperta dell'America. La maggior
parte degli studiosi concorda che la pianta sia una spontanea
originaria del Perù e che da lì la coltivazione si sia estesa in tempi
precolombiani fino al Messico, da qui introdotta in Europa dai conquistatori
spagnoli. Trasferendola dalla terra d'origine, gli spagnoli le conservarono il
nome con il quale era conosciuta dagli indigeni, tomate, mentre in Italia ecco
apparire la denominazione pomodoro. Perché chiamare pomi d'oro, dorati, frutti
che hanno un colore rosso acceso? La spiegazione più accreditata la si trova in
una nota che il Mattioli, 1586, fa nel suo Medici senensis commentarii: i primi
frutti apparsi in Europa erano probabilmente di colore giallo arancione. Del
pomodoro, dieci anni dopo il Mattioli trattano altri studiosi, il Bauhin chiama
il frutto Tumatle americanorum, nome ripreso da altri studiosi e Zwingler, nel
1696, affermava che i frutti di questa pianta, benché poco sani, venivano
consumati in Italia in vario modo. Già, perché come ad altre piante
provenienti dal Nuovo Mondo, al suo apparire anche al pomodoro toccò in sorte
di essere considerato velenoso, perciò coltivato come curiosità botanica,
pianta ornamentale. La coltivazione
a scopo alimentare è fatta risalire agli inizi dell'Ottocento, qualcuno dice a
partire dal 1785 per il napoletano, nelle zone temperate Italiane, dalla Sicilia
alla Campania, risalendo pian piano lo stivale fino a raggiungere il nord. Nel
corso dei
decenni, la coltivazione si è fatta intensiva, anche grazie all'industria
conserviera di cui il pomodoro è re.
CREDENZE: per quanto abbiamo
spulciato, dai paesi originari non ci risulta sia giunta nessuna leggenda o
simbologia legata al pomodoro. Invece, abbiamo trovato che tra i Bambara,
popolazione africana stanziata nell'alto Niger, il succo del pomodoro è
paragonato al sangue, è ritenuto principio di esistenza primordiale poiché i
suoi grani sono sette e sette erano i pianeti conosciuti nell'antichità.
Secondo il loro credo, Faro il Demiurgo, signore delle acque e del verbo, nel
corso della riorganizzazione del mondo fecondò le donne con i pomodori, queste
scarificarono periodicamente il frutto alla divinità. Il succo è raccolto
dalla rondine, messaggero del dio, che lo porta in cielo per farlo ritornare
sotto forma di pioggia, altro elemento fecondante. Le coppie di questa tribù
hanno l'abitudine di consumare pomodori prima di unirsi. In queste leggende, il
pomodoro sostituisce i semi di melagrana che fecondarono la vergine Nanna che
partorì Attis.
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